Atti del Convegno
trascrizione degli interventi registratii
San Vincenzo 22 novembre 1999
a cura dell'U.O. Comunicazione Esterna e Sviluppo Economico
il turismo

San Vincenzo e il suo futuro

 


50° Anniversario dell'istituzione del
Comune di San Vincenzo


Con il convegno sul turismo "San Vincenzo e il suo futuro" si è concluso il programma di iniziative per celebrare il 50° anniversario della nascita del Comune di San Vincenzo, staccatosi nel 1949 da quello di Campiglia Marittima.

L'appuntamento con il turismo ha voluto legare la storia recente di San Vincenzo al suo futuro di cittadina turistica, con la pretesa di allargarne l'orizzonte per uscire dai confini ristretti del territorio e per ricercare un confronto di esperienze e di contributi.

La prima parte del pomeriggio è stata dedicata a San Vincenzo, alla sua storia e alle sue esperienze di sviluppo turistico, ascoltando l'esperienza diretta di alcuni operatori turistici locali. Sono inoltre stati ricordati e premiati gli operatori "storici", la cui presenza nel settore turistico sanvincenzino ha rappresentato e continua a rappresentare qualcosa di molto importante.

A testimoniare il lavoro e l'impegno degli operatori per il futuro turistico di San Vincenzo sono stati assegnati i Marchi di Qualità Costa degli Etruschi ad alcuni alberghi.

interventi di:

Carlo Roventini   Sindaco di San Vincenzo
Andrea De Martino   Prefetto di Livorno
Fabio Di Bonito   Assessore al turismo del comune di San Vincenzo
Alessandro Lazzi   Amministratore di Riva degli Etruschi – Lazzi VI.TUR. Spa.
Augusto Ferrero   Costruzioni Ferrero Sas
Francesca Vierucci   Operatrice settore agrituristico
Fulvio Pierangelini   titolare del ristorante Gambero Rosso
Marco D'Agliano   Presidente della Confcommercio San Vincenzo
Livio Cristini   presidente della Confesercenti San Vincenzo
Bruno Paffi   presidente dell’Associazione Albergatori San Vincenzo
Franco Franceschini   Segretario Comprensoriale della Filcalms CGIL.
Paolo Pacini   Presidente dell'Agenzia di Promozione Turistica di Livorno
Ermanno Bonomi   Direttore del Centro Studi Turistici di Firenze
Ario Locci   Presidente del Consorzio Tirreno Promotour
Giusi Mazza   Assessore al turismo della provincia di Livorno
Giorgio Kutufà   Presidente della Fiditoscana
Enrico Letta   Ministro per le Politiche Comunitarie

 

Carlo Roventini, Sindaco

Buonasera a tutti, vorrei prima di tutto ringraziare il signor Prefetto che è sempre presente alle nostre iniziative, le forze dell’ordine, il Ministro che ci ha dato la propria adesione e dovrebbe arrivare intorno alle 18.30 per portare il suo rilevante contributo. Voglio ringraziare altresì tutti i partecipanti, in primo luogo la Provincia di Livorno, l’Agenzia di promozione Turistica, il Consorzio Promotour, le associazioni di categoria e corro naturalmente il rischio di dimenticarmi qualcuno, e tutti quelli che sono intervenuti a questa importante iniziativa.
Un appuntamento, diceva nella presentazione l’Assessore, che viene a concludere i festeggiamenti per il 50° anniversario della fondazione del nostro Comune.
Tenere a novembre un’iniziativa sul turismo a San Vincenzo potrebbe sembrare una verifica della passata stagione; noi non intendiamo far questo, non vogliamo verificare alcunché anche se tutto sommato è stata una buona stagione turistica.
Vogliamo parlare invece del turismo di domani, perché questo ci interessa, e guardare al futuro ponendoci alcune domande.
La prima, è se vogliamo comunque restare all’avanguardia rispetto alla questione turistica; la seconda, è se vogliamo mantenere alto il numero delle presenze turistiche, la terza domanda, se vogliamo incentivare il flusso turistico della nostra area; ebbene sì, a queste domande vogliamo rispondere sì, ed allora dobbiamo aver chiaro che tre questioni devono essere sempre all’ordine del giorno delle nostre iniziative. Devono essere sia l’assillo del pubblico che del privato, e sono: qualità, qualità e qualità.
Non vuole essere uno slogan. Primo, qualità per quanto riguarda il territorio e l’ambiente; secondo, qualità per le strutture ricettive e gli interventi; terzo, qualità per ciò che riguarda i servizi pubblici e privati. L’immagine turistica di questa zona è legata in gran parte al turismo sostenibile; occorre stare molto attenti, perché il futuro del turismo nella nostra zona lo si farà sempre di più attraverso i Piani Regolatori, i Piani di settore, gli interventi ambientali. Dobbiamo quindi stare molto attenti ai processi in atto per non superare la soglia critica, la soglia ottimale, altrimenti il rischio che corriamo è tornare indietro.
Ormai è dato comune, convinzione comune che San Vincenzo non abbia assolutamente bisogno di altre 10, 20 o 30.000 presenze nel mese di agosto, non servono, servono solamente ad incrinare il rapporto che esiste tra risorse e ambiente, tra risorse e spiaggia, tra risorse e viabilità e tra risorse e parcheggi.
Non possono stare nella nostra area dimensioni di questo tipo, al massimo della espansione estiva; quindi occorre regolare il tutto perché la stagione turistica venga allungata. Non deve essere più uno slogan, si può fare, è stato dimostrato, si può fare e l’esempio più lampante di questo lo stiamo dando, visto che la nostra stagione turistica ormai va da aprile ad ottobre e, quindi c’è un segnale positivo in questa direzione, occorre continuare su questa strada.
La qualità dell’ambiente può giocare un ruolo fondamentale nelle attività turistiche in una duplice direzione: la prima, è la migliore qualità dell’offerta ricettiva, una qualità segnata da un maggior spazio vivibile all’interno e all’esterno della struttura stessa, la seconda direzione è puntare alla conservazione, ma nello stesso tempo alla valorizzazione di ciò che sta nella parte più intatta del nostro territorio, e in questo può aiutarci una saggia politica dei parchi e delle aree protette, ma non solo, oggi le certificazioni di qualità sono, come dire, la conditio sin qua non per fare veramente quel salto che da tempo stiamo aspettando. Comincia ad esser vecchia già la Iso9000, l’autocertificazione di qualità sulla base della quale molte aziende turistiche si stanno e si sono orientate, comincia a cadere, a passare; oggi c’è bisogno e necessità non di autocertificazioni, ma di certificazioni; ci stiamo attrezzando per verificare la possibilità di iniziare la procedura per richiedere l’Iso14000, 14001, cioè una certificazione che viene data da terzi rispetto all’ambiente, rispetto alla qualità dei servizi che devono essere resi, questo è il nostro impegno, questo è il nostro obiettivo, vogliamo portarlo avanti perché siamo convinti che il futuro si gioca solamente in questa direzione.
Per la qualità delle strutture ricettive l’ampliamento previsto nel nostro Piano Regolatore Generale non è sicuramente sufficiente a risolvere il problema, può risolvere il problema della redditività, cosa ovviamente importante, può mettere la struttura ricettiva in condizione di ricevere un flusso turistico non prettamente estivo, altrettanto importante, ma di per sé l’ampliamento non vuol dire qualità, occorre usare le strutture per più tempo, utilizzandole per incrementare, anche per questo versante, la stagione turistica non guardando solo al mare, ma deve cominciare a guardare davvero a un territorio più ampio offrendo pacchetti turistici, primaverili e autunnali, rivolte ai parchi, alle strade del vino, alle città storiche e d’arte. Questa è qualità, e non avere più o meno posti letto all’interno della struttura stessa. Così come ad esempio è sugli interventi che la qualità può esprimersi al meglio, la certificazione di qualità negli interventi non è un optional, se mai lo fosse stato, è una necessità e questo lo sanno bene ad esempio i nostri albergatori che aderiscono al marchio di qualità che proprio oggi verrà assegnato. Una necessità perché si può aprire una fase molto positiva. Laddove ci sarà un marchio, ci sarà un turista sempre più garantito, questo è il futuro a livello promozionale, perché il futuro del turismo in Italia e quindi anche a San Vincenzo sarà in base alle certificazioni di qualità, su questo non ci sono più dubbi.
Per la qualità dei servizi pubblici e privati, l’aspetto più interessante che merita di essere messo in evidenza è la cresciuta diversificazione dei prodotti turistici, capace di attrarre ancora più visitatori nelle nostre zone. Mentre si assiste ad un assestamento delle presenze legate al balneare, si individuano invece forti incrementi nel turismo naturalistico, culturale, storico, sportivo ed enogastronomico.
Una esperienza importante, a mio modo di vedere, è stata fatta oggi nella visita agli agriturismi di San Vincenzo, e ritengo che l’obbiettivo principale da porci sia quello della crescita e della competitività nel mercato turistico internazionale, posto che la nostra area si colloca sul mercato con delle peculiarità tali da renderla unica, ma che nel contempo risulta penalizzata sul piano dei costi rispetto ad altre aree concorrenti.
Occorre focalizzare l’attenzione sulla creazione di una offerta qualitativamente appetibile, ricca di servizi qualificati, che influenzeranno sempre di più le scelte dei turisti e dei tour operator. Tutto ciò però implica una serie di servizi sia pubblici che privati di alta qualità che richiedono ineludibili investimenti da entrambe le parti.
E’ su questo versante che dovranno arrivare i maggiori contributi da parte del Ministro e di chi interviene oggi, perché la ricerca del finanziamento in direzione della qualità della erogazione del servizio non può più avvenire a secondo dell’ipoteca possibile, ma dell’idea possibile. Si vuole entrare o no in Europa? In Europa si entra anche per questo versante, non è più pensabile avere finanziamenti a seconda di ciò che è possibile ipotecare, oggi occorre fare un salto di qualità e andare al possibile finanziamento anche sull’idea, sul progetto, sul programma, non solo ed esclusivamente sul bene e quindi questo credo sia un momento importante della nostra discussione di oggi, perché il turista infatti ricerca in un’area come la nostra, vista come un sistema, ed il giudizio che si forma è sulla complessità delle offerte erogate e non solo ed esclusivamente sullo stabilimento balneare, sul mare, sulla piscina o la viabilità, quindi la qualità è già oggi, e lo sarà ancora di più, l’arma vincente per il futuro.
C’è una nuova legge regionale che riguarda il turismo, solamente su questa si potrebbe aprire un dibattito. Credo che sia migliorabile e non sia stato fatto il massimo che era possibile. Oggi però occorre applicarla, nelle funzioni che meglio si addicono alle nostre necessità. E’ migliorabile sicuramente perché vede poco, ad esempio, le possibilità della promozione e molto di più si ferma sulle possibili gestioni. Questo è un limite che credo debba essere superato, però oggi è quella, occorre evidentemente applicarla al meglio, nell’ambito delle necessità che anche noi abbiamo. Termino con una considerazione già fatta in modo molto più autorevole dal Ministro del Tesoro Amato al congresso ANCI di Catania. Credo che sia venuto il momento di cominciare a riflettere sulle domanda che i Comuni turistici da tempo stanno ponendo a livello nazionale e regionale: è giusto che le manutenzioni necessarie per l’uso massiccio delle strutture pubbliche e del territorio dei Comuni turistici siano solo a carico dei cittadini residenti? Ebbene a questa domanda la risposta deve essere chiara, ed è un no deciso e forte, non è giusto che siano solo ed esclusivamente i cittadini residenti a farsi carico di queste necessità. Considerato in tutte le nazioni europee turisticamente avanzate come la Francia, la Spagna, l’Inghilterra, l’Austria, ecc., esiste una sorta di tassa di soggiorno che il turista paga, credo che sia arrivato il momento, anzi da noi è tornato il momento, che questa proposta sia messa all’ordine del giorno per essere inserita in una legge quadro nazionale e/o regionale. È ovvio che questa entrata dovrà essere finalizzata ai recuperi ambientali, ai restauri di opere pubbliche, ma è anche altrettanto ovvio che la questione sia ineludibile, oggi si pone con forza e una risposta positiva mi auguro possa essere data anche in tempi brevi.
Vi ringrazio per essere stati ad ascoltare, parlare di turismo per quanto ci riguarda è sempre difficile, ma nello stesso tempo appassionante perché ci rendiamo perfettamente conto di parlare della questione economica della nostra area, della questione economica della Costa degli Etruschi, e soprattutto della questione economica di San Vincenzo. Proprio per dar spazio anche a quegli operatori, alle associazioni e alle aziende che sono venuti oggi a portare il loro contributo, finisco qui, e vi auguro, ci auguriamo buon lavoro. Grazie.

