san

vincenzo
Trimestrale del Comune di San Vincenzo
Anno sedici - N. 3 - Dicembre 2000
Registrato al n. 425 del registro della stampa in data 4 settembre 1985. Spedizione in abbonamento postale Senza pubblicità.
Direttore Responsabile: Carlo Roventini, Sindaco, iscritto nell'elenco speciale annesso all'Ordine dei Giornalisti(comunicazione del 23.01.1990)
Redazione: Fabio Di Bonito, assessore alla comunicazione, Giancarlo Querci, Ilio Barbieri, Tamara Mengozzi
Sede redazione: Ufficio Relazioni con il Pubblico del Comune di San Vincenzo, via Beatrice Alliata, 4 57027 San Vincenzo (LI)
Tel. 0565.707206 Fax. 0565.707246 Numero Verde 8000138575

 
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Nome: urp
email comune san vincenzo
In questo numero:
 
Gli auguri del Sindaco Programmazione commerciale Giorgia Macchi
La Misericordia ha 120 anni di vita L'Ente Valorizzazione si rinnova Corale Città di San Vincenzo
In dirittura d'arrivo il piano della spiaggia Giovanni March Autodichiarazione impianti riscaldamento
Bic Toscana Quanti siamo Vespa club San Vincenzo
I Bersaglieri di San Vincenzo Opere pubbliche Gruppo consiliare Alternativa
Gruppo consiliare Forza Italia Gruppo consiliare Socialisti Democratici Gruppo consiliare I Democratici
Raccolta differenziata    
     

 

 

 

 

 

 

 

Gli auguri del Sindaco

 

di Carlo Roventini

Sindaco

 

Questo numero di "San Vincenzo Informa" che arriva nelle famiglie all’inizio di Dicembre è il 3° ed ultimo numero del 2000. Un quadrimestrale rinnovato per un’informazione più precisa e dettagliata e, a mio giudizio, più interessante, sicuramente con una veste tipografica più piacevole; per questi motivi voglio ringraziare la redazione che ha saputo cogliere gli obiettivi prefissati da questa Amministrazione.

Un augurio di buone feste e felice anno nuovo è rivolto a tutti i cittadini di San Vincenzo e comunque a tutti i lettori del nostro giornale. Potrei concludere così questo mio intervento, ma ritengo che l’ultimo numero del 2000 rappresenti un’occasione da non perdere per analizzare l’anno che si avvia a concludersi.

Vale sicuramente la pena ricordare che il 2000 è iniziato con un timore comune: chi infatti non ricorda la fibrillazione con la quale il mondo intero attendeva il temutissimo "Millenium Bag"?

Risultato: un sonoro flop! E sta terminando con un altrettanto altisonante evento, tanto esaltato per le sue possibili conseguenze mondiali: le elezioni statunitensi, che si stanno riducendo ad un altro sonoro flop. Il Presidente che ne è uscito vincente è, e rimarrà sempre, nell’immaginario collettivo, un Presidente "dimezzato".

Questa premessa per sottolineare come certe questioni che si ritengono importanti, a torto o ragione, alla fine possono assumere il loro reale valore, cioè fatti di indiscusso rilievo, ma della medesima dimensione di altri comuni problemi che ognuno di noi si trova ad affrontare ogni giorno.

Il 2000 per la nostra Amministrazione è stato un anno di programmazione rivolta al futuro.

Il Piano Regolatore Generale (Piano Strutturale e Regolamento Urbanistico) hanno appunto la prerogativa di trattare del futuro sviluppo della nostra città: l’acquisto della Torre di San Vincenzo e i progetti per la sua trasformazione in struttura pubblica all’interno della quale realizzare l’archivio storico, la sala del Consiglio Comunale, la sala per i matrimoni e un museo di strumenti per la pesca nel nostro mare - liberando in questo modo la attuale sala del Palazzo della Cultura per mostre ed eventi culturali; l’acquisto del Cinema Verdi (ex sede CRI) per dotare San Vincenzo di uno spazio per concerti, cinema e teatro; la progettazione di una sala polivalente dove poter sviluppare attività sociali, culturali e di svago che ad oggi mancano nel nostro paese.

Ed infine il Porto Turistico, che si avvia a rappresentare il " tormentone " degli ultimi anni.

La sua realizzazione appare sempre possibile, ma poi tutta una serie di problematiche relative a leggi regionali e nazionali, e alle loro variazioni, ci mettono in condizioni di dover verificare nuovi percorsi: alcuni come quelli ambientali, senza dubbio necessari, che hanno lo scopo ultimo di fornire le massime garanzie affinché la nuova struttura non risulti portatrice di danni all’ambiente, come ad esempio l’erosione delle spiagge, altri urbanistici che minano le decisioni ultime relative alle dimensioni dei sistemi di costruzione e di gestione, ma che noi non accetteremo mai e lotteremo fino in fondo per affermare la nostra autonomia.

Uno degli obiettivi del nostro programma elettorale, credo che molti di voi cittadini di San Vincenzo se ne ricordino, è "una città buona da viverci" e proprio in questa direzione si sono sviluppate le novità del 2000 che sono rappresentate dai percorsi pedonali attrezzati che da Via Aurelia Nord salgono verso La Piana, la riscoperta di due vecchi pozzi di acqua dolce: lavatoi ed abbeveratoi di inizio ‘900 in Piazza della Vittoria e in Via Aurelia Nord, la ristrutturazione di Piazza della Vittoria, le rotonde per il traffico di Via della Principessa, Via Roma e l’ultima di Piazza Roma che hanno contribuito a migliorare la viabilità delle nostre strade urbane.

