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Carlo
Roventini, Sindaco
Buonasera
a tutti, vorrei prima di tutto ringraziare il signor Prefetto che è sempre presente
alle nostre iniziative, le forze dell’ordine, il Ministro che ci
ha dato la propria adesione e dovrebbe arrivare intorno alle 18.30 per
portare il suo rilevante contributo. Voglio ringraziare altresì tutti
i partecipanti, in primo luogo la Provincia di Livorno, l’Agenzia
di promozione Turistica, il Consorzio Promotour, le associazioni di categoria
e corro naturalmente il rischio di dimenticarmi qualcuno, e tutti quelli
che sono intervenuti a questa importante iniziativa.
Un
appuntamento, diceva nella presentazione l’Assessore, che viene
a concludere i festeggiamenti per il 50° anniversario della fondazione
del nostro Comune.
Tenere
a novembre un’iniziativa sul turismo a San Vincenzo potrebbe
sembrare una verifica della passata stagione; noi non intendiamo far
questo, non vogliamo verificare alcunché anche se tutto sommato è stata
una buona stagione turistica.
Vogliamo
parlare invece del turismo di domani, perché questo
ci interessa, e guardare al futuro ponendoci alcune domande.
La
prima, è se vogliamo comunque restare all’avanguardia
rispetto alla questione turistica; la seconda, è se vogliamo mantenere
alto il numero delle presenze turistiche, la terza domanda, se vogliamo
incentivare il flusso turistico della nostra area; ebbene sì,
a queste domande vogliamo rispondere sì, ed allora dobbiamo aver
chiaro che tre questioni devono essere sempre all’ordine del giorno
delle nostre iniziative. Devono essere sia l’assillo del pubblico
che del privato, e sono: qualità, qualità e qualità.
Non
vuole essere uno slogan. Primo, qualità per quanto riguarda
il territorio e l’ambiente; secondo, qualità per le strutture
ricettive e gli interventi; terzo, qualità per ciò che
riguarda i servizi pubblici e privati. L’immagine turistica di
questa zona è legata in gran parte al turismo sostenibile; occorre
stare molto attenti, perché il futuro del turismo nella nostra
zona lo si farà sempre di più attraverso i Piani Regolatori,
i Piani di settore, gli interventi ambientali. Dobbiamo quindi stare
molto attenti ai processi in atto per non superare la soglia critica,
la soglia ottimale, altrimenti il rischio che corriamo è tornare
indietro.
Ormai è dato comune, convinzione comune che San Vincenzo non
abbia assolutamente bisogno di altre 10, 20 o 30.000 presenze nel mese
di agosto, non servono, servono solamente ad incrinare il rapporto che
esiste tra risorse e ambiente, tra risorse e spiaggia, tra risorse e
viabilità e tra risorse e parcheggi.
Non
possono stare nella nostra area dimensioni di questo tipo, al massimo della
espansione
estiva;
quindi occorre regolare il tutto perché la
stagione turistica venga allungata. Non deve essere più uno slogan,
si può fare, è stato dimostrato, si può fare e l’esempio
più lampante di questo lo stiamo dando, visto che la nostra stagione
turistica ormai va da aprile ad ottobre e, quindi c’è un
segnale positivo in questa direzione, occorre continuare su questa strada.
La
qualità dell’ambiente può giocare un ruolo fondamentale
nelle attività turistiche in una duplice direzione: la prima, è la
migliore qualità dell’offerta ricettiva, una qualità segnata
da un maggior spazio vivibile all’interno e all’esterno della
struttura stessa, la seconda direzione è puntare alla conservazione,
ma nello stesso tempo alla valorizzazione di ciò che sta nella
parte più intatta del nostro territorio, e in questo può aiutarci
una saggia politica dei parchi e delle aree protette, ma non solo, oggi
le certificazioni di qualità sono, come dire, la conditio sin
qua non per fare veramente quel salto che da tempo stiamo aspettando.
Comincia ad esser vecchia già la Iso9000, l’autocertificazione
di qualità sulla base della quale molte aziende turistiche si
stanno e si sono orientate, comincia a cadere, a passare; oggi c’è bisogno
e necessità non di autocertificazioni, ma di certificazioni; ci
stiamo attrezzando per verificare la possibilità di iniziare la
procedura per richiedere l’Iso14000, 14001, cioè una certificazione
che viene data da terzi rispetto all’ambiente, rispetto alla qualità dei
servizi che devono essere resi, questo è il nostro impegno, questo è il
nostro obiettivo, vogliamo portarlo avanti perché siamo convinti
che il futuro si gioca solamente in questa direzione.
Per
la qualità delle strutture ricettive l’ampliamento
previsto nel nostro Piano Regolatore Generale non è sicuramente
sufficiente a risolvere il problema, può risolvere il problema
della redditività, cosa ovviamente importante, può mettere
la struttura ricettiva in condizione di ricevere un flusso turistico
non prettamente estivo, altrettanto importante, ma di per sé l’ampliamento
non vuol dire qualità, occorre usare le strutture per più tempo,
utilizzandole per incrementare, anche per questo versante, la stagione
turistica non guardando solo al mare, ma deve cominciare a guardare davvero
a un territorio più ampio offrendo pacchetti turistici, primaverili
e autunnali, rivolte ai parchi, alle strade del vino, alle città storiche
e d’arte. Questa è qualità, e non avere più o
meno posti letto all’interno della struttura stessa. Così come
ad esempio è sugli interventi che la qualità può esprimersi
al meglio, la certificazione di qualità negli interventi non è un
optional, se mai lo fosse stato, è una necessità e questo
lo sanno bene ad esempio i nostri albergatori che aderiscono al marchio
di qualità che proprio oggi verrà assegnato. Una necessità perché si
può aprire una fase molto positiva. Laddove ci sarà un
marchio, ci sarà un turista sempre più garantito, questo è il
futuro a livello promozionale, perché il futuro del turismo in
Italia e quindi anche a San Vincenzo sarà in base alle certificazioni
di qualità, su questo non ci sono più dubbi.
Per
la qualità dei servizi pubblici e privati, l’aspetto
più interessante che merita di essere messo in evidenza è la
cresciuta diversificazione dei prodotti turistici, capace di attrarre
ancora più visitatori nelle nostre zone. Mentre si assiste ad
un assestamento delle presenze legate al balneare, si individuano invece
forti incrementi nel turismo naturalistico, culturale, storico, sportivo
ed enogastronomico.
Una
esperienza importante, a mio modo di vedere, è stata fatta
oggi nella visita agli agriturismi di San Vincenzo, e ritengo che l’obbiettivo
principale da porci sia quello della crescita e della competitività nel
mercato turistico internazionale, posto che la nostra area si colloca
sul mercato con delle peculiarità tali da renderla unica, ma che
nel contempo risulta penalizzata sul piano dei costi rispetto ad altre
aree concorrenti.
Occorre
focalizzare l’attenzione sulla creazione di una offerta
qualitativamente appetibile, ricca di servizi qualificati, che influenzeranno
sempre di più le scelte dei turisti e dei tour operator. Tutto
ciò però implica una serie di servizi sia pubblici che
privati di alta qualità che richiedono ineludibili investimenti
da entrambe le parti.
E’ su questo versante che dovranno arrivare i maggiori contributi
da parte del Ministro e di chi interviene oggi, perché la ricerca
del finanziamento in direzione della qualità della erogazione
del servizio non può più avvenire a secondo dell’ipoteca
possibile, ma dell’idea possibile. Si vuole entrare o no in Europa?
In Europa si entra anche per questo versante, non è più pensabile
avere finanziamenti a seconda di ciò che è possibile ipotecare,
oggi occorre fare un salto di qualità e andare al possibile finanziamento
anche sull’idea, sul progetto, sul programma, non solo ed esclusivamente
sul bene e quindi questo credo sia un momento importante della nostra
discussione di oggi, perché il turista infatti ricerca in un’area
come la nostra, vista come un sistema, ed il giudizio che si forma è sulla
complessità delle offerte erogate e non solo ed esclusivamente
sullo stabilimento balneare, sul mare, sulla piscina o la viabilità,
quindi la qualità è già oggi, e lo sarà ancora
di più, l’arma vincente per il futuro.
C’è una nuova legge regionale che riguarda il turismo,
solamente su questa si potrebbe aprire un dibattito. Credo che sia migliorabile
e non sia stato fatto il massimo che era possibile. Oggi però occorre
applicarla, nelle funzioni che meglio si addicono alle nostre necessità.
E’ migliorabile sicuramente perché vede poco, ad esempio,
le possibilità della promozione e molto di più si ferma
sulle possibili gestioni. Questo è un limite che credo debba essere
superato, però oggi è quella, occorre evidentemente applicarla
al meglio, nell’ambito delle necessità che anche noi abbiamo.
Termino con una considerazione già fatta in modo molto più autorevole
dal Ministro del Tesoro Amato al congresso ANCI di Catania. Credo che
sia venuto il momento di cominciare a riflettere sulle domanda che i
Comuni turistici da tempo stanno ponendo a livello nazionale e regionale: è giusto
che le manutenzioni necessarie per l’uso massiccio delle strutture
pubbliche e del territorio dei Comuni turistici siano solo a carico dei
cittadini residenti? Ebbene a questa domanda la risposta deve essere
chiara, ed è un no deciso e forte, non è giusto che siano
solo ed esclusivamente i cittadini residenti a farsi carico di queste
necessità. Considerato in tutte le nazioni europee turisticamente
avanzate come la Francia, la Spagna, l’Inghilterra, l’Austria,
ecc., esiste una sorta di tassa di soggiorno che il turista paga, credo
che sia arrivato il momento, anzi da noi è tornato il momento,
che questa proposta sia messa all’ordine del giorno per essere
inserita in una legge quadro nazionale e/o regionale. È ovvio
che questa entrata dovrà essere finalizzata ai recuperi ambientali,
ai restauri di opere pubbliche, ma è anche altrettanto ovvio che
la questione sia ineludibile, oggi si pone con forza e una risposta positiva
mi auguro possa essere data anche in tempi brevi.
Vi
ringrazio per essere stati ad ascoltare, parlare di turismo per quanto
ci riguarda è sempre difficile, ma nello stesso tempo appassionante
perché ci rendiamo perfettamente conto di parlare della questione
economica della nostra area, della questione economica della Costa degli
Etruschi, e soprattutto della questione economica di San Vincenzo. Proprio
per dar spazio anche a quegli operatori, alle associazioni e alle aziende
che sono venuti oggi a portare il loro contributo, finisco qui, e vi
auguro, ci auguriamo buon lavoro. Grazie.
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Andrea
De Martino, Prefetto di Livorno
Non
potevo lasciar trascorrere l’ultimo giorno dei festeggiamenti dedicati al 50° anniversario
dell’istituzione dell’autonomia di San Vincenzo, senza onorare
con la mia presenza questa fase storica dell’Amministrazione Comunale.
Nella parola autonomia, parola che riconosciuta nella Costituzione della
Repubblica Italiana ad ogni Comune italiano, si racchiude la forza ed
il senso di incontri come quello di stasera, incontri nei quali i cittadini
e gli Amministratori, scelti nel modo che la democrazia prevede, stabiliscono
insieme le sorti e il futuro della collettività. Cosa c’è di
più bello del vivere il percorso pubblico di una vita comunitaria
con le intese che la democrazia consente? Un evento davvero significativo,
particolare, che non poteva trascorrere senza almeno un momento di attenzione
alla vita di San Vincenzo, da parte mia e da parte delle istituzioni
che rappresento.
La
normativa di questi anni è tutta protesa, specialmente nel
settore delle riforme, a dare un senso sempre più vivo a questa
parola; quando si parla di sussidiarietà si pensa proprio alla
necessità di avvicinare sempre di più le decisioni pubbliche
ai cittadini, e allontanarle dal centro, allontanarle dai Ministeri,
per portarle nelle sedi più vicine, intanto per iniziare, ai Comuni.