Andrea De Martino, Prefetto di Livorno

Non potevo lasciar trascorrere l’ultimo giorno dei festeggiamenti dedicati al 50° anniversario dell’istituzione dell’autonomia di San Vincenzo, senza onorare con la mia presenza questa fase storica dell’Amministrazione Comunale. Nella parola autonomia, parola che riconosciuta nella Costituzione della Repubblica Italiana ad ogni Comune italiano, si racchiude la forza ed il senso di incontri come quello di stasera, incontri nei quali i cittadini e gli Amministratori, scelti nel modo che la democrazia prevede, stabiliscono insieme le sorti e il futuro della collettività. Cosa c’è di più bello del vivere il percorso pubblico di una vita comunitaria con le intese che la democrazia consente? Un evento davvero significativo, particolare, che non poteva trascorrere senza almeno un momento di attenzione alla vita di San Vincenzo, da parte mia e da parte delle istituzioni che rappresento.
La normativa di questi anni è tutta protesa, specialmente nel settore delle riforme, a dare un senso sempre più vivo a questa parola; quando si parla di sussidiarietà si pensa proprio alla necessità di avvicinare sempre di più le decisioni pubbliche ai cittadini, e allontanarle dal centro, allontanarle dai Ministeri, per portarle nelle sedi più vicine, intanto per iniziare, ai Comuni. E’ lì che veramente si costruiscono le scelte, si pianifica il futuro, si sanno individuare le vocazioni ideali del territorio e si fa in modo che queste vocazioni si traducano in vantaggi, in benessere, in crescita. Questa sera il rapporto tra Amministrazione e cittadini è un rapporto speciale, è un rapporto tra Amministrazioni ed operatori del settore del turismo, direi che, come giustamente diceva il Sindaco, è un rapporto forte, stretto con il settore portante dell’economia di questo territorio. La chiave migliore, proprio per chiudere questo momento di commemorazione, è proprio quella di dedicare a questo ambito il massimo delle attenzioni possibili, proprio per dar senso reale e concreto al termine autonomia.
Su di voi ricadono le vere responsabilità degli anni 2000; avremo modo di vedere confermata un’analisi che prevede come l’economia mondiale sarà, nel prossimo secolo, condizionata da un fenomeno oramai riconosciuto in maniera unanime, la terziarizzazione dell’economia. L’economia mondiale si svilupperà in percentuale altissima sui servizi, sul turismo, sul trasporto e probabilmente gli altri campi dell’economia avranno a subire dei ridimensionamenti rispetto a quelli che sono stati i livelli di crescita del secolo che oramai stiamo per lasciare alle nostre spalle. Questo ha un significato particolare per la nostra provincia, con realtà che hanno una particolare specializzazione in questi campi. Voi nel settore del turismo, altre città della Provincia in altri settori, per Livorno possiamo immaginare il trasporto, i servizi.
Questa è una marcia in più, un valore aggiunto che, son convinto, se arricchito da competitività e da una sempre maggiore efficienza, potrà rappresentare un motivo forte per funzionare da detonatore, da catalizzatore di una crescita ancora più ampia; i riferimenti che ci dava il Sindaco sulle scelte da compiere sui possibili ulteriori passi da fare anche dinanzi alla più recente legge regionale, a mio modo di vedere, vanno dibattuti, fatti lievitare per portare poi a dei risultati che siano il frutto di una valutazione che arriva da una terra che vive e sperimenta realmente e responsabilmente i fatti dei quali si parlava, anno dopo anno, con non pochi successi.
Anche il primo semestre del ’99, anche le recenti statistiche dell’estate ’99 hanno visto la zona continentale della provincia rispetto a quella dell’arcipelago in una posizione di vantaggio in termini percentuali, ovviamente è un segnale forte rispetto ad una domanda sempre più agguerrita, più attenta, più bisognosa di un mercato valido.
Da parte del Prefetto avete l’assicurazione del sostegno totale, specialmente nei settori che più stanno a cuore a chi vive in questa zona: la sicurezza e l’ordine. Entrare in una città e trovarla ordinata nei suoi arredi urbani, nelle sue strade, nelle sue strutture è sicuramente un segno di benessere, che invoglia e spinge chiunque a ritornare in quel luogo per riposare, per godere, per divertirsi. E’ il primo biglietto da visita del luogo.
A questo occorre aggiungere un ordine della sostanza, l’ordine della sicurezza. Più volte nei mesi e negli anni passati, abbiamo dovuto guardare con particolare attenzione in questa zona tra Piombino e Cecina, frutto di incursioni da parte di bande che venivano dall’estero. Bande non stanziali, questa terra è sana, diciamocelo noi e facciamolo sapere a quanti vogliono venire a trascorrere le loro vacanze in questa zona. A queste incursioni le forze dell’ordine, mi piace dirlo testimoniandolo, sono qui presenti i responsabili della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, hanno risposto punto per punto, azione su azione e sono riusciti a far indietreggiare questo attacco che avrebbe potuto proseguire, avrebbe potuto stabilizzarsi, cronicizzarsi, a danno sicuramente di chi ci abita e del cittadino, ma a danno anche del settore che voi state rappresentando così bene. E’ il frutto di un impegno che, a mio modo di vedere, non cessa e vuole affiancare quello dell’Amministrazione e dei cittadini. Ritengo che solo mettendo insieme pubblico e privati, in una logica, volta veramente a costruire gli anni 2000, quelli ai quali si è voluto guardare questa sera, in nome del turismo ed in nome dei 50 anni dell’autonomia che sono stati festeggiati quest’anno potranno portare quei risultati ai quali tutti guardiamo e che tutti auspichiamo. Buon lavoro.

 