Vorrei concludere, ad ogni modo, affermando con certezza che l’anno 2000, trascorso tra luci e ombre, abbia rappresentato un solido punto di partenza per il futuro sviluppo di San Vincenzo e ritengo che il suo passaggio abbia tracciato tutta una serie di segnali decisamente positivi.

Termino riproponendo cordialità e un sincero augurio per tutti di un felice 2001.

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Programmazione Commerciale

di Fabio Di Bonito

Assessore Attività Produttive

 

Con il Decreto Legislativo n. 114 del 1998 comunemente conosciuto come Decreto Bersani, si è operata una significativa revisione normativa del comparto commerciale, introducendo importanti e significativi elementi di modernizzazione e soprattutto semplificazione.

Le nuove regole riguardano prevalentemente il settore del commercio fisso , che verrà definito "commercio su aree private", ma nuove riformulazioni sono state definite anche per il commercio su aree pubbliche che viene ricondotto a due sole tipologie:

  1. commercio su posteggio;

  2. commercio in forma itinerante.

In buona sostanza quelle attività commerciali che tutti noi chiamiamo "ambulanti".

E’ in via di completa definizione il nuovo Piano Comunale per l’esercizio del commercio su aree pubbliche. Si tratta del primo importante tassello della nuova pianificazione commerciale, a cui seguiranno il Piano di sviluppo del commercio su aree private ed il Piano dei pubblici esercizi, per citare i principali strumenti di programmazione. Questi piani corrono parallelamente, sovrapponendosi all’altro impegno programmatorio che l’Amministrazione Comunale sta concludendo, il Piano della spiaggia ed il Piano degli insediamenti produttivi.

Tornando alle aree pubbliche, oltre a disciplinare l’attività secondo le nuove normative regionali, abbiamo riflettuto assieme alle categorie economiche e sociali, rispetto ad una serie di necessità emergenti.

Tenendo conto delle caratteristiche turistiche del nostro comune e della possibilità di creare nuovi spazi commerciali per fornire risposte sempre più rispondenti alle necessità dei cittadini e degli ospiti, abbiamo previsto oltre alla riconferma del mercato settimanale del Sabato in piazza Papa Giovanni XXIII recentemente ristrutturato, i seguenti nuovi interventi:

  1. per dotare San Carlo di un minimo di servizi commerciali è prevista l’istituzione di un nuovo mercato in piazza Solvay, di carattere annuale ogni Giovedì, composto di 5 posteggi (2 alimentari, 2 extra alimentari e 1 riservato ai produttori agricoli), oltre alla sperimentazione di un mercatino estivo da tenersi tutte le domeniche serali, con l’obbiettivo di promuovere i prodotti locali di artigianato ed agricoli.

  2. in piazza Grandi (Kimera) un mercato sperimentale di 14 posti, specializzato in antiquariato e prodotti del passato con tipologia extra alimentare, limitato al periodo estivo e natalizio.

  3. in viale Serristori un mercato multietnico riservato ad extra comunitari per 20 posteggi a cadenza giornaliera con tipologia extra alimentare, per il periodo estivo.

  4. in piazza Caduti del Lavoro (già piazza del sole) un mercato sperimentale per 8 posteggi di cui 1 riservato a produttori agricoli, a cadenza bisettimanale Lunedì e Giovedì con tipologia mista , per il periodo estivo.

  5. La riconferma di 2 posteggi fuori mercato a carattere annuale in piazza della Vittoria e circa 20 posteggi fuori mercato a carattere stagionale in varie localizzazioni del territorio comunale (loc. Torraccia, piazza Grandi, via Garibaldi, via del Faro, vicolo Serristori, largo Berlese, piazza della Vittoria, via V. Emanuele II, via Principessa).

Piazza Grandi è individuata come localizzazione di eventuali fiere e fiere promozionali, qualora il Comune intenda promuovere tali iniziative.

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Giorgia  Macchi

 

di Ilio Barbieri

 

Giorgia Macchi è una ragazza ambiziosa, e nello scrigno dei sogni custodisce quello di poter, un giorno, dirigere un teatro. Non è certamente un’aspirazione comune, per chi è nata, cresciuta e vuol continuare a vivere in un piccolo paese di mare. Una donna che da anni inventa e realizza spettacoli e balletti degni di palcoscenici ben più prestigiosi di quanto San Vincenzo possa offrire.

Una giovane artista della vecchia guardia, nata alla fine degli anni ’50, cresciuta nei ’60 ascoltando moltissima musica di tutti i generi alla radio, inventando passi e gesti senza aver mai visto un teatro né uno spettacolo di danza. Che attraverso l’eccitamento e la disillusione degli anni ’70 ha iniziato a riempire interi quaderni con "regie" di spettacoli, passi, sceneggiature, costumi. Tutto quanto raffigurato dentro l’unico ambiente immaginabile, la sala Tirreno. Dopo aver realizzato le prime esperienze di ballerina con ai piedi i pattini a rotelle del pattinaggio artistico, già allora alla ricerca di coreografie e programmi inusuali, è approdata all’ISEF di Roma negli anni ’80. Successivamente ha spiccato un ulteriore balzo verso Parigi, una volta compreso che l’insegnamento scolastico non faceva per il suo temperamento e che soltanto nell’arte della danza avrebbe trovato il suo io, soprattutto nella coreografia.