E’ lì che veramente si costruiscono le scelte, si pianifica
il futuro, si sanno individuare le vocazioni ideali del territorio e
si fa in modo che queste vocazioni si traducano in vantaggi, in benessere,
in crescita. Questa sera il rapporto tra Amministrazione e cittadini è un
rapporto speciale, è un rapporto tra Amministrazioni ed operatori
del settore del turismo, direi che, come giustamente diceva il Sindaco, è un
rapporto forte, stretto con il settore portante dell’economia di
questo territorio. La chiave migliore, proprio per chiudere questo momento
di commemorazione, è proprio quella di dedicare a questo ambito
il massimo delle attenzioni possibili, proprio per dar senso reale e
concreto al termine autonomia.
Su
di voi ricadono le vere responsabilità degli anni 2000; avremo
modo di vedere confermata un’analisi che prevede come l’economia
mondiale sarà, nel prossimo secolo, condizionata da un fenomeno
oramai riconosciuto in maniera unanime, la terziarizzazione dell’economia.
L’economia mondiale si svilupperà in percentuale altissima
sui servizi, sul turismo, sul trasporto e probabilmente gli altri campi
dell’economia avranno a subire dei ridimensionamenti rispetto a
quelli che sono stati i livelli di crescita del secolo che oramai stiamo
per lasciare alle nostre spalle. Questo ha un significato particolare
per la nostra provincia, con realtà che hanno una particolare
specializzazione in questi campi. Voi nel settore del turismo, altre
città della Provincia in altri settori, per Livorno possiamo immaginare
il trasporto, i servizi.
Questa è una marcia in più, un valore aggiunto che, son
convinto, se arricchito da competitività e da una sempre maggiore
efficienza, potrà rappresentare un motivo forte per funzionare
da detonatore, da catalizzatore di una crescita ancora più ampia;
i riferimenti che ci dava il Sindaco sulle scelte da compiere sui possibili
ulteriori passi da fare anche dinanzi alla più recente legge regionale,
a mio modo di vedere, vanno dibattuti, fatti lievitare per portare poi
a dei risultati che siano il frutto di una valutazione che arriva da
una terra che vive e sperimenta realmente e responsabilmente i fatti
dei quali si parlava, anno dopo anno, con non pochi successi.
Anche
il primo semestre del ’99, anche le recenti statistiche
dell’estate ’99 hanno visto la zona continentale della provincia
rispetto a quella dell’arcipelago in una posizione di vantaggio
in termini percentuali, ovviamente è un segnale forte rispetto
ad una domanda sempre più agguerrita, più attenta, più bisognosa
di un mercato valido.
Da
parte del Prefetto avete l’assicurazione del sostegno totale,
specialmente nei settori che più stanno a cuore a chi vive in
questa zona: la sicurezza e l’ordine. Entrare in una città e
trovarla ordinata nei suoi arredi urbani, nelle sue strade, nelle sue
strutture è sicuramente un segno di benessere, che invoglia e
spinge chiunque a ritornare in quel luogo per riposare, per godere, per
divertirsi. E’ il primo biglietto da visita del luogo.
A
questo occorre aggiungere un ordine della sostanza, l’ordine
della sicurezza. Più volte nei mesi e negli anni passati, abbiamo
dovuto guardare con particolare attenzione in questa zona tra Piombino
e Cecina, frutto di incursioni da parte di bande che venivano dall’estero.
Bande non stanziali, questa terra è sana, diciamocelo noi e facciamolo
sapere a quanti vogliono venire a trascorrere le loro vacanze in questa
zona. A queste incursioni le forze dell’ordine, mi piace dirlo
testimoniandolo, sono qui presenti i responsabili della Polizia di Stato,
dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, hanno risposto
punto per punto, azione su azione e sono riusciti a far indietreggiare
questo attacco che avrebbe potuto proseguire, avrebbe potuto stabilizzarsi,
cronicizzarsi, a danno sicuramente di chi ci abita e del cittadino, ma
a danno anche del settore che voi state rappresentando così bene.
E’ il frutto di un impegno che, a mio modo di vedere, non cessa
e vuole affiancare quello dell’Amministrazione e dei cittadini.
Ritengo che solo mettendo insieme pubblico e privati, in una logica,
volta veramente a costruire gli anni 2000, quelli ai quali si è voluto
guardare questa sera, in nome del turismo ed in nome dei 50 anni dell’autonomia
che sono stati festeggiati quest’anno potranno portare quei risultati
ai quali tutti guardiamo e che tutti auspichiamo. Buon lavoro.
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Fabio Di Bonito, Assessore al turismo del Comune di San Vincenzo
Buonasera
a tutti. Prima di entrare nel vivo dei nostri lavori, desidero esprimere
il
ringraziamento
dell’Amministrazione Comunale di San Vincenzo e mio personale,
a tutti i relatori che si avvicenderanno nell’intervento e ai graditi
ospiti ed un cordiale benvenuto alle autorità presenti e a tutti
i partecipanti. Come ha detto poc’anzi il Sindaco, il Ministro
Letta sarà con noi non prima delle 18:30 in quanto i suoi innumerevoli
impegni si sono protratti, comunque ci ha garantito la sua presenza,
e il suo prezioso contributo non mancherà senz’altro ai
lavori.
Esattamente 13
mesi fa, il 22 ottobre 1998 si è svolta a San
Vincenzo la seconda Conferenza Provinciale sul turismo; noi oggi ci troviamo
ancora una volta a San Vincenzo ed ancora una volta per ragionare tutti
insieme su di un settore che rappresenta il momento o almeno uno dei
momenti più importanti della nostra economia, la pretesa della
Giunta Municipale ed in particolare dell’Assessorato al turismo
non era e non vuole essere quella di riproporre una giornata di intensa
riflessione e tecnicamente di così alto profilo come fu in occasione
della Conferenza Provinciale dello scorso anno; oggi il nostro stare
insieme trae lo spunto dalle celebrazioni commemorative del cinquantenario
della istituzione del Comune, infatti, come ho detto anche in apertura,
la manifestazione odierna è stata inserita a pieno titolo nel
calendario ufficiale delle manifestazioni, però abbiamo voluto
allargare il nostro orizzonte, uscire dai confini del nostro territorio,
per ricercare un confronto di esperienze e di contributi rispetto a questo
comparto che ripeto riteniamo di vitale importanza, sia dal punto di
vista economico, sia dal punto di vista occupazionale. Oggi avremo il
piacere di ascoltare molti interventi, in particolare di enti economici
e finanziari quali la Fiditoscana, di promozione come l’APT e la
Promotour, istituzionali quali la Provincia e il Governo, oltre alle
associazioni di categoria. Il mio personale auspicio, ma spero di interpretare
anche il pensiero di tutti voi, è quello di poter affermare, al
termine di questa giornata, di aver potuto arricchire la propria esperienza
e la propria consapevolezza, nei confronti di questo comparto economico
e culturale così importante per la nostra terra qual è il
turismo. È scontato sottolineare l’importanza di questo
settore per la nostra economia; San Vincenzo vive principalmente sui
proventi del turismo diretti e indiretti, solitamente questa è una
stazione balneare, vi sono tracce dei bagni e del mare di San Vincenzo
in alcuni scritti del ‘6-‘700, e le prime cronache dei bagnanti
ospiti delle nostre spiagge sono citate nelle pagine di molti autori,
ne voglio citare uno solo molto vicino alla nostra terra, Renato Fucini.
Nel corso del tempo la domanda di turismo è molto cambiata: oggi è impensabile
ritenere, per esempio, che le parole contenute in un numero unico dell’azienda
autonoma di soggiorno e turismo di San Vincenzo nel ’71 e vergate
dall’allora direttore del “Telegrafo”, Carlo Lulli,
possano essere sufficienti a promuovere il nostro territorio e la nostra
costa, diceva infatti Lulli: “Lì c’è San Vincenzo,
socchiudi gli occhi e vedi nella folgorante luce di un sole estivo, acqua
di mare turchino, cieli di caldo celeste, il verde riposante di ombrose
pinete, villette solitarie che promettono quiete e serenità”.
La tutela alla valorizzazione ambientale non sono di per sé stesse
sufficienti a rispondere alle richieste dei nuovi flussi turistici; esse
devono interagire con nuove e moderne scelte di natura economica e politica,
innanzitutto un ruolo sempre più centrale sarà svolto e
dovrà essere svolto dalle politiche di promozione turistica, un
compito che in questi anni ha visto coinvolti molti soggetti istituzionali
e non, nella nostra Provincia e in particolare nella Provincia continentale,
la nostra APT ha lavorato con lungimiranza e con ottimi risultati, un
ruolo che, mi sia permessa questa critica che ha citato anche il Sindaco
nel suo intervento, vedo notevolmente indebolito dall’attuazione
della nuova, ma vorrei dire ennesima, legge di riforma sull’organizzazione
della promozione turistica, la legge regionale 54 nella quale sono contenute
indicazioni che potenzialmente potrebbero indebolire la funzionalità delle
attuali strutture di promozione; ritengo, anzi mi auguro, che un consapevole
impegno della Provincia e di tutti i Comuni coinvolti possa “bypassare” in
qualche maniera e in modo indolore questa trasformazione che lascia perplessi
molti, se non tutti gli interessati. Altro nodo centrale, per l’allineamento
dell’offerta di mercato nel settore turistico, è rappresentato
dallo sforzo di programmazione territoriale con particolare riguardo
alle scelte in materia di assetto del territorio, occorre pensare al
potenziamento delle infrastrutture siano esse viarie e portuali, per
esempio, al recupero e alla valorizzazione delle risorse storico e culturali,
all’ampliamento e alla riqualificazione delle strutture ricettive.
