Comune di San Vincenzo (LI)

Intervento del sindaco Carlo Roventini

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Intervento del sindaco Carlo Roventini

I primi 50 anni di vita del nostro Comune sono una ricorrenza da celebrare con i doverosi riconoscimenti alle donne e agli uomini che hanno fatto e che stanno facendo la nostra storia nell' interesse di questa Comunità che ha saputo crearsi un'identit à e condizioni di vita di notevole livello qualitativo.

Nel grande processo della storia, ancora molti dei presenti di oggi possono dire di avere assistito ad un evento che a pochi altri è dato vedere: la nascita di un Comune, del nostro Comune di San Vincenzo, avvenuta il 3 giugno 1949.
Persone al cinquantenarioI sanvincenzini concludono, così, un lungo cammino iniziato immediatamente dopo l'Unità d'Italia, proseguito con decisione nel 1913 e nel 1926, interrotto durante il regime fascista, ripreso, con successo, subito dopo la Liberazione.
Lo spirito autonomistico dei sanvincenzini viene così premiato. Uno spirito autonomistico mai segnato da necessità di separatezza o da spocchioso indipendentismo qualunquista, ma da una necessaria esigenza di poter essere protagonisti del proprio futuro e confrontarsi, dopo il Ventennio, con quella voglia di "democrazia partecipata" necessaria per una vera ricostruzione, unico e vero obiettivo dei nostri predecessori.

San Vincenzo è molto cambiata, non è più "un villaggio di pescatori e contadini", anche se ancora di loro sentiamo la presenza e abbiamo l'orgoglio di essere figli e nipoti. E neppure è un paese vissuto prevalentemente da operai. Negli anni sono arrivate anche molte altre persone nate e cresciute lontano da qui, ma che hanno trovato il modo di crearsi soddisfacenti condizioni di vita e arricchito la società sanvincenzina. Sono cambiate le condizioni economiche, sociali, culturali, che ovviamente sono coerenti e conseguenti anche a fenomeni che vanno ben oltre i confini comunali. Alla necessità di autonomia di ieri oggi si contrappone la necessità di stare insieme.
Per ogni singola realtà comunale di entità medio-piccola è infatti impensabile oggi affrontare la competizione internazionale da sola con i propri esigui mezzi. Da anni in Europa si verificano associazioni, unioni, patti fra Comuni per accedere insieme al mercato degli investimenti. Tutte queste scelte di integrazione sono basate sul principio secondo il quale più si uniscono le risorse e le competenze, più si è forti sul mercato e meglio si riesce a garantire ai cittadini diritti e servizi, qualità della vita e uguaglianza.
Sindaco al cinquantenarioSoltanto unendosi e coordinandosi i piccoli e medi Comuni possono bilanciare lo strapotere delle aree metropolitane. Anche l'economia del nostro territorio per opportunità è ormai da tempo uscita dai confini dei singoli Comuni per fondersi nel sistema economico locale della VaI di Cornia.
La diversificazione dell'economia che abbiamo scelto come risposta alla crisi della monocoltura industriale si basa su questo presupposto.

Nei prossimi anni solo restando uniti possiamo sperare di essere competitivi sui mercati internazionali degli investimenti, che sono terreno decisivo per assicurare uno sviluppo alla Val di Cornia.Persone al cinquantenario

A San Vincenzo si può guardare con fiducia e ottimismo al futuro, in virtù di quanto è stato fatto anche in passato.
Fin dal lontano 1951, nell' antico Municipio i consiglieri comunali, eletti dalla comunità sanvincenzina, affrontano una questione sempre respinta: il problema dell' autonomia, impegnandosi in una battaglia che si ritrasmette nelle sezioni dei Partiti più rappresentativi: comunisti, democristiani e socialisti.
Il gioco politico- amministrativo degli anni successivi si basa sulla alleanza della Sinistra assegnando alla DC il ruolo di opposizione. I comunisti potrebbero fare da soli fin dall'inizio, ma prevale in loro la politica delle alleanze e, in nome di essa, cedono per ben tre volte la massima carica cittadina ai socialisti. Ciò non si verifica in nessun altro Comune della Provincia di Livorno ed è un fatto che deve essere tenuto in debito conto quando si analizza quanto è accaduto in questo Comune.



