Comune di San Vincenzo (LI)

Storia amministrativa ed elettorale a San Vincenzo

guida alla ricerca
Ricerca assistita
Mentre digiti nella casella di ricerca la funzione di completamento automatico ti offre diverse soluzioni di ricerca
Media bordo
Immagine di San Vincenzo
Logo Comune di San Vincenzo
Storia amministrativa ed elettorale a San Vincenzo
Home » Il Comune » Consiglio Comunale » 1999 - Cinquant'anni di San Vincenzo » Il Programma dei festeggiamenti » Storia amministrativa ed elettorale a San Vincenzo
Media invisibile
1949 - 1999 cinquant'anni di San Vincenzo


dalla prefazione di Gianfranco Benedettini

Copertina lilbro 1949 - 1999 cinquant'anni di San Vincenzo San Vincenzo appare stretta nella morsa tra la collina e il mare allungandosi sulla costa in un reticolo ancora abbastanza decifrabile anche se denso di residenze e, dunque, di costruito.
Il mare non vi penetra assolutamente tanto che, per realizzare il porto turistico, si è stati costretti ad invaderlo sfidando la natura che così non ha voluto.
San Vincenzo è nata sul mare e non gli ha mai voltato le spalle cercando sempre di avere un rapporto con il suo fronte marino nel tentativo di legare le due città che sono nate in questi ultimi cinquanta anni: l'una urbana e, l'altra, lungo il lembo di terra più prossimo al mare, determinate dall'assalto virulento del turismo.
Naturale che la preoccupazione maggiore, fin dal 1951, sia stata quella di ottenere un buon rapporto con quel fronte facendo prevalere, sopra ogni altra considerazione o sulle mode imperanti, una coerenza di fondo che ha impedito ogni stravolgimento del principale assunto derivante dal primo Piano Regolatore Generale: la salvaguardia della fascia costiera dalla speculazione edilizia.
Questo principio ha resistito, nelle sue linee fondamentali, ad assalti molto impetuosi che si sono ripetuti nel corso di questi anni incrinando, qua e là, la pur ferma opposizione del governo locale, senza mai piegarla o, peggio ancora, distorcerla. Il tutto, si pensi bene, in assenza di strumenti di legge ai quali far riferimento certo.
Il fatto è che qui, hanno operato architetti e urbanisti di valore nazionale favoriti, nel loro disegno progettuale, dal dover lavorare, quasi sempre, in campo aperto apportando pochi ritocchi al già costruito. A San Vincenzo, il porto e il mare, il turismo e la città, rappresentano realtà costrette a convivere, il che dà alla città un'identità forte, genuina e piena di energie.
Oltretutto, qualsiasi intervento venga fatto lungo la fascia costiera, ha immediatamente un forte impatto sulla città storica: un'occasione importante per dimostrare come la modernità possa competere con quanto già esiste. Anche se le due realtà non sono riuscite, quasi mai ad entrare in contatto, a causa di un atteggiamento prevalentemente conservativo o per ragioni prettamente urbanistiche, si è cercato di innestare elementi di connessione perpendicolari alla linea del confine marino per raggiungere l'intento prefissato.

Infatti, le città si espandono per cerchi progressivi determinando un graduale decadimento della qualità urbana man mano che ci si allontana dal centro costringendo la parte antica e le parti più nuove ad un serrato e, a volte, conflittuale dialogo che, però, può favorire una ricchezza ed una varietà altrimenti impensabile.
Il territorio di San Vincenzo appare come punteggiato da fazzoletti di terra resi sempre più appetibili alla speculazione anche se numerosi atti consiliari dimostrano la volontà di procedere contro di essa lavorando intorno ad una più nitida definizione del recupero degli spazi residuali.
Fin dagli inizi niente è parso essere lasciato al caso spontaneo; tutto è teso al potenziamento delle attività produttive, commerciali, al diporto e, al tempo stesso, al rilancio delle funzioni ricettive, culturali dando particolare risalto alle dotazioni naturali, ambientali, archeologiche, più prossime o poco distanti.
Questi, nella loro sostanza storica, sono i principi-guida che hanno ispirato la quantità e la qualità delle decisioni prese dagli amministratori sanvincenzini senza distinzioni di sorta, pur nella divisione dei loro ruoli di maggioranza e di minoranza.