E finalmente agli inizi degli anni ’90 nasce la creatura di Giorgia Macchi, la Compagnia Danza Teatro Le Crisalidi, con la messa in scena di Requiem per una strega. Una compagnia nella quale Giorgia è ballerina, animatrice, regista ma soprattutto coreografa, come ama definirsi. Se infatti un ballerino nasce per danzare, un coreografo racconta emozioni attraverso i corpi dei ballerini, e lei non crea solo passi e gesti, ma colori, costumi, trucco, acconciature, luci, operando in modo che tutto che si fonda e si confonda, armonizzandosi con la musica.

Dai suoi lavori complessi, originalissimi, emerge il messaggio che vuol trasmettere, senza curarsi troppo del fatto che possa risultare difficile da recepire o da accettare da parte del pubblico.

Il motivo è abbastanza semplice, ci confida Giorgia: "… come spettatrice troppo spesso mi annoio, e cerco di evitarlo nei miei spettacoli. Sono un’istintiva, una passionale, e voglio che il pubblico esca diverso da quando è entrato, che si emozioni e non rimanga indifferente".

Il prossimo appuntamento con i suoi concittadini l'ha in programma giovedì 21 dicembre nel supermercato Coop, dalle 17 alle 20. Metterà in scena una performance di arte libera dal titolo "Qui questa volta qui" con le sue Crisalidi, bravi musicisti e l'amico pittore Daniele Govi.

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La Misericordia ha 120 anni di vita

 

di Lorenzo Bientinesi

 

In questi giorni la "Misericordia" di San Vincenzo ha festeggiato i suoi 120 anni di fondazione. La sua nascita risale infatti al lontano 1880. Nonostante le radici risalgano al basso Medio Evo, è negli ultimi anni del 1800 che si registra il fenomeno della proliferazione delle associazioni e compagnie religiose, fra le quali le Confraternite.

L’unità d’Italia (1861-1870) aveva lasciato profonde lacerazioni nei rapporti tra Stato e Chiesa, tanto che nel 1871 la legge delle Guarentige e nel 1874 il non expedit legittimarono l’intrnsigenza della Chiesa ed il conseguente divieto per i cattolici di partecipare alla vita politica nazionale.

Già il Granduca di Toscana con motu proprio aveva spogliato le Confraternite di tutti i loro beni e successivamente il clima di intolleranza aveva di fatto preparato le condizioni per un anticlericalismo risorgimentale.

E’ proprio nel periodo storico post-risorgimentale che la Chiesa intese spendere tutte le proprie energie in un ruolo assistenziale, sociale e culturale. Il proliferare delle Confraternite ne costituisce una delle espressioni peculiari.

Nel piccolo villaggio di San Vincenzo la Confraternita ratifica l’attività il 19 Dicembre 1880, anche se, per onor di cronaca era nata nel 1872. Il decreto istitutivo porta la firma di frate Giuseppe Morteo dell’ordine dei Cappuccini, vescovo della Diocesi di Massa e Populonia. Il fondatore fu Pellegrino Cini, fattore degli Alliata e rappresentante sanvincenzino nel consiglio comunale di Campiglia Marittima; correttore spirituale fu nominato don Egisto Testa.

Nel 1900 la Confraternita del SS. Sacramento celebrò il "ventennale" e nell’occasione fu posta in una cappella laterale della Chiesa una lapide a ricordo dei protagonisti della fondazione: Pellegrino Cini, don Egisto Testa, Luigi Benvenuti, Bonaventura Mussio, Sebastiano Giomi, Salvatore Iacopini, dott. Ranieri Cecchini, Pasquale Ferraro, Giuseppe Bongianni, Pietro Pelagatti, Ranieri Bianchi.

Con l’inizio del nuovo secolo la Misericordia ampliò i propri compiti e, oltre al soccorso dei feriti e dei malati, iniziò il trasporto dei morti. Nel 1908 l’associazione cambiò la denominazione in Confraternita del Santissimo Sacramento e di Misericordia, fu redatto il nuovo statuto e fu inaugurato il carro funebre.

L’attuale statuto – integrato nel 1989 da Mons. Lorenzo Vivaldo che gli impresse quei caratteri evangelici consoni ai tempi moderni, nel rispetto della carità cristiana – è informato ad un linguaggio più sobrio e ad una organizzazione sensibilmente articolata con numerosi compiti per rispondere efficientemente alle esigenze più impellenti della nostra società.

A Pellegrino Cini sono succeduti i governatori: Cino Cini (figlio di Pellegrino), Amulio Galletti, Turiddo Galoppini, Albino Vallesi, Vincenzo Cionini, Candido Cini (nipote del fondatore), Claudio Francalacci, Piero Bientinesi, Stefano Ninci, Giuliano Buti e, attualmente, Emanuele Giovani.

Nel 1973, in seno alla Misericordia fu istituito il gruppo donatori di sangue Fratres, con un proprio consiglio direttivo.

La natura della Misericordia è rappresentata dall’espressione più "popolare" della vitalità della Chiesa nel campo dell’assistenza, ed è, in altre parole, l’incarnazione storica del messaggio evangelico.

Credo che la cittadinanza di San Vincenzo debba un doveroso ringraziamento alla Misericordia ed ai volontari che con il proprio disinteressato lavoro la sostengono.

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L'Ente Valorizzazione si rinnova

 

di Roberto Bulleri

 

L’Ente Valorizzazione San Vincenzo rinnoverà entro pochi giorni il proprio Consiglio, e le elezioni riguarderanno numerosi concittadini, soci dell’Ente.

Il presidente uscente, Roberto Bulleri, ci ha trasmesso questa breve nota, che volentieri pubblichiamo.