In quest’ultima direzione, l’impegno dell’Amministrazione
Comunale di San Vincenzo si sta concretizzando nello strumento urbanistico
di prossima approvazione nel quale uno degli obiettivi centrali è rappresentato
dalla riqualificazione strutturale della ricettività nel pieno
rispetto dell’ambiente in cui si trova, in una sola parola, sviluppo
sostenibile del comparto turistico, quindi ambiente, promozione, programmazione
territoriale, valorizzazione storico-culturale, l’attrattività di
un territorio discende da questi fattori prima che dalla qualità dei
servizi offerti, qualità che peraltro deve integrarsi in questo
quadro di infrastrutture. Il capitolo relativo all’offerta dei
servizi e alla qualità degli stessi offre un altro tipo di ragionamento,
che in questa sede credo verrà affrontato compiutamente dai vari
interventi, personalmente però, per quanto riguarda la qualità appunto,
vorrei soffermare la vostra attenzione su due importanti iniziative:
la prima riguarda il marchio di qualità Costa degli Etruschi per
gli alberghi che rappresenta un’ulteriore certificazione dei servizi
offerti all’interno delle strutture alberghiere e si somma, o meglio,
si integra alla classica standardizzazione per stelle, oggi noi consegneremo
questo marchio, a 5 strutture alberghiere di San Vincenzo che hanno superato
le attente verifiche sugli standard dei servizi; verifiche basate su
criteri particolareggiati e molto attuali, individuati da un’apposita
commissione di esperti; questo marchio rappresenta e soprattutto certifica
un livello dei servizi qualitativamente importante e significativo che
va in contro a quelle che sono le nuove domande di turismo. L’altra
iniziativa che per il momento non è decollata, ma che pur nella
sua complessità tecnica potrà rappresentare l’ulteriore
salto di qualità sotto l’aspetto dell’offerta dei
servizi al turismo è il marchio per gli appartamenti privati destinati
all’affitto estivo; anche in questo caso, i requisiti per il raggiungimento
del marchio ci consentirebbero un ulteriore e importante innalzamento
della qualità del servizio offerto al turista. La realizzazione
di questo progetto ci permetterebbe anche di monitorare e controllare
tutta una serie di dati sui flussi turistici che oggi ci sfuggono in
quanto non vi sono strumenti burocratici e amministrativi che ci permettono
di rilevare gli arrivi e le presenze al di fuori delle strutture turistiche
ricettive, un tempo questo si poteva fare, qualcuno si ricorda , con
la vecchia tassa di soggiorno. La realizzazione del progetto sul marchio
di qualità per gli appartamenti-vacanze richiede, non solo uno
sforzo organizzativo, ma anche numerose risorse economiche rappresentate
ad esempio dagli incentivi ai proprietari di abitazioni destinate all’affitto
per vacanze. Sul tema dei finanziamenti al turismo, spero che l’amico
Giorgio Kutufà, Presidente della Fiditoscana, e anche il Ministro
ci possano intrattenere, ma soprattutto indirizzare verso quei canali
di finanziamento accessibili al comparto turistico sia a livello regionale,
che a livello di politiche comunitarie. Questi potrebbero essere alcuni
spunti alla riflessione odierna, credo però che molti altri importanti
elementi emergeranno dai vari interventi della giornata. Da parte mia
ho cercato di evitare una riflessione che come diceva il Sindaco in questo
periodo dell’anno può emergere con facilità e riguarda
l’analisi dei dati della stagione appena trascorsa. Ritengo che
parlare del turismo futuro e delle prospettive di questo comparto non
sia necessario farlo partendo dai dati del passato anche recente; noi
tutti sappiamo quali potenzialità sono insite in questo territorio
e in questo settore, ed è su queste potenzialità che dobbiamo
lavorare per crescere e svilupparsi, siamo peraltro consapevoli che nelle
ultime stagioni vi sono stati buoni risultati di crescita, ma vi sono
stati anche dei segnali di controtendenza ed è su questi che dobbiamo
trovare gli spunti positivi per continuare nel nostro lavoro di sviluppo
turistico dell’intero territorio, ne cito solo alcuni di questi
elementi di controtendenza: la crescita delle presenze straniere soprattutto
provenienti dal Nord Europa, l’aumento, anche se minimo, del periodo
di permanenza nelle strutture, l’aumento di richiesta di turismi
cosiddetti alternativi, quali quello culturale, paesaggistico, ambientale,
ma anche enogastronomico. La visita nelle strutture agrituristiche di
oggi, ne è in qualche misura un segnale di interesse in questa
direzione, e poi vi è purtroppo una constatazione negativa che
continuiamo a fare e che è molto significativa per il nostro impegno
futuro, la constatazione della perdurante brevità del periodo
della stagione turistica. Questo credo che sia il terreno del nostro
impegno futuro; all’inizio ho presentato questo incontro parlando
del cinquantenario della nascita del Comune di San Vincenzo e ribadendo
come questo nostro convegno si inserisca nel calendario ufficiale delle
manifestazioni revocative, a questo proposito abbiamo deciso di dedicare
la prima parte del pomeriggio a San Vincenzo, alla sua storia e alle
sue esperienze di sviluppo turistico e lo faremo ascoltando, fra breve,
la testimonianza diretta di alcuni importanti operatori. San Vincenzo
continua a essere un paese dall’aspetto paesaggistico ed ambientale
gradevole, come citava Lulli nel suo scritto, ,ma negli anni si è mosso
e si arricchito di molte esperienze che avremo il piacere di ascoltare
subito dopo, e sempre per ricordare che oggi festeggiamo i nostri primi
50 anni di vita comunale, la Giunta ha ritenuto giusto e opportuno farlo
ricordando e premiando alcuni dei precursori del turismo Sanvincenzino
ed alcuni importanti operatori in questa direzione. Io amo definirli
operatori storici, la cui presenza nel settore turistico di San Vincenzo
ha rappresentato e continua a rappresentare qualcosa di importante. Dopo
questo momento, se vogliamo anche un po’ campanilista, ma importante
e significativo, allargheremo i confini della discussione con gli interventi
delle associazioni, degli Enti, delle istituzioni che hanno gentilmente
accolto il nostro invito e che ringrazio ancora una volta per essere
intervenuti.
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| Alessandro
Lazzi, Amministratore di Riva degli Etruschi – Lazzi VI.TUR.
Spa.
Vorrei intanto ringraziare
dell’invito e delle belle cose che
sono state dette finora e che abbiamo fatto insieme con il Comune di
San Vincenzo, con il quale abbiamo avuto sempre un buon rapporto. Questo
rapporto ha semplificato molto, in questi 40 anni della nostra attività che
ricorreranno ormai l’anno prossimo, la possibilità di poter
sviluppare e seguire il turismo nella sua evoluzione, come è avvenuto
dai primi anni ’60 ad oggi. L’evoluzione del turismo ha avuto
uno sviluppo abbastanza logico, così come le esigenze dello stesso
utente, del cliente, che si sono manifestate e modificate nel corso degli
anni. Basta pensare a quali erano le esigenze degli anni ’60, se
non altro degli ambienti e degli spazi, e quelli degli anni 2000. Una
modifica logica ed ovvia. E’ evidente che tutto questo viene semplificato
da una serie di evoluzioni avvenute, dalla viabilità degli ultimi
anni a una sempre maggiore attenzione all’ambiente, con considerazioni
in merito ai parchi, piuttosto che a strutture che riprendono, rivalorizzano,
tutte le nostre bellezze e che forse noi, da bravi italiani, diamo sempre
per scontato, che però evidentemente lo straniero apprezza. Apprezza
e questo non ce lo dobbiamo mai dimenticare; siamo abituati, io parlo
da fiorentino, ad avere tutto a portata di mano e forse non apprezzarlo
mai abbastanza.
Il nodo del problema è come allungare la stagione turistica,
che diventa molto importante perché il mare e il caldo lo si va
a cercare, o meglio si cerca di scappare dalla città probabilmente
a luglio e agosto anche per una questione di ferie e anche per una questione
di tempo legati agli impegni di lavoro. Sicuramente però le stagioni
intermedie che vanno da aprile a giugno, da settembre ad ottobre sono
legate ad altro tipo di motivazioni da parte del cliente, del consumatore.
E’ importante che un cliente nel mese di aprile possa trovare e
avere la possibilità di fare cose alternative, perché il
tempo è bello, ma ovviamente non è possibile fare il bagno
come a luglio e agosto e pertanto è importante trovare tutte queste
alternative, ben proposte, come possono essere i paesi, la natura e le
strutture stesse che si sono create, nei dintorni.
San
Vincenzo in questo, a mio parere, è in una posizione strategica,
perché con la viabilità attualmente disponibile in un paio
d’ore possiamo raggiungere tutti i centri di maggior interesse
culturale e parlo dai più piccoli ai più grandi, dalle
grandi città ai piccoli centri, ai piccoli borghi, quindi, anche
questa tendenza a rivalutare le antiche tradizioni, dalle manifestazioni
storiche alle più recenti, come il palio che viene corso sul lungomare
di San Vincenzo, è un notevole fattore di richiamo e di tradizione
e contribuiscono e aiutano noi albergatori. Ovviamente noi dobbiamo fare
il nostro, sicuramente attenzione alla qualità, attenzione al
servizio, nel nostro caso attenzione a mantenere inalterato il patrimonio
naturale. Questo vale anche sicuramente per altri alberghi.
Un
albergo in centro città a San Vincenzo avrà altre tematiche
e altre problematiche. Per noi è stato ed è molto importante
mantenere questo aspetto naturale dell’origine, di come era negli
anni ’60. Tutto il resto ovviamente deve derivare dallo sforzo
comune, su cui secondo me sono stati fatti passi importanti. Grazie.
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Augusto
Ferrero, Costruzioni Ferrero Sas.
Parlare di turismo
oggi, e portare novità col contributo dei
nostri interventi è molto difficile perché, credo che il
Sindaco Roventini e l’Assessore Di Bonito abbiano fatto un panorama
per il futuro che è assolutamente condivisibile, anzi speriamo
che venga opportunamente realizzato. Il mio ringraziamento per questo
incontro va all’invito personale, che vuol dire legittimare la
mia presenza a San Vincenzo, la mia cittadinanza Sanvincenzina per 40
anni di vita in questo Comune e in questa comunità e questo è un
grazie veramente sentito che mi commuove e mi rende orgoglioso di questa
partecipazione.
Vorrei solo dare due appunti.
L’economia di San Vincenzo l’ho conosciuta quando Via della
Principessa era sterrata e i fagiani camminavano sulla strada, passavano
forse 10 macchine al giorno; ho conosciuto quegli Amministratori che
si chiamano Lido Giomi, Loriano Mencarelli, oggi il nostro Assessore,
il nostro Sindaco Roventini, che hanno seguito questo percorso e la crescita
di questo paese e parlarne volentieri perché questo paese, anche
per i contrasti interni che ci sono stati, è cresciuto incredibilmente.
C’era la Via Aurelia che passava in mezzo alle case e non voglio
essere romantico, ma le macchine che passavano attraverso le case sono
state sostituite oggi da una piccola zona interessantissima che è diventato
il punto d’incontro, non solo dei Sanvincenzini, ma di tutti i
paesi intorno ed è apprezzatissima da tutti i turisti che vengono
a San Vincenzo. Come operatore mi sento di parlare, non solo a titolo
personale, delle battaglie che abbiamo condotto insieme a tanti amici
che vedo qui in sala, che si sono dedicati al turismo. Mi riferisco a
quegli albergatori che con noi hanno vissuto i contrasti, le battaglie
con una Amministrazione che pur cercando di spingere il turismo si è sempre
trovata in mezzo alle pastoie della burocrazia.
Oggi
il Sindaco ha detto stiamo vedendo il nuovo Piano Regolatore, chi è qui
con me, sa che 10 anni fa abbiamo chiesto le cose che il Piano Regolatore
ha accolto dopo 10 anni. Se il turismo si muove di qualità, si
muove anche in velocità, la gente non si muove più per
accedere alle località turistiche su quattro ruote, ci va in aeroplano.
Abbiamo
parlato troppo poco e questo mi sollecita a ricordarlo agli Amministratori,
chi oggi
vuol
giocare a golf non ha altro che da scegliere
nell’arco di 2000 Km, non più di 200 Km, perché quando
una persona è seduta su un aereo fare 500 Km o farne 2500 è soltanto
questione di perdere qualche mezzora in più o qualche ora in più,
ma per andare dove vuole. Quello che diceva il Dottor Lazzi, noi abbiamo
mare, coste splendide, boschi splendidi, è vero. Amo questa terra,
dico che dobbiamo fare delle scelte, ma non delle scelte globali, delle
scelte puntuali. Significa offrire San Vincenzo non di luglio e agosto,
che siamo capaci a offrire perché è un bene che nessuno
ci toglie, il sole del luglio e dell’agosto è una realtà,
ma offriamo anche delle strutture di servizio, strutture di qualità,
e solo il pubblico può aiutare il privato a offrirle. Ad esempio,
noi siamo in una zona dove non esiste un campo da golf. Quanto movimento
c’è intorno a un campo da golf fuori stagione? Perché noi
dobbiamo premiare il fuori stagione, che è una realtà che
manca. Noi possiamo offrire a San Vincenzo, a due ore di distanza da
Firenze, Siena, Arezzo, delle cose bellissime, ma perché non c’accontentiamo
dello splendido percorso dei borghi medievali e dell’Alta Maremma.
Il Monferrato che è terra delle mie origini, il mio cognome lo
denuncia, è riuscito in 10 anni a creare un percorso enogastronomico
dei vini e delle colline del Monferrato che oggi a fine ottobre rende
pieni tutti gli alberghi e gli alberghetti. Noi abbiamo una terra splendida,
oltretutto abbiamo un vantaggio, un sole che non ci toglie nessuno, abbiamo
borghi medievali di cui nessuno ha parlato, ma che sono splendidi. Io
invito questa Amministrazione e quelle dei Comuni vicini ad impegnarsi
nel rendere partecipe tutta la comunità italiana ed internazionale
di un percorso limitato che caratterizza la nostra zona, perché se
noi diciamo venite a San Vincenzo per andare a Siena o Firenze fuori
stagione, uno va a dormire a Firenze e poi va a Siena, non parte sicuramente
da San Vincenzo. Ma far conoscere i nostri borghi, Suvereto, Campiglia,
Massa Marittima, Volterra, da San Vincenzo lo si può fare e questo
vi assicuro può essere una delle prospettive migliori e più interessanti
per caratterizzare e far conoscere San Vincenzo.