Lo sviluppo di San Vincenzo, in questi cinquanta anni, si è progressivamente dipanato dal "caro e amato paesino" dal centro del quale "deve essere allontanato - addirittura - un ovile", al "paesone che non dovrà essere uguale a tanti altri" ma che appare ancora "sparpagliato dappertutto", per diventare città che "ha cambiato e sta cambiando volto, che sta assumendo l'aspetto di una cittadina, che si inserirà a pieno titolo nel novero dei percorsi turistici regionali, nazionali ed internazionali" come ha affermato il Sindaco Carlo Roventini nel 1989.
Da allora sono passati dieci anni. Ad un soffio dal secolo che muore quella frase assume, oggi, un significato che è sotto gli occhi di tutti. Nel grande processo della storia possiamo dire di avere assistito ad un evento che a pochi altri è dato di vedere: la nascita del Comune di San Vincenzo, avvenuta il 3 giugno 1949.
Un caso identico è avvenuto nel 1920 quando Follonica si stacca da Massa M. conquistando l'autonomia alla quale ha guardato da tanti anni. Follonica e San Vincenzo fondano la loro speranza sul mare e rappresentano due casi emblematici. Infatti, in entrambe le situazioni, la frazione di pianura si stacca dal Capoluogo di collina in quel fenomeno che, altre volte, abbiamo definito come la polpa che si divide dall'osso. I sanvincenzini concludono, così, un lungo cammino iniziato immediatamente dopo l'Unità d'Italia, proseguito con decisione nel 1913 e nel 1926, interrotto durante il regime fascista, ripreso, con successo, subito dopo la Liberazione.

Il Comune nasce quando l'Italia si guarda ancora intorno smarrita chiedendosi se la guerra fosse veramente finita mentre, altrove, si sta già pensando ai decenni successivi e al loro effetto che si concluderà con la straordinaria evoluzione che abbiamo conosciuto.
Molti, al tempo, hanno solo sentito parlare delle antiche aspirazioni per l'autonomia; altri hanno addirittura firmato le istanze rivendicatrici muovendosi su un terreno mai sperimentato fino ad allora: quello politico. A San Vincenzo ben poco è cambiato rispetto ai decenni precedenti. Trattasi di un paese agricolo, caratterizzato da grandi e ancora intatte bellezze naturali che si distendono da Monte Calvi alla macchia di Rimigliano.
San Vincenzo è una cittadina sonnolenta di provincia, dove è presente un ceto medio abbastanza agiato accanto ad una povertà dignitosa, ove prevale una cultura popolare profondamente legata al mondo contadino.
La gente, però, assapora il senso nuovo della democrazia partecipata. Le prime elezioni fanno registrare un imponente afflusso alle urne sia per il Referendum del 2 giugno 1946, che per la Costituente ripetendosi nelle prime elezioni amministrative, le ultime tenute sotto il Comune di Campiglia M.ma.

Nell’antico Municipio i consiglieri comunali, eletti dalla comunità sanvincenzina, affrontano una questione sempre respinta: il problema dell'autonomia impegnandosi in una battaglia che si ritrasmette nelle sezioni dei Partiti più rappresentativi: comunisti, democristiani e socialisti.
Il gioco politico-amministrativo degli anni successivi si basa sulla alleanza della Sinistra assegnando alla Dc il ruolo di opposizione.
I comunisti potrebbero far da soli fin dall'inizio ma prevale in loro la politica delle alleanze e, in nome di essa, cedono per ben tre volte la massima carica cittadina ai socialisti. Ciò non si verifica in nessun altro Comune della Provincia di Livorno ed è un fatto che deve essere tenuto in debito conto quando si analizza quanto è accaduto in questo Comune.
San Vincenzo, nei suoi cinquanta anni di storia, è caratterizzata da quattro momenti di fondo.