"Sono arrivato al termine del mio mandato, è tempo di bilanci e di consuntivi. Le cose fatte? Molte ma mai abbastanza. Le cose da fare? Molte, moltissime, ogni giorno ci sono nuove opportunità. Ogni volta che abbiamo creduto in una idea valida l’abbiamo realizzata con determinazione e sacrificio, riuscendo a portare il nome del nostro paese oltre i confini regionali. Questo è il compito della Pro Loco e per me rappresentarla è un grande motivo di orgoglio. Se abbiamo sbagliato i soci saranno messi nelle migliori condizioni per giudicarlo e scegliere se accordarci di nuovo fiducia o meno.

Colgo l’occasione per invitare tutta la cittadinanza a stringersi intorno a questa Associazione portando suggerimenti, progetti o anche semplicemente per essere informati del lavoro svolto e dei programmi.

Voglio rivolgere un ringraziamento alle Autorità che si sono dimostrate disponibili e pazienti ogni volta che abbiamo avuto bisogno di loro. Voglio esprimere tutta la mia gratitudine all’Amministrazione Comunale, con la quale abbiamo instaurato un rapporto di collaborazione e reciproca stima che ci ha portato a realizzare cose bellissime (cinema estivo).

Un ringraziamento particolare, infine, desidero rivolgerlo a tutti i consiglieri con i quali ho condiviso gioie e dolori, trovandoli sempre disponibili, capaci, onesti e soprattutto disinteressati. Grazie per avermi dato fiducia e l’opportunità di vivere questa straordinaria esperienza."

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Corale Città di San Vincenzo

 

 

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In dirittura d'arrivo il piano della spiaggia

 

di Roberta Lorenzi

Assessore all’urbanistica

 

Il Piano Regolatore Generale è entrato ormai pienamente nella fase attuativa. Questo significa per l’Amministrazione Comunale aver messo in cantiere la redazione di 10 piani attuativi di iniziativa pubblica che, insieme a quelli di iniziativa privata, porranno le basi per lo sviluppo urbanistico di San Vincenzo negli anni a venire.

Il gruppo di lavoro, che ha integrato la composizione dell’Ufficio del Piano, sta lavorando in queste settimane alla definizione del Piano Particolareggiato della Spiaggia.

L’impostazione culturale da cui trae origine questo piano affonda le sue radici nella necessità di riqualificare l’ambiente urbano progettando il nuovo ma, soprattutto, riprogettando l’esistente.

Le previsioni del piano si muovono nell’ottica di promuovere le attività economiche legate all’attività costiera, avendo tuttavia ben presente che l’indirizzo del PRG per l’unità territoriale della spiaggia è tutela e valorizzazione, da intendersi come complesso di azioni finalizzate alla conservazione del paesaggio naturale nonché alla difesa e al ripristino ambientale.

Il Piano Particolareggiato dovrà, in estrema sintesi, ridisegnare l’assetto urbanistico del nostro litorale che si è sviluppato nel corso degli anni in modo spontaneo e senza alcuna programmazione.

La progettazione urbanistica ed architettonica si sta snodando attorno ad alcuni obiettivi:

  1. Razionalizzare gli accessi al mare, sia pedonali che carrabili, prevedendo una segnaletica e un’illuminazione uniforme;

  2. Realizzare un lungomare pedonale urbano ripristinando, ove possibile, il percorso già esistente dotandolo del necessario arredo urbano e punti luce;

  3. Migliorare l’offerta di attrezzature e servizi per l’ospitalità turistica, prevedendo nuove concessioni demaniali come da Regolamento Urbanistico e ridisciplinando le concessioni demaniali esistenti;

  4. Migliorare la dotazione complessiva di servizi, realizzando, ove necessario, servizi igienici pubblici per gli utenti degli arenili liberi;

  5. Prevedere interventi di salvaguardia e tutela del sistema dunale e di messa in sicurezza delle foci di botri e fossi.

Prima dell’adozione in Consiglio Comunale, la bozza del progetto sarà sottoposta all’attenzione della cittadinanza e dei vari soggetti pubblici interessati.

La scommessa adesso è quella di fare in fretta per poter raccogliere i frutti di questo lavoro fin dalla prossima stagione estiva.

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Giovanni March  a San Vincenzo

 

di Ilio Barbieri

 

"Giovanni March a San Vincenzo" è il titolo di una esposizione di quadri del pittore livornese Giovanni March, alcuni dei quali dipinti a San Vincenzo nella primavera del 1961, in occasione di un suo soggiorno nella nostra cittadina.

La mostra sarà inaugurata il 15 dicembre nella sala consiliare del Palazzo della Cultura e le opere potranno essere ammirate fino al 6 gennaio 2001, grazie alla disponibilità e collaborazione di Vinicio e Daniele Biagi, collezionisti ed estimatori, oltre che amici del pittore.

March nacque a Tunisi da genitori livornesi nel 1894, e prese in mano i pennelli per la prima volta da bambino in una ditta di decorazioni ad Alessandria d’Egitto, riuscendo a farsi ben volere e successivamente assumere. Rientrato in Italia a 14 anni dopo la morte del padre si stabilì a Livorno, lavorando e svolgendo numerosi mestieri per vivere, continuando nel frattempo a dipingere.

Nel 1916 inizia la sua carriera artistica, appartandosi spesso a dipingere tra gli scogli e la natura ancora selvaggia del litorale tra Quercianella e Castiglioncello. Vissuto fino al 1928 in una Livorno dove si respira un clima pittorico dominato dalla figura di Giovanni Fattori, parte per la Francia dove farà esperienze determinanti per le opere degli anni seguenti. Prima a Nizza e poi a Parigi scoprirà nuovi orizzonti e sarà contaminato dai grandi Impressionisti, in particolare Monet e Cèzanne.