Fabio Di Bonito, Assessore al turismo del Comune di San Vincenzo

Buonasera a tutti. Prima di entrare nel vivo dei nostri lavori, desidero esprimere il ringraziamento dell’Amministrazione Comunale di San Vincenzo e mio personale, a tutti i relatori che si avvicenderanno nell’intervento e ai graditi ospiti ed un cordiale benvenuto alle autorità presenti e a tutti i partecipanti. Come ha detto poc’anzi il Sindaco, il Ministro Letta sarà con noi non prima delle 18:30 in quanto i suoi innumerevoli impegni si sono protratti, comunque ci ha garantito la sua presenza, e il suo prezioso contributo non mancherà senz’altro ai lavori.
Esattamente 13 mesi fa, il 22 ottobre 1998 si è svolta a San Vincenzo la seconda Conferenza Provinciale sul turismo; noi oggi ci troviamo ancora una volta a San Vincenzo ed ancora una volta per ragionare tutti insieme su di un settore che rappresenta il momento o almeno uno dei momenti più importanti della nostra economia, la pretesa della Giunta Municipale ed in particolare dell’Assessorato al turismo non era e non vuole essere quella di riproporre una giornata di intensa riflessione e tecnicamente di così alto profilo come fu in occasione della Conferenza Provinciale dello scorso anno; oggi il nostro stare insieme trae lo spunto dalle celebrazioni commemorative del cinquantenario della istituzione del Comune, infatti, come ho detto anche in apertura, la manifestazione odierna è stata inserita a pieno titolo nel calendario ufficiale delle manifestazioni, però abbiamo voluto allargare il nostro orizzonte, uscire dai confini del nostro territorio, per ricercare un confronto di esperienze e di contributi rispetto a questo comparto che ripeto riteniamo di vitale importanza, sia dal punto di vista economico, sia dal punto di vista occupazionale. Oggi avremo il piacere di ascoltare molti interventi, in particolare di enti economici e finanziari quali la Fiditoscana, di promozione come l’APT e la Promotour, istituzionali quali la Provincia e il Governo, oltre alle associazioni di categoria. Il mio personale auspicio, ma spero di interpretare anche il pensiero di tutti voi, è quello di poter affermare, al termine di questa giornata, di aver potuto arricchire la propria esperienza e la propria consapevolezza, nei confronti di questo comparto economico e culturale così importante per la nostra terra qual è il turismo. È scontato sottolineare l’importanza di questo settore per la nostra economia; San Vincenzo vive principalmente sui proventi del turismo diretti e indiretti, solitamente questa è una stazione balneare, vi sono tracce dei bagni e del mare di San Vincenzo in alcuni scritti del ‘6-‘700, e le prime cronache dei bagnanti ospiti delle nostre spiagge sono citate nelle pagine di molti autori, ne voglio citare uno solo molto vicino alla nostra terra, Renato Fucini. Nel corso del tempo la domanda di turismo è molto cambiata: oggi è impensabile ritenere, per esempio, che le parole contenute in un numero unico dell’azienda autonoma di soggiorno e turismo di San Vincenzo nel ’71 e vergate dall’allora direttore del “Telegrafo”, Carlo Lulli, possano essere sufficienti a promuovere il nostro territorio e la nostra costa, diceva infatti Lulli: “Lì c’è San Vincenzo, socchiudi gli occhi e vedi nella folgorante luce di un sole estivo, acqua di mare turchino, cieli di caldo celeste, il verde riposante di ombrose pinete, villette solitarie che promettono quiete e serenità”. La tutela alla valorizzazione ambientale non sono di per sé stesse sufficienti a rispondere alle richieste dei nuovi flussi turistici; esse devono interagire con nuove e moderne scelte di natura economica e politica, innanzitutto un ruolo sempre più centrale sarà svolto e dovrà essere svolto dalle politiche di promozione turistica, un compito che in questi anni ha visto coinvolti molti soggetti istituzionali e non, nella nostra Provincia e in particolare nella Provincia continentale, la nostra APT ha lavorato con lungimiranza e con ottimi risultati, un ruolo che, mi sia permessa questa critica che ha citato anche il Sindaco nel suo intervento, vedo notevolmente indebolito dall’attuazione della nuova, ma vorrei dire ennesima, legge di riforma sull’organizzazione della promozione turistica, la legge regionale 54 nella quale sono contenute indicazioni che potenzialmente potrebbero indebolire la funzionalità delle attuali strutture di promozione; ritengo, anzi mi auguro, che un consapevole impegno della Provincia e di tutti i Comuni coinvolti possa “bypassare” in qualche maniera e in modo indolore questa trasformazione che lascia perplessi molti, se non tutti gli interessati. Altro nodo centrale, per l’allineamento dell’offerta di mercato nel settore turistico, è rappresentato dallo sforzo di programmazione territoriale con particolare riguardo alle scelte in materia di assetto del territorio, occorre pensare al potenziamento delle infrastrutture siano esse viarie e portuali, per esempio, al recupero e alla valorizzazione delle risorse storico e culturali, all’ampliamento e alla riqualificazione delle strutture ricettive. In quest’ultima direzione, l’impegno dell’Amministrazione Comunale di San Vincenzo si sta concretizzando nello strumento urbanistico di prossima approvazione nel quale uno degli obiettivi centrali è rappresentato dalla riqualificazione strutturale della ricettività nel pieno rispetto dell’ambiente in cui si trova, in una sola parola, sviluppo sostenibile del comparto turistico, quindi ambiente, promozione, programmazione territoriale, valorizzazione storico-culturale, l’attrattività di un territorio discende da questi fattori prima che dalla qualità dei servizi offerti, qualità che peraltro deve integrarsi in questo quadro di infrastrutture. Il capitolo relativo all’offerta dei servizi e alla qualità degli stessi offre un altro tipo di ragionamento, che in questa sede credo verrà affrontato compiutamente dai vari interventi, personalmente però, per quanto riguarda la qualità appunto, vorrei soffermare la vostra attenzione su due importanti iniziative: la prima riguarda il marchio di qualità Costa degli Etruschi per gli alberghi che rappresenta un’ulteriore certificazione dei servizi offerti all’interno delle strutture alberghiere e si somma, o meglio, si integra alla classica standardizzazione per stelle, oggi noi consegneremo questo marchio, a 5 strutture alberghiere di San Vincenzo che hanno superato le attente verifiche sugli standard dei servizi; verifiche basate su criteri particolareggiati e molto attuali, individuati da un’apposita commissione di esperti; questo marchio rappresenta e soprattutto certifica un livello dei servizi qualitativamente importante e significativo che va in contro a quelle che sono le nuove domande di turismo. L’altra iniziativa che per il momento non è decollata, ma che pur nella sua complessità tecnica potrà rappresentare l’ulteriore salto di qualità sotto l’aspetto dell’offerta dei servizi al turismo è il marchio per gli appartamenti privati destinati all’affitto estivo; anche in questo caso, i requisiti per il raggiungimento del marchio ci consentirebbero un ulteriore e importante innalzamento della qualità del servizio offerto al turista. La realizzazione di questo progetto ci permetterebbe anche di monitorare e controllare tutta una serie di dati sui flussi turistici che oggi ci sfuggono in quanto non vi sono strumenti burocratici e amministrativi che ci permettono di rilevare gli arrivi e le presenze al di fuori delle strutture turistiche ricettive, un tempo questo si poteva fare, qualcuno si ricorda , con la vecchia tassa di soggiorno. La realizzazione del progetto sul marchio di qualità per gli appartamenti-vacanze richiede, non solo uno sforzo organizzativo, ma anche numerose risorse economiche rappresentate ad esempio dagli incentivi ai proprietari di abitazioni destinate all’affitto per vacanze. Sul tema dei finanziamenti al turismo, spero che l’amico Giorgio Kutufà, Presidente della Fiditoscana, e anche il Ministro ci possano intrattenere, ma soprattutto indirizzare verso quei canali di finanziamento accessibili al comparto turistico sia a livello regionale, che a livello di politiche comunitarie. Questi potrebbero essere alcuni spunti alla riflessione odierna, credo però che molti altri importanti elementi emergeranno dai vari interventi della giornata. Da parte mia ho cercato di evitare una riflessione che come diceva il Sindaco in questo periodo dell’anno può emergere con facilità e riguarda l’analisi dei dati della stagione appena trascorsa. Ritengo che parlare del turismo futuro e delle prospettive di questo comparto non sia necessario farlo partendo dai dati del passato anche recente; noi tutti sappiamo quali potenzialità sono insite in questo territorio e in questo settore, ed è su queste potenzialità che dobbiamo lavorare per crescere e svilupparsi, siamo peraltro consapevoli che nelle ultime stagioni vi sono stati buoni risultati di crescita, ma vi sono stati anche dei segnali di controtendenza ed è su questi che dobbiamo trovare gli spunti positivi per continuare nel nostro lavoro di sviluppo turistico dell’intero territorio, ne cito solo alcuni di questi elementi di controtendenza: la crescita delle presenze straniere soprattutto provenienti dal Nord Europa, l’aumento, anche se minimo, del periodo di permanenza nelle strutture, l’aumento di richiesta di turismi cosiddetti alternativi, quali quello culturale, paesaggistico, ambientale, ma anche enogastronomico. La visita nelle strutture agrituristiche di oggi, ne è in qualche misura un segnale di interesse in questa direzione, e poi vi è purtroppo una constatazione negativa che continuiamo a fare e che è molto significativa per il nostro impegno futuro, la constatazione della perdurante brevità del periodo della stagione turistica. Questo credo che sia il terreno del nostro impegno futuro; all’inizio ho presentato questo incontro parlando del cinquantenario della nascita del Comune di San Vincenzo e ribadendo come questo nostro convegno si inserisca nel calendario ufficiale delle manifestazioni revocative, a questo proposito abbiamo deciso di dedicare la prima parte del pomeriggio a San Vincenzo, alla sua storia e alle sue esperienze di sviluppo turistico e lo faremo ascoltando, fra breve, la testimonianza diretta di alcuni importanti operatori. San Vincenzo continua a essere un paese dall’aspetto paesaggistico ed ambientale gradevole, come citava Lulli nel suo scritto, ,ma negli anni si è mosso e si arricchito di molte esperienze che avremo il piacere di ascoltare subito dopo, e sempre per ricordare che oggi festeggiamo i nostri primi 50 anni di vita comunale, la Giunta ha ritenuto giusto e opportuno farlo ricordando e premiando alcuni dei precursori del turismo Sanvincenzino ed alcuni importanti operatori in questa direzione. Io amo definirli operatori storici, la cui presenza nel settore turistico di San Vincenzo ha rappresentato e continua a rappresentare qualcosa di importante. Dopo questo momento, se vogliamo anche un po’ campanilista, ma importante e significativo, allargheremo i confini della discussione con gli interventi delle associazioni, degli Enti, delle istituzioni che hanno gentilmente accolto il nostro invito e che ringrazio ancora una volta per essere intervenuti.

 

Alessandro Lazzi, Amministratore di Riva degli Etruschi – Lazzi VI.TUR. Spa.

Vorrei intanto ringraziare dell’invito e delle belle cose che sono state dette finora e che abbiamo fatto insieme con il Comune di San Vincenzo, con il quale abbiamo avuto sempre un buon rapporto. Questo rapporto ha semplificato molto, in questi 40 anni della nostra attività che ricorreranno ormai l’anno prossimo, la possibilità di poter sviluppare e seguire il turismo nella sua evoluzione, come è avvenuto dai primi anni ’60 ad oggi. L’evoluzione del turismo ha avuto uno sviluppo abbastanza logico, così come le esigenze dello stesso utente, del cliente, che si sono manifestate e modificate nel corso degli anni. Basta pensare a quali erano le esigenze degli anni ’60, se non altro degli ambienti e degli spazi, e quelli degli anni 2000. Una modifica logica ed ovvia. E’ evidente che tutto questo viene semplificato da una serie di evoluzioni avvenute, dalla viabilità degli ultimi anni a una sempre maggiore attenzione all’ambiente, con considerazioni in merito ai parchi, piuttosto che a strutture che riprendono, rivalorizzano, tutte le nostre bellezze e che forse noi, da bravi italiani, diamo sempre per scontato, che però evidentemente lo straniero apprezza. Apprezza e questo non ce lo dobbiamo mai dimenticare; siamo abituati, io parlo da fiorentino, ad avere tutto a portata di mano e forse non apprezzarlo mai abbastanza.

Il nodo del problema è come allungare la stagione turistica, che diventa molto importante perché il mare e il caldo lo si va a cercare, o meglio si cerca di scappare dalla città probabilmente a luglio e agosto anche per una questione di ferie e anche per una questione di tempo legati agli impegni di lavoro. Sicuramente però le stagioni intermedie che vanno da aprile a giugno, da settembre ad ottobre sono legate ad altro tipo di motivazioni da parte del cliente, del consumatore. E’ importante che un cliente nel mese di aprile possa trovare e avere la possibilità di fare cose alternative, perché il tempo è bello, ma ovviamente non è possibile fare il bagno come a luglio e agosto e pertanto è importante trovare tutte queste alternative, ben proposte, come possono essere i paesi, la natura e le strutture stesse che si sono create, nei dintorni.
San Vincenzo in questo, a mio parere, è in una posizione strategica, perché con la viabilità attualmente disponibile in un paio d’ore possiamo raggiungere tutti i centri di maggior interesse culturale e parlo dai più piccoli ai più grandi, dalle grandi città ai piccoli centri, ai piccoli borghi, quindi, anche questa tendenza a rivalutare le antiche tradizioni, dalle manifestazioni storiche alle più recenti, come il palio che viene corso sul lungomare di San Vincenzo, è un notevole fattore di richiamo e di tradizione e contribuiscono e aiutano noi albergatori. Ovviamente noi dobbiamo fare il nostro, sicuramente attenzione alla qualità, attenzione al servizio, nel nostro caso attenzione a mantenere inalterato il patrimonio naturale. Questo vale anche sicuramente per altri alberghi.
Un albergo in centro città a San Vincenzo avrà altre tematiche e altre problematiche. Per noi è stato ed è molto importante mantenere questo aspetto naturale dell’origine, di come era negli anni ’60. Tutto il resto ovviamente deve derivare dallo sforzo comune, su cui secondo me sono stati fatti passi importanti. Grazie.

 

Augusto Ferrero, Costruzioni Ferrero Sas.

Parlare di turismo oggi, e portare novità col contributo dei nostri interventi è molto difficile perché, credo che il Sindaco Roventini e l’Assessore Di Bonito abbiano fatto un panorama per il futuro che è assolutamente condivisibile, anzi speriamo che venga opportunamente realizzato. Il mio ringraziamento per questo incontro va all’invito personale, che vuol dire legittimare la mia presenza a San Vincenzo, la mia cittadinanza Sanvincenzina per 40 anni di vita in questo Comune e in questa comunità e questo è un grazie veramente sentito che mi commuove e mi rende orgoglioso di questa partecipazione.
Vorrei solo dare due appunti.
L’economia di San Vincenzo l’ho conosciuta quando Via della Principessa era sterrata e i fagiani camminavano sulla strada, passavano forse 10 macchine al giorno; ho conosciuto quegli Amministratori che si chiamano Lido Giomi, Loriano Mencarelli, oggi il nostro Assessore, il nostro Sindaco Roventini, che hanno seguito questo percorso e la crescita di questo paese e parlarne volentieri perché questo paese, anche per i contrasti interni che ci sono stati, è cresciuto incredibilmente.
C’era la Via Aurelia che passava in mezzo alle case e non voglio essere romantico, ma le macchine che passavano attraverso le case sono state sostituite oggi da una piccola zona interessantissima che è diventato il punto d’incontro, non solo dei Sanvincenzini, ma di tutti i paesi intorno ed è apprezzatissima da tutti i turisti che vengono a San Vincenzo. Come operatore mi sento di parlare, non solo a titolo personale, delle battaglie che abbiamo condotto insieme a tanti amici che vedo qui in sala, che si sono dedicati al turismo. Mi riferisco a quegli albergatori che con noi hanno vissuto i contrasti, le battaglie con una Amministrazione che pur cercando di spingere il turismo si è sempre trovata in mezzo alle pastoie della burocrazia.
Oggi il Sindaco ha detto stiamo vedendo il nuovo Piano Regolatore, chi è qui con me, sa che 10 anni fa abbiamo chiesto le cose che il Piano Regolatore ha accolto dopo 10 anni. Se il turismo si muove di qualità, si muove anche in velocità, la gente non si muove più per accedere alle località turistiche su quattro ruote, ci va in aeroplano.
Abbiamo parlato troppo poco e questo mi sollecita a ricordarlo agli Amministratori, chi oggi vuol giocare a golf non ha altro che da scegliere nell’arco di 2000 Km, non più di 200 Km, perché quando una persona è seduta su un aereo fare 500 Km o farne 2500 è soltanto questione di perdere qualche mezzora in più o qualche ora in più, ma per andare dove vuole. Quello che diceva il Dottor Lazzi, noi abbiamo mare, coste splendide, boschi splendidi, è vero. Amo questa terra, dico che dobbiamo fare delle scelte, ma non delle scelte globali, delle scelte puntuali. Significa offrire San Vincenzo non di luglio e agosto, che siamo capaci a offrire perché è un bene che nessuno ci toglie, il sole del luglio e dell’agosto è una realtà, ma offriamo anche delle strutture di servizio, strutture di qualità, e solo il pubblico può aiutare il privato a offrirle. Ad esempio, noi siamo in una zona dove non esiste un campo da golf. Quanto movimento c’è intorno a un campo da golf fuori stagione? Perché noi dobbiamo premiare il fuori stagione, che è una realtà che manca. Noi possiamo offrire a San Vincenzo, a due ore di distanza da Firenze, Siena, Arezzo, delle cose bellissime, ma perché non c’accontentiamo dello splendido percorso dei borghi medievali e dell’Alta Maremma. Il Monferrato che è terra delle mie origini, il mio cognome lo denuncia, è riuscito in 10 anni a creare un percorso enogastronomico dei vini e delle colline del Monferrato che oggi a fine ottobre rende pieni tutti gli alberghi e gli alberghetti. Noi abbiamo una terra splendida, oltretutto abbiamo un vantaggio, un sole che non ci toglie nessuno, abbiamo borghi medievali di cui nessuno ha parlato, ma che sono splendidi. Io invito questa Amministrazione e quelle dei Comuni vicini ad impegnarsi nel rendere partecipe tutta la comunità italiana ed internazionale di un percorso limitato che caratterizza la nostra zona, perché se noi diciamo venite a San Vincenzo per andare a Siena o Firenze fuori stagione, uno va a dormire a Firenze e poi va a Siena, non parte sicuramente da San Vincenzo. Ma far conoscere i nostri borghi, Suvereto, Campiglia, Massa Marittima, Volterra, da San Vincenzo lo si può fare e questo vi assicuro può essere una delle prospettive migliori e più interessanti per caratterizzare e far conoscere San Vincenzo.
Un’ultima sollecitazione: è vero che la burocrazia dello Stato, dell’apparato, la burocrazia dei Piani Regolatori e la loro attuazione rende difficile certe decisioni, forse certe volte le rende impopolari, altre volte le rende responsabili e pericolose per certi amministratori, ma bisogna farle. Un albergo non può aspettare 10 anni, una struttura turistica non può aspettare 5 anni per adeguarsi alla richiesta del mercato turistico. Grazie e grazie agli Amministratori per le loro intenzioni.

