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Trimestrale del Comune di San Vincenzo
Anno diciannove - N. 2 - Novembre 2003
Registrato al n. 425 del registro della stampa in data 4 settembre 1985. Spedizione in abbonamento postale Senza pubblicità.
Direttore Responsabile: Carlo Roventini, Sindaco, iscritto nell'elenco speciale annesso all'Ordine dei Giornalisti(comunicazione del 23.01.1990)
Redazione: Fabio Di Bonito, assessore alla comunicazione, Giancarlo Querci, Enzo Chioini, Tamara Mengozzi
Sede redazione: Ufficio Relazioni con il Pubblico del Comune di San Vincenzo, via Beatrice Alliata, 4 57027 San Vincenzo (LI)
Tel. 0565.707206 Fax. 0565.707246 Numero Verde 8000138575

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In questo numero:

 
 
Tavola rotonda sul turismo Più flessibilità, ripensiamo luglio... Acqua preziosa, da risparmiare
Milan Club Auser Piccolo paese, grande allenatore
Lo sport per tutti Il PEG on line Salvo D'Acquisto
Scuola di vela Sud Ovest Nuove scelte dopo la scuola media  
Gruppo Consiliare Alternativa Gruppo Consiliare I Democratici Gruppo Consiliare Indipendente
Gruppo Consiliare Forza Italia Gruppo Consiliare Insieme per San Vincenzo  
     

 

Tavola rotonda sul turismo

La stagione estiva 2003 non è stata brillante, diversi i segnali preoccupanti dai quali occorre trarre spunti per rilanciare la nostra economia turistica. Il Comune ha aperto un Tavolo di confronto con le associazioni di categoria per pensare il futuro. L’assessore Di Bonito ha promosso, nell’ottobre scorso, questa tavola rotonda come primo passo di una nuova fase di concertazione, a cui hanno fatto seguito altri incontri, dei quali informeremo i nostri lettori nel prossimo numero.