Rientrò a Livorno nel 1930 e da allora fu tutto un susseguirsi di partecipazioni ed esposizioni personali in tutta Italia, fino alla sua morte, avvenuta nel 1974.

I suoi dipinti spaziano in un arco completo di tematica: dalla figura al paesaggio, dalle nature morte alle marina (di cui sa cogliere silenzi e momenti particolari che dalle nostre parti definiamo "patane").

Già artista di consolidata fama, fu ospite a San Vincenzo nel villino della famiglia Biagi alla Conchiglia nella primavera del 1961, reduce da una lunga malattia. Approfittò della vacanza per dipingere alcuni quadri, dieci dei quali fanno parte della collezione privata Biagi.

Questo ciclo, che potremmo definire al di fuori di ogni schema critico, come "i giorni di San Vincenzo", lo ricostruiamo attraverso i personali ricordi dei fratelli Biagi.

Da vari anni era legato a nostro padre da amicizia schietta, e giunse nella nostra casa portando con se un vecchio cavalletto e un po’ di colori contenuti in una scatola da scarpe e una manata di pennelli. Si era dimenticato l’acqua ragia, che gli fornimmo noi. L’indomani poco dopo l’alba era già sulla spiaggia della Conchiglia, quella di allora…ancora solitaria seppur già interessata ad un afflusso turistico, e cominciò a dipingere le sue opere di quei giorni.

Su tutte queste opere emerge un unico elemento caratteristico e caratterizzante: il mare, oggi come ieri naturale sfondo alla maggior parte delle storie sanvincenzine.

Dall’8 gennaio gli studenti delle terze classi della scuola Media di San Vincenzo avranno la possibilità di esporre i risultati derivanti da un percorso culturale, iniziato con la scoperta dell’origine dei quadri esposti, da un punto di vista storico e geografico.

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Auto dichiarazione impianti di riscaldamento

 

Cosa devono fare i cittadini per esser in regola con la caldaia? (potenza inferiore a 35 KW)

Inviare l’autocertificazione entro il 30 aprile 2001. Si tratta di una dichiarazione del responsabile dell’esercizio e della manutenzione dell’impianto, attestante il rispetto delle norme del DPR 412/93, le caratteristiche della caldaia e l’assunzione delle relative responsabilità.

Chi deve farla?

I proprietari o gli occupanti delle unità immobiliari dotate di impianto individuale, gli amministratori per gli stabili con impianto centralizzato, i "terzi responsabili" delegati all’esercizio e alla manutenzione.

Come fare?

Compilando e sottoscrivendo gli appositi moduli, in distribuzione presso l’Ufficio Relazioni con il Pubblico, da consegnare a mano o inviare per posta a: AGENZIA ENERGETICA DELLA PROVINCIA DI LIVORNO Via Roma 234, 57127 Livorno. Alla dichiarazione va allegata la ricevuta del versamento di £ 15.000 su bollettino di conto corrente postale n. 14411573 intestato a Amministrazione Provinciale di Livorno
Gestione Rifiuti e Scarichi Idrici/Servizio Tesoreria con la causale di versamento "Autodichiarazione Impianti di Riscaldamento"
Perché conviene farla?
Questa cifra serve a rendere gratuiti i controlli a campione che la Provincia di Livorno effettuerà. L'Autodichiarazione non è obbligatoria, ma chi non la farà sarà chiamato a pagare il controllo effettuato dai tecnici abilitati per conto della Provincia, che supera le 100.000 lire.

Conviene farla in occasione della manutenzione annua con l'aiuto del manutentore.

Per ulteriori chiarimenti contattare il Numero Verde 800-453140.

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Bic Toscana

 

Dati i buoni risultati ottenuti lo scorso anno dallo sportello informativo del BIC Toscana, l’Amministrazione Comunale rinnova l’apertura per il 2001 offrendo servizi aggiuntivi.

Alle informazioni relative all’autoimprenditorialità, alle leggi di agevolazione (nazionali, regionali, europee), si aggiunge l’opportunità , per chi intende avviare un’attività in proprio, o già l’ha fatto, di percorsi formativi individualizzati per approfondire argomenti di finanza, di contabilità, di amministrazione, di marketing, di comunicazione…

Lo sportello è aperto ogni 15 giorni , il mercoledì dalle ore 15 alle ore 18 presso l’ufficio Servizi per l’Impiego del Comune (piano terra Palazzo Comunale).

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Quanti siamo (al 15.11.2000)

Maschi 3232   Femmine 3599   Totale 6831    Famiglie 2831

Sono arrivati  (dal 1.9.2000 al 15.11.2000)

Settembre: Francesca Tognarini, Alessandro Patisso, Lorenzo Paffi, Elettra Campigli

Ottobre: Riccardo Laffi, Luisa Fanciullacci, Matteo Corapi

Novembre: Riccardo Re

Ci hanno lasciato (dal 1.9.2000 al 15.11.2000)

Settembre: Grazia Vallesi, Bruna Valori, Ugo Fusco, Denis Del Ghianda, Silvano Taddei, Leo Vagelli, Amedeo Favilli, Pasquina Socci,

Ottobre: Alessandro Bacci, Aristide Chegia, Franco Papi, Franco Sgrilli,

Novembre: Fernanda Rossi, Ardelia Bezzini

A causa di un disguido, non sono stati riportati nel giornalino di settembre i decessi dei signori Iride Sozzi e Giacomo Eusebi avvenuti in giugno, e del signor Albano Toninelli in agosto. Ce ne scusiamo con i familiari.

