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SAN
VINCENZO
immagini
a confronto
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dalla
presentazione del Sindaco Giovanni Fratini
Il Comune di San Vincenzo compie trent'anni.
Tanti ne sono passati da quando un'aspirazione ultradecennale della
popolazione si fece realtà. Trent'anni sono molti nella vita:
fanno un uomo, consolidano una istituzione, rafforzano esperienze,
qualificano le vocazioni, esaltano le peculiarità. I turisti
di trent'anni fa erano poche centinaia e venivano a San Vincenzo
a ricordarci una fortuna che apparteneva solo a pochi. Oggi sono
migliaia e i tre mesi estivi della nostra città sono una fucina.
Tutti lavorano anche quelli, e sono rari, che non si trovano sul
mercato del lavoro negli altri mesi dell'anno. In una sola stagione
si mette da parte quanto occorre per tutto l'anno e si arrotondano
i precari bilanci familiari.
Sembra tutto piano e tutto facile e noi vorremmo che fosse così ma
esistono problemi rilevanti e quotidiani che questa frotta enorme
di villeggianti del turismo di massa apre, soprattutto, al Comune.
Intanto c'è da dire che si sta consolidando il fenomeno dell'aumento
degli arrivi mentre le presenze, indice della permanenza del turista,
calano sensibilmente. I prezzi sono andati alle stelle e rimanere
a lungo diventa dispendioso e per diverse migliaia di persone non
rimane che la soluzione del pendolarismo città-mare. Per noi
i problemi maggiori sono l'inquinamento e la pulizia delle acque,
delle spiagge, il rifornimento dell'acqua, la garanzia dei servizi.
Non si può certo negare che questo tratto di mare sia uno
dei più puliti d'Italia o comunque uno dei più tollerabili
per una zona di intensa balneazione come la nostra che, pure, comprende
Donoratico e Cecina.
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Neppure si può negare che lo sviluppo delle strutture ricettive
per il turismo sia avvenuto senza turbare il paesaggio o stravolgere
l'equilibrio dell'ambiente. Dietro le prime villette di stile liberty
che si vedono in questa pubblicazione, significativamente intitolata «Immagini
a confronto», non sono sorti grattacieli che interrompono la
linearità del panorama costiero; gli alberghi, le pensioni,
le sale da ballo, i parchi gioco hanno mantenuto caratteristiche
accettabili e comunque abbiamo evitato lo scempio che, purtroppo,
caratterizza altre zone pure vicine a noi. San Vincenzo triplica
e quasi quadruplica i suoi abitanti nei mesi caldi; servizi e infrastrutture
sono messe a dura prova. Diventano acuti i problemi legati ai rifiuti
civili e degli scarichi urbani: entrambi immensi, richiedono impegni
finanziari di miliardi. Abbiamo cercato di affrontare il primo insieme
al comune di Campiglia M.ma ma il secondo dobbiamo affrontarlo da
soli perché è un problema che riguarda solo noi e il
sole dell'estate non cancella di certo. Come si vede a San Vincenzo
prevale il fattore turistico e non poteva che essere così per
una città che ha assunto caratteristiche di terziarizzazione
specializzata che prevale su tutti e su tutto anche se sappiamo bene
che non è dato assoluto.
Eppure ci sembra di poter dire che il patrimonio storico della nostra
popolazione che affonda le sue radici nel lavoro, nella caparbia
volontà a fare da sé, assume valore civile e morale
che non smetteremo mai di evidenziare e di esaltare non come municipalismo
riemergente ma come peculiarità consolidata in questi trent'anni
di autonomia comunale. Il nostro turismo non è di marca elitaria: è popolare.
Sono migliaia di famiglie operaie, di lavoratori che dall' entroterra
della Toscana, dell'Alta Italia, vengono a San Vincenzo e fanno la
nostra economia. Anche i molti turisti esteri hanno queste caratteristiche
sociali. Questa massa di concittadini ci pone di fronte i problemi
legati alla riorganizzazione ed alla programmazione della struttura
produttiva sanvincenzina.