Fabio Di Bonito (Assessore Comunale allo Sviluppo Economico):
Abbiamo promosso questa tavola rotonda per un primo scambio diretto di valutazioni sull’andamento della stagione turistica sanvincenzina. Il turismo è il settore trainante della nostra economia, per questo dobbiamo valutarne l’andamento e trarne indicazioni per strategie di sviluppo.
L’estate 2003 non ha raggiunto i livelli del 2002, vi è stata una flessione, leggera negli alberghi, più considerevole per le 2e case.
Livio Cristiani (Confesercenti):
I dati non sono ancora completi, possiamo dire che alcuni ponti festivi pre-estivi e il mese di giugno sono andati bene anche grazie alle favorevoli condizioni meteo. Luglio e agosto invece sono stati critici, e per la prima volta l’attività di agosto non ha recuperato il calo del mese precedente. Pensando alle diverse strutture posso dire che molto bene sono andati i campeggi, così come gli alberghi. Quest’ultimo dato dimostra che il rapporto qualità-prezzo è corretto.
Per il futuro occorre cambiare i “periodi” ed i relativi prezzi, luglio va ripensato profondamente.
Fabio Busdraghi (Confcommercio):
Avevamo certo delle aspettative migliori, il calo delle presenze è stato evidente. Luglio è stato negativo, ma anche la prima e l’ultima settimana di agosto hanno visto una diminuzione rispetto allo scorso anno.
Alessandro Goni (Consorzio Operatori Commerciali):
San Vincenzo ha una monocultura turistica e se questa va in crisi ne risentono tutte le attività collegate (circa 350). Quella appena conclusa è stata una stagione con molte ombre e poche luci.
Le strutture ricettive classiche, alberghi e residence, hanno tenuto bene, per le 2e case vi è stato un forte calo. Per le prime il lavoro delle imprese è molto e i titolari curano costantemente le strutture con investimenti e novità. Per le case gli “investimenti” dei proprietari sono più ridotti o limitati all’essenziale.
Davide Montagnani (Stabilimenti balneari):
Gli stabilimenti balneari hanno lavorato con gli stessi prezzi del 2002, senza aumenti. Sono convinto che per le 2e case occorra cambiare l’offerta: puntare sulla settimana o sui 15 giorni, piuttosto che sull’affitto mensile o addirittura stagionale. È cambiata la domande dei turisti, e oggi in pochi investono in un mese o tre di affitto turistico. E poi più moderazione sui prezzi: se si lavora bene a giugno, non bisogna poi aumentare i prezzi a luglio.
Bruno Paffi (Associazione Albergatori):
Voglio aggiungere che, come luglio, anche settembre ha registrato una notevole diminuzione di presenze. Alberghi e pensioni che sono riusciti a far fronte alle difficoltà meglio sono stati quelli di medie e piccole dimensioni, perché più flessibili, in grado quindi di adeguarsi ad una domanda incerta e più mobile del passato. Qualche problema in più per le grandi strutture, che hanno risentito
del calo dei turisti tedeschi, che si sono orientati verso zone meno costose, come la Spagna e la Croazia, la fortuna è che generalmente vanno in ferie quattro volte l’anno all’anno, quindi almeno una volta vengono in Italia e allora è la Toscana la prescelta.
Di Bonito:
Mi chiedo allora: va incrementata la ricettività alberghiera, migliorare gli alberghi esistenti e farne realizzare di nuovi?
Paffi:
È difficile rispondere in questo momento se è meglio ampliare l’esistente o costruire nuovi alberghi e se questi devono essere piccoli o grandi. Un dato però è certo: 10 anni fa c’era bisogno, ed avevamo la certezza di dover di ampliare le singole strutture, oggi la situazione è cambiata , i mercati e le esigenze sono cambiate occorrerebbe una approfondita e mirata indagine per poter valutare e rispondere con cognizione.
Montagnani:
Per quanto riguarda gli stabilimenti balneari grossi problemi di affluenza non ne abbiamo avuti, il lavoro è stato fatto. Abbiamo visto le spiagge libere piene, cosi come stabilimenti, a parte le due settimane di luglio.
Goni:
Sono diversi i problemi della nostra offerta turistica. Abbiamo un modello, basato sull’abitazione da affittare, che sta andando in crisi: non incontra più il gradimento dei turisti.
Oggi chi va in vacanza cerca affitti di una settimana, chiede servizi e garanzie di qualità degli appartamenti. Credo che la crisi derivi anche dal tipo di servizi (pochi) che offre la casa in affitto.
Busdraghi:
Il problema è la mancanza di richieste in certi periodi, e il Last Minute non è certo vantaggioso per San Vincenzo. I turisti dobbiamo andarli a cercare: occorre accentuare e qualificare la promozione, sia da parte del Comune che degli operatori, che devono unire le forze.
Cristiani:
Il calo del numero dei turisti è un dato di fatto, così come lo è che le strutture turistiche classiche si sono riqualificate e sono aumentate, penso agli agriturismo, ai residence, alle realtà a gestore unico, ecc.
Le 2 e case invece sono un patrimonio che sta invecchiando e non reggono più il rapporto qualità / prezzi. Su questi ultimi è difficile intervenire, occorre farlo sulla qualità. Ma è difficile operare in una realtà molto frammentata: Anni fa fu lanciato il “marchio di Qualità”, ma chi ha provato ad attuarlo si è scottato le mani ed è naufragato tutto.
Quando un turista affitta una casa si aspetta che vi sia anche la disponibilità di servizi.
Ad esempio si rompe un rubinetto e il turista si rivolge al proprietario o all’agenzia per la riparazione: un centro servizi operativo 24 ore su 24 permetterebbe risolvendo il guasto e offrendo un’efficienza certamente apprezzata. Oggi invece tutto è affidato alla buona volontà degli artigiani.
Di Bonito:
Il nostro modello di accoglienza turistica basato sulle 2e case è in netta crisi. Il Marchio di Qualità degli appartamenti non è realizzabile, ma stiamo lavorando ad un nuovo progetto. Quanto prima lo presenteremo alle Associazioni, ma andremo avanti solo se c’è un consenso diffuso e la vostra fattiva e concreta partecipazione. Credo poi che l’Amministrazione debba creare ulteriori incentivi tesi alla valorizzazione delle strutture alberghiere.
Ma dalle imprese spostiamoci sui servizi pubblici, per capire come hanno funzionato durante la stagione estiva.
Cristiani:
Molto bene il ritorno del cinema estivo, buono il servizio di pulizia della spiaggia. Buono il lavoro dell’Ufficio Informazioni turistiche, ma occorre ampliarne l’orario di apertura e far si che fornisca informazioni solo su servizi certi e verificati.
Busdraghi:
È da apprezzare lo sforzo di realizzare un cartellone degli spettacoli, anche se può essere ovvio: come non fare diversamente? Occorre pensare a qualche cosa che faccia parlare di San Vincenzo, come il Festival Bar o Le Velone (che erano all’Elba). Va poi detto che anche la programmazione delle manifestazioni arriva sempre in ritardo. Per la pulizia del centro e delle spiagge si potrebbe fare qualche cosa di più.
Goni:
Anche per il “pubblico” i servizi offerti e le relative spese sono degli investimenti, che devono avere dei ritorni. La programmazione degli spettacoli arriva in ritardo, questo rende difficile utilizzarla per la promozione turistica. Credo anch’io che i privati possano proporre iniziative, ma, permettetemi la battuta, se vogliamo mandare tutti a letto a mezzanotte, c’è poco da inventarsi.
Questo significa non cercare la presenza dei giovani, che attualmente hanno solo l’occasione dei due beach party… un po’ poco per quattro mesi! Dobbiamo trovare zone di San Vincenzo dove si possano svolgere spettacoli fino alle 2 di notte.
Per il resto: il Bus-Navetta è utile, la pulizia della spiaggia è andata bene, così come i Punti azzurri di soccorso, bene l’estensione della ZTL ma poco flessibile. Insoddisfacente invece la pulizia dell’isola pedonale, non c’è il lavaggio della pavimentazione, i cestini non vengono vuotati frequentemente, critico anche il servizio raccolta cartoni. Appunti anche alla vigilanza: non si fanno rispettare alcune ordinanze o lo si fa in maniera discrezionale, penso a quella relativa ai cani.
L’Ufficio Informazioni Turistiche è un servizio pubblico e deve comportarsi di conseguenza. Occorre promuovere San Vincenzo d’inverno per la prossima estate, così come è importante raccogliere il giudizio dei turisti sulla qualità percepita di ospitalità e servizi.
Montagnani:
Bene i Punti Azzurri e il servizio della Croce Rossa. Del bus-navetta invece ne ho saputo qualche cosa solo a metà agosto.
Per gli spettacoli sono stati distribuiti pochi depliant e niente locandine. Difficoltà nella pulizia di Corso Italia e nel centro. Per il futuro dobbiamo darci obiettivi di qualità: ottenere la Bandiera Blu, la certificazione ambientale ISO 14001.
Paffi:
Occorre una maggiore sinergia tra attività turistiche e commerciali: anche le Agenzie immobiliari sono dei “tour operator” di San Vincenzo. Occorre superare gli egoismi personali ed agire come una “rete”: alberghi, agenzie, stabilimenti, commercianti. Per fare questo bisogna certamente investire denaro e ragionare sul futuro con anticipo. Sulle strutture mi chiedo: le 2e case hanno attratto giovani o provocato
un invecchiamento della clientela, perché diventati proprietari e quindi stanziali?
Sui servizi: il bus-navetta è piaciuto, ma facciamolo iniziare prima; decidere insieme quale materiale promozionale viene fatto e quando: si lavora in solitudine non riusciremo mai a offrire buoni servizi.
Dopo molti anni, e per la prima volta, con il Comune stiamo lavorando molto e bene. Voglio anche aggiungere che sono molto soddisfatto di questa Tavola-Rotonda, facciamone altre, ci aiuterà a tirare fuori idee per il prossimo anno.
Montagnani:
Sulle strutture è bene dire anche che le molte nuove case e appartamenti fanno concorrenza a quelle 3mila già esistenti, vicine o lontane dal mare.
Di Bonito:
Vi ringrazio per la partecipazione non formale e schietta a questo incontro. A me è stato molto utile ascoltarvi, non a caso i miei interventi si sono limitati ad indicare gli argomenti. Era questo lo scopo della tavola-rotonda: far parlare i diversi protagonisti della nostra economia turistica per poi riprendere gli argomenti e costruirvi dei progetti da discutere insieme.
È quanto faremo in un incontro fissato a breve, dal quale vogliamo uscire con strategie e specifici programmi per attuarli. Il successo di questo programma dipenderà dal livello di condivisione della lettura della situazione e delle azioni prospettate.
A me sembra che la visione e della situazione generale sia molto simile fra tutti, e questo è certamente un buon inizio.


 

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Più flessibilità, ripensiamo luglio ...