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Vespa club San Vincenzo 

 

La Vespa è sempre stata, fin dalla sua prima apparizione sulle strade italiane nel 1946, non solo un comodo mezzo di trasporto a due ruote, ma un simbolo che ha caratterizzato l’epoca di ricostruzione del nostro Paese dopo la catastrofe della seconda guerra mondiale. Un evento che ha contribuito a modificare abitudini e stile di vita di milioni di persone, non poteva non trovare terreno fertile in un comune ancora piccolo, ma giovane e dinamico, come San Vincenzo si avviava a diventare. Nel 1954 Pietro Caporioni ed un gruppo di giovani e sfegatati vespisti come Giancarlo Goni, Giuliano e Brunetto Bacci, Leone Aretino, Natalino Naldini, Dilvo Tinagli, Enrico Biagioni, Settimo e Guido Albertini, Francesco Poli e Giuliano Corsi dettero vita al Vespa Club San Vincenzo, eleggendo presidente il Caporioni.

Questi "pionieri" hanno condotto le loro vespe sulle strade di tutta Italia, presto seguiti da altri giovani entusiasti e tecnicamente molto preparati come i fratelli Acquafresca. In questi 46 anni di ininterrotta attività le vespe sanvincenzine hanno raggiunto eccellenti traguardi nel settore sportivo e turistico, inanellando 3 titoli europei e 16 titoli italiani.

Nell’ultimo anno i 95 soci del Vespa Club San Vincenzo Costa degli Etruschi hanno partecipato al campionato europeo ed italiano di Vespa Raid, a numerose manifestazioni storico turistiche e all’Eurovespa ad Amburgo.

Il presidente Adolfo Benvenuti ci ha anticipato che il Vespa Club ha in programma per il 13 maggio 2001 un raduno rievocativo a distanza di venti anni dello straordinario Eurovespa di San Vincenzo del 1981.

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I Bersaglieri di San Vincenzo

 

Nella foto, un gruppo di bersaglieri in congedo, con i loro familiari ad un raduno a San Marcello Pistoiese. L’associazione sanvincenzina dei Bersaglieri in congedo, che conta circa trenta iscritti, ha in programma nel prossimo anno l’organizzazione di un raduno interprovinciale dei fanti piumati e delle fanfare a San Vincenzo. Tra i compiti dell’associazione non ci sono solo appuntamenti tra vecchi commilitoni, solitamente accompagnati da canti e sfilate delle fanfare e la partecipazione alle ricorrenze civili e militari, ma pure l’assistenza e la solidarietà, la promozione di attività a carattere culturale, sportivo, ricreativo e patriottico.

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Opere pubbliche

La Giunta Comunale ha approvato a fine settembre il programma triennale delle opere pubbliche per gli anni 2001-2002-2003, individuandone le priorità. Al primo posto dell’elenco c’è l’ampliamento del porto turistico, ritenuta l’opera prioritaria di questa legislatura per i suoi risvolti di carattere socioeconomico. Per la sua complessità ed il costo , che vedrà più cantieri costruttivi operare contemporaneamente, l’opera è stata suddivisa in tre lotti da attivarsi nei tre anni del programma. A seguire in ordine di priorità sono state individuate le opere igienico sanitarie e per la salvaguardia ambientale del territorio, gli interventi sul ciclo delle acque e le risorse idriche, quelli di manutenzione e realizzazione delle opere relative alle costruende lottizzazioni Bellavista e PEEP del Castelluccio, gli interventi a servizio della zona di Rimigliano, la viabilità, l’edilizia scolastica, gli interventi sugli edifici pubblici.

Vediamo cosa è previsto, in dettaglio, per l’anno 2001:

Importo previsto

Ampliamento e ristrutturazione porto turistico – 1° lotto

14.300.000.000

Ristrutturazione depuratore La Valle

880.000.000

Ampliamento cimitero – 2° lotto

300.000.000

Nuovo serbatoio idrico e adeguamento reti tecnologiche zona Peep e Bellavista

660.000.000

Interventi per miglioria acquedotti e fognature

100.000.000

Sistemazione via Matteotti

1.300.000.000

Sistemazione zona via Montecristo

314.500.000

Sistemazione viale Serristori

500.000.000

Asfaltature strade del centro urbano

100.000.000

Collegamento della zona Peep con via del Castelluccio

150.000.000

Allargamento ponti stradali di viale Serristori e via della Principessa

200.000.000

Ristrutturazione e ampliamento scuola materna

518.500.000

Manutenzione ordinaria edifici scolastici

100.000.000

Rifacimento corsie bocciodromo comunale

40.000.000

Ristrutturazione servizi igienici, adeguamento sottoservizi e copertura campo di bocce Impianti Sportivi Santa Costanza

200.000.000

Ristrutturazione fabbricato Nido dell’Aquila

500.000.000

Realizzazione sala polivalente – 1° lotto

800.000.000

Acquario

400.000.000

Sistemazione funzionale Palazzo della Cultura

150.000.000

Totale

21.513.000.000

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Gruppo consiliare Alternativa

 

di Paolo Bianchi

Capogruppo del Gruppo Consiliare Alternativa

 