Persone al cinquantenarioSan Vincenzo, nei suoi cinquanta anni di storia, è caratterizzata da quattro momenti di fondo.

Il primo, legato al nome di Osvaldo Mischi, va dal 1951 al 1964, tutto proteso a far crescere la consapevolezza della avvenuta autonomia che si identifica nel Palazzo simbolo del potere antico, quello degli Alliata. Da casa dei Conti-padroni a casa del Comune del popolo: qui sta tutto intero il senso del mutamento epocale avvenuto.

Il secondo, legato al nome di Lido Giorni, va dal 1965 al 1980, durante il quale prende corpo la "San Vincenzo nuova" basata sulla pubblicizzazione della fascia costiera, la creazione del Parco di Rimigliano, la ristrutturazione del centro urbano, lo spostamento più a monte dell'Aurelia e la costruzione del Porto.

Il terzo, legato al nome di Giovanni Fratini, che nei sette anni di mandato, ha continuato l'azione precedente conseguendo ottimi risultati che lo hanno portato, successivamente, ad occupare alti incarichi di livello regionale.Persone al cinquantenario

Il quarto, legato al nome di Loriano Mencarelli, giunge alle soglie degli anni Novanta durante i quali si realizza la "San Vincenzo più bella" che, alla luce di quanto è avvenuto, non è un semplice slogan, ma realtà concreta.

Persone al cinquantenarioInsieme a questi Sindaci debbono essere ricordati pure Domenico Poli e Franco Bezzini che, pur nel breve periodo del loro incarico, hanno apportato lineamenti e idee originali, comunque mai stravolgendo l'assunto principale già detto.
Il resto è storia recente, dagli anni '90 in poi sarà compito di altri farne resoconti e storia. Comunque il dibattito all'interno del Consiglio Comunale ha sempre avuto ben presenti i momenti ricordati. San Vincenzo come noi la vediamo, è stata costruita negli ultimi trenta anni; il suo volto si è trasformato tanto da risultare quasi irriconoscibile da quel lontano 1949.

Essa è divenuta una delle più importanti città turistiche della fascia costiera, dopo aver bruciato le tappe di un divenire straordinariamente rapido di urbanizzazione e di secolarizzazione. In questi cinquanta anni, San Vincenzo ha assistito al più profondo rivolgimento sociale, economico e culturale della sua storia. Il Consiglio Comunale ne è stato testimone e vero protagonista di questa grande trasformazione. Esso ha saputo essere all'altezza della situazione non solo cittadina.
Persone al cinquantenarioLe grandi lotte civili e sociali che hanno percorso il Paese, hanno avuto una loro eco in questo consesso; così per la ricostruzione e la rapida espansione; per gli anni più drammatici vissuti dalla Repubblica; le crisi politiche, la nascita del movimento studentesco, il terrorismo, la crisi economica con i suoi pesanti effetti sulla vita e l'azione dei Comuni.

Poi, gli anni Ottanta e il nuovo benessere ma, anche, le mancate riforme, il crescere della criminalità, la crisi delle istituzioni e gli effetti deleteri nel rapporto fra cittadini e potere.
Tutto questo ha trovato un riflesso puntuale e, per certi aspetti, sorprendente nel Consiglio che appare specchio fedele di quanto è avvenuto e avviene in Italia, tutto proteso nel dimostrare un'idea fondata sulla "buona amministrazione" .Persone al cinquantenario

Uno degli ultimi atti decisi dal Consiglio, è stato l'acquisto della Torre: monumento simbolo della città.
Essa richiama la battaglia, eternata dal Vasari, risalente al 1 7 agosto 1505. Il fatto d'armi così lontano nel tempo è realmente avvenuto e ci permette di non fare la fatica di reinventarci artificiosamente un passato che, insieme al mare, ci offre là memoria dei luoghi e della potenza dei simboli.

Riappropriarsi di quella eredità antica coniugandola con una vocazione progettuale moderna, nel dimostrare di saper interpretare il territorio senza sconvolgerlo può essere, in ordine di tempo, l'ultimo messaggio che nasce dalla comunità per ribadire la propria identità culturale e sociale.

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