Un’ultima sollecitazione: è vero che la burocrazia dello
Stato, dell’apparato, la burocrazia dei Piani Regolatori e la loro
attuazione rende difficile certe decisioni, forse certe volte le rende
impopolari, altre volte le rende responsabili e pericolose per certi
amministratori, ma bisogna farle. Un albergo non può aspettare
10 anni, una struttura turistica non può aspettare 5 anni per
adeguarsi alla richiesta del mercato turistico. Grazie e grazie agli
Amministratori per le loro intenzioni.
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Francesca
Vierucci, Operatore del settore agriturismo.
Buonasera, io vorrei
innanzitutto ringraziare il Comune perché ci
ha invitato anche se come realtà che non siamo così forte
e numerosa. Fa piacere che comunque abbiamo avuto questa considerazione,
perché in Toscana l’agriturismo ha preso piede e conta di
numerose attività che hanno un’importanza reale nel numero
delle presenze del turismo. Vorrei parlare innanzitutto della mia esperienza,
perché è un’attività che seguo da diversi
anni, nata per passione come penso accada per la maggior parte di coloro
che vanno a applicare questa forma di turismo, ed è dovuta proprio
al legame che abbiamo con la natura, con la terra e l’agricoltura,
ma anche con la facilità che noi di questo settore abbiamo nei
rapporti molto vicini e umani con i clienti.
Probabilmente è questo il successo dell’agriturismo; infatti
devo dire che c’è stato un grosso incremento negli ultimi
anni e le presenze sono sempre maggiori, una richiesta sempre di qualità e
per fortuna c’è una riqualificazione di questo settore che
fino a pochi anni fa era un po’ declassato, troppo marginale. Adesso
a San Vincenzo cominciano a sorgere diversi agriturismi, siamo 4 o 5
in questo settore, altri nuovi stanno arrivando e questo secondo me ha
un’importanza a livello territoriale perché noto che il
cliente dell’agriturismo è molto legato al territorio e
ha una stagionalità molto più ampia, proprio per questa
ricerca di ciò che è non solo il mare, ma l’aspetto
storico, culturale, ambientale. I clienti dell’agriturismo arrivano
e immediatamente si mettono in contatto con noi per avere tutte le notizie
del territorio, abbiamo sempre bisogno di tanta documentazione da fornire,
abbiamo bisogno di seguirli, fare itinerari, vogliono sapere dove sono
le oasi, cosa offrono i borghi, dove andare a mangiare. E’ il turismo
di una clientela che apporta un buon sostegno all’economia del
territorio e questo è molto importante, perché contribuisce
all’allungamento di questa benedetta stagione, che non si vada
a risolvere nei due mesi di luglio e d’agosto.
Devo
dire che sono state fatte tante cose, perché avere istituito
ed organizzato tutti questi parchi, reso il territorio percorribile, è stato
sicuramente un grosso vantaggio.
E’ molto facile per i clienti riuscire a visitare il territorio
e devo dire che mentre negli anni passati, mi riferisco a quello che
diceva l’ingegner Ferrero, arrivavano e cercavano spesso le grandi
città d’arte, ora c’è una forte presenza ed
una forte richiesta di documentazione, di conoscenza di tutto il circondario,
e fa grande piacere anche a noi mandare questi clienti nei dintorni e
sapere che quando tornano sono soddisfatti di quanto hanno visitato.
Negli anni passati era molto più difficoltoso, sia per le spiagge,
sia per i borghi e la tipicità delle cose offerte.
La
fortuna dell’agriturismo deriva anche dalla socievolezza che
si instaura fra noi e i clienti, ma pure fra noi operatori agrituristici.
Infatti c’è un grosso legame fra di noi e questo è un
forte aiuto, perché riusciamo a mantenere e soddisfare la forte
richiesta della clientela che ci telefona o si presenta. Sicuramente
se non trovano posto da noi, vanno dal nostro vicino, dal nostro collega
dell’agriturismo accanto e questo è un grosso aiuto, sia
per noi operatori agrituristici, sia per i clienti che vengono e trovano
quest’aspetto molto familiare, molto amichevole di caldo che sicuramente è apprezzato
dal cliente. La clientela di oggi non cerca più un’offerta
standardizzata da parte delle varie strutture turistiche, cerca molto
quello il contatto con il territorio e noi operatori, albergatori, commercianti,
imprenditori agrituristici, sicuramente siamo quel tramite che riusciamo
a dare questo contatto. La fortuna per gli agriturismi è dovuta
anche al grosso ritorno di clienti che arrivano tramite il passaparola;
questo dà una grossa qualità al tipo di cliente perché un
buon filone di clientela soddisfatta rimanda gente di qualità,
che cerca la stessa tipologia e che a sua riporta via con sé una
bella immagine del nostro territorio. Mi auguro che questa unione fra
noi imprenditori agrituristici, tra gli albergatori e fra tutte le varie
attività turistiche, sia sempre maggiore perché è quello
che fa andare via il cliente contento, perché parlare male a un
cliente della struttura vicina o di un disservizio del paese è sicuramente
una cosa terribile, perché nel momento che il cliente va via,
ha una brutta immagine del territorio, anche se solo per una parte. E’ sempre
una brutta pagina da mandare in giro, per questo mi auguro che fra noi
operatori turistici di tutta San Vincenzo si crei questo legame e questa
forte continuità, per dare qualità a tutta San Vincenzo.
Grazie.
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Fulvio Pierangelini, titolare del ristorante Gambero Rosso
Io
dovrei raccontare la mia storia, molto semplice e al tempo stesso anomala
in quanto mi
sembra
che la parola d’ordine di questo convegno sia la qualità;
finalmente. Sono 20 anni che faccio questo e l’ho fatto con grandi
sacrifici, l’ho fatto con un impegno assoluto, e qui vorrei fare
una piccola annotazione, cioè il rapporto Amministrazione - privato è un
problema, se volete storico-politico, per cui è doveroso un distinguo.
I
commercianti sono quelli che comprano e rivendono, e tutto quello che è privato, per un certo tipo di Amministrazione era il commerciante.
Io non sono mai stato un commerciante, la mia piuttosto è una
bottega, una bottega rinascimentale se volete, e quindi ho portato avanti
un discorso assolutamente fuori da ogni logica, perché la domanda
ricorrente che mi fanno nel mondo è: perché a San Vincenzo?
Perché amo San Vincenzo, mi piace il cielo, questo tramonto e,
o forse perché sono stato così inopportuno da non fare
un’analisi di mercato, uno studio per cui sicuramente tutti mi
avrebbero detto ovunque, ma non a San Vincenzo. Non ci sono strade, non
ci sono vie di comunicazione, non ci sono città, non ci sono commerci,
le industrie sono decotte, vattene da un’altra parte se vuoi fare
un discorso importante. No, io voglio stare a San Vincenzo; stare a San
Vincenzo per me è stato molto importante. Non nel senso di aver
sempre accettato passivamente tutto quello che mi veniva imposto, i rapporti
sono sempre stati sereni, però credo che sia stato importante
il mio essere a San Vincenzo in quanto se non altro ho stimolato un territorio
intorno a me, che ha creato. Ho i miei allevatori che fanno dei prodotti
stupendi per me, ho dei biologici che mi fanno quasi tutte le verdure
per cui sono quasi autosufficiente, l’unica cosa che vorrei ricordare,
visto che ho l’Amministrazione davanti è questo: la qualità,
questo vorrei dirlo, molto spesso è avanguardia e l’avanguardia
come tale non sempre è facile da capire, per cui chiaramente nei
limiti delle leggi evidentemente ritengo che le Amministrazioni dovrebbero
uscire dalle logiche rassicuranti e avere un po’ più di
spregiudicatezza, o comunque di prendere una lungimiranza e capire che
probabilmente alcune cose che vengono richieste non sono per un interesse
privato, e questo la mia vita lo dimostra, ma qualcuno che ha un’idea
avanzata e spera di essere aiutato o comunque di non essere limitato
nel proprio intervento. Io vi ringrazio.
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Marco
D’Agliano, Presidente dell’Associazione Confcommercio San Vincenzo.
Innanzitutto ritengo
doveroso ringraziare l’Amministrazione Comunale
per questo invito e porto il saluto del Presidente Provinciale Piero
Santini che non ha potuto partecipare a questo convegno. Parlare dopo
un personaggio della natura di Fulvio Pierangelini diventa molto difficile
perché miglior esempio dell’imprenditorialità di
San Vincenzo non si poteva premiare e avere oggi qui presente.
All’inizio del Convegno abbiamo sentito volentieri il Sindaco
parlare di qualità e poi ribadire questo concetto da parte dell’Assessore.
Noi crediamo che sia importante sostenere queste iniziative, queste volontà;
innanzitutto cercando di far confrontare la qualità dell’offerta
sia privata che pubblica attraverso i servizi, riuscire a dare una professionalità e
una preparazione ai gestori di ogni attività turistica e ricettiva
con estensione al personale, riuscire a mettere in campo iniziative di
largo richiamo e ripetute nel tempo per trasformare da un appuntamento
sporadico in tradizioni, dato che una tradizione importante ormai l’abbiamo
persa, era quella del Carnevale, era una tradizione che creava un’identità.
Non l’abbiamo più questa identità, l’abbiamo
messa alle spalle, stiamo lottando per averne altre, dobbiamo verificare
se questa è la volontà del paese. Se questa è la
volontà dobbiamo investire su queste tradizioni perché sono
quelle che poi possono servire ad allungare la stagione turistica e a
dare anche un’impronta al paese e a dare, come dicevo prima, un’identità,
incentivare l’offerta turistica non solo attraverso altri alberghi,
ma diversificando, importante è la realtà degli agriturismi.
Noi della Confcommercio, come anno sociale 2000 abbiamo impegnato delle
risorse economiche proprio per riuscire ad essere vicini a queste nuove,
vecchie e comunque importanti attività. Ci conviene fare un’analisi
per capire come mai il marchio di qualità delle seconde case a
San Vincenzo non è riuscito a svilupparsi, sappiamo benissimo
che questa è una realtà fondamentale: è una percentuale
altissima dell’offerta ricettiva a San Vincenzo. Purtroppo non
riusciamo, non siamo riusciti a mettere in campo un progetto che abbia
veramente una validità per fare, trasformare estemporanei affitta
appartamenti, affittacamere in personaggi di qualità, di professionalità come
gli albergatori che oggi sono sul territorio. Il Sindaco parlava di Iso9000
come un qualcosa di vecchio, noi diciamo vecchio laddove ormai l’Iso9000 è diventato
un marchio di qualità affermato, voluto fortemente dagli operatori,
qui forse ancora non lo è e quindi sarebbe tanto importante riuscire
a farlo metabolizzare dagli operatori, quelli per i quali il marchio
di qualità effettivamente ha un senso; parlava poi il Sindaco
dell’Iso14000, per noi è una gioia sentirlo perché ieri
sulla stampa c’era un nostro articolo dove anche l’impegno
sull’Iso9000 e l’Iso14000 è l’impegno del nostro
prossimo anno sociale. Sicuramente tutti lo sapete, però vorrei
solamente rifletterci meglio, vorrei dire quello che può portare
la certificazione Iso14000. L’organizzazione, Ente Pubblico o impresa
che intende adottare un sistema di gestione ambientale può farlo
decidendo di aderire ad uno dei due sistemi riconosciuti che sono la
norma comunitaria prevista dal regolamento Emas oppure quella internazionale
mondiale della Iso14001. I vantaggi per l’organizzazione che adotta
un sistema di gestione ambientale riconosciuto e pubblicamente divulgato
sono: riduzione dei costi, miglioramento di immagine pubblica, integrazione
con i sistemi di qualità e sicurezza, prevenzione di sanzioni
economiche e penali, fiducia degli azionisti. La nostra Amministrazione
emette i BOC, i buoni del Comune, quindi esistono degli azionisti, persone
che investono. Significa riduzione dei rischi, riduzione dei premi assicurativi,
rivalutazione del sito, corsie preferenziali per gli appalti pubblici,
riconoscimento nel Mercato Europeo, facilitazione degli adempimenti agli
obblighi di legge, autorizzazioni e concessioni, conformità legislativa
sotto controllo e per la cittadina turistica, valore ambientale assoluto
e certificato, strumento di garanzia per il turista con riconoscimento
superiore a qualsiasi organizzazione nazionale o ambientalista, bandiera
blu, goletta verde, ecc.