Come tutti hanno potuto leggere sui giornali in piena stagione estiva, il calo delle presenze turistiche è stato intorno al 25%. La situazione idrica della Val di Cornia è diventata ancora più critica della situazione finanziaria del CIGRI, che è tutto dire. Le bollette dei rifiuti sono state aumentate a dismisura perché non abbiamo raggiunto la percentuale minima di rifiuti riciclati, grazie alla decisione di raccogliere e mettere in discarica le posidonie (alghe). Dobbiamo osservare, inoltre, che la raccolta differenziata non è stata estesa al rifiuto organico domestico e che si continua a non prevedere alcun incentivo per i cittadini che la attuano, pur nei limiti consentiti dalle strutture. Apprendiamo che le nostre spiagge non sono sottoposte ad erosione, ma che il Comune e le categorie interessate ritengono necessario un ripascimento cosiddetto morbido degli arenili. Allora, come stanno le cose? Noi sappiamo, perché è sotto gli occhi di tutti, che l’erosione c’è ed è di dimensioni preoccupanti e non si rimedia negando che esista. Le nostre colline sono sempre più compromesse dalla coltivazione delle cave con tutto quel che comporta in termini di distruzione del territorio: noi siamo gli unici che hanno proposto di introdurre serie limitazioni all’estrazione, qui e a Campiglia. Intanto la Regione Toscana inventa una variante al Piano regionale delle Cave per ampliarne il perimetro, un’operazione scandalosa denunciata da tutte le associazioni ambientaliste, ma che la dice lunga sulle possibilità che si aprono a San Carlo per chi vede il territorio come un affare.

Soltanto in apparenza questi problemi sono separati: in realtà sono strettamente legati. Chi governa è abituato a rispondere come se gli effetti di ogni decisione fossero contenibili nei margini e nella misura voluta, come se bastasse chiamare una ruspa e risolvere tutto. Un esempio solo: cave, aumento della ricettività turistica, edificazione, impermeabilizzazione del territorio, agricoltura intensiva, smaltimento liquidi reflui, mutamenti orografici, processi di erosione, disboscamento, piovosità, microclima, clorurazione delle acque di falda, riserva idrica. Provate a fare il gioco della connessione e vedrete che tutti questi fenomeni sono intimamente correlati, perciò non è concesso di trattarli uno alla volta con la presunzione di accantonarne alcuni per occuparsi di altri, limitandosi ad agire sull’emergenza e ignorando i risultati che si riverseranno sull’economia generale della collettività e sulle condizioni di vita dei singoli cittadini.

Privatizzare i servizi per scaricarsi il compito difficile di amministrarli e la responsabilità dell’errore, come è accaduto e accade a livello nazionale e periferico (energia elettrica, ferrovie, scuola, gestione delle acque, telefonia, farmacie, erogazione del gas…) non significa essere moderni, ma trasformare la politica in una rendita senza rischi e preoccupazioni, un gioco delle parti che allontana ancora di più i cittadini dal controllo sulle scelte che li riguardano, salvo poi presentare il conto quando le scelte si dimostrano sbagliate.

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Gruppo consiliare Forza Italia

 

Il nostro gruppo consiliare si é sempre battuto per far crescere la cittadinanza anche dal punto di vista culturale e partecipativo verso le varie attività del nostro Comune.

Proprio per questo motivo un anno fa presentammo in Consiglio Comunale un ordine del giorno sulla necessità di individuare forme e metodi per un maggior coinvolgimento della cittadinanza.

Facemmo anche delle proposte concrete su vari fronti, che furono accolte all'unanimità con l'impegno di discuterne nell'apposita commissione.

A distanza di un anno la commissione non solo non ha discusso ciò che aveva preso l'impegno di discutere, ma addirittura non é stata mai convocata.

L'Amministrazione Comunale, che deve avere il compito di un'adeguata informazione ed un confronto diretto verso i suoi cittadini, alla prova dei fatti sembra nascondersi.

Ed allora ecco le sorprese (che per un cittadino informato non dovrebbero esistere) delle bollette dell'acqua, del gas, dei rifiuti che aumentano sempre di più e di una nuova tassa comunale (IRPEF) che nei prossimi mesi colpirà i redditi di tutti i cittadini, anche dei pensionati.

Questo giornalino del Comune é una delle pochissime possibilità per informare le persone anche da parte di chi, come noi, é all'opposizione, ma per esigenze di "economia del giornale" ci hanno comunicato che questa volta lo spazio a disposizione non può superare la mezza pagina !!

Evviva l'informazione che cresce !!

Pur consapevoli di aver superato lo spazio concesso, crediamo che per questa volta ci consentiranno almeno due righe in più per fare a tutta la cittadinanza i nostri migliori auguri di Buon Natale e felice Anno Nuovo.

 

Paolo Foti Capogruppo

Fabio Camerini, Leonardo Favilli Consiglieri Comunali

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Gruppo consiliare Socialisti Democratici

 

 

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Gruppo consiliare I Democratici

 

IL COMUNE VISTO DAL CONSIGLIERE DEI DEMOCRATICI Franco Guidoni.

Dall'osservatorio "privilegiato" di Consigliere Comunale voglio raccontarVi le mie impressioni sulla "macchina comunale" e sulle possibilità concrete che ha il consigliere di svolgere le funzioni di indirizzo e controllo politico-amministrativo.

  • Le leggi, entrate in vigore negli ultimi dieci anni, hanno dotato i Comuni di un quadro normativo degno di un’azienda moderna. Questo può permettere al Sindaco e alla Giunta di programmare il miglioramento dei servizi resi alla cittadinanza. Infatti, essi annualmente concordano con i Dirigenti gli obbiettivi da raggiungere mediante l’adozione del Piano Esecutivo di Gestione (PEG). Al raggiungimento degli obbiettivi assunti sono legati, per i dipendenti, incentivi economici di buon valore.