Intervento di Giusy Mazza,
Assessore al Turismo per la Provincia di Livorno

Non mi pare da Amministratori seri e responsabili fare valutazioni senza richiamare il quadro di riferimento generale, il contesto politico-economico che produce la tendenza, che condiziona quindi l’andamento della stagione turistica a San Vincenzo come in Versilia o in Maremma, ma anche in altre aree italiane. Credete, il turismo sta soffrendo un po’ dappertutto.
Scenari e mercati internazionali disegnano un quadro complesso, caratterizzato da molte incertezze, con recenti ulteriori complicazioni e le famiglie, in una fase di economia fortemente depressa, hanno difficoltà a spendere.
Gli esperti dicono che questo quadro così problematico, è destinato a durare ancora qualche anno, qualcuno pensa fino al 2005/2006. Vi è poi l’instabilità politica, che ha condotto alla guerra in Iraq con ripercussioni evidenti sugli scenari internazionali, oltre che su stili di vita delle popolazioni, sugli scambi commerciali, turismo e propensione ai consumi.
L’analisi dei dati in nostro possesso, ancorché parziali, evidenziano un andamento della stagione positivo, migliore rispetto alle previsioni, buono se comparato ai risultati raggiunti dalle località nostre competitors, che invece arretrano e quindi la crisi economica, di vera congiuntura, non ha appannato l’immagine del nostro territorio provinciale che invece conserva ancora tutto il suo appeal sul mercato turistico.
Anche San Vincenzo, a mio parere, può trarre dalla stagione 2003 motivi di soddisfazione, una stagione non brillante ma di tenuta. Vi sono però, a mio parere, da analizzare alcuni elementi di ambito locale/comunale, che mostrano carenze ed inadeguatezze dell’offerta turistica, rispetto alle aspettative che si registrano sui mercati turistici.
Non voglio quindi soffermarmi sull’importanza della promozione turistica e della necessità che sia realizzata in modo professionale, sempre più sinergico e concertato fra pubblico e privato, che do per acquisita, ma desidero invece esprimere alcune considerazioni sulla qualità del prodotto turistico “San Vincenzo”.
In questo comune è presente un’offerta ricettiva ormai ben diversificata, funzionale a rispondere alle più disparate domande di mercato quindi è sicuramente importante che gli operatori non vengano meno
all’impegno di offrire strutture e servizi di qualità ma, su questo fronte, è da evidenziare una rigidità dell’offerta, che non risponde più alla domanda di maggiore flessibilità che arriva dai potenziali turisti. I settori della ristorazione, del commercio e dei servizi, sono pure chiamati a rinnovarsi e riqualificarsi costantemente e qui va evidenziato che, ove è ancora presente, va abbandonata l’improvvisazione, che non paga l’operatore e nemmeno il cliente. E’ certamente fondamentale l’impulso che il Comune può dare alla qualità del suo prodotto turistico, sia sotto il profilo dell’immagine che della sostanza.
È risaputo che il turista per la sua vacanza sceglie una località, un territorio, un’area e quindi credo che gli Enti Locali, soprattutto i comuni, debbano nelle proprie scelte, non dimenticare che, molto probabilmente, non c’è turista al mondo che desideri trascorrere le sue vacanze in una periferia urbana, soffocata dal cemento, dove l’urbanizzazione si presenta fortemente invasiva rispetto all’ambiente, dove si soggiorna e si mangia male e magari si spendono tanti soldini, forse troppi.
Sono convinta che laddove vi siano flessioni di “presenze”, come a luglio, sia giunto il momento di introdurre flessibilità sia nell’offerta del ricettivo (alberghiero ed extralberghiero) come nei prezzi.
Le “presenze” di giugno sono da anni in costante aumento e allora, fatta salva l’estate precoce che ovviamente incentiva il soggiorno, i buoni prezzi ne sono inconfutabilmente l’altra ragione.
A giugno siamo ancora competitivi, a luglio evidentemente non più, quindi su questo dobbiamo riflettere e ragionare. È il mercato che alla fine sceglie e compone tutte le diatribe, con buona pace dei furbi o peggio delle scelte sbagliate.

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Acqua preziosa, da risparmiare

L ’ASA offre ai cittadini informazioni utili per il miglior utilizzo dell’acqua

L’acqua è un bene prezioso:
Come fare per risparmiare e non sprecare l’acqua…
Il problema dell’acqua e della sua scarsità sta diventando sempre più grave e non è più ammissibile il disinteresse nei confronti della sua qualità e del suo risparmio.
Aprire un ribinetto è un atto automatico durante il quale la nostra mente è attraversata dai più svariati pensieri, non sempre riconducibili all’azione che si sta svolgendo.
Eppure questo gesto dovrebbe ricordarci che l’acqua è un bene prezioso e che, dati dell’ONU, almeno un miliardo e duecento milioni di persone soffrono la sete. È necessario sviluppare una nuova coscienza circa l’uso dell’acqua e correggere certe nostre abitudini che ci portano ad abusare di questa preziosa ed insostituibile risorsa.
Per utilizzare in modo corretto l’acqua di uso domestico, riducendo gli sprechi e limitandone di conseguenza i costi, si consigliano alcune semplici regole di comportamento.
a) Controllo dell’impianto idrico domestico.
un rubinetto che gocciola, oltre che ad infastidire, è causa di un notevole spreco (90 gocce al minuto sono 4.000 litri di acqua sprecata all’anno), con una corretta manutenzione si risparmiano acqua e denaro.
b) Water.
oltre il 30% dei consumi idrici domestici sono imputabili allo scarico del WC, premendo il pulsante se ne vanno circa 10 litri d’acqua, non sempre necessari. Sarebbe utile dotare lo scarico con sistemi a quantità differenziata, da regolare a seconda delle esigenze, anche in questo caso è importantissima la manutenzione, considerato che un WC che perde può arrivare a consumare 100 litri di acqua al giorno.
c) La doccia.
È preferibile fare la doccia anziché il bagno: riduce di un terzo i consumi.
d) Non sempre il rubinetto deve restare aperto.
Mentre ci si rade o si lavano i denti non è necessario tenere il rubinetto costantemente aperto.
e) Il frangiflutti.
Un sistema semplice ed economico per risparmiare migliaia di litri d’acqua all’anno è dato dall’installazione del frangiflutti: una retina che arricchisce il getto con l’aria riducendo la fuoriuscita dell’acqua.

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Intervento del comitato direttivo del Milan Club

DPer noi del Milan Club Riviera Etrusca di San Vincenzo l’attività non è soltanto seguire la squadra del cuore sui campi di calcio, in Italia e all’estero.
Siamo orgogliosi infatti che il convegno organizzato dal nostro Club e dall’Associazione Toscana Paraplegici in occasione della “Giornata dello sport”, lo scorso 14 settembre, abbia avuto un coro unanime di consensi e di immagine positiva verso il nostro club.
Il nostro è un impegno che si sviluppa sin dalla costituzione del club, nel 1993. Il gruppo dirigente si è dato l’obiettivo di dimostrare che non sono importanti solo i risultati del campo, ma anche quelli che si raggiungono in collaborazione con le associazioni che operano nel nostro territorio, come la Croce Rossa, la Misericordia, la stessa Associazione Paraplegici. Ad esse abbiamo donato anche dei contributi economici, così come abbiamo aiutato situazioni personali con gravissime difficoltà, come il caso della famiglia di un nostro concittadino caduto in coma in seguito ad un incidente stradale. Sono state delle gocce in un mare che invece ha bisogno di certezze.
Queste iniziative hanno suscitato simpatie che vanno al di la della fede rossonera. Abbiamo sponsorizzato anche le squadre giovanili del basket e della pallavolo di San Vincenzo.
Un lavoro a tutto campo che ci ha permesso di essere il club più importante della Val di Cornia e che presto raggiungerà i 100 soci.
Non sono comunque mancate le soddisfazioni legate alla nostra squadra del cuore, alla quale non faremo mai mancare il nostro sostegno.
Ricordiamo che la campagna soci è aperta, invitiamo tutti i simpatizzanti ad iscriversi e a vivere in prima persona l’attività del club.
Ringraziamo la redazione di San Vincenzo per averci dato la possibilità di essere presenti in questo numero.