E’ evidente che se l’Amministrazione, veramente al di là dei
buoni propositi oggi qui pronunciati, ci dimostra con impegni fattivi
di seguire questo indirizzo, è normale che oggi noi abbiamo sentito
per la prima volta usare un termine di certificazione che non è una
parola fine a se stesso, non è una parola vuota, perché l’Iso14000
non la possiamo giocare come un marchio di qualità così, è una
parola importante perché determina dei comportamenti che vanno
a risolvere tutte le problematiche annesse all’ambiente.
Quando
l’Amministrazione, e io sono certo che vorrà seguire
questa strada, mi auguro fermamente che la segua, certificandosi in questo
modo eviterà sicuramente i futuri problemi che purtroppo a volte
San Vincenzo si è trovata di fronte, sia prima che durante che
dopo la stagione turistica.
Concludendo,
voglio aggiungere solamente questo: sappiamo tutti, e per tutti intendiamo
ogni associazione
rappresentativa del comparto, quanto
sia importante affrontare il futuro, dotandosi di strumenti idonei per
presentare l’immagine del nostro paese in maniera qualificata,
la nostra associazione non ha mai rinunciato sia attraverso progetti
che con interventi sulla stampa a stimolare, impegnandosi in prima persona,
le due componenti fondamentali che possono dare valore alla parola turismo:
l’Amministrazione da una parte e gli operatori dall’altra.
Siamo consapevoli che in alcune occasioni, anche per raggiungere lo stesso
obiettivo, è stato giocoforza percorrere strade differenti, che
in alcune occasioni ogni associazione ha ignorato l’esistenza di
progetti degli altri, ma non per questo si può dire che l’uno
o l’altro progetto fosse tecnicamente inferiore. E’ vero
che le strade non si sono spesso incontrate; che fare quindi per discutere
e prepararsi veramente insieme ad affrontare il nuovo millennio? La Confcommercio
lancia quest’idea che, ripeto, è supportare chiunque voglia
certificarsi Iso9000, stimolando l’Amministrazione verso l’Iso14000,
questo perché non si può chiudere il cerchio senza che
l’Amministrazione compia questo importante passo che la porterà sicuramente
ai vertici mondiali del turismo di alta qualità. La Confcommercio
si impegna fin da adesso, sia a livello organizzativo che economico,
per raggiungere quest’obiettivo insieme all’Amministrazione,
agli operatori turistici, come gli albergatori, gli stabilimenti balneari,
gli operatori commerciali, gli agriturismi, tutti sperando vivamente
che si possa intraprendere una via comune di sviluppo che da anni noi
andiamo chiamando patto per il turismo e che forse oggi a nostro avviso
ha più che mai un senso dopo le parole del Sindaco, un senso per
correre insieme distinti dai ruoli rappresentativi, ma uniti nell’individuazione
unica dell’obbiettivo da raggiungere. Grazie.
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Livio
CRISTIANI, Presidente dell’Associazione Confesercenti San
Vincenzo.
Anche la Confesercenti
vuol ringraziare il Sindaco e la Giunta per questo invito e portare
il proprio
contributo. Non vi è dubbio che il
futuro di San Vincenzo è legato al turismo, ed in questo siamo
particolarmente facilitati dal fatto che non vi è presenza di
industrie inquinanti, che negli anni le Amministrazioni precedenti sono
state capaci, tutti insieme siamo stati forse capaci di evitare, di deturpare
la natura. Alcuni errori sono stati fatti, ma non cose capitali come è successo
da altre parti. Ciò nonostante parlare di turismo è comunque
difficile perché si tratta di un argomento complesso che significa
programmazione, promozione, studio, diversificazione delle risorse.
Argomento
effettivamente difficile perché bisogna trovare il
sistema diverso per integrarle, queste risorse, in modo che possano tutte
insieme assumere un aspetto sinergico che è l’unico sistema
per ottimizzare effettivamente i risultati. E queste cose abbiamo già iniziato
a farle, tutti insieme, anche con i personaggi che credo più tardi
interverranno a questo dibattito.
Occorre,
anche se in modo schematico ma quanto più possibile
approfonditamente, suddividere il nostro turismo in tre grandi settori:
il primo è il settore turistico ricettivo, il secondo è quello
delle seconde case, sulle quali si è soffermato anche il collega
della unione commercianti, un settore importante che porta un grosso
contributo e con tanti problemi, il terzo è tutto il resto del
lavoro autonomo, costituito dal commercio, dall’agricoltura e dai
suoi prodotti, e dai servizi.
La
particolarità del nostro settore turistico-alberghiero, è che
al di là dei grandi complessi, è costituito da un numero
considerevole di alberghi, di strutture, di unità piuttosto piccole,
con standard qualitativi anche abbastanza importanti perché non
sfugge che a San Vincenzo i nostri alberghi sono per oltre il 90% nuovi
o ristrutturati, con una buona offerta di servizi. Intendo dire quanto
sia importante, sul tema degli standard, tutto ciò che riguarda
un discorso d’accoglienza, e la capacità di trattenere e
facilitare il soggiorno del cliente. Queste strutture, necessitano comunque
a mio avviso di dilatare la loro capacità ricettiva. Questo è un
argomento che è stato affrontato più volte, sentiti gli
interventi precedenti, e riveste un aspetto fondamentale per la nostra
associazione, profondamente impegnata in questo settore.
Il
problema delle seconde case è più complesso. Si tratta
intanto di un settore che porta un grosso contributo, soprattutto in
certi periodi dell’anno, al numero degli arrivi e delle presenze; è sfortunatamente
in mano, molto spesso, agli operatori improvvisati e questo rappresenta
un problema non da poco. A nostro avviso è un settore che deve
essere rivisto sul piano normativo e anche sul piano fiscale, perché il
fatto che gli introiti di questo settore scontino la massima aliquota
possibile in dichiarazione dei redditi, ne penalizza lo sviluppo e ne
va anche della qualità dei servizi offerti. Gli sforzi fatti dall’Amministrazione
Comunale di San Vincenzo cui è stato fatto riferimento più volte
anche in questi interventi, non solo non hanno assortito il risultato
sperato. Anche per questo motivo, so che è in corso un tentativo
di questo genere anche nel Comune di Rosignano, ma è evidente
che per quanto concerne l’incentivazione e lo sviluppo della qualità di
questo settore, i Comuni non possono a mio avviso essere lasciati soli.
Noi diciamo questo in modo particolare, perché crediamo che tutto
ciò andrebbe anche nella direzione degli interessi dell’intero
comparto commerciale e dell’intero mondo del lavoro autonomo, intendendovi
compresi anche l’agricoltura e i suoi prodotti ed i servizi, che
sono settori dei quali non sfugge l’importante aspetto sul piano
economico ed occupazionale, non soltanto di occupazione giovanile.
In
tutto questo nostro ragionamento non sfugge l’importanza di
alcune opere pubbliche, per ciò che riguarda la crescita anche
nel settore economico e turistico.
Un’importanza fondamentale la riveste il porto, forse più correttamente
l’ampliamento del porto; la programmazione urbanistica, ed il momento
per parlarne più diffusamente evidentemente non è questo,
però il momento è felice perché siamo nel corso
dell’approvazione di un piano regolatore generale, peraltro redatto
in maniera estremamente nuova e moderna. In tutto questo rivestirà una
grossa importanza la capacità che avremo tutti di reperire risorse
economiche necessarie per portare in fondo questi nostri progetti, ed
alcune di queste risorse passano anche attraverso le politiche comunitarie
che saranno rappresentate più tardi dal Ministro Dottor Letta.
Gli
rammenteremo, l’aspetto negativo che si profila con il discorso
del pedaggio sulla superstrada, sulla nostra variante Aurelia. Sarebbe
una vera iattura per la nostra economia turistica, perché potrebbe
significare il ritorno nel centro urbano del traffico pesante. Se ciò avvenisse
i danni per il nostro turismo sarebbero davvero incalcolabili.
Chiudo
sottolineando l’importanza di questi convegni; gli interventi
che ho sentito sono stati tutti importanti, gli interventi degli operatori,
degli Amministratori e delle istituzioni, così come lo è stato
il convegno della Provincia che è stato fatto qualche tempo fa,
dal quale la nostra associazione ha tratto non pochi spunti. Ritengo,
anzi sono certo, che alcuni spunti importanti li trarremo anche da questa
manifestazione odierna. Al di là della simpatia che traiamo nel
momento in cui vediamo festeggiare alcuni operatori del nostro paese,
sono sicuramente le occasioni per fare il punto della situazione, per
alcune riflessioni importanti e l’occasione anche per guardare
avanti, per crescere e per migliorarci. Grazie.
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| Bruno
PAFFI, Presidente dell’Associazione
Albergatori di San Vincenzo. E’ intanto doveroso un apprezzamento da parte della nostra associazione
al fatto che il Comune abbia appositamente dedicato una giornata al tema
su cui stiamo, diciamo pure, dibattendo e un ringraziamento anche agli
ospiti intervenuti a testimonianza dell’importanza che viene riconosciuta
al settore del turismo. La tentazione sarebbe quella di cogliere l’occasione
per affrontare numerose problematiche di cui sentiamo la necessità che
debbano trovare una soluzione. Per rimanere nei tempi cercherò di
sintetizzare il più possibile sperando di fornire ugualmente un
contributo fattivo al dibattito odierno.
Che
San Vincenzo rappresenti una realtà nella nostra costa è un
dato consolidato, ma che sia tutto oro quello che scaturisce dalle statistiche
non è sempre vero. Dalla nostra esperienza lavorativa quotidiana,
avvertiamo che il mercato è in movimento e sta cambiando. Il cliente è in
evoluzione, è più preparato, più selettivo, le sue
esigenze e i suoi bisogni sono cresciuti. Occorre perciò non mollare
la guardia e agire in due direzioni: consolidare le posizioni raggiunte
e trovare nuove nicchie di mercato per prolungare la stagione lavorativa.
Per
raggiungere questi due obiettivi riteniamo che il nostro sistema debba
muoversi in maniera
coordinata in diverse direzioni: qualità è l’imperativo
del futuro; il concetto deve essere inteso nella accezione più ampia,
non solo qualità degli immobili, comfort delle camere, cucina
curata, ottimo livello dei servizi, ma anche qualità nel soddisfare
le aspettative del cliente, nel rispondere alle sue esigenze con flessibilità e
tempestività. Ciò presuppone una maggiore professionalità,
sia da parte dell’imprenditore che del personale dipendente. La
formazione diventa sempre più importante per rispondere alla sollecitazioni
del cliente e per competere sul mercato, specie se questa professionalità è innovativa.
Il cliente è l’elemento fondamentale attorno a cui ruota
tutto e la cultura dell’accoglienza integrata ad un ambiente accogliente,
confortevole e funzionale può costituire un arma di indubbia efficacia
per il futuro.
Qualità del privato, ma anche qualità del pubblico, infrastrutture
e servizi messi in campo a disposizione dell’utente e del turista
in particolare, non potranno prescindere da questo concetto di qualità.