 

Francesca Vierucci, Operatore del settore agriturismo.

Buonasera, io vorrei innanzitutto ringraziare il Comune perché ci ha invitato anche se come realtà che non siamo così forte e numerosa. Fa piacere che comunque abbiamo avuto questa considerazione, perché in Toscana l’agriturismo ha preso piede e conta di numerose attività che hanno un’importanza reale nel numero delle presenze del turismo. Vorrei parlare innanzitutto della mia esperienza, perché è un’attività che seguo da diversi anni, nata per passione come penso accada per la maggior parte di coloro che vanno a applicare questa forma di turismo, ed è dovuta proprio al legame che abbiamo con la natura, con la terra e l’agricoltura, ma anche con la facilità che noi di questo settore abbiamo nei rapporti molto vicini e umani con i clienti.
Probabilmente è questo il successo dell’agriturismo; infatti devo dire che c’è stato un grosso incremento negli ultimi anni e le presenze sono sempre maggiori, una richiesta sempre di qualità e per fortuna c’è una riqualificazione di questo settore che fino a pochi anni fa era un po’ declassato, troppo marginale. Adesso a San Vincenzo cominciano a sorgere diversi agriturismi, siamo 4 o 5 in questo settore, altri nuovi stanno arrivando e questo secondo me ha un’importanza a livello territoriale perché noto che il cliente dell’agriturismo è molto legato al territorio e ha una stagionalità molto più ampia, proprio per questa ricerca di ciò che è non solo il mare, ma l’aspetto storico, culturale, ambientale. I clienti dell’agriturismo arrivano e immediatamente si mettono in contatto con noi per avere tutte le notizie del territorio, abbiamo sempre bisogno di tanta documentazione da fornire, abbiamo bisogno di seguirli, fare itinerari, vogliono sapere dove sono le oasi, cosa offrono i borghi, dove andare a mangiare. E’ il turismo di una clientela che apporta un buon sostegno all’economia del territorio e questo è molto importante, perché contribuisce all’allungamento di questa benedetta stagione, che non si vada a risolvere nei due mesi di luglio e d’agosto.
Devo dire che sono state fatte tante cose, perché avere istituito ed organizzato tutti questi parchi, reso il territorio percorribile, è stato sicuramente un grosso vantaggio.
E’ molto facile per i clienti riuscire a visitare il territorio e devo dire che mentre negli anni passati, mi riferisco a quello che diceva l’ingegner Ferrero, arrivavano e cercavano spesso le grandi città d’arte, ora c’è una forte presenza ed una forte richiesta di documentazione, di conoscenza di tutto il circondario, e fa grande piacere anche a noi mandare questi clienti nei dintorni e sapere che quando tornano sono soddisfatti di quanto hanno visitato. Negli anni passati era molto più difficoltoso, sia per le spiagge, sia per i borghi e la tipicità delle cose offerte.
La fortuna dell’agriturismo deriva anche dalla socievolezza che si instaura fra noi e i clienti, ma pure fra noi operatori agrituristici. Infatti c’è un grosso legame fra di noi e questo è un forte aiuto, perché riusciamo a mantenere e soddisfare la forte richiesta della clientela che ci telefona o si presenta. Sicuramente se non trovano posto da noi, vanno dal nostro vicino, dal nostro collega dell’agriturismo accanto e questo è un grosso aiuto, sia per noi operatori agrituristici, sia per i clienti che vengono e trovano quest’aspetto molto familiare, molto amichevole di caldo che sicuramente è apprezzato dal cliente. La clientela di oggi non cerca più un’offerta standardizzata da parte delle varie strutture turistiche, cerca molto quello il contatto con il territorio e noi operatori, albergatori, commercianti, imprenditori agrituristici, sicuramente siamo quel tramite che riusciamo a dare questo contatto. La fortuna per gli agriturismi è dovuta anche al grosso ritorno di clienti che arrivano tramite il passaparola; questo dà una grossa qualità al tipo di cliente perché un buon filone di clientela soddisfatta rimanda gente di qualità, che cerca la stessa tipologia e che a sua riporta via con sé una bella immagine del nostro territorio. Mi auguro che questa unione fra noi imprenditori agrituristici, tra gli albergatori e fra tutte le varie attività turistiche, sia sempre maggiore perché è quello che fa andare via il cliente contento, perché parlare male a un cliente della struttura vicina o di un disservizio del paese è sicuramente una cosa terribile, perché nel momento che il cliente va via, ha una brutta immagine del territorio, anche se solo per una parte. E’ sempre una brutta pagina da mandare in giro, per questo mi auguro che fra noi operatori turistici di tutta San Vincenzo si crei questo legame e questa forte continuità, per dare qualità a tutta San Vincenzo. Grazie.


 
Fulvio Pierangelini, titolare del ristorante Gambero Rosso

Io dovrei raccontare la mia storia, molto semplice e al tempo stesso anomala in quanto mi sembra che la parola d’ordine di questo convegno sia la qualità; finalmente. Sono 20 anni che faccio questo e l’ho fatto con grandi sacrifici, l’ho fatto con un impegno assoluto, e qui vorrei fare una piccola annotazione, cioè il rapporto Amministrazione - privato è un problema, se volete storico-politico, per cui è doveroso un distinguo.
I commercianti sono quelli che comprano e rivendono, e tutto quello che è privato, per un certo tipo di Amministrazione era il commerciante. Io non sono mai stato un commerciante, la mia piuttosto è una bottega, una bottega rinascimentale se volete, e quindi ho portato avanti un discorso assolutamente fuori da ogni logica, perché la domanda ricorrente che mi fanno nel mondo è: perché a San Vincenzo? Perché amo San Vincenzo, mi piace il cielo, questo tramonto e, o forse perché sono stato così inopportuno da non fare un’analisi di mercato, uno studio per cui sicuramente tutti mi avrebbero detto ovunque, ma non a San Vincenzo. Non ci sono strade, non ci sono vie di comunicazione, non ci sono città, non ci sono commerci, le industrie sono decotte, vattene da un’altra parte se vuoi fare un discorso importante. No, io voglio stare a San Vincenzo; stare a San Vincenzo per me è stato molto importante. Non nel senso di aver sempre accettato passivamente tutto quello che mi veniva imposto, i rapporti sono sempre stati sereni, però credo che sia stato importante il mio essere a San Vincenzo in quanto se non altro ho stimolato un territorio intorno a me, che ha creato. Ho i miei allevatori che fanno dei prodotti stupendi per me, ho dei biologici che mi fanno quasi tutte le verdure per cui sono quasi autosufficiente, l’unica cosa che vorrei ricordare, visto che ho l’Amministrazione davanti è questo: la qualità, questo vorrei dirlo, molto spesso è avanguardia e l’avanguardia come tale non sempre è facile da capire, per cui chiaramente nei limiti delle leggi evidentemente ritengo che le Amministrazioni dovrebbero uscire dalle logiche rassicuranti e avere un po’ più di spregiudicatezza, o comunque di prendere una lungimiranza e capire che probabilmente alcune cose che vengono richieste non sono per un interesse privato, e questo la mia vita lo dimostra, ma qualcuno che ha un’idea avanzata e spera di essere aiutato o comunque di non essere limitato nel proprio intervento. Io vi ringrazio.

 
Marco D’Agliano, Presidente dell’Associazione Confcommercio San Vincenzo.

Innanzitutto ritengo doveroso ringraziare l’Amministrazione Comunale per questo invito e porto il saluto del Presidente Provinciale Piero Santini che non ha potuto partecipare a questo convegno. Parlare dopo un personaggio della natura di Fulvio Pierangelini diventa molto difficile perché miglior esempio dell’imprenditorialità di San Vincenzo non si poteva premiare e avere oggi qui presente.