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Auser


L’Auser è un’associazione che sviluppa attività di volontariato e per la promozione sociale.
La nostra attività a San Vincenzo si sviluppa in primo luogo nell’aiuto agli anziani soli in difficoltà. Offriamo, in accordo con la USL, conforto e assistenza domiciliare a tutti i cittadini in difficoltà senza distinzione d’età, razza, credo politico o religioso.
Le nostre iniziative anche nel sociale sono intese ad aiutare e migliorare la condizione degli anziani e di tutti i cittadini svantaggiati.
Nostre iniziative nel sociale sono state e saranno: collaborazione con la scuola in più settori, gite sociali, organizzazione di giochi per anziani,
partecipazione con attività propria a feste e sagre paesane.

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Piccolo paese, grande allenatore


Sono molti i personaggi che partendo da San Vincenzo hanno “fatto fortuna“ nei settori più disparati della vita professionale, artistica, sportiva ecc.
Un sanvincenzino doc che sta ottenendo dei buoni successi è Walter Mazzarri, allenatore del Livorno calcio, nel campionato professionistico di serie B. Mazzarri è nato a San Vincenzo (e non Campiglia o Piombino) nel 1961, figlio di elbani che in quegli anni sbarcarono sul continente per lavoro; dopo aver frequentato tutte le scuole dell’obbligo a San Vincenzo, si trasferì a Firenze per giocare nelle giovanili della Fiorentina. Ha girovagato in tutta Italia dalla Sardegna, alla Sicilia, attraverso l’Emilia, l’Abruzzo e la Campania. Alla fine degli anni novanta ha deciso di intraprendere la difficile carriera di allenatore. All’inizio al fianco, come secondo, di Renzo Ulivieri (Napoli e Bologna) e poi da solo, iniziando dalle
giovanili del Bologna, attraverso la C2 ad Acireale e la C1 a Pistoia. Quest’anno il presidente Spinelli ha chiamato Walter alla guida del Livorno. Un salto di qualità non indifferente. Livorno è una “piazza” tanto importante quanto esigente ed il nostro giovane concittadino, almeno fino al momento in cui andiamo
in stampa, si sta dimostrando all’altezza del compito.
Walter è un ragazzo intelligente, sensibile che ha presto capito di non essere un campione come calciatore e si è adeguato a fare le sue ottime esperienze nei campionati di B e C, con qualche apparizione in serie A (una quarantina di partite giocate nella massima serie con il Cagliari e l’Empoli).
Nel frattempo non ha dimenticato di diplomarsi ragioniere iscrivendosi poi all’università e dando dodici esami ad Economia e Commercio. La sua buona cultura, la sua sensibilità per uno sport che da sempre è la sua vita e la sua passione, gli hanno permesso di laurearsi allenatore di prima categoria al Supercorso di Coverciano con il massimo dei voti, presentando una tesi sul ruolo dell’allenatore in seconda nelle squadre professionistiche, pubblicata sulle principali riviste tecniche.
Walter Mazzarri, assieme ad altri, porta in giro con orgoglio, l’appartenenza alla sua terra ed alla sua città natale: per noi, suoi concittadini, non può che essere motivo di orgoglio. Tutti speriamo di festeggiare con Walter la promozione sua e del Livorno in serie A, sarebbe un meraviglioso sogno ed
il capoluogo per una volta dovrà ringraziare un piccolo paese della sua provincia.
(f.d.b.)

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Lo sport per tutti

Cogliamo l’occasione per ringraziare tutti coloro che hanno partecipato alle “Giornate dello sport per tutti”, dello scorso settembre.
Un’iniziativa conclusa positivamente con la promozione delle varie discipline sportive, con lo scopo di incentivare la pratica dell’attività motoria-ricreativa-sportiva e garantire la sua accessibilità per “TUTTI” gli individui.
In tal senso un messaggio chiaro e netto è scaturito dal convegno che ha avuto come tema “Lo sport come risorsa per tutti i soggetti disabili”.
Quest’anno abbiamo voluto fare qualche cosa in più, promuovendo le attività sportive legate al mare e le azioni volte ad una maggiore diffusione della conoscenza della storia e della cultura dello sport nel nostro territorio, come la mostra “Lo sport nel corso degli anni”. Inoltre non sono mancati interventi necessari per favorire i momenti di incontro e una maggiore inclusione sociale, come gli spettacoli di intrattenimento e il servizio ristorante.
Concludendo le “Giornate dello sport per tutti” stanno a dimostrare che ai giorni d’oggi ci sono ancora tante persone disposte ad impegnarsi per il bene della comunità, al fine di garantire i principi di universalità dei diritti e della solidarietà. Le Istituzioni hanno il compito determinante di non disperdere queste ricchezze.

Michele Biagi, assessore allo sport. Paolo Corzani, assessore al sociale.

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Il P.E.G. on line. La pubblica amministrazione si rinnova
a cura del Dott. Alessandro Parlanti
Dirigente Servizi Amministrativi e Finanziari