Le possibilità per operare in queste direzioni ci sono: l’operazione
marchio di qualità ed il nuovo piano strutturale sono due opportunità da
accogliere e da approfondire per migliorare quantitativamente e qualitativamente
l’offerta al turista. Rimarremo comunque delle piccole entità e
per competere con realtà ben diverse dalle nostre occorre puntare
sulla specializzazione e sulla differenziazione dell’offerta al
fine di incrementare ulteriormente le presenze allungando la stagione
lavorativa. Anticipando un aspetto che riprenderò fra poco, occorre
capire che sole e mare non saranno più sufficienti, che vivere
di rendita sarà sempre più difficile. Bisognerà sviluppare
maggiormente al nostro interno lo spirito associativo e all’esterno
la collaborazione con le istituzioni per riuscire a formulare un’offerta
complessiva ed integrata del territorio e delle sue risorse.
Il
rapporto qualità prezzo diventerà sempre più l’arma
che ogni turista possederà e non mancherà di usare. Questo
vuol dire mettere in pratica la qualità globale di cui parlavo
prima: l’abilità e la professionalità manageriale
dell’operatore turistico nel gestire la propria struttura e le
proprie risorse umane, la specializzazione dell’offerta e la qualità dei
servizi pubblici, se forniti ad un giusto prezzo potranno costituire
la risposta più valida alle attese del cliente. Non posso tralasciare
il problema dei costi di gestione e la necessità di evidenziare
che energia, acqua, costo del lavoro ecc. incidono molto e, a volte,
in modo imprevisto come variabile fissa. Per una corretta determinazione
del prezzo di vendita occorre anche certezza dei costi ed in questo sarà sempre
più necessaria la collaborazione ed il dialogo con le istituzioni.
Indipendentemente
da quelle che saranno le capacità individuali
dei singoli nostri operatori, mi preme porre in evidenza un’altra
considerazione che, insieme al concetto di qualità, potrà costituire
un insostituibile fattore di crescita del nostro territorio: bisogna
sviluppare maggiormente il prodotto turistico delle nostre zone. Intendo
con il termine prodotto turistico parlare di un turismo coordinato che
sappia coniugare al meglio le risorse presenti nel nostro territorio.
Gli enti o istituzioni preposti alla gestione di ambiente, cultura, sport,
enogastronomia ecc. dovranno sempre più convogliare le loro risorse
nel processo di valorizzazione di un sistema integrato di offerta. Riteniamo
che questa dovrà essere la strada percorribile per evitare la
dispersione di risorse finanziarie, umane e culturali, con il rischio
di vanificare gli sforzi dei singoli. Quest’azione coordinata pubblico
privato potrà supplire alle carenze di alta stagione e stimolare
la cattura di nuovi clienti in periodi di bassa stagione, mirando anche
al cliente individuale, che rispetto ai gruppi organizzati è più trascurato.
Quest’azione coordinata necessiterà di un parallelo sforzo
congiunto di vendita e di posizionamento strategico. L’individuazione
del cliente potenziale è di fondamentale importanza, raggiungerlo
diventa vitale, ma data anche la varietà di offerta possibile, è di
difficile attuazione.
L’insegnamento che giunge da Francia, Austria e Germania, ci dice
che una efficace azione congiunta tra pubblico e privato in tema di promozione
marketing porta a risultati più che incoraggianti.
Qualità tecnica e professionale, sia privata che pubblica, offerta
complessiva gestita in maniera specifica, la presa di coscienza di tutto
questo, unitamente a strumenti tecnici e finanziari quali ad esempio
il nuovo piano strutturale ed i nuovi aiuti economici della Comunità Europea,
possono costituire elementi fondamentali per affrontare la sfida dei
prossimi anni.
Seppur forzatamente sintetico, spero comunque di aver dato il nostro
contributo di idee e che queste possano costituire un elemento di riflessione
e di confronto globale nella redazione dei programmi futuri previsti
per il nostro territorio e la nostra economia.
Grazie e saluto tutti.
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| Franco FRANCESCHINI, Segretario Comprensoriale della Filcalms CGIL. La Filcalms rappresenta
i lavoratori del settore del turismo, del commercio e dei servizi.
Si
deve ringraziare l’Amministrazione di San Vincenzo
per le scelte che ha fatto negli ultimi anni, perché queste scelte
hanno fatto sì che a San Vincenzo abbiano trovato risposta occupazionale
molti giovani della Val di Cornia, anche se per ora questo avviene solamente
per alcuni mesi dell’anno. A San Vincenzo d’estate si vedono
impegnati tanti ragazzi e tante ragazze del comprensorio e non per una
stagione molto breve, ma per una stagione che comincia a diventare interessante.
Ricordo alcune scelte, partendo da quelle più semplici, e non
sempre scontate: avere riadeguato le strutture alberghiere esistenti
e aver permesso a queste di arrivare ad avere dimensioni tali da recepire
gruppi, ha fatto sì che si sia incrementato il fatturato di queste
aziende ed il periodo e la stagione di offerta turistica. In bassa stagione
non si può pensare di avere i prezzi e gli stessi turisti che
si hanno di luglio e di agosto; per dare un’offerta diversa ci
vogliono le strutture adatte. Il comune ha saputo compiere scelte di
qualità. Di questa parola, qualità, c’è un
abuso negli ultimi tempi, perché tutti vogliono fare scelte di
qualità, ma questo vuol dire realizzare strutture che fanno fatturato,
che danno servizi completi al turista. Un campeggio che fa 2 miliardi
di fatturato, può dare sì la qualità, ma avrà sempre
un numero di dipendenti e avrà una ricaduta sul territorio limitata.
Un’azienda che fattura 20 miliardi, ed a San Vincenzo ci sono,
ha ricaduta nazionale e ha ricaduta sul territorio, ci lavorano tantissime
persone.
Le
ultime scelte fatte o programmate e che si sono difese con i denti, perché sono state anche attaccate, sono scelte importanti che
vanno in questa direzione. Questo non vuole essere un elogio particolare,
però quando le cose rappresentano la realtà vanno dette,
ed a San Vincenzo si è fatto un salto di qualità nel vero
senso della parola. Si è tentato di dare risposte cercando di
aumentare il valore aggiunto delle aziende che lavorano in questo territorio;
le nuove aziende sono nate in questa ottica, ma anche le aziende esistenti
stanno andando in questa direzione.
Il
sindacato ha buoni rapporti principalmente con le grandi aziende. Vediamo
la stessa Lazzi
e gli
investimenti che ha fatto ultimamente,
non li ha fatti solo per incrementare il numero di posti letto, ma ha
cercato principalmente di aumentare la qualità dei servizi che
offre ai propri ospiti. Queste sono scelte intelligenti, che hanno una
prospettiva, perché è vero che Siena e le altre città d’arte
sono vicine, ma il vostro cliente prima di tutto guarda ai servizi che
trova nell’albergo o nel villaggio, poi tutto il resto, ed è un
valore aggiunto.
Questo
ha permesso di dare risposte importanti per i lavoratori dipendenti,
che hanno
guadagnato
dalla qualità in tutele, perché più le
strutture danno qualità e producono fatturato, più i lavoratori
sono tutelati. Se ci sono appunti da fare, vanno fatti, ma voglio solo
evidenziare alcuni aspetti, magari solo per titoli. Nelle piccole strutture,
in particolare nei pubblici esercizi ed in altri settori, qualche passo
avanti c’è ancora da farlo, anche per la tutela, perché gli
incrementi del costo del personale negli ultimi anni, a differenza dei
4-5 anni passati, sono nettamente inferiori, anche grazie alle scelte
intelligenti che il sindacato ha saputo fare in anni difficili di questo
paese, quando forse in questo paese nessuno era in grado di governare,
cercando di sconfiggere il nemico più importante che era l’inflazione.
Questo ha fatto sì che oggi abbiamo un costo del personale che
non ha più gli incrementi di una volta, le scelte del Governo
vanno in una questa direzione, e quindi gli operatori sono oggi in condizione
di poter guardare a questo settore con maggior attenzione, cercare di
svilupparsi e di mantenere tutele.
Da
parte nostra, anni fa abbiamo tentato di iniziare un rapporto anche con
l’associazione albergatori di San Vincenzo, che a quell’epoca
non era un’associazione molto unita. Vi è un gruppo storico
e c’è il nuovo, le aziende più grandi. A questo convegno
noto un’assenza che vorrei sottolineare, il Garden Club, che non è mai
stato nominato da nessuno e che riteniamo una realtà da non sottovalutare.
Forse non è sufficientemente amata a San Vincenzo perché è molto
chiusa, ma da lavoro a 2-300 persone e non so quanto indotto riesca a
creare. Immagino perché ha una realtà societaria molto
complessa, cambia direttore molto spesso, non si sa mai chi è il
padrone veramente oppure, quando si sa chi è padrone non si sa
quando lo vende, ma non dimentichiamola, questa realtà, che effettivamente
ha fatto sì che l’immagine di San Vincenzo nel mondo sia
stata in un certo senso valorizzata. Io ritengo, e offro la disponibilità dell’organizzazione
sindacale che rappresento, se coinvolta, a dare il contributo per trovare
soluzioni anche a quelle domande che il Presidente degli albergatori
poneva. Trovare le soluzioni per gestire i bisogni di flessibilità,
ed in questo settore ci sono, anche con scelte negative. Il sindacato
non è conflittuale, non sceglie di stare a fare la guardia quando
non si paga un’ora di orario straordinario o si sta a fare qualcosa
di strano. Naturalmente cerchiamo di tutelare al meglio i lavoratori
dipendenti, ma per tutelarli bisogna creare anche le condizioni perché le
aziende trovino il giusto equilibrio tra i costi ed il servizio che devono
fare.
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| Paolo
PACINI, Presidente dell’Agenzia
di Promozione Turistica di Livorno. Va ringraziata l’Amministrazione Comunale di San Vincenzo che,
anche in questa occasione di festeggiamento dei 50 anni di autonomia
del Comune, ha voluto cogliere la possibilità di approfondire
e discutere del più importante comparto economico ed occupazionale
di questa realtà. Questa giornata di approfondimento non è importante
solo per quanto riguarda le linee, le prospettive ed il futuro di questo
settore, ma anche per aver premiato e riconosciuto gli operatori, che
attraverso i loro interventi hanno caratterizzato lo sviluppo di questo
settore in momenti particolari.
Dico
questo da amministratore pubblico, poiché sono cambiati
i tempi, in termini di acquisizione di cultura turistica da parte del
pubblico e del privato. Se il turismo anni fa veniva considerato come
un settore marginale, un settore per pochi, e non c’era una grande
attenzione del pubblico rispetto agli investimenti ed alle scommesse
di questi operatori, oggi c’è una presa d’atto e un
riconoscimento che deve essere esteso un po’ a tutta la realtà di
questo territorio.
Oggi
forse è più facile far turismo rispetto al passato,
e quindi a tutti i ritardi che venivano dichiarati, in modo non polemico,
dagli stessi operatori. Partiamo da un dato diverso, da una crescita
culturale in questo territorio, e non dico solo di San Vincenzo, ma di
tutta questa parte continentale della Provincia di Livorno, del nuovo
modo di affrontare questo comparto sia a livello imprenditoriale che
pubblico. Un comparto difficile ma determinante la prospettiva dello
sviluppo, non solo economico, ma anche occupazionale. Il Prefetto ricordava
che le strategie e le linee future saranno quelle di uno sviluppo economico
attraverso la terziarizzazione, ma io credo che in modo particolare rispetto
a tutti i settori, il turismo sia quello che abbia più possibilità occupazionale
poiché è un settore di servizi, che non si fanno con l’automatizzazione,
ma con il rapporto diretto e quindi con le risorse umane.
Sarà quindi un settore che avrà bisogno innanzitutto di
una nuova formazione per le nuove generazioni, per cui già da
oggi diventa elemento fondamentale investire per la riqualificazione
delle attuali professionalità. Del riconoscimento di queste nuove
professionalità se ne parla già nelle nuove normative regionali
nell’ambito turistico.