All’inizio del Convegno abbiamo sentito volentieri il Sindaco parlare di qualità e poi ribadire questo concetto da parte dell’Assessore. Noi crediamo che sia importante sostenere queste iniziative, queste volontà; innanzitutto cercando di far confrontare la qualità dell’offerta sia privata che pubblica attraverso i servizi, riuscire a dare una professionalità e una preparazione ai gestori di ogni attività turistica e ricettiva con estensione al personale, riuscire a mettere in campo iniziative di largo richiamo e ripetute nel tempo per trasformare da un appuntamento sporadico in tradizioni, dato che una tradizione importante ormai l’abbiamo persa, era quella del Carnevale, era una tradizione che creava un’identità. Non l’abbiamo più questa identità, l’abbiamo messa alle spalle, stiamo lottando per averne altre, dobbiamo verificare se questa è la volontà del paese. Se questa è la volontà dobbiamo investire su queste tradizioni perché sono quelle che poi possono servire ad allungare la stagione turistica e a dare anche un’impronta al paese e a dare, come dicevo prima, un’identità, incentivare l’offerta turistica non solo attraverso altri alberghi, ma diversificando, importante è la realtà degli agriturismi. Noi della Confcommercio, come anno sociale 2000 abbiamo impegnato delle risorse economiche proprio per riuscire ad essere vicini a queste nuove, vecchie e comunque importanti attività. Ci conviene fare un’analisi per capire come mai il marchio di qualità delle seconde case a San Vincenzo non è riuscito a svilupparsi, sappiamo benissimo che questa è una realtà fondamentale: è una percentuale altissima dell’offerta ricettiva a San Vincenzo. Purtroppo non riusciamo, non siamo riusciti a mettere in campo un progetto che abbia veramente una validità per fare, trasformare estemporanei affitta appartamenti, affittacamere in personaggi di qualità, di professionalità come gli albergatori che oggi sono sul territorio. Il Sindaco parlava di Iso9000 come un qualcosa di vecchio, noi diciamo vecchio laddove ormai l’Iso9000 è diventato un marchio di qualità affermato, voluto fortemente dagli operatori, qui forse ancora non lo è e quindi sarebbe tanto importante riuscire a farlo metabolizzare dagli operatori, quelli per i quali il marchio di qualità effettivamente ha un senso; parlava poi il Sindaco dell’Iso14000, per noi è una gioia sentirlo perché ieri sulla stampa c’era un nostro articolo dove anche l’impegno sull’Iso9000 e l’Iso14000 è l’impegno del nostro prossimo anno sociale. Sicuramente tutti lo sapete, però vorrei solamente rifletterci meglio, vorrei dire quello che può portare la certificazione Iso14000. L’organizzazione, Ente Pubblico o impresa che intende adottare un sistema di gestione ambientale può farlo decidendo di aderire ad uno dei due sistemi riconosciuti che sono la norma comunitaria prevista dal regolamento Emas oppure quella internazionale mondiale della Iso14001. I vantaggi per l’organizzazione che adotta un sistema di gestione ambientale riconosciuto e pubblicamente divulgato sono: riduzione dei costi, miglioramento di immagine pubblica, integrazione con i sistemi di qualità e sicurezza, prevenzione di sanzioni economiche e penali, fiducia degli azionisti. La nostra Amministrazione emette i BOC, i buoni del Comune, quindi esistono degli azionisti, persone che investono. Significa riduzione dei rischi, riduzione dei premi assicurativi, rivalutazione del sito, corsie preferenziali per gli appalti pubblici, riconoscimento nel Mercato Europeo, facilitazione degli adempimenti agli obblighi di legge, autorizzazioni e concessioni, conformità legislativa sotto controllo e per la cittadina turistica, valore ambientale assoluto e certificato, strumento di garanzia per il turista con riconoscimento superiore a qualsiasi organizzazione nazionale o ambientalista, bandiera blu, goletta verde, ecc.
E’ evidente che se l’Amministrazione, veramente al di là dei buoni propositi oggi qui pronunciati, ci dimostra con impegni fattivi di seguire questo indirizzo, è normale che oggi noi abbiamo sentito per la prima volta usare un termine di certificazione che non è una parola fine a se stesso, non è una parola vuota, perché l’Iso14000 non la possiamo giocare come un marchio di qualità così, è una parola importante perché determina dei comportamenti che vanno a risolvere tutte le problematiche annesse all’ambiente.
Quando l’Amministrazione, e io sono certo che vorrà seguire questa strada, mi auguro fermamente che la segua, certificandosi in questo modo eviterà sicuramente i futuri problemi che purtroppo a volte San Vincenzo si è trovata di fronte, sia prima che durante che dopo la stagione turistica.
Concludendo, voglio aggiungere solamente questo: sappiamo tutti, e per tutti intendiamo ogni associazione rappresentativa del comparto, quanto sia importante affrontare il futuro, dotandosi di strumenti idonei per presentare l’immagine del nostro paese in maniera qualificata, la nostra associazione non ha mai rinunciato sia attraverso progetti che con interventi sulla stampa a stimolare, impegnandosi in prima persona, le due componenti fondamentali che possono dare valore alla parola turismo: l’Amministrazione da una parte e gli operatori dall’altra. Siamo consapevoli che in alcune occasioni, anche per raggiungere lo stesso obiettivo, è stato giocoforza percorrere strade differenti, che in alcune occasioni ogni associazione ha ignorato l’esistenza di progetti degli altri, ma non per questo si può dire che l’uno o l’altro progetto fosse tecnicamente inferiore. E’ vero che le strade non si sono spesso incontrate; che fare quindi per discutere e prepararsi veramente insieme ad affrontare il nuovo millennio? La Confcommercio lancia quest’idea che, ripeto, è supportare chiunque voglia certificarsi Iso9000, stimolando l’Amministrazione verso l’Iso14000, questo perché non si può chiudere il cerchio senza che l’Amministrazione compia questo importante passo che la porterà sicuramente ai vertici mondiali del turismo di alta qualità. La Confcommercio si impegna fin da adesso, sia a livello organizzativo che economico, per raggiungere quest’obiettivo insieme all’Amministrazione, agli operatori turistici, come gli albergatori, gli stabilimenti balneari, gli operatori commerciali, gli agriturismi, tutti sperando vivamente che si possa intraprendere una via comune di sviluppo che da anni noi andiamo chiamando patto per il turismo e che forse oggi a nostro avviso ha più che mai un senso dopo le parole del Sindaco, un senso per correre insieme distinti dai ruoli rappresentativi, ma uniti nell’individuazione unica dell’obbiettivo da raggiungere. Grazie.

 

Livio CRISTIANI, Presidente dell’Associazione Confesercenti San Vincenzo.

Anche la Confesercenti vuol ringraziare il Sindaco e la Giunta per questo invito e portare il proprio contributo. Non vi è dubbio che il futuro di San Vincenzo è legato al turismo, ed in questo siamo particolarmente facilitati dal fatto che non vi è presenza di industrie inquinanti, che negli anni le Amministrazioni precedenti sono state capaci, tutti insieme siamo stati forse capaci di evitare, di deturpare la natura. Alcuni errori sono stati fatti, ma non cose capitali come è successo da altre parti. Ciò nonostante parlare di turismo è comunque difficile perché si tratta di un argomento complesso che significa programmazione, promozione, studio, diversificazione delle risorse.
Argomento effettivamente difficile perché bisogna trovare il sistema diverso per integrarle, queste risorse, in modo che possano tutte insieme assumere un aspetto sinergico che è l’unico sistema per ottimizzare effettivamente i risultati. E queste cose abbiamo già iniziato a farle, tutti insieme, anche con i personaggi che credo più tardi interverranno a questo dibattito.
Occorre, anche se in modo schematico ma quanto più possibile approfonditamente, suddividere il nostro turismo in tre grandi settori: il primo è il settore turistico ricettivo, il secondo è quello delle seconde case, sulle quali si è soffermato anche il collega della unione commercianti, un settore importante che porta un grosso contributo e con tanti problemi, il terzo è tutto il resto del lavoro autonomo, costituito dal commercio, dall’agricoltura e dai suoi prodotti, e dai servizi.
La particolarità del nostro settore turistico-alberghiero, è che al di là dei grandi complessi, è costituito da un numero considerevole di alberghi, di strutture, di unità piuttosto piccole, con standard qualitativi anche abbastanza importanti perché non sfugge che a San Vincenzo i nostri alberghi sono per oltre il 90% nuovi o ristrutturati, con una buona offerta di servizi. Intendo dire quanto sia importante, sul tema degli standard, tutto ciò che riguarda un discorso d’accoglienza, e la capacità di trattenere e facilitare il soggiorno del cliente. Queste strutture, necessitano comunque a mio avviso di dilatare la loro capacità ricettiva. Questo è un argomento che è stato affrontato più volte, sentiti gli interventi precedenti, e riveste un aspetto fondamentale per la nostra associazione, profondamente impegnata in questo settore.
Il problema delle seconde case è più complesso. Si tratta intanto di un settore che porta un grosso contributo, soprattutto in certi periodi dell’anno, al numero degli arrivi e delle presenze; è sfortunatamente in mano, molto spesso, agli operatori improvvisati e questo rappresenta un problema non da poco. A nostro avviso è un settore che deve essere rivisto sul piano normativo e anche sul piano fiscale, perché il fatto che gli introiti di questo settore scontino la massima aliquota possibile in dichiarazione dei redditi, ne penalizza lo sviluppo e ne va anche della qualità dei servizi offerti. Gli sforzi fatti dall’Amministrazione Comunale di San Vincenzo cui è stato fatto riferimento più volte anche in questi interventi, non solo non hanno assortito il risultato sperato. Anche per questo motivo, so che è in corso un tentativo di questo genere anche nel Comune di Rosignano, ma è evidente che per quanto concerne l’incentivazione e lo sviluppo della qualità di questo settore, i Comuni non possono a mio avviso essere lasciati soli. Noi diciamo questo in modo particolare, perché crediamo che tutto ciò andrebbe anche nella direzione degli interessi dell’intero comparto commerciale e dell’intero mondo del lavoro autonomo, intendendovi compresi anche l’agricoltura e i suoi prodotti ed i servizi, che sono settori dei quali non sfugge l’importante aspetto sul piano economico ed occupazionale, non soltanto di occupazione giovanile.
In tutto questo nostro ragionamento non sfugge l’importanza di alcune opere pubbliche, per ciò che riguarda la crescita anche nel settore economico e turistico.
Un’importanza fondamentale la riveste il porto, forse più correttamente l’ampliamento del porto; la programmazione urbanistica, ed il momento per parlarne più diffusamente evidentemente non è questo, però il momento è felice perché siamo nel corso dell’approvazione di un piano regolatore generale, peraltro redatto in maniera estremamente nuova e moderna. In tutto questo rivestirà una grossa importanza la capacità che avremo tutti di reperire risorse economiche necessarie per portare in fondo questi nostri progetti, ed alcune di queste risorse passano anche attraverso le politiche comunitarie che saranno rappresentate più tardi dal Ministro Dottor Letta.
Gli rammenteremo, l’aspetto negativo che si profila con il discorso del pedaggio sulla superstrada, sulla nostra variante Aurelia. Sarebbe una vera iattura per la nostra economia turistica, perché potrebbe significare il ritorno nel centro urbano del traffico pesante. Se ciò avvenisse i danni per il nostro turismo sarebbero davvero incalcolabili.
Chiudo sottolineando l’importanza di questi convegni; gli interventi che ho sentito sono stati tutti importanti, gli interventi degli operatori, degli Amministratori e delle istituzioni, così come lo è stato il convegno della Provincia che è stato fatto qualche tempo fa, dal quale la nostra associazione ha tratto non pochi spunti. Ritengo, anzi sono certo, che alcuni spunti importanti li trarremo anche da questa manifestazione odierna. Al di là della simpatia che traiamo nel momento in cui vediamo festeggiare alcuni operatori del nostro paese, sono sicuramente le occasioni per fare il punto della situazione, per alcune riflessioni importanti e l’occasione anche per guardare avanti, per crescere e per migliorarci. Grazie.

 
Bruno PAFFI, Presidente dell’Associazione Albergatori di San Vincenzo.