Il moderno sistema gestionale della pubblica amministrazione, a seguito delle riforme avvenute a partire dal 1990 (legge 142, oggi Testo Unico degli Enti Locali), può essenzialmente identificarsi in un quadro istituzionale che si fonda sui seguenti principi:
• Distinzione fra politica, agli eletti sindaco e consiglieri comunali, e amministrazione, ai dirigenti e funzionari.
I primi devono indicare quali obiettivi realizzare (servizi, opere pubbliche, tributi, ecc) e controllare che vengano raggiunti. Agli altri spetta l’attuazione di quanto indicato.
• Poteri e responsabilità gestionali dei dirigenti.
Ciò riguarda l’utilizzo delle risorse finanziarie, umane, tecniche, potere di firma degli atti, ecc… per il raggiungimento degli obiettivi e lo svolgimento delle attività.
Sono responsabili diretti dell’attuazione degli obiettivi, della correttezza amministrativa e dell’efficienza in relazione agli obiettivi assegnati e alle attività da svolgere.
• Sistema della pianificazione, programmazione, gestione e controllo.
Come nelle aziende private, si basa su un processo in cui una volta definite le strategie si passa alla programmazione pluriennale ed annuale fino a giungere a quella quotidiana operativa. Ciò consente di controllare la gestione, “che cosa stiamo facendo” e prevedere gli aggiustamenti necessari.
L’applicazione di questa riforma passa anche attraverso strumenti operativi come il Piano Esecutivo di gestione (da qui in avanti PEG).
Con tale strumento i politici assegnano le risorse (finanziarie, umane, tecnologiche) ai Dirigenti per lo svolgimento delle attività e per il raggiungimento degli obiettivi individuati, con i responsabili. Il Comune di San Vincenzo con la gestione 2003 ha sviluppato un modello gestionale informatizzato chiamato
“ PEG IN LINEA“, che può essere paragonato, se ci confrontiamo con il mondo aziendalistico, al budget annuale. Con tale strumento la Giunta ha assegnato le risorse necessarie per lo svolgimento delle attività e il raggiungimento degli obiettivi. Con particolare riferimento agli obiettivi, attraverso il cronoprogramma (che individua le varie azioni da mettere in atto e la loro tempistica) è possibile verificare lo stato di attuazione degli obiettivi.
Attraverso uno strumento di reporting (verifica di che cosa ho fatto) ogni responsabile a cadenze definite (trimestrali) relaziona alla Giunta lo stato di raggiungimento degli obiettivi, le cose fatte del piano delle attività, individua le cause di scostamento (rispetto a quanto programmato) , suggerendo
le eventuali azioni correttive. Inoltre, attraverso un rapporto di negoziazione tra giunta e responsabili, e sulla base delle priorità della amministrazione (con stretto riferimento al programma di legislatura o di mandato) ad ogni obiettivo, assegnato ad un ben individuato responsabile, è stato assegnato un peso (Normale/Medio/Elevato/ Strategico), che misura la maggiore o minore rilevanza gestionale , rispetto al programma delle priorità.
L’amministrazione ha dunque uno strumento per il monitoraggio del programma annuale e tutte le necessarie informazioni per le eventuali azioni tempestive di rimodulazione di alcuni obiettivi.
A titolo esemplificativo riportiamo uno stralcio da ogni settore di lavoro di alcuni obiettivi dell’anno 2003.
Obiettivi:
U.O. Organi Istituzionali e decentramento:
• verifica delle esigenze operative e delle necessità dei gruppi consiliari per l'espletamento della loro attività ordinaria. (N)
• espletamento dell'attività di autenticazione di firme e copie entro il termine massimo medio di dieci minuti. (N)
• attivazione protocollo informatico. (E)
U.O. Comunicazione Esterna e Sviluppo Economico:
• Realizzazione Progetto "I Circoli di studio". (E)
• Elaborazione di un "Progetto Comunicazione" che individui strategie e priorità, dando organicità e programmazione agli interventi e agli investimenti in risorse umane, finanziarie e strumentali. (E)
• Partecipazione ad una fiera internazionale ed una nazionale riferita ad un target di interesse specifico
per l’offerta turistica di San Vincenzo ed avvio di un lavoro con le associazioni di categoria legate al turismo per la redazione di un progetto fiere che dia organicità ed efficacia alle partecipazioni. (E)
• Istituzione del servizio di assistenza balneare sulle spiagge libere con l'allestimento di almeno 4 "Punti
Azzurri". (E)
• Estensione del periodo e dell’orario di apertura dell’ufficio informazioni turistiche dell’APT. (N)
• Istituzione del servizio “Navetta” per agevolare la mobilità dei turisti che soggiornano in strutture ricettive periferiche verso le zone a traffico limitato del centro soprattutto nelle ore serali. (N)
• Sostegno alla vendita diretta dei prodotti tipici dell'agricoltura. (M)
• Manifestazione enogastronomica “La Palamita e San Vincenzo”. (E)
Area Servizi Amministrativi e Finanziari e U.O. Controllo di Gestione:
• ristrutturazione indebitamento con SWAP. (S)
• Installazione ed elaborazione di un nuovo programma che permetta la gestione in tempo reale del P.E.G. (S)
• recupero crediti pregressi azienda. (S)
• Attività di controllo mirate su determinate tipologie di immobili. (S)
• Aggiornamento della banca dati INFOR delle dichiarazioni e comunicazioni di variazione ICI attualmente ferma al 1996. (M)
• Attività di accertamento e recupero fiscale aree fabbricabili 98 e seguenti. (S)
• Determinazione dei valori delle aree fabbricabili individuate. (S)
• Determinazione ed identificazione delle aree edificabili del territorio comunale da sottoporre al controllo tributario relativamente al PRG ed ai piani attuativi. (E)
• Gestione delle Locazioni immobiliari attive. (S)
• Realizzazione di un nuovo sito Web e Intranet. (S)
• Evoluzione progetti di e-governement. (M)
• Avvio nuovo programma del PEG in linea, comprensivo del supporto alle altre aree. Gestione delle varie attività in corso d'anno con aggiornamento degli indicatori. (S)
Area Servizi per il Territorio:
• Predisposizione di un sistema teso ad incentivare gli interventi di bioedilizia e di bioarchitettura (E)
• Progetto esecutivo urbanizzazione ampliamento zona artigianale 1.... Lotto (E)
• Progetto esecutivo per la realizzazione centro diurno per disabili (E)
• Progetto esecutivo per riqualificazione quartiere Conchiglia (M)
• Ampliamento del Porto Turistico (S)
• Progetto esecutivo prolungamento Via della Stazione(S)
• Progetto esecutivo eliminazione P.L. con realizzazione sovrappasso.(S)
• Progetto esecutivo realizzazione servizio attrezzato per disabili. (E)
• Progetto esecutivo realizzazione ponte carrabile Via Tito Speri. (E)
• Campagna di informazione e sensibilizzazione sulla raccolta differenziata. (S)
• Conservazione, cura, riqualificazione e valorizzazione del patrimonio ed aree pubbliche. (S)
• Predisposizione di un piano di riordino della mobilità veicolare, pedonale e ciclabile in conseguenza delle trasformazioni legate alla realizzazione del nuovo porto e del soprapasso ferroviario. (S)
Area Servizi Sociali e Vigilanza:
• Nuovo appalto mensa scolastica. (S)
• Rassegna Musicale San Vincenzo in Banda. (E)
• Promozione alla lettura. (E)
• Asilo nido estivo. (S)
• Festa dello Sport. (E)
• Mostre e rassegne espositive.(E)
• Campagna prevenzione incidenti stradali (N)
• Campagna antifumo. (N)
• Potenziamento della prevenzione delle infrazioni sulla viabilità provinciale. (S)
L’esperienza del “PEG on line” è stata presentata nel corso della rassegna della innovazione nella amministrazione pubblica “Dire e Fare”, che si è svolta di recente a Firenze.
La presentazione fiorentina ha riscosso un discreto interesse in particolare da parte di rappresentanti dei Comuni di Firenze e Pisa.