Siamo
in un settore che in questi ultimi anni ha fatto un salto di qualità e
di quantità, siamo una realtà, non dico toscana, ma nazionale,
dove il turismo è cresciuto in termini di presenze. Nel giro di
4 anni c’è stata una crescita superiore al 40% delle presenze
turistiche, questo è un dato di fatto sul quale ritornerò,
perché non solo la quantità è sinonimo di economia,
ma sicuramente è un elemento di grande riflessione che sta a premiare
gli sforzi di un nuovo modo di lavorare tra pubblico e privato che comincia
a dare i suoi frutti. Al di là delle presenze e di questa crescita
che ci caratterizza non solo nell’ambito toscano, basta ricordare
che la parte continentale con l’Isola d’Elba oggi è diventata
la seconda realtà toscana in termini di presenze e di movimento
turistico dopo Firenze. Con questo dato importante, se noi potessimo
quantificare il sommerso relativo alla ricettività degli appartamenti
non censiti dai rilevamenti ufficiali, questa Provincia diventerebbe
la prima Provincia a livello toscano in termini di presenze e quindi
di importanza turistica. Ritengo che questo debba essere un nuovo elemento
di riflessione.
L’altro elemento di riflessione che volevo sottoporvi è quello
relativo alla verifica del peso che il comparto turistico ha a livello
economico su questo territorio. Il 15% del PIL della Provincia di Livorno
non è altro che il turismo. Questo vuol dire che per realtà come
San Vincenzo, il 60% del PIL è dal turismo, per l’Elba l’80%;
vuol dire che per realtà come Livorno o Piombino rappresenterà il
3%-2%. Questi sono dati significativi, perché un comparto che
fino ad oggi veniva considerato come marginale, si scopre che in termini
economici diretti ha un peso veramente notevole e supera di gran lunga
altri settori. Queste sono le riflessioni che devono indurci a un cambiamento
di rotta rispetto al passato. Non sono per le monoculture economiche
perché nel tempo possono portare più danni rispetto al
resto, ma sicuramente il turismo deve avere un’attenzione maggiore,
da tutti i livelli. Alcuni ricordavano le leggi regionali; credo che
il livello locale debba diventare un aspetto determinante, sul quale
creare le condizioni per un futuro sereno ed in prospettiva veramente
efficiente. In termini di strumenti, e qualcuno prima ne richiedeva di
snelli, e mi riferisco a Piani Strutturali che possono essere elementi
determinanti, con i quali gli Enti locali devono dare risposte rispetto
ad esigenze e tendenze. Se queste situazioni e questi dati positivi da
una parte caratterizzano le novità di questo territorio, senza
disconoscere che è veramente importante al di là della
quantità delle presenze, la distribuzione delle presenze, va detto
che è cresciuta, oltre al turismo prettamente balneare dei 40
giorni, una presenza che mediamente si va già attestando intorno
ai 6 mesi. Gli operatori ricordavano che da aprile gli ultimi turisti
sono rimasti fino alla fine del mese di ottobre, anche di provenienza
internazionale. Questo è un altro dato importante, perché di
fatto di allunga positivamente la stagione. C’è però un
dato significativo che non rispetta questi trend di crescita, non corrisponde,
e su questo dovremo aprire alcune riflessioni. Non crescono i consumi,
in termini di ritorno sul territorio, e questo sta a dimostrare alcuni
elementi. Il turista che viene su questo territorio ridistribuisce poco,
e la riflessione è sui prezzi, sulla qualità e sul tipo
di turista che arriva su questo territorio, che forse sarà un
turista con reddito modesto, con una capacità di spesa medio-bassa.
Pertanto
dobbiamo riflettere per trovare soluzioni in questo senso perché abbiamo
detto che il turismo non è un fenomeno solo degli operatori e
degli albergatori, ma è un fenomeno trasversale, che interessa
un indotto particolare, come quello del commercio, della ristorazione,
di tutte le attività. Se il turista non spende o riesce a spendere
solo all’interno della struttura ricettiva per pagarsi la vacanza,
poi non riesce a distribuire sul territorio. Chiaramente è inutile
che aumenti la quantità; questa è una preoccupazione forte
che abbiamo. Uno degli obiettivi fondamentali sui quali dobbiamo lavorare è innanzitutto
quello di un allungamento della stagione, ma non su un turismo di grande
quantità, ma un turismo di qualità, con una capacità di
spesa molto superiore rispetto a quella di oggi. Credo che ci siano tutte
le condizioni per farlo, perché abbiamo le risorse, che questo
territorio che abbia una potenzialità enorme rispetto ad altre
realtà italiane, nazionali e internazionali.
Oggi
ha le capacità imprenditoriali per poter individuare una
strategia ed una logica che vada in questo senso, una capacità di
attrazione superiore rispetto a un turista che domanda qualità.
Dobbiamo muoverci in termini diversi e pertanto la logica del campanile
che non paga più in questo settore, occorre far diventare competitivo
questo territorio e non con la concorrenza tra Comune e Comune. C’è la
necessità di far sistema fra tutti questi territori, dal mare
all’entroterra. Puntare alla diversificazione, creare dei prodotti
di qualità, ma diversificati rispetto al monoprodotto che caratterizza
ancora questo territorio, perché quando si parla di costa, si
parla di mare e basta.
Il
collegamento tra mare e entroterra, qualcuno prima ricordava i borghi,
il sistema dei
parchi,
il sistema delle strade del vino e del prodotto
enogastronomico, è un prodotto in forte crescita di domanda cresce,
specialmente la domanda di alta qualità e quindi quella che sceglie
la bassa stagione, le stagioni morte per muoversi.
Questi
sono gli elementi essenziali, passaggi fondamentali sui quali dobbiamo
lavorare. Io vengo
da un’esperienza, sto seguendola e
studiandola in modo attento, quella delle Langhe. Vi assicuro che nei
momenti di bassissima stagione da ora a Pasqua si fa il tutto esaurito,
con un turismo che non è solo nazionale, con l’aver messo
in sistema le cantine, i ristoranti, gli alberghi, i prodotti tipici.
Alba ha il tartufo, ma noi abbiamo altre cose, perché i prodotti
tipici sono anche su questo territorio. Occorre lavorare in questa logica
e quindi uno dei primi passi dovrà essere quello di muoverci e
definire i prodotti di qualità. Per prodotti intendo la qualità totale
della struttura ricettiva, dei servizi, dei prodotti tipici. Riusciremo
ad essere competitivi, perché non siamo messi male come dotazione
di infrastrutture, nei confronti del turismo internazionale, basta pensare
all’aeroporto. Serve la compartecipazione di tutti i soggetti,
di tutti gli attori che ne sono convinti, per operare in questo senso.
Anch’io sono diventato Sindaco e sto già attuandomi
in termini pratici, e come dimostra oggi il Comune di San Vincenzo,
cerco
di definire gli obiettivi con i soggetti interessati, ed insieme applicare
e individuare strategie per raggiungere questi obiettivi.
Il
passaggio determinante è la grande compartecipazione, dove
ognuno fa la sua parte: si definisce una strategia, poi il privato fa
la ristrutturazione dell’albergo, e il Comune fa un’altra
serie di elementi. Diceva a ragione Paffi, non ci culliamo sugli allori,
siamo in crescita, ma siamo anche a rischio, perché la concorrenza
si fa sempre più agguerrita. Ormai non esiste più realtà in
Italia che non pensi di sviluppare il proprio territorio, la propria
economia con il turismo; tutti stanno lavorando sul turismo. Dobbiamo
in questo senso preoccuparci, muoverci, perché il turismo ha necessità di
tempi e risposte veloci ed elastiche; basta pensare a quanto avviene
nell’analisi dei mercati turistici, da una parte grandi mutamenti
che avvengono in ordine temporale brevissimo e da una parte cresce la
quantità di turisti interessati a viaggiare. Per la segmentazione,
la diversificazione, l’attenzione diversa nella scelta di una località,
diventano elementi importanti l’abbattimento dei tempi di percorrenza
delle distanze.
Questi
elementi debbono essere governati in termini di risposte veloci o immediate,
quindi
non tempi,
interventi ed investimenti lunghi. Anzi,
credo che le priorità delle Amministrazioni debbono essere queste,
le scelte di snellire e dare risposte in tempi più brevi possibili
per questo settore che è condizionato notevolmente dai tempi.
Oggi
pensare a fare un albergo significa avere una risposta fra 4 anni. Fra
4 anni quel
progetto è superato, per la tipologia turistica
e per le esigenze turistiche dei mercati, quindi c’è necessità di
tempi brevi.
La
qualità è importante a tutti i livelli, perché quando
si parla di qualità si pensa spesso agli alberghi a 4 stelle,
ma anche in un albergo a 2 stelle si può equiparare il valore
in termini di qualità, purché il turista riceva il grado
di soddisfazione che si attende nelle due stelle. Da una parte è molto
importante operare per la qualità all’interno delle strutture
ricettive, ma è importante lavorare in un complesso di una qualità sistema
di un territorio dove al di là delle certificazioni ci sia una
responsabilità e un modo di lavorare diverso rispetto al passato,
dove, ognuno nel proprio ruolo, faccia il proprio dovere per il raggiungimento
del prodotto turistico complessivo, perché in un progetto di questo
genere, se qualcuno pensa di non fare, di aderire e condividere e poi
di non rispettare quelli che sono i ruoli, si danneggia non solo per
se, ma danneggia complessivamente tutti.
Io
sono stato tra i primi a scommettere su questo rapporto nuovo tra pubblico
e privato,
e già negli anni passati, in termini di promozione
e commercializzazione, sono arrivati risultati rispetto al trend di crescita.
Non ha nessun senso fare operazioni di promozione e commercializzazione
in termini di singole realtà, sia in Italia che all’estero.
Conta la visibilità sui mercati turistici, e pensare di promuovere
San Vincenzo da solo non ha senso, ed ecco quindi l’affermazione
della strategia di promuovere la Costa degli Etruschi per una maggiore
visibilità. Ma oggi non è più sufficiente nemmeno
la Costa degli Etruschi, pensate che oggi l’Alto Adige ed il Tirolo
lavorano insieme per promuovere il loro territorio, per acquisire una
maggiore visibilità sui mercati internazionali. Questa è un’altra
riflessione sulla quale dobbiamo lavorare e qui, con una nota di polemica,
ci sono già all’interno del nostro territorio, in un lavoro
che ha portato risultati sotto la denominazione Costa degli Etruschi,
realtà che si vogliono distaccare e vogliono acquisire nuovi nomi.
Sicuramente si fa un passo indietro rispetto a quelle che sono oggi le
strategie di comunicazione e di promozione sulle quali dobbiamo investire.
Ci sono esperienze, dietro l’affermazione della Costa degli Etruschi,
tanto che oggi produzioni tipiche di questo territorio riportano il logo
della Costa Etrusca, e attraverso il processo di commercializzazione
del prodotto tipico fanno conoscere il territorio. E’ un esempio
sul quale continuare a spingere e approfondire per andare avanti, e non
di ritornare indietro, per spaccare il territorio in tante denominazioni
che sicuramente non avrebbero un risultato;. Promozione e commercializzazione
devono essere uniti perché non ha senso fare una promozione senza
che dietro ci sia immediatamente un supporto sulla commercializzazione
del prodotto stesso. In modo particolare, l’esperienza del consorzio
che è nato su questo territorio è un’esperienza positiva,
perché la polverizzazione della piccola imprenditoria locale è superata
oggi da un soggetto che raggruppa circa 140 imprese, ed in questo territorio è veramente
un passo in avanti, che permette di raggiungere risultati ai quali ogni
singolo operatore non sarebbe riuscito ad ottenere, per costi, per tempi.
Uno strumento importante che deve continuare su questa strada attraverso
nuovi stimoli, nuovi incentivi per la commercializzazione, la promozione,
la visibilità sui mercati turistici.
Il
tour operator, su questo territorio, è sempre stato visto
con grande diffidenza perché è l’interlocutore, l’intermediario,
ed ha bisogno del suo aggio, della sua percentuale ma è quello
che in questi primi anni di avvio del nuovo processo, che ci può aiutare
veramente, nei momenti particolari di bassissima stagione, ad affermare
quei nuovi prodotti che noi vogliamo lanciare per questo territorio.