E’ intanto doveroso un apprezzamento da parte della nostra associazione al fatto che il Comune abbia appositamente dedicato una giornata al tema su cui stiamo, diciamo pure, dibattendo e un ringraziamento anche agli ospiti intervenuti a testimonianza dell’importanza che viene riconosciuta al settore del turismo. La tentazione sarebbe quella di cogliere l’occasione per affrontare numerose problematiche di cui sentiamo la necessità che debbano trovare una soluzione. Per rimanere nei tempi cercherò di sintetizzare il più possibile sperando di fornire ugualmente un contributo fattivo al dibattito odierno.
Che San Vincenzo rappresenti una realtà nella nostra costa è un dato consolidato, ma che sia tutto oro quello che scaturisce dalle statistiche non è sempre vero. Dalla nostra esperienza lavorativa quotidiana, avvertiamo che il mercato è in movimento e sta cambiando. Il cliente è in evoluzione, è più preparato, più selettivo, le sue esigenze e i suoi bisogni sono cresciuti. Occorre perciò non mollare la guardia e agire in due direzioni: consolidare le posizioni raggiunte e trovare nuove nicchie di mercato per prolungare la stagione lavorativa.
Per raggiungere questi due obiettivi riteniamo che il nostro sistema debba muoversi in maniera coordinata in diverse direzioni: qualità è l’imperativo del futuro; il concetto deve essere inteso nella accezione più ampia, non solo qualità degli immobili, comfort delle camere, cucina curata, ottimo livello dei servizi, ma anche qualità nel soddisfare le aspettative del cliente, nel rispondere alle sue esigenze con flessibilità e tempestività. Ciò presuppone una maggiore professionalità, sia da parte dell’imprenditore che del personale dipendente. La formazione diventa sempre più importante per rispondere alla sollecitazioni del cliente e per competere sul mercato, specie se questa professionalità è innovativa. Il cliente è l’elemento fondamentale attorno a cui ruota tutto e la cultura dell’accoglienza integrata ad un ambiente accogliente, confortevole e funzionale può costituire un arma di indubbia efficacia per il futuro.
Qualità del privato, ma anche qualità del pubblico, infrastrutture e servizi messi in campo a disposizione dell’utente e del turista in particolare, non potranno prescindere da questo concetto di qualità. Le possibilità per operare in queste direzioni ci sono: l’operazione marchio di qualità ed il nuovo piano strutturale sono due opportunità da accogliere e da approfondire per migliorare quantitativamente e qualitativamente l’offerta al turista. Rimarremo comunque delle piccole entità e per competere con realtà ben diverse dalle nostre occorre puntare sulla specializzazione e sulla differenziazione dell’offerta al fine di incrementare ulteriormente le presenze allungando la stagione lavorativa. Anticipando un aspetto che riprenderò fra poco, occorre capire che sole e mare non saranno più sufficienti, che vivere di rendita sarà sempre più difficile. Bisognerà sviluppare maggiormente al nostro interno lo spirito associativo e all’esterno la collaborazione con le istituzioni per riuscire a formulare un’offerta complessiva ed integrata del territorio e delle sue risorse.
Il rapporto qualità prezzo diventerà sempre più l’arma che ogni turista possederà e non mancherà di usare. Questo vuol dire mettere in pratica la qualità globale di cui parlavo prima: l’abilità e la professionalità manageriale dell’operatore turistico nel gestire la propria struttura e le proprie risorse umane, la specializzazione dell’offerta e la qualità dei servizi pubblici, se forniti ad un giusto prezzo potranno costituire la risposta più valida alle attese del cliente. Non posso tralasciare il problema dei costi di gestione e la necessità di evidenziare che energia, acqua, costo del lavoro ecc. incidono molto e, a volte, in modo imprevisto come variabile fissa. Per una corretta determinazione del prezzo di vendita occorre anche certezza dei costi ed in questo sarà sempre più necessaria la collaborazione ed il dialogo con le istituzioni.
Indipendentemente da quelle che saranno le capacità individuali dei singoli nostri operatori, mi preme porre in evidenza un’altra considerazione che, insieme al concetto di qualità, potrà costituire un insostituibile fattore di crescita del nostro territorio: bisogna sviluppare maggiormente il prodotto turistico delle nostre zone. Intendo con il termine prodotto turistico parlare di un turismo coordinato che sappia coniugare al meglio le risorse presenti nel nostro territorio. Gli enti o istituzioni preposti alla gestione di ambiente, cultura, sport, enogastronomia ecc. dovranno sempre più convogliare le loro risorse nel processo di valorizzazione di un sistema integrato di offerta. Riteniamo che questa dovrà essere la strada percorribile per evitare la dispersione di risorse finanziarie, umane e culturali, con il rischio di vanificare gli sforzi dei singoli. Quest’azione coordinata pubblico privato potrà supplire alle carenze di alta stagione e stimolare la cattura di nuovi clienti in periodi di bassa stagione, mirando anche al cliente individuale, che rispetto ai gruppi organizzati è più trascurato.
Quest’azione coordinata necessiterà di un parallelo sforzo congiunto di vendita e di posizionamento strategico. L’individuazione del cliente potenziale è di fondamentale importanza, raggiungerlo diventa vitale, ma data anche la varietà di offerta possibile, è di difficile attuazione.
L’insegnamento che giunge da Francia, Austria e Germania, ci dice che una efficace azione congiunta tra pubblico e privato in tema di promozione marketing porta a risultati più che incoraggianti.
Qualità tecnica e professionale, sia privata che pubblica, offerta complessiva gestita in maniera specifica, la presa di coscienza di tutto questo, unitamente a strumenti tecnici e finanziari quali ad esempio il nuovo piano strutturale ed i nuovi aiuti economici della Comunità Europea, possono costituire elementi fondamentali per affrontare la sfida dei prossimi anni.
Seppur forzatamente sintetico, spero comunque di aver dato il nostro contributo di idee e che queste possano costituire un elemento di riflessione e di confronto globale nella redazione dei programmi futuri previsti per il nostro territorio e la nostra economia.
Grazie e saluto tutti.

 
Franco FRANCESCHINI, Segretario Comprensoriale della Filcalms CGIL.

La Filcalms rappresenta i lavoratori del settore del turismo, del commercio e dei servizi. Si deve ringraziare l’Amministrazione di San Vincenzo per le scelte che ha fatto negli ultimi anni, perché queste scelte hanno fatto sì che a San Vincenzo abbiano trovato risposta occupazionale molti giovani della Val di Cornia, anche se per ora questo avviene solamente per alcuni mesi dell’anno. A San Vincenzo d’estate si vedono impegnati tanti ragazzi e tante ragazze del comprensorio e non per una stagione molto breve, ma per una stagione che comincia a diventare interessante. Ricordo alcune scelte, partendo da quelle più semplici, e non sempre scontate: avere riadeguato le strutture alberghiere esistenti e aver permesso a queste di arrivare ad avere dimensioni tali da recepire gruppi, ha fatto sì che si sia incrementato il fatturato di queste aziende ed il periodo e la stagione di offerta turistica. In bassa stagione non si può pensare di avere i prezzi e gli stessi turisti che si hanno di luglio e di agosto; per dare un’offerta diversa ci vogliono le strutture adatte. Il comune ha saputo compiere scelte di qualità. Di questa parola, qualità, c’è un abuso negli ultimi tempi, perché tutti vogliono fare scelte di qualità, ma questo vuol dire realizzare strutture che fanno fatturato, che danno servizi completi al turista. Un campeggio che fa 2 miliardi di fatturato, può dare sì la qualità, ma avrà sempre un numero di dipendenti e avrà una ricaduta sul territorio limitata. Un’azienda che fattura 20 miliardi, ed a San Vincenzo ci sono, ha ricaduta nazionale e ha ricaduta sul territorio, ci lavorano tantissime persone.
Le ultime scelte fatte o programmate e che si sono difese con i denti, perché sono state anche attaccate, sono scelte importanti che vanno in questa direzione. Questo non vuole essere un elogio particolare, però quando le cose rappresentano la realtà vanno dette, ed a San Vincenzo si è fatto un salto di qualità nel vero senso della parola. Si è tentato di dare risposte cercando di aumentare il valore aggiunto delle aziende che lavorano in questo territorio; le nuove aziende sono nate in questa ottica, ma anche le aziende esistenti stanno andando in questa direzione.
Il sindacato ha buoni rapporti principalmente con le grandi aziende. Vediamo la stessa Lazzi e gli investimenti che ha fatto ultimamente, non li ha fatti solo per incrementare il numero di posti letto, ma ha cercato principalmente di aumentare la qualità dei servizi che offre ai propri ospiti. Queste sono scelte intelligenti, che hanno una prospettiva, perché è vero che Siena e le altre città d’arte sono vicine, ma il vostro cliente prima di tutto guarda ai servizi che trova nell’albergo o nel villaggio, poi tutto il resto, ed è un valore aggiunto.
Questo ha permesso di dare risposte importanti per i lavoratori dipendenti, che hanno guadagnato dalla qualità in tutele, perché più le strutture danno qualità e producono fatturato, più i lavoratori sono tutelati. Se ci sono appunti da fare, vanno fatti, ma voglio solo evidenziare alcuni aspetti, magari solo per titoli. Nelle piccole strutture, in particolare nei pubblici esercizi ed in altri settori, qualche passo avanti c’è ancora da farlo, anche per la tutela, perché gli incrementi del costo del personale negli ultimi anni, a differenza dei 4-5 anni passati, sono nettamente inferiori, anche grazie alle scelte intelligenti che il sindacato ha saputo fare in anni difficili di questo paese, quando forse in questo paese nessuno era in grado di governare, cercando di sconfiggere il nemico più importante che era l’inflazione. Questo ha fatto sì che oggi abbiamo un costo del personale che non ha più gli incrementi di una volta, le scelte del Governo vanno in una questa direzione, e quindi gli operatori sono oggi in condizione di poter guardare a questo settore con maggior attenzione, cercare di svilupparsi e di mantenere tutele.
Da parte nostra, anni fa abbiamo tentato di iniziare un rapporto anche con l’associazione albergatori di San Vincenzo, che a quell’epoca non era un’associazione molto unita. Vi è un gruppo storico e c’è il nuovo, le aziende più grandi. A questo convegno noto un’assenza che vorrei sottolineare, il Garden Club, che non è mai stato nominato da nessuno e che riteniamo una realtà da non sottovalutare. Forse non è sufficientemente amata a San Vincenzo perché è molto chiusa, ma da lavoro a 2-300 persone e non so quanto indotto riesca a creare. Immagino perché ha una realtà societaria molto complessa, cambia direttore molto spesso, non si sa mai chi è il padrone veramente oppure, quando si sa chi è padrone non si sa quando lo vende, ma non dimentichiamola, questa realtà, che effettivamente ha fatto sì che l’immagine di San Vincenzo nel mondo sia stata in un certo senso valorizzata. Io ritengo, e offro la disponibilità dell’organizzazione sindacale che rappresento, se coinvolta, a dare il contributo per trovare soluzioni anche a quelle domande che il Presidente degli albergatori poneva. Trovare le soluzioni per gestire i bisogni di flessibilità, ed in questo settore ci sono, anche con scelte negative. Il sindacato non è conflittuale, non sceglie di stare a fare la guardia quando non si paga un’ora di orario straordinario o si sta a fare qualcosa di strano. Naturalmente cerchiamo di tutelare al meglio i lavoratori dipendenti, ma per tutelarli bisogna creare anche le condizioni perché le aziende trovino il giusto equilibrio tra i costi ed il servizio che devono fare.

 
Paolo PACINI, Presidente dell’Agenzia di Promozione Turistica di Livorno.