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Salvo D'Acquisto, un grande italiano

In ricordo dell’eroe e carabiniere trucidato dai nazisti sessanta anni fa.
Ogni anno si rinnova nella cittadina di Palidoro, nei pressi di Roma, un rito, semplice nella sua dimensione umana e grande nella spiritualità di un ricordo sempre vivo, che credo sia nel cuore di ogni italiano.
Quest’anno ricorre il 60° anniversario dell’olocausto del giovanissimo sottufficiale dei carabinieri Salvo D’Acquisto, decorato con la Medaglia d’oro al Valor Militare.
Il sacrificio di questo grande eroe permise, quel 23 settembre del 1943, a 22 cittadini e padri di famiglia di Torrimpietra, un piccolo paese alle porte della capitale, di tornare in seno alle loro famiglie sani, salvi ed innocenti, quanto lo era Salvo che comandava, in quei giorni, la stazione dei carabinieri di quel territorio, che la barbarie nazista aveva deciso di uccidere per una inutile spietata vendetta.

Associazione Nazionale Carabinieri in congedo, Sez. di San Vincenzo

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Scuola di vela Sud Ovest

PGrandi novità per la stagione invernale della Scuola di Vela Sud Ovest.Il 25 ottobre 2004 si è tenuto il IV Raduno Sud Ovest,durante il quale è stata presentata la nuova imbarcazione della scuola di vela.Si tratta di un First 211 Spirit,dei cantieri francesi Beneteau, imbarcazione di 6,40 mt con deriva mobile che può ospitare comodamente 4 allievi con l ’istruttore.Insieme ad una barca gemella, messa a disposizione da un socio, potremo organizzare corsi fino ad 8 persone contemporaneamente. Al raduno abbiamo organizzato altre interessanti novità, come la mostra della fotografa Helgard Wertel con il tema del mare, la mostra di quadri di mare della pittrice Bellucci, video, simulatori di vela, esibizione di modellini a vela radiocomandati, incontri con skipper famosi. Non sono mancati la consueta regata sociale e l’uscita in barca a vela per chi aveva voglia di provare. In collaborazione con alcune associazioni di San Vincenzo, abbiamo anche in progetto una serie di interessantissimi appuntamenti per questo inverno, riuniti sotto il nome di “Inverno con il mare ”, come incontri con skipper e navigatori famosi, corsi, proiezioni di video di mare e di vela, incontri con scrittori di mare, mostre di foto e di pittura. L ’intenzione dell’associazione è quella di cercare di coinvolgere persone di San Vincenzo e della Val di Cornia, offrendo condizioni particolari a chi volesse avvicinarsi alla vela partecipando ai nostri corsi.
Il programma dettagliato dell’iniziativa sarà presentato al IV Raduno Sud Ovest.Infine un altro progetto che ci piacerebbe realizzare è quello di coinvolgere ed avvicinare al mondo della vela invalidi e portatori di handicap,organizzando uscite e passeggiate nautiche lungo la costa.
Invitiamo chiunque possa essere interessato alle nostre attività a contattarci per maggiori informazioni.

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Nuove scelte dopo la scuola media

AGli Istituti professionali della nostra area sperimenteranno un modello di valore europeo per l’integrazione della scuola con la formazione professionale ed il mondo del lavoro.
Proseguendo nella formazione di tecnici molto richiesti dalle piccole e grandi aziende della zona, (in ogni agenzia si leggono cartelli con la scritta cercasi diplomati ITI/IPSI), si sono individuati due percorsi d’eccellenza per la formazione di figure che opereranno nel campo dell’ambiente e delle nuove tecnologie.
La figura del Tecnico esperto nella gestione ambientale sarà formato dal corso che ha sede a Venturina. Un tema questo molto sentito in Val di Cornia; tutto ciò che si lega alle tecnologie per uno sviluppo sostenibile del territorio: gestione delle acque, risorse energetiche alternative, riciclaggio, biotecnologie. Dal corso usciranno giovani che potranno accedere a percorsi di formazione superiore, operare nelle aziende pubbliche e private del territorio, avviare iniziative imprenditoriali nel campo in pieno sviluppo delle tecnologie ambientali.
I “Tecnici esperti nel campo della comunicazione saranno formati nella sede di Piombino, che attualmente è Test Center per la Patente Europea per l’uso del computer”.
Queste importanti novità nel panorama delle nostre scuole superiori nascono con il significativo contributo della Regione Toscana e degli Enti Locali. Gli Istituti Professionali si rinnovano ed offrono nuovi e più alti contenuti nei propri corsi quinquennali.
Il Consiglio d’Istituto, nel precedente anno scolastico si è confrontato con i Comuni ed il Circondario della Val di Cornia, esaminando i bisogni formativi evidenziati in un recente studio dell’I.R.P.E.T. sulla nostra zona.
L’altro elemento che ha determinato queste scelte è stata l’iniziativa della Regione Toscana che ha voluto rispondere alle incertezze legate alla riforma della scuola, varando una sperimentazione per il futuro assetto del sistema di formazione territoriale che non svaluti il ruolo dell’Istruzione tecnica e professionale.
L’Istituto Professionale intende insomma trasformare i corsi di qualifica nei settori meccanici ed elettronici, in nuovi percorsi che offrano risposte differenziate ai giovani, ragazzi e ragazze,aspiranti a livelli formativi più elevati.
Il “professionale” del terzo millennio prepara i giovani con diversi livelli di competenza in uscita. Competenze che, nella logica della formazione per tutta la vita, possono essere raggiunti in tempi diversi da ciascuno studente. La Regione Toscana ha voluto fortemente innovare gli istituti professionali, a partire dal Libretto Personale che fornirà ad ogni studente, in cui durante tutto l’arco della vita potrà registrare il proprio bagaglio di competenze professionali e culturali. Una nuova proposta formativa, una grand’opportunità per tutti, ma particolarmente interessante per le donne che possono scegliere nuovi percorsi con buone possibilità d’occupazione.

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Gruppo Consiliare Alternativa