Quindi anche un nuovo rapporto con il mercato che non è più il
cliente diretto, il potenziale cliente, ma anche attraverso le nuove
nicchie di mercato, e ci sono grandi interessi per questo territorio,
ad esempio molti giornalisti Giapponesi già presenti in Toscana,
stanno richiedendo di visitare questo territorio, proprio perché è un
territorio emergente, legato in modo particolare alle produzioni, all’enogastronomia.
In America, riviste specializzate parlano di nuovo Chianti, non più il
Chianti tradizionale, ma un nuovo Chianti in questo territorio; basta
vedere che le presenze degli americani su questo territorio crescono
di anno in anno.
Permettetemi
l’ultima cosa. Da una parte nuove disponibilità,
nuovi passaggi di un processo di grande concertazione tra pubblico e
privato, dall’altra definizione di nuovi strumenti, più coordinati
anche a livello di Comuni. Il comparto del turismo sconta ritardi notevolissimi,
basta pensare alla legge quadro, siamo rimasti alla legge 217 dell’83,
ed ancora oggi siamo in fase di dibattito. Dopo quasi vent’anni,
un nuovo quadro normativo a livello regionale non ci soddisfa in modo
assoluto, sia per quanto riguarda le nuove agenzie del turismo, e quindi
la trasformazione di APT in agenzie, sia perché non si va veramente
a coprire un vuoto e a dare risposte certe rispetto alle classificazioni,
rispetto agli standard previsti, che siano complessivamente in sintonia
con il quadro comunitario. Si continua a legiferare in una logica molto
ristretta, in una visione regionale, e questo non ha senso in un mercato
turistico. Questo vale per le strutture ricettive, ma vale poi per tutte
le altre tipologie. Non si danno risposte per rendere produttivo il patrimonio
delle seconde case, presenti in tutti i Comuni costieri, per risolvere
ed agevolare questo tipo di trasformazione, con una messa a reddito in
termini turistici di questo patrimonio. Si continua invece a dare risposte
che non diventano altro che una forma di conflittualità fra chi
esercita professionalmente e chi no. Su questo credo che non sia voluto
affrontare veramente il problema, non risolvendolo in termini di qualità anche
dell’offerta turistica, perché si parla di qualità negli
alberghi, si parla di qualità in tutte le strutture ricettive,
mentre questo patrimonio di seconde case effettivamente è il 70%
del patrimonio ricettivo esistente, e non è governato, non è gestito.
Quindi sembrerebbe inutile parlare di qualità da una parte, se
da un’altra parte, la parte più consistente, non si è in
questa logica, e danneggia l’immagine complessiva.
Attraverso
il processo che dicevo prima, non condiviso in modo assoluto, si vada
nei tempi
più brevi possibili, alla piena efficienza della
nuova struttura dell’agenzia, perché effettivamente c’è questa
necessità e c’è un grande pericolo che in questo
vuoto si frammenti l’offerta del territorio, dietro spinte localistiche
e questo sicuramente andrebbe in controtendenza e andrebbe contro gli
interessi complessivi. Grazie.
|
|
| Ermanno BONOMI, Direttore del Centro Studi Turistici di Firenze. Le cose dette sono
tante e vorrei aggiungerne soltanto alcune che mi sembrano importanti,
per
gli operatori pubblici e privati, per capire
anche il futuro prossimo immediato. Quale tipo di compiti ci troveremo
di fronte. Io avevo il compito di esporre anche alcuni dati legati al
turismo, ma credo sia il caso che l’Assessore al turismo della
Provincia, che ha una visione chiaramente più complessiva, esponga
meglio la situazione dell’area nel suo insieme. C’è un
dato, però, che vorrei ricordare e che riguarda proprio il Comune
di San Vincenzo: noi abbiamo avuto negli ultimi 6 anni un incremento
delle presenze turistiche del 105% e degli stranieri del 317%. Al di
là del singolo dato, questo significa che negli ultimi 6 anni
quest’area è esposta ormai a livello internazionale. In
tutti i sensi; non solamente arrivano più turisti, significa anche
un’immagine già affermata, significa turisti che vivono
quest’ambiente, che comprano in rapporto con il commercio, l’artigianato,
l’agricoltura. Significa un’area esposta anche alla concorrenza
nazionale e internazionale. Un altro dato interessante è che quest’anno
noi abbiamo avuto in quasi tutte le zone balneari una diminuzione e un
assestamento della clientela italiana. San Vincenzo invece ha visto un
aumento della clientela italiana, sia in arrivi che in presenze, con
una permanenza media, l’hanno ripetuto anche l’Assessore
e il Sindaco, che un poco si discosta dai dati di altre aree o di altri
Comuni della stessa zona. Anche questa è una conseguenza di un
turismo che si è molto diversificato: non abbiamo più solamente
il balneare, ma abbiamo il turismo sportivo, il turismo rurale, un turismo
anche minerario, archeologico che effettivamente ha contribuito a diversificare
il prodotto. Pertanto siamo in una vera e propria fase di maturazione
del prodotto stesso. Io dirigo un centro che ha il compito proprio di
fare indagini di mercato, e prevediamo che nel 2000 avremo ancora un
anno buono, per la Toscana e quest’area., già dai primi
dati. Le ultime grosse borse, compresa quella di Londra, ci confermano
che la Toscana quest’anno è stata venduta bene per il 2000,
anzi, addirittura c’è un aumento significativo di contrattazioni,
cioè di contratti conclusi tra nostri operatori dell’Incoming
e operatori stranieri, in particolare dei tour operator. Questo è un
dato importante, però per essere realistici dobbiamo entrare in
questa dinamicità, lo ricordava qualche operatore prima, non soffermiamoci
sul dato statistico ufficiale. Vediamo un po’ meglio anche le tendenze
e la dinamicità del settore. Prima o poi arriveremo ad avere una
certa saturazione di mercati, nel senso che certi mercati, come ad esempio
quello tedesco, più di tanto non potranno dare. Altri arriveranno,
ma numericamente non saranno molto importanti, quindi noi dovremo incominciare
a pensare che più di questo numero di turisti non potremo avere,
e questo è un primo elemento di riflessione; il secondo elemento
di riflessione è il rapporto costi e prezzi, lo ricordava prima
Paolo Pacini. E’ uno degli elementi fondamentali, ma ricordiamoci
che più di tanto non possiamo scendere nei prezzi, perché abbiamo
dei costi di gestione e costi fissi così rigidi, in parte anche
giustificati perché mi sembra importante pagare bene i nostri
dipendenti che hanno professionalità, comunque abbiamo dei costi
dai quali non riusciamo effettivamente a scendere. Specialmente rispetto
ai nuovi paesi turistici, non riusciamo a fare concorrenza sui prezzi.
Quindi questi due aspetti, saturazione del mercato possibile dopo il
2000, costi e pertanto difficoltà a fare concorrenza, ci portano
in modo naturale, inevitabile, diceva prima il Sindaco, discorso della
qualità. L’unica strada che abbiamo è quella della
qualità. I nostri operatori da una parte hanno ragione, ma al
tempo stesso hanno torto dall’altra, quando dicono che se andiamo
negli altri paesi europei, ad esempio le camere degli alberghi sono molto
più strette, magari ci muoviamo tra un letto e l’altro,
c’è pochissimo spazio, molti impianti non sono a norma come
abbiamo in Italia. Andate a Parigi, la grande capitale, l’HCCP
nei ristoranti non è applicata, mentre noi subiamo questo peso
di controlli, di adeguamenti e via dicendo. Da una parte è vero,
da un’altra parte però è una strada obbligata, l’unica
che abbiamo già, perché avrà una propria identità e
potrà trovare una differenziazione a livello internazionale, ed è molto
importante che questa strada l’abbiamo già intrapresa. Certo
sarebbe ottimale se accanto a questo noi avessimo un’Amministrazione
Pubblica più snella e più pronta. Purtroppo ancora non
ci siamo, ma penso che occorra lavorarci.
Cosa
significa più nel concreto fare qualità, oggi, perché bisogna
anche capire con degli esempi concreti. E’ importante l’ISO,
le norme internazionali che ora si trasformeranno con nuovi parametri
e nuove linee guida, e non si chiamerà più Iso, ma Visio,
ma non è tanto questo l’elemento fondamentale. E’ molto
importante nell’albergo avere la certificazione Iso, pochi alberghi
se li possono permettere perché sono piuttosto costose, ma è più importante
immettersi nella mentalità del miglioramento qualitativo, ottenere
un miglioramento qualitativo adeguato alla propria clientela, che è diversa
da quella di un altro Comune o di un altro albergo vicino al nostro o
in un’altra area. Da diversi anni abbiamo intrapreso alcuni progetti
pilota nella Costa degli Etruschi, con la certificazione di qualità d’area,
ed i marchi di area hanno questo significato: da una parte avere una
qualità legata al tipo di clientela presente nell’area,
dall’altra avviare una strada volontaria, perché non si
obbliga nessun operatore a partecipare. Sono gli stessi operatori, insieme
al pubblico che ha anche la funzione di controllo delle linee guida ed
una serie di altri strumenti, che determinano certi parametri cambiandoli
magari anche anno per anno anche in base all’evoluzione del mercato.
La qualità non va vista come un’altra norma che va ad appesantire
la nostra vita quotidiana nell’impresa, e tale deve essere perché è essenzialmente
un fattore di mentalità e di cultura. Se capiamo questo, riusciremo
a dare al nostro cliente il massimo di garanzia nei servizi e nei prodotti.
Un altro elemento stimolante, specialmente per gli operatori del settore
enogastronomico, è che noi possiamo avere un albergo o dieci alberghi
con certificazione di qualità, col marchio che consegneremo oggi,
e nello stesso tempo avere un’area con tutta una serie di difetti,
di servizi inefficienti, opere pubbliche inesistenti e tutti i mali che
possiamo trovare. E’ chiaro che la qualità dei singoli servizi
ha una garanzia a sua volta, solamente laddove c’è una marca
più generale, di qualità globale del territorio. Facciamo
degli esempi per capirci meglio: se leggete il Piano Agricolo della Regione
Toscana, è il primo esempio di Piano Intersettoriale dove si afferma
di voler valorizzare l’agricoltura attraverso lo sviluppo del commercio,
dell’artigianato, del turismo i quali a loro volta rappresentano
un mercato per i prodotti tipici e il mercato dei prodotti tipici a sua
volta rappresenta un fattore di attrazione per il turismo, per l’artigianato
e per il commercio. E’ la prima volta, ripeto, che si è capito
cosa significa fare un Piano Intersettoriale, e si è capito che
la valorizzazione dei prodotti tipici è un fattore sorprendente
per lo sviluppo della nostra marca d’ambiente, della nostra immagine
dell’ambiente, oltre che difendere la salute e far crescere la
cultura dei consumatori. Spiace, naturalmente che il Presidente Clinton,
nel summit che c’è stato ieri a Firenze, abbia chiesto una
bottiglia di Coca-Cola quando di fronte aveva i migliori vini della nostra
Regione. Noi dobbiamo contribuire a sviluppare una cultura legata ai
prodotti tipici, che significa, a sua volta, sviluppare il turismo ed
i fattori di attrazione.
In
questo breve flash spero di aver spiegato almeno qual è la
nostra filosofia: se consideriamo la qualità come un fattore che
si sviluppa piano piano nel tempo, con un miglioramento continuo da parte
dell’operatore, ed un miglioramento dell’area di tutti gli
operatori ed in particolare anche del settore pubblico, arriviamo ad
affermare che per fare qualità bisogna saper governare il territorio.
Significa anche avere idee ben chiare su come muoverci, non solamente
sulle risorse, ma su quali obiettivi.
Abbiamo
parlato molto di destagionalizzazione, e vorrei fare un esempio: pensate
cosa succederebbe
in Italia nel nostro
turismo, se allungassimo
le vacanze scolastiche a tutto il mese di settembre. Sarebbe un forte
impulso per la destagionalizzazione, oppure fare più periodi di
va |