  • Ho costatato che il Consigliere Comunale, sia di maggioranza sia di opposizione, non ha la possibilità di partecipare alla formazione e addirittura di conoscere, la gran parte dei provvedimenti, prima che siano adottati, perché di solito di competenza della Giunta. Ricordo che sono di competenza di Giunta o del Sindaco la costruzione di tutte opere pubbliche, l’adozione del PEG, la nomina degli amministratori delle controllate ecc.

  • Vorrei esaminare anche il tema delle PARTECIPATE (aziende che sono di proprietà di più Comuni od Enti) e delle CONVENZIONATE ( società che forniscono servizi ma non sono di proprietà). Il Comune per fornire alcuni servizi (quali la raccolta della nettezza urbana, la distribuzione dell’acqua, del gas, la gestione dei Parchi, il trasporto, ecc.), si è consorziato con altri Comuni o ha affidato il servizio mediante una convenzione. Le partecipate applicano tariffe sempre più care, ma continuano a presentare bilanci in passivo, che il comune, quindi tutti i cittadini, sono chiamati a coprire.Esse sono al di fuori di ogni controllo del Consigliere Comunale e forse di tutta l’Amministrazione Comunale. E’ in pratica impossibile averne i bilanci, sapere i loro programmi, capire il loro grado di efficienza, saper quello che fanno e come spendono i nostri soldi. Le Convenzionate talvolta non rispettano la convenzione, ma sembra che nessuno debba controllare.(vedi ASA per la mancata lettura dei contatori, ecc). 

Il singolo consigliere è pertanto completamente escluso e spesso neppure adeguatamente informato sull’adozione del PEG, sull’attività di governo, sull’andamento e sui programmi delle partecipate e delle società erogatrici di servizi, in definitiva non può esercitare quelle azioni di indirizzo e di controllo che sono nei suoi diritti e nei suoi doveri.

In considerazione di quanto sopra PROPONGO che il Sindaco e la Giunta:

  • Portino a conoscenza della Cittadinanza e del Consiglio Comunale gli obbiettivi del PEG, e le più importanti scelte che la giunta intende adottare;

  • Istituiscano uno specifico punto di responsabilità sia politico sia amministrativo con il compito di seguire le partecipate e i contratti delle società convenzionate e di tenere informati la popolazione e i Consiglieri Comunali sulla loro attività.

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Raccolta differenziata

 

Il 13 novembre la Legambiente Toscana ha premiato il Comune di SanVincenzo per il risultato raggiunto nel 1999 nella raccolta differenziata della plastica. Ben 17,5 chilogrammi di plastica per abitante ci proiettano al primo posto tra i comuni della Toscana con meno di 10 mila abitanti.

Meno bene le cose procedono per la raccolta del vetro (30° posto con 22,5 Kg/abitante), la raccolta di sfalci, potature e legname ( 44° posto con 18,1 Kg/ab.), raccolta differenziata dei metalli (49° posto con 23,7 Kg/ab.).

La forte produzione di rifiuti urbani, in continuo aumento nonostante la raccolta differenziata, i normali rifiuti provenienti dalla pulizia della spiaggia e soprattutto le enormi quantità di alghe rimosse in circostanze eccezionali, classificate come rifiuti speciali, allontanano il traguardo del 25 % di raggiungimento delle raccolte differenziate da ottenere entro il marzo 2001. Gli effetti di tale risultato, oltre a costituire un costo per l’ambiente, peseranno sulle nostre bollette della spazzatura. All’aumento dei costi di gestione del servizio (gasolio, costo della discarica e costo del personale) si sommerà la "sanzione ambientale", che nel 2000 ha già inciso per 295 milioni.

La raccolta differenziata a domicilio dell’organico, cioè gli avanzi di cucina, prodotti da ristoranti, pizzerie e altre grandi utenze, iniziata quest’estate ha già contribuito a diminuire la quantità di rifiuti organici gettati nei normali cassonetti, in alcuni casi in misura notevole, con conseguente diminuzione del percolato e dei cattivi odori, oltre a fornire materiale "pregiato" per la produzione del compost.

Ma, seppur le abitudini non si cambino in tempi brevi e sia piuttosto complesso organizzare servizi di raccolta differenziata efficienti ed efficaci, occorre compiere altri passi in avanti sulla strada del recupero e del riuso dei rifiuti come risorsa da valorizzare ai fini di una maggiore tutela ambientale.

Ricordiamoci quindi di mettere sempre:

Le lattine e il vetro nelle campane verdi

La carta e il cartone nei cassonetti blu.

Le bottiglie di plastica (schiacciate!) e tutto il materiale plastico nei cassonetti gialli.

Gli stracci e gli abiti vecchi nei cassonetti bianchi

Le pile negli appositi contenitori per la raccolta delle pile.

I medicinali presso le farmacie ed il distretto ASL.

I rifiuti ingombranti, il ferro, il cartone, il verde delle potature, gli elettrodomestici ecc. presso l’isola ecologica al magazzino comunale

In un sacchetto di spazzatura ci sono

30 % di rifiuti organici

24 % di carta e cartone

20 % di stracci e legno

13 % di plastica e gomme

8 % di vetro

4 % di metalli

1 % di materiali pericolosi come farmaci e pile

 

Il tempo di decomposizione di alcuni rifiuti comuni lasciati a se stessi

Torsolo di mela da 15 giorni a 3 mesi

Fazzoletto di carta da 3 a 6 mesi

Giornale da 4 a 12 mesi

Gomma da masticare 5 anni

Bottiglia di vetro 4000 anni

Lattina d’alluminio da 20 a 100 anni

Bottiglia di plastica da 100 a 1000 anni

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