Una strana impresa davvero, quella che dovrebbe presentarsi e vincere la gara per l’assegnazione dei
lavori di ampliamento del porticciolo e del sovrappasso ferroviario. Infatti, ancora prima di partire, secondo quanto stabilito dal bando, dovrebbe sborsare 500.000 € di rimborso spese tecniche sostenute dal Comune, 200.000 € per gli studi di fattibilità economica, 200.000 per l’acquisto dei beni e delle attrezzature del Comune, 400.000 di canone annuale forfetario, una cauzione provvisoria pari al 2% dell’importo dei lavori (che costerebbero, secondo il Comune, circa 16.500.000 €), una cauzione definitiva pari al 10% dell’importo dei lavori, una polizza indennitaria decennale non inferiore almeno alla metà del costo dell’opera, un’altra polizza decennale per la responsabilità civile con massimale non inferiore a 5 milioni €, una polizza di fideiussione per danni subiti dall’Amm. Comunale non inferiore a 1.000.000 €, una garanzia fideiussoria pari a 5 annualità di canone e cioè a 2.000.000 € a garanzia del credito. Divertitevi a fare la somma. L’impresa dovrà poi provvedere a pagare un direttore e due assistenti dell’Ufficio di Direzione dei lavori nominati dal Comune. Dunque quest’impresa dovrà accollarsi una specie d’affitto pari a circa 800 milioni di lire all’anno ancor prima di aver messo una pietra in acqua o di avere incassato per un solo ormeggio. Dovrà concordare sempre con il Comune gli eventuali aumenti delle tariffe, dovrà regalare al Comune il sovrappasso ferroviario del costo di circa 5 miliardi di lire, dovrà assumersi il rischio del possibile blocco dei lavori successivo ad una eventuale sentenza del TAR, dovrà assumersi il rischio di blocco dei lavori per ulteriori ricorsi al TAR da parte di nuovi soggetti interessati che nell’imminenza di danni gravi ed irreparabili faranno valere i loro diritti, dovrà aprire 9 cantieri più quelli per il sovrappasso e chiuderli entro 36 mesi pena il pagamento di una penale pari all’uno per mille dell’ammontare netto contrattuale, dovrà sospendere i lavori qualora il Comune volesse ordinarne la sospensione per “particolari esigenze turistiche nel periodo estivo”.
Poi, ci saranno da rimediare i danni provocati dall’erosione delle spiagge. Infine, i normali costi di gestione, ad esempio il dragaggio dello specchio d’acqua portuale, che sarà compito non da poco, viste le caratteristiche dell’opera progettata. Nel quadro che esce fuori dal bando siamo davvero curiosi di capire quali possano essere le convenienze economiche di un’impresa che dovrebbe investire circa 40 miliardi di lire in questi progetti. Può darsi che la faccenda ci sembri così poco conveniente perché non abbiamo fiuto imprenditoriale, ma certo al momento che qualcuno dovesse presentarsi per accettare tali condizioni sarà urgente e necessario, e non solo per noi, capire bene le caratteristiche di quella davvero strana impresa.
Data la ricorrente irregolarità di pubblicazione di questo giornalino, per ovvie ragioni si avvisa il lettore che questa nota è stata consegnata alla redazione il 18 settembre 2003.

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Gruppo Consiliare I Democratici

San Vincenzo: quale futuro?
Alcuni giorni fa ho letto una intervista di Philippe Daverio, critico d’arte e conduttore del programma
Passepartout di Rai tre, che parlava di San Vincenzo come “periferia metropolitana in riva al mare.” di “caso straordinario di orrore...” di un paese che tende a divenire una grande Torvajanica. L’articolo continuava con perle simili e terminava parlando “.... della cementificazione selvaggia che si sta realizzando a pochi metri dal mare, su una costa ancora ben conservata.”
Devo dire la verità, l’articolo all’inizio mi ha fatto arrabbiare. Mi sono detto: come si permette costui di emettere questi giudizi!!!
Passata la rabbia mi sono guardato intorno per capire il perché di questa “stroncatura”. Ho visto la Piana e ho detto, qui forse ha ragione, ho guardato le costruzioni che stanno sorgendo nel podere Santa Costanza e ho dovuto ammettere che fanno “orrore”. Ho alzato gli occhi verso i nostri fiori all’occhiello: La Belvedere a la Bellavista e mi sono accorto di quanto sono tristi senza un albero senza un servizio. Ho fatto un giro nelle zone “pregiate”, dove in passato si erano costruite villette in mezzo al verde, ed al posto della Lanterna e del Sombrero ho trovato una colata di cemento, per non parlare della Villa la Cavaliera e dei tanti “falsi residence” che stanno sorgendo.
A questo punto mi è venuto un brivido di freddo, forse Daverio ha ragione. Quindi mi sono preoccupato ed ho pensato, ma che aspetto avrà San Vincenzo quando avremo la “rotatoria aerea” alta sei metri con lo scavalca-ferrovia al posto del passaggio a livello ? Quando sorgerà la piazza di cemento che coprirà la ferrovia da via Vittorio Emanuele al “Vaticano” fino all’aurelia. E poi il nuovo porto, il mezzo
chilometro di fabbricati dell’albergo di Rimigliano, le villette trasformate in “residence” di quattro piani, ecc. ecc. e gli altri 100.000 metri quadri di pavimenti previsti dal nuovo piano regolatore? Tutto questo avviene mentre i paesi a noi vicini, per le loro scelte, raccolgono riconoscimenti e bandiere blu, mentre noi restiamo in fondo a queste classifiche che certificano la qualità. Siamo ormai vicini alle prossime elezioni ed i partiti stanno facendo i loro programmi.
Io ritengo che tutti debbano dire chiaramente agli elettori cosa vogliono fare, dove vogliono portare San Vincenzo. Il nostro futuro dovrà essere ancora seconde case, cemento o qualità, qualità, qualità?
Per me la risposta è ovvia, a mio avviso sarebbe bene che tutti, nei loro programmi, si esprimessero,
su questi temi, con chiarezza e dovizia di particolari.

Franco Guidoni.

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Gruppo Consiliare Indipendente


Il nostro Regolamento Urbanistico è stato approvato in Consiglio Comunale in via definitiva nel febbraio 2000 e tra le varie novità che esso ha portato, una in particolare merita un’attenta riflessione.
È la norma definita M7, che si pone il seguente obiettivo: "perseguire il migliore utilizzo nell’arco dell'anno del patrimonio edilizio destinato alle attività di accoglienza e la conversione delle seconde case in strutture per servizi turistici più articolati con un maggior contributo alle attività economiche locali".
Per chiarire meglio, con questa norma e con la successiva M7/1 si permettono interventi di ampliamento, che possono raggiungere anche quattro volte l'esistente, in pratica su tutti gli edifici del nostro paese alla condizione del rispetto di determinati parametri urbani della destinazione d'uso da edifici residenziali verso attività ricettive e residenze turistiche.
Si pensò a questa norma per poter ampliare il ventaglio delle offerte turistiche, con la speranza che le nuove strutture potessero essere di tipo più economico rispetto a quelle già esistenti e quindi capaci di attirare segmenti turistici di diverso tipo. Si pensò a quella norma anche con lo scopo preciso di dare un senso diverso all’utilizzo delle seconde case. In definitiva si pensò che quella norma potesse rappresentare un volano per lo sviluppo turistico del nostro paese. Oggi, dopo l'avvio di alcune di queste strutture (in pratica residence), io credo che sia opportuno fare delle riflessioni e chiedersi se gli obiettivi di partenza siano stati raggiunti. Io nutro forti dubbi a tale proposito ed ho avuto modo di esternarli in Consiglio Comunale. Le perplessità nascono dal fatto che queste strutture non sono state capaci di svolgere né un ruolo nuovo dal punto di vista turistico-ricettivo né un ruolo positivo sul comparto commerciale e dello sviluppo. Si sono forse creati nuovi posti di lavoro per i nostri giovani? Ed anzi io credo che esse abbiano determinato problematiche sia dal punto di vista ambientale (come ad esempio la difficoltà di conciliare le nuove strutture con altre già esistenti in un ristretto tratto di territorio, considerate anche le ampie possibilità di ampliamento) sia riguardo all'obiettivo di un utilizzo diverso delle seconde case, dato che esiste la possibilità di soluzioni che riportano al punto di partenza. In altre parole il principio che si voleva modificare (un utilizzo più funzionale delle seconde case) può rientrare con più forza di prima. Per tutte queste motivazioni io auspico che su questa norma ci debbano essere riflessioni e valutazioni attente entro breve tempo da parte di tutte quelle forze politiche interessate ad uno sviluppo veramente sostenibile del nostro paese.