Va ringraziata l’Amministrazione Comunale di San Vincenzo che, anche in questa occasione di festeggiamento dei 50 anni di autonomia del Comune, ha voluto cogliere la possibilità di approfondire e discutere del più importante comparto economico ed occupazionale di questa realtà. Questa giornata di approfondimento non è importante solo per quanto riguarda le linee, le prospettive ed il futuro di questo settore, ma anche per aver premiato e riconosciuto gli operatori, che attraverso i loro interventi hanno caratterizzato lo sviluppo di questo settore in momenti particolari.
Dico questo da amministratore pubblico, poiché sono cambiati i tempi, in termini di acquisizione di cultura turistica da parte del pubblico e del privato. Se il turismo anni fa veniva considerato come un settore marginale, un settore per pochi, e non c’era una grande attenzione del pubblico rispetto agli investimenti ed alle scommesse di questi operatori, oggi c’è una presa d’atto e un riconoscimento che deve essere esteso un po’ a tutta la realtà di questo territorio.
Oggi forse è più facile far turismo rispetto al passato, e quindi a tutti i ritardi che venivano dichiarati, in modo non polemico, dagli stessi operatori. Partiamo da un dato diverso, da una crescita culturale in questo territorio, e non dico solo di San Vincenzo, ma di tutta questa parte continentale della Provincia di Livorno, del nuovo modo di affrontare questo comparto sia a livello imprenditoriale che pubblico. Un comparto difficile ma determinante la prospettiva dello sviluppo, non solo economico, ma anche occupazionale. Il Prefetto ricordava che le strategie e le linee future saranno quelle di uno sviluppo economico attraverso la terziarizzazione, ma io credo che in modo particolare rispetto a tutti i settori, il turismo sia quello che abbia più possibilità occupazionale poiché è un settore di servizi, che non si fanno con l’automatizzazione, ma con il rapporto diretto e quindi con le risorse umane.
Sarà quindi un settore che avrà bisogno innanzitutto di una nuova formazione per le nuove generazioni, per cui già da oggi diventa elemento fondamentale investire per la riqualificazione delle attuali professionalità. Del riconoscimento di queste nuove professionalità se ne parla già nelle nuove normative regionali nell’ambito turistico.
Siamo in un settore che in questi ultimi anni ha fatto un salto di qualità e di quantità, siamo una realtà, non dico toscana, ma nazionale, dove il turismo è cresciuto in termini di presenze. Nel giro di 4 anni c’è stata una crescita superiore al 40% delle presenze turistiche, questo è un dato di fatto sul quale ritornerò, perché non solo la quantità è sinonimo di economia, ma sicuramente è un elemento di grande riflessione che sta a premiare gli sforzi di un nuovo modo di lavorare tra pubblico e privato che comincia a dare i suoi frutti. Al di là delle presenze e di questa crescita che ci caratterizza non solo nell’ambito toscano, basta ricordare che la parte continentale con l’Isola d’Elba oggi è diventata la seconda realtà toscana in termini di presenze e di movimento turistico dopo Firenze. Con questo dato importante, se noi potessimo quantificare il sommerso relativo alla ricettività degli appartamenti non censiti dai rilevamenti ufficiali, questa Provincia diventerebbe la prima Provincia a livello toscano in termini di presenze e quindi di importanza turistica. Ritengo che questo debba essere un nuovo elemento di riflessione.
L’altro elemento di riflessione che volevo sottoporvi è quello relativo alla verifica del peso che il comparto turistico ha a livello economico su questo territorio. Il 15% del PIL della Provincia di Livorno non è altro che il turismo. Questo vuol dire che per realtà come San Vincenzo, il 60% del PIL è dal turismo, per l’Elba l’80%; vuol dire che per realtà come Livorno o Piombino rappresenterà il 3%-2%. Questi sono dati significativi, perché un comparto che fino ad oggi veniva considerato come marginale, si scopre che in termini economici diretti ha un peso veramente notevole e supera di gran lunga altri settori. Queste sono le riflessioni che devono indurci a un cambiamento di rotta rispetto al passato. Non sono per le monoculture economiche perché nel tempo possono portare più danni rispetto al resto, ma sicuramente il turismo deve avere un’attenzione maggiore, da tutti i livelli. Alcuni ricordavano le leggi regionali; credo che il livello locale debba diventare un aspetto determinante, sul quale creare le condizioni per un futuro sereno ed in prospettiva veramente efficiente. In termini di strumenti, e qualcuno prima ne richiedeva di snelli, e mi riferisco a Piani Strutturali che possono essere elementi determinanti, con i quali gli Enti locali devono dare risposte rispetto ad esigenze e tendenze. Se queste situazioni e questi dati positivi da una parte caratterizzano le novità di questo territorio, senza disconoscere che è veramente importante al di là della quantità delle presenze, la distribuzione delle presenze, va detto che è cresciuta, oltre al turismo prettamente balneare dei 40 giorni, una presenza che mediamente si va già attestando intorno ai 6 mesi. Gli operatori ricordavano che da aprile gli ultimi turisti sono rimasti fino alla fine del mese di ottobre, anche di provenienza internazionale. Questo è un altro dato importante, perché di fatto di allunga positivamente la stagione. C’è però un dato significativo che non rispetta questi trend di crescita, non corrisponde, e su questo dovremo aprire alcune riflessioni. Non crescono i consumi, in termini di ritorno sul territorio, e questo sta a dimostrare alcuni elementi. Il turista che viene su questo territorio ridistribuisce poco, e la riflessione è sui prezzi, sulla qualità e sul tipo di turista che arriva su questo territorio, che forse sarà un turista con reddito modesto, con una capacità di spesa medio-bassa.
Pertanto dobbiamo riflettere per trovare soluzioni in questo senso perché abbiamo detto che il turismo non è un fenomeno solo degli operatori e degli albergatori, ma è un fenomeno trasversale, che interessa un indotto particolare, come quello del commercio, della ristorazione, di tutte le attività. Se il turista non spende o riesce a spendere solo all’interno della struttura ricettiva per pagarsi la vacanza, poi non riesce a distribuire sul territorio. Chiaramente è inutile che aumenti la quantità; questa è una preoccupazione forte che abbiamo. Uno degli obiettivi fondamentali sui quali dobbiamo lavorare è innanzitutto quello di un allungamento della stagione, ma non su un turismo di grande quantità, ma un turismo di qualità, con una capacità di spesa molto superiore rispetto a quella di oggi. Credo che ci siano tutte le condizioni per farlo, perché abbiamo le risorse, che questo territorio che abbia una potenzialità enorme rispetto ad altre realtà italiane, nazionali e internazionali.
Oggi ha le capacità imprenditoriali per poter individuare una strategia ed una logica che vada in questo senso, una capacità di attrazione superiore rispetto a un turista che domanda qualità. Dobbiamo muoverci in termini diversi e pertanto la logica del campanile che non paga più in questo settore, occorre far diventare competitivo questo territorio e non con la concorrenza tra Comune e Comune. C’è la necessità di far sistema fra tutti questi territori, dal mare all’entroterra. Puntare alla diversificazione, creare dei prodotti di qualità, ma diversificati rispetto al monoprodotto che caratterizza ancora questo territorio, perché quando si parla di costa, si parla di mare e basta.
Il collegamento tra mare e entroterra, qualcuno prima ricordava i borghi, il sistema dei parchi, il sistema delle strade del vino e del prodotto enogastronomico, è un prodotto in forte crescita di domanda cresce, specialmente la domanda di alta qualità e quindi quella che sceglie la bassa stagione, le stagioni morte per muoversi.
Questi sono gli elementi essenziali, passaggi fondamentali sui quali dobbiamo lavorare. Io vengo da un’esperienza, sto seguendola e studiandola in modo attento, quella delle Langhe. Vi assicuro che nei momenti di bassissima stagione da ora a Pasqua si fa il tutto esaurito, con un turismo che non è solo nazionale, con l’aver messo in sistema le cantine, i ristoranti, gli alberghi, i prodotti tipici. Alba ha il tartufo, ma noi abbiamo altre cose, perché i prodotti tipici sono anche su questo territorio. Occorre lavorare in questa logica e quindi uno dei primi passi dovrà essere quello di muoverci e definire i prodotti di qualità. Per prodotti intendo la qualità totale della struttura ricettiva, dei servizi, dei prodotti tipici. Riusciremo ad essere competitivi, perché non siamo messi male come dotazione di infrastrutture, nei confronti del turismo internazionale, basta pensare all’aeroporto. Serve la compartecipazione di tutti i soggetti, di tutti gli attori che ne sono convinti, per operare in questo senso.
Anch’io sono diventato Sindaco e sto già attuandomi in termini pratici, e come dimostra oggi il Comune di San Vincenzo, cerco di definire gli obiettivi con i soggetti interessati, ed insieme applicare e individuare strategie per raggiungere questi obiettivi.
Il passaggio determinante è la grande compartecipazione, dove ognuno fa la sua parte: si definisce una strategia, poi il privato fa la ristrutturazione dell’albergo, e il Comune fa un’altra serie di elementi. Diceva a ragione Paffi, non ci culliamo sugli allori, siamo in crescita, ma siamo anche a rischio, perché la concorrenza si fa sempre più agguerrita. Ormai non esiste più realtà in Italia che non pensi di sviluppare il proprio territorio, la propria economia con il turismo; tutti stanno lavorando sul turismo. Dobbiamo in questo senso preoccuparci, muoverci, perché il turismo ha necessità di tempi e risposte veloci ed elastiche; basta pensare a quanto avviene nell’analisi dei mercati turistici, da una parte grandi mutamenti che avvengono in ordine temporale brevissimo e da una parte cresce la quantità di turisti interessati a viaggiare. Per la segmentazione, la diversificazione, l’attenzione diversa nella scelta di una località, diventano elementi importanti l’abbattimento dei tempi di percorrenza delle distanze.
Questi elementi debbono essere governati in termini di risposte veloci o immediate, quindi non tempi, interventi ed investimenti lunghi. Anzi, credo che le priorità delle Amministrazioni debbono essere queste, le scelte di snellire e dare risposte in tempi più brevi possibili per questo settore che è condizionato notevolmente dai tempi.
Oggi pensare a fare un albergo significa avere una risposta fra 4 anni. Fra 4 anni quel progetto è superato, per la tipologia turistica e per le esigenze turistiche dei mercati, quindi c’è necessità di tempi brevi.
La qualità è importante a tutti i livelli, perché quando si parla di qualità si pensa spesso agli alberghi a 4 stelle, ma anche in un albergo a 2 stelle si può equiparare il valore in termini di qualità, purché il turista riceva il grado di soddisfazione che si attende nelle due stelle. Da una parte è molto importante operare per la qualità all’interno delle strutture ricettive, ma è importante lavorare in un complesso di una qualità sistema di un territorio dove al di là delle certificazioni ci sia una responsabilità e un modo di lavorare diverso rispetto al passato, dove, ognuno nel proprio ruolo, faccia il proprio dovere per il raggiungimento del prodotto turistico complessivo, perché in un progetto di questo genere, se qualcuno pensa di non fare, di aderire e condividere e poi di non rispettare quelli che sono i ruoli, si danneggia non solo per se, ma danneggia complessivamente tutti.
Io sono stato tra i primi a scommettere su questo rapporto nuovo tra pubblico e privato, e già negli anni passati, in termini di promozione e commercializzazione, sono arrivati risultati rispetto al trend di crescita. Non ha nessun senso fare operazioni di promozione e commercializzazione in termini di singole realtà, sia in Italia che all’estero. Conta la visibilità sui mercati turistici, e pensare di promuovere San Vincenzo da solo non ha senso, ed ecco quindi l’affermazione della strategia di promuovere la Costa degli Etruschi per una maggiore visibilità. Ma oggi non è più sufficiente nemmeno la Costa degli Etruschi, pensate che oggi l’Alto Adige ed il Tirolo lavorano insieme per promuovere il loro territorio, per acquisire una maggiore visibilità sui mercati internazionali. Questa è un’altra riflessione sulla quale dobbiamo lavorare e qui, con una nota di polemica, ci sono già all’interno del nostro territorio, in un lavoro che ha portato risultati sotto la denominazione Costa degli Etruschi, realtà che si vogliono distaccare e vogliono acquisire nuovi nomi. Sicuramente si fa un passo indietro rispetto a quelle che sono oggi le strategie di comunicazione e di promozione sulle quali dobbiamo investire. Ci sono esperienze, dietro l’affermazione della Costa degli Etruschi, tanto che oggi produzioni tipiche di questo territorio riportano il logo della Costa Etrusca, e attraverso il processo di commercializzazione del prodotto tipico fanno conoscere il territorio. E’ un esempio sul quale continuare a spingere e approfondire per andare avanti, e non di ritornare indietro, per spaccare il territorio in tante denominazioni che sicuramente non avrebbero un risultato;. Promozione e commercializzazione devono essere uniti perché non ha senso fare una promozione senza che dietro ci sia immediatamente un supporto sulla commercializzazione del prodotto stesso. In modo particolare, l’esperienza del consorzio che è nato su questo territorio è un’esperienza positiva, perché la polverizzazione della piccola imprenditoria locale è superata oggi da un soggetto che raggruppa circa 140 imprese, ed in questo territorio è veramente un passo in avanti, che permette di raggiungere risultati ai quali ogni singolo operatore non sarebbe riuscito ad ottenere, per costi, per tempi. Uno strumento importante che deve continuare su questa strada attraverso nuovi stimoli, nuovi incentivi per la commercializzazione, la promozione, la visibilità sui mercati turistici.
Il tour operator, su questo territorio, è sempre stato visto con grande diffidenza perché è l’interlocutore, l’intermediario, ed ha bisogno del suo aggio, della sua percentuale ma è quello che in questi primi anni di avvio del nuovo processo, che ci può aiutare veramente, nei momenti particolari di bassissima stagione, ad affermare quei nuovi prodotti che noi vogliamo lanciare per questo territorio. Quindi anche un nuovo rapporto con il mercato che non è più il cliente diretto, il potenziale cliente, ma anche attraverso le nuove nicchie di mercato, e ci sono grandi interessi per questo territorio, ad esempio molti giornalisti Giapponesi già presenti in Toscana, stanno richiedendo di visitare questo territorio, proprio perché è un territorio emergente, legato in modo particolare alle produzioni, all’enogastronomia. In America, riviste specializzate parlano di nuovo Chianti, non più il Chianti tradizionale, ma un nuovo Chianti in questo territorio; basta vedere che le presenze degli americani su questo territorio crescono di anno in anno.
Permettetemi l’ultima cosa. Da una parte nuove disponibilità, nuovi passaggi di un processo di grande concertazione tra pubblico e privato, dall’altra definizione di nuovi strumenti, più coordinati anche a livello di Comuni. Il comparto del turismo sconta ritardi notevolissimi, basta pensare alla legge quadro, siamo rimasti alla legge 217 dell’83, ed ancora oggi siamo in fase di dibattito. Dopo quasi vent’anni, un nuovo quadro normativo a livello regionale non ci soddisfa in modo assoluto, sia per quanto riguarda le nuove agenzie del turismo, e quindi la trasformazione di APT in agenzie, sia perché non si va veramente a coprire un vuoto e a dare risposte certe rispetto alle classificazioni, rispetto agli standard previsti, che siano complessivamente in sintonia con il quadro comunitario. Si continua a legiferare in una logica molto ristretta, in una visione regionale, e questo non ha senso in un mercato turistico. Questo vale per le strutture ricettive, ma vale poi per tutte le altre tipologie. Non si danno risposte per rendere produttivo il patrimonio delle seconde case, presenti in tutti i Comuni costieri, per risolvere ed agevolare questo tipo di trasformazione, con una messa a reddito in termini turistici di questo patrimonio. Si continua invece a dare risposte che non diventano altro che una forma di conflittualità fra chi esercita professionalmente e chi no. Su questo credo che non sia voluto affrontare veramente il problema, non risolvendolo in termini di qualità anche dell’offerta turistica, perché si parla di qualità negli alberghi, si parla di qualità in tutte le strutture ricettive, mentre questo patrimonio di seconde case effettivamente è il 70% del patrimonio ricettivo esistente, e non è governato, non è gestito. Quindi sembrerebbe inutile parlare di qualità da una parte, se da un’altra parte, la parte più consistente, non si è in questa logica, e danneggia l’immagine complessiva.
Attraverso il processo che dicevo prima, non condiviso in modo assoluto, si vada nei tempi più brevi possibili, alla piena efficienza della nuova struttura dell’agenzia, perché effettivamente c’è questa necessità e c’è un grande pericolo che in questo vuoto si frammenti l’offerta del territorio, dietro spinte localistiche e questo sicuramente andrebbe in controtendenza e andrebbe contro gli interessi complessivi. Grazie.