Il primo, legato al nome di Osvaldo Mischi, va dal 1951 al 1964, tutto proteso a far crescere la consapevolezza della avvenuta autonomia che si identifica nel Palazzo simbolo del potere antico, quello degli Alliata. Da casa dei Conti-padroni a casa del Comune del popolo: qui sta tutto intero il senso del mutamento epocale avvenuto.
Il secondo, legato al nome di Lido Giomi, va dal 1965 al 198O, durante il quale prende corpo la "San Vincenzo nuova" basata sulla pubblicizzazione della fascia costiera, la creazione del Parco di Rimigliano, la ristrutturazione del centro urbano, lo spostamento più a monte dell' Aurelia e la costruzione del Porto.
Il terzo, legato al nome di Loriano Mencarelli, giunge alle soglie degli anni Novanta durante i quali si realizza la "San Vincenzo più bella" che, alla luce di quanto è avvenuto, non è un semplice slogan ma realtà concreta.
Il quarto, legato al nome di Carlo Roventini, arriva alla contemporaneità, con il Comune che si evolve sempre più verso la forma azienda e ad una realtà più estesa, anche dal punto di vista istituzionale.
Insieme a questi Sindaci debbono essere ricordati pure Domenico Poli e Franco Bezzini che, pur nel breve periodo del loro incarico, hanno apportato lineamenti e idee originali, comunque mai stravolgendo l'assunto principale già detto. In particolare, deve essere ricordato Giovanni Fratini, che nei suoi sette anni di mandato, ha continuato l'azione precedente conseguendo ottimi risultati che lo hanno portato, successivamente, ad occupare alti incarichi di livello regionale.

Il dibattito all'interno del Consiglio comunale ha sempre avuto ben presenti i momenti ricordati. San Vincenzo come noi la vediamo, è stata costruita negli ultimi trenta anni; il suo volto si è trasformato tanto da risultare quasi irriconoscibile da quel lontano 1949.
Essa è divenuta una delle più importanti città turistiche della fascia costiera, dopo aver bruciato le tappe di un divenire straordinariamente rapido di urbanizzazione e di secolarizzazione. In questi cinquanta anni, San Vincenzo ha assistito al più profondo rivolgimento sociale, economico e culturale della sua storia.
Il Consiglio comunale ne è stato testimone e vero protagonista di questa grande trasformazione. Esso ha saputo essere all'altezza della situazione non solo cittadina.

Le grandi lotte civili e sociali che hanno percorso il Paese, hanno avuto una loro eco in questo consesso; così per la ricostruzione e la rapida espansione; per gli anni più drammatici vissuti dalla Repubblica; le crisi politiche, la nascita del movimento studentesco, il terrorismo, la crisi economica con i suoi pesanti effetti sulla vita e l'azione dei Comuni.
Poi, gli anni Ottanta e il nuovo benessere ma, anche, le mancate riforme, il crescere della criminalità, la crisi delle istituzioni e gli effetti deleteri nel rapporto fra cittadini e potere.
Tutto questo ha trovato un riflesso puntuale e, per certi aspetti, sorprendente nel Consiglio che appare specchio fedele di quanto è avvenuto e avviene in Italia, tutto proteso nel dimostrare un'idea fondata sulla "buona amministrazione".
Uno degli ultimi atti decisi dal Consiglio, è stato l'acquisto della Torre: monumento simbolo della città.
Essa richiama la battaglia, eternata da Vasari, risalente alI? agosto 1505. Il fatto d'armi così lontano nel tempo è realmente avvenuto e ci permette di non fare la fatica di reinventarci artificiosamente un passato che, insieme al mare, ci offre la memoria dei luoghi e la potenza dei simboli. Riappropriarsi di quella eredità antica coniugandola con una vocazione progettuale moderna, nel dimostrare di saper interpretare il territorio senza sconvolgerlo può essere, in ordine di tempo, l'ultimo messaggio che nasce dalla comunità per ribadire la propria identità culturale e sociale

Condividi questo contenuto

- Inizio della pagina -

Comune di San Vincenzo
Via Beatrice Alliata, 4 - 57027 San Vincenzo (LI) Tel. 0565 707111 - Fax 0565 707299
P.I. 00235500493 - Codice univoco Ente per fatturazione elettronica: UFLKLG
Indirizzo PEC: comunesanvincenzo@postacert.toscana.it

IBAN: IT 25 E 03599 01800 000000139193 - Cassa Centrale Banca - Credito Cooperativo del Nord Est S.p.A.
Agenzia di San Vincenzo (LI) - Tesoreria presso Banca di Credito Cooperativo di Castagneto C.cci
Il portale del Comune di San Vincenzo (LI) è un progetto realizzato da ISWEB S.p.A. con la soluzione eCOMUNE

Il progetto Comune di San Vincenzo (LI) è sviluppato con il CMS ISWEB® di Internet Soluzioni Srl www.internetsoluzioni.it