Fabio Camerini

 

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Gruppo Consiliare Forza Italia

Lo scorso anno vedemmo con soddisfazione che nell’elenco delle opere pubbliche programmate era finalmente data priorità all’istallazione di un ascensore per disabili all’interno del palazzo comunale. Avendo memoria della poca affidabilità di certi programmi, chiedemmo la conferma che tale opera sarebbe stata realizzata e ricevemmo l’assicurazione che entro giugno 2003 l’ascensore sarebbe stato istallato.
A tutt’oggi non ce n’è traccia !
Nello scorso mese di maggio, per focalizzare meglio la situazione dei disabili a San Vincenzo, abbiamo presentato un’interrogazione volta a conoscere alcuni dati e, tra l’altro, abbiamo avuto la conferma che i disabili possono trovare un servizio igienico rispondente alle loro necessità presso le scuole, gli impianti sportivi e ...il distretto ASL . Per un paese con forte vocazione turistica crediamo che non ci si debba sentire molto orgogliosi, anzi, per essere sinceri, si dovrebbe provare un po’ di vergogna.
Infine, il 14 settembre, a seguito di una bella iniziativa congiunta tra il Milan Club e l’Associazione Paraplegici si è tenuto un convegno avente per tema lo sport, individuato come una risorsa per i disabili, ma che trattava anche le più varie tematiche interessanti gli stessi disabili.
Pensavamo che fosse l’occasione che consentiva agli amministratori dei comuni della Val di Cornia di riflettere, di fare autocritica, di assumere impegni che, anche se di modestissima portata, sarebbero
stati comunque un segnale di attenzione nei confronti di certe problematiche sociali. Ma i sindaci, tutti invitati, hanno ritenuto di farsi rappresentare dal presidente del Circondario, (che sensibilità per il problema!) il quale ha sostanzialmente attribuito la mancata soluzione dei tanti problemi alla carenza di risorse finanziarie messe a disposizione dallo stato. L’entità delle risorse non è certo pienamente soddisfacente ma coloro che ne lamentano la carenza, farebbero bene a interrogarsi se hanno sempre rispettato i criteri di priorità delle spese e della loro razionalizzazione, ci si scorda troppo presto dei
centinaia di milioni serviti per risanare il CIGRI, la Società dei Parchi ecc.., contro le poche risorse che a volte servirebbero per risolvere i modesti ma importanti interventi. Crediamo davvero che un sincero
esame di coscienza non sarebbe fuori luogo.

Paolo Foti – Leonardo Favilli

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Gruppo Consiliare Insieme per San Vincenzo


Speculazione? Per fare chiarezza è doveroso affermare la verità dei fatti!
Dopo anni di stasi, in attesa del nuovo Piano Strutturale, è evidente che i cambiamenti urbanistici del nostro paese possano risultare tanti, per alcuni troppi ma, sicuramente, non scellerati né all’insegna della speculazione come, alcuni, hanno più volte voluto dimostrare, in modo del tutto strumentale, nelle sedi istituzionali e non. La politica di questa amministrazione è stata rivolta alla più trasparente razionalizzazione del territorio, fornendo anche strumenti per lo sviluppo dell’edilizia, in senso stretto, ma soprattutto a quello indotto, non tanto della residenza quanto del settore turistico ricettivo.
Non sono mancate le polemiche in ordine alle grandi opere che saranno realizzate, le critiche sugli interventi M7 ed M7/1, non sono mancate le accuse di una cementificazione selvaggia ed improduttiva.
Non sono mai intervenuta sulla stampa perché ho sempre pensato che la politica, quella vera, si debba fare nelle sedi appropriate e le questioni amministrative discusse nel Consiglio Comunale quale massima espressione della democrazia e della partecipazione.
Purtroppo, va ammesso, non siamo molto bravi a comunicare né gli obbiettivi né i risultati ecco perché sento la necessità di scrivere queste righe e di informare, voi lettori, sulla infondatezza di alcune pretestuose polemiche.
Sono stati portati in Consiglio Comunale, ed approvati, dei piani attuativi per la realizzazione di M71 con i quali, per le normative del Piano Strutturale, si permette l’aumento di superficie (SLP) dei fabbricati, aventi determinate caratteristiche, nel caso in cui venga modificata la loro destinazione d’uso da residenziale a turistico recettiva, alberghiera o extra alberghiera. Sul nostro territorio sono circa 150 gli edifici che potrebbero avvalersi della normativa M7 e quasi tutti gli altri della M7/1 ma, benché “non si parli di altro”, ad oggi sono solo 8 (otto) gli immobili interessati da piano attuativo approvato o da concessione diretta di cui solo 3 (tre) sono stati effettivamente realizzati.
Ma ancora più importante è sottolineare che questi ultimi (la C.A.V. “La cavaliera” di via Indipendenza, la R.T.A. di via del Capodoglio n. 13 e la C.A.V. di via Colombo n. 17) sono o saranno effettivamente gestiti in modo unitario e svolgono, realmente, un’attività turistico recettiva. In riferimento all’entità dell’ampliamento, è opportuno precisare che non è certo stata lasciata al caso ma come, invece, sia il risultato di attenti studi in ordine ai quali, soltanto con una certa superficie aggiuntiva, si può effettivamente concretizzare una realtà turistico recettiva. Se con la vendita di appartamenti, si ha una redditività immediata, e tale quindi da ricoprire i costi dell’intervento attuato per realizzarli, credo che sia facilmente comprensibile che occorre un certo numero di unità immobiliari, da affittare, per poter ammortizzare gli investimenti ed introitare dei guadagni.
Allora perché parlare di questi interventi come speculazioni legittimate o seconde case mascherate? Ed ancora perché costruire polemiche che poi non trovano fondamento? Detto questo non nego che il nostro strumento urbanistico abbia bisogno di interventi correttivi, che le possibilità di espansione edilizia non siano più molte, che invece di grandi progetti ci sia la necessità di rispondere alle più
spicciole e quotidiane, ma importanti, richieste della gente. La responsabilità sta nell’analisi della realtà dei fatti e nell’umiltà di riconoscere, se ci sono stati, gli eventuali errori e porvi rimedio, l’irresponsabilità, invece, sta nella distorsione della realtà e soprattutto nell’utilizzo di questa per creare un’informazione solo per chi deve giocare sporco cercando di gettare ombre sul recente passato.

Kety Pini

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