 
Ermanno BONOMI, Direttore del Centro Studi Turistici di Firenze.

Le cose dette sono tante e vorrei aggiungerne soltanto alcune che mi sembrano importanti, per gli operatori pubblici e privati, per capire anche il futuro prossimo immediato. Quale tipo di compiti ci troveremo di fronte. Io avevo il compito di esporre anche alcuni dati legati al turismo, ma credo sia il caso che l’Assessore al turismo della Provincia, che ha una visione chiaramente più complessiva, esponga meglio la situazione dell’area nel suo insieme. C’è un dato, però, che vorrei ricordare e che riguarda proprio il Comune di San Vincenzo: noi abbiamo avuto negli ultimi 6 anni un incremento delle presenze turistiche del 105% e degli stranieri del 317%. Al di là del singolo dato, questo significa che negli ultimi 6 anni quest’area è esposta ormai a livello internazionale. In tutti i sensi; non solamente arrivano più turisti, significa anche un’immagine già affermata, significa turisti che vivono quest’ambiente, che comprano in rapporto con il commercio, l’artigianato, l’agricoltura. Significa un’area esposta anche alla concorrenza nazionale e internazionale. Un altro dato interessante è che quest’anno noi abbiamo avuto in quasi tutte le zone balneari una diminuzione e un assestamento della clientela italiana. San Vincenzo invece ha visto un aumento della clientela italiana, sia in arrivi che in presenze, con una permanenza media, l’hanno ripetuto anche l’Assessore e il Sindaco, che un poco si discosta dai dati di altre aree o di altri Comuni della stessa zona. Anche questa è una conseguenza di un turismo che si è molto diversificato: non abbiamo più solamente il balneare, ma abbiamo il turismo sportivo, il turismo rurale, un turismo anche minerario, archeologico che effettivamente ha contribuito a diversificare il prodotto. Pertanto siamo in una vera e propria fase di maturazione del prodotto stesso. Io dirigo un centro che ha il compito proprio di fare indagini di mercato, e prevediamo che nel 2000 avremo ancora un anno buono, per la Toscana e quest’area., già dai primi dati. Le ultime grosse borse, compresa quella di Londra, ci confermano che la Toscana quest’anno è stata venduta bene per il 2000, anzi, addirittura c’è un aumento significativo di contrattazioni, cioè di contratti conclusi tra nostri operatori dell’Incoming e operatori stranieri, in particolare dei tour operator. Questo è un dato importante, però per essere realistici dobbiamo entrare in questa dinamicità, lo ricordava qualche operatore prima, non soffermiamoci sul dato statistico ufficiale. Vediamo un po’ meglio anche le tendenze e la dinamicità del settore. Prima o poi arriveremo ad avere una certa saturazione di mercati, nel senso che certi mercati, come ad esempio quello tedesco, più di tanto non potranno dare. Altri arriveranno, ma numericamente non saranno molto importanti, quindi noi dovremo incominciare a pensare che più di questo numero di turisti non potremo avere, e questo è un primo elemento di riflessione; il secondo elemento di riflessione è il rapporto costi e prezzi, lo ricordava prima Paolo Pacini. E’ uno degli elementi fondamentali, ma ricordiamoci che più di tanto non possiamo scendere nei prezzi, perché abbiamo dei costi di gestione e costi fissi così rigidi, in parte anche giustificati perché mi sembra importante pagare bene i nostri dipendenti che hanno professionalità, comunque abbiamo dei costi dai quali non riusciamo effettivamente a scendere. Specialmente rispetto ai nuovi paesi turistici, non riusciamo a fare concorrenza sui prezzi. Quindi questi due aspetti, saturazione del mercato possibile dopo il 2000, costi e pertanto difficoltà a fare concorrenza, ci portano in modo naturale, inevitabile, diceva prima il Sindaco, discorso della qualità. L’unica strada che abbiamo è quella della qualità. I nostri operatori da una parte hanno ragione, ma al tempo stesso hanno torto dall’altra, quando dicono che se andiamo negli altri paesi europei, ad esempio le camere degli alberghi sono molto più strette, magari ci muoviamo tra un letto e l’altro, c’è pochissimo spazio, molti impianti non sono a norma come abbiamo in Italia. Andate a Parigi, la grande capitale, l’HCCP nei ristoranti non è applicata, mentre noi subiamo questo peso di controlli, di adeguamenti e via dicendo. Da una parte è vero, da un’altra parte però è una strada obbligata, l’unica che abbiamo già, perché avrà una propria identità e potrà trovare una differenziazione a livello internazionale, ed è molto importante che questa strada l’abbiamo già intrapresa. Certo sarebbe ottimale se accanto a questo noi avessimo un’Amministrazione Pubblica più snella e più pronta. Purtroppo ancora non ci siamo, ma penso che occorra lavorarci.
Cosa significa più nel concreto fare qualità, oggi, perché bisogna anche capire con degli esempi concreti. E’ importante l’ISO, le norme internazionali che ora si trasformeranno con nuovi parametri e nuove linee guida, e non si chiamerà più Iso, ma Visio, ma non è tanto questo l’elemento fondamentale. E’ molto importante nell’albergo avere la certificazione Iso, pochi alberghi se li possono permettere perché sono piuttosto costose, ma è più importante immettersi nella mentalità del miglioramento qualitativo, ottenere un miglioramento qualitativo adeguato alla propria clientela, che è diversa da quella di un altro Comune o di un altro albergo vicino al nostro o in un’altra area. Da diversi anni abbiamo intrapreso alcuni progetti pilota nella Costa degli Etruschi, con la certificazione di qualità d’area, ed i marchi di area hanno questo significato: da una parte avere una qualità legata al tipo di clientela presente nell’area, dall’altra avviare una strada volontaria, perché non si obbliga nessun operatore a partecipare. Sono gli stessi operatori, insieme al pubblico che ha anche la funzione di controllo delle linee guida ed una serie di altri strumenti, che determinano certi parametri cambiandoli magari anche anno per anno anche in base all’evoluzione del mercato. La qualità non va vista come un’altra norma che va ad appesantire la nostra vita quotidiana nell’impresa, e tale deve essere perché è essenzialmente un fattore di mentalità e di cultura. Se capiamo questo, riusciremo a dare al nostro cliente il massimo di garanzia nei servizi e nei prodotti. Un altro elemento stimolante, specialmente per gli operatori del settore enogastronomico, è che noi possiamo avere un albergo o dieci alberghi con certificazione di qualità, col marchio che consegneremo oggi, e nello stesso tempo avere un’area con tutta una serie di difetti, di servizi inefficienti, opere pubbliche inesistenti e tutti i mali che possiamo trovare. E’ chiaro che la qualità dei singoli servizi ha una garanzia a sua volta, solamente laddove c’è una marca più generale, di qualità globale del territorio. Facciamo degli esempi per capirci meglio: se leggete il Piano Agricolo della Regione Toscana, è il primo esempio di Piano Intersettoriale dove si afferma di voler valorizzare l’agricoltura attraverso lo sviluppo del commercio, dell’artigianato, del turismo i quali a loro volta rappresentano un mercato per i prodotti tipici e il mercato dei prodotti tipici a sua volta rappresenta un fattore di attrazione per il turismo, per l’artigianato e per il commercio. E’ la prima volta, ripeto, che si è capito cosa significa fare un Piano Intersettoriale, e si è capito che la valorizzazione dei prodotti tipici è un fattore sorprendente per lo sviluppo della nostra marca d’ambiente, della nostra immagine dell’ambiente, oltre che difendere la salute e far crescere la cultura dei consumatori. Spiace, naturalmente che il Presidente Clinton, nel summit che c’è stato ieri a Firenze, abbia chiesto una bottiglia di Coca-Cola quando di fronte aveva i migliori vini della nostra Regione. Noi dobbiamo contribuire a sviluppare una cultura legata ai prodotti tipici, che significa, a sua volta, sviluppare il turismo ed i fattori di attrazione.
In questo breve flash spero di aver spiegato almeno qual è la nostra filosofia: se consideriamo la qualità come un fattore che si sviluppa piano piano nel tempo, con un miglioramento continuo da parte dell’operatore, ed un miglioramento dell’area di tutti gli operatori ed in particolare anche del settore pubblico, arriviamo ad affermare che per fare qualità bisogna saper governare il territorio. Significa anche avere idee ben chiare su come muoverci, non solamente sulle risorse, ma su quali obiettivi.
Abbiamo parlato molto di destagionalizzazione, e vorrei fare un esempio: pensate cosa succederebbe in Italia nel nostro turismo, se allungassimo le vacanze scolastiche a tutto il mese di settembre. Sarebbe un forte impulso per la destagionalizzazione, oppure fare più periodi di va