Alberghi, pensioni, stabilimenti balneari, campings, ritrovi hanno
problemi di ristrutturazione, adeguamento, miglioramento, nuove esperienze
di gestione. C’è anche la questione dell'ambiente sempre
da difendere e quella della riconquista di settori sempre più vasti
di spiaggia messi in forse dagli elementi naturali. Allora operazioni
come quella del Parco di Rimigliano o dell' acquisizione pubblica
del resto di pineta di Rimigliano, acquistano un significato preciso
in questa direzione e bastano, da sole, a dare il senso di quel che
vogliamo fare per il consolidamento di San Vincenzo.
Non esiste solo turismo o attività legate ad esso.
Pure è presente la produzione agricola il cui tessuto vede la prevalenza
della piccola e media proprietà che trae dalla terra ottime fonti di reddito
e per essa si impone, comunque, una ristrutturazione che di più la colleghi
alla attività prevalente di San Vincenzo.
Molti cittadini lavorano nei complessi industriali di Piombino, altri a Rosignano
Solvay. Noi sentiamo, vivamente preoccupati, che accanto alla laboriosità delle
popolazioni, alla saggia ed oculata amministrazione delle risorse disponibili
si contrappone l'inerzia e, in qualche caso, il cattivo uso degli interventi
dello Stato nel settore delle grandi infrastrutture. Esempio tipico è il ritardo col quale
si affrontano le attività estrattive, il settore della metalmeccanica
e della chimica che, guarda caso, sono settori importanti per la
zona nella quale gravita San Vincenzo. Altrettanto preoccupati siamo
per la questione gravissima dell'Aurelia, prima arteria nazionale,
che presenta una incredibile strozzatura da Livorno a Grosseto, tale
da provocare forti ed intollerabili costi aggiuntivi per l'allungamento
dei tempi di percorrenza al trasporto merci che è, in questo
tratto, intensissimo (pensiamo alla strada della Principessa che
scarica su San Vincenzo il traffico da e per Piombino); costi umani
che giungono a provocare un intollerabile numero di incidenti sempre
più spesso mortali.
San Vincenzo fu il primo Comune livornese ad imporre un tracciato
alternativo al!' Aurelia ma quell' esperimento positivo oggi non
basta più. Noi insistiamo sul progetto di varianti approvato
nel Conve-gno di Cecina del I973 in quanto esse appaiono facilmente
realizzabili in tempi rapidi e con costi non eccessivamente alti.
Sono inoltre presenti le attività artigianali e quelle commerciali
globalmente adeguate alle necessità della città ma
che naturalmente riproducono le carenze nazionali del settore quali
la polverizzazione, lo scarso associazionismo ecc. Come si vede in
questi trenta anni San Vincenzo è progredita nella realtà nazionale
con le sue specificità che non sono bastate però a
correggere le debolezze della società e dell'economia: anche
da noi esiste il problema dell'occupazione giovanile, dell'economia
sommersa e del lavoro nero. Per concludere vorrei ricordare l'azione
intensa, appassionata e costruttiva svolta dai due Sindaci Osvaldo
Mischi e Lido Giomi (fra i due esiste un breve periodo in cui fu
Sindaco Domenico Poli), due uomini che molto hanno dato e danno allo
sviluppo di San Vincenzo e rivolgere un cordiale, sincero ed affettuoso
saluto e ringraziamento a chi sceglie San Vincenzo per le sue vacanze.
Nostra intenzione, come rappresentante della comunità sanvincenzina, è quella
di qualificare e rafforzare i vincoli di amicizia che in questi anni
sono sorti con loro, di qualificare le strutture, di rendere sempre
più accogliente la città con la responsabilità che
ci proviene dalla consapevolezza che San Vincenzo è città nella
quale non si vive solo tre mesi dell'anno con le tensioni e i problemi
che tutto ciò porta con sé a livello del sociale, politico
e culturale.
GIOVAN BATTISTA FRATINI
Sindaco di San Vincenzo
I0 agosto 1979
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