La storia della frazione collinare di San Carlo

San Carlo ha origini antichissime. Alcuni ritrovamenti di selci ne fanno risalire la storia al paleolitico. La presenza di giacimenti metallici ha fatto sì che San Carlo fosse comunque sempre abitata anche nelle epoche successive, dagli Etruschi ai Romani, fino al medioevo con l'insediamento della Rocca di Biserno.
Intorno al 1500, con la caduta di Pisa, i territori di San Carlo passarono sotto l'egida fiorentina e quindi del Granducato di Toscana, con la conseguente annessione ai territori di Campiglia, fino all'unità d'Italia.
Abbandonata la Rocca di Biserno, la zona di San Carlo non ha più presentato aree abitative fisse, ma solo temporanee per lo scavo dei numerosi metalli presenti in zona, oppure per le attività di transumanza provenienti dal pistoiese, carrarese, lucchese ecc.
Per trovare il toponimo San Carlo bisogna attendere il 1872. Ma è solo 50 anni dopo che San Carlo inizia ad assumere la fisionomia moderna, con l'arrivo dell'azienda belga Solvay ed il suo interessamento per i giacimenti di calcare in zona.
Fino al 1950 circa (nel 1949 San Vincenzo divenne comune autonomo con San Carlo unico abitato collinare) l'azienda realizza un vasto piano di costruzioni come le case per gli operai della cava, la colonia montana, il cinematografo, ecc. La successiva riconversione del lavoro da manuale a meccanico determinò l'inevitabile declino occupazionale della zona, con il conseguente abbandono dell'abitato in favore di San Vincenzo. Oggi San Carlo conta circa 400 abitanti. Dopo le vicissitudini estrattivo-minerarie, tutta la zona di San Carlo ha scoperto la vocazione naturalistica legata alla bellezza paesaggistica del territorio, alla integrità della sua campagna e alla sua collocazione nel cuore delle colline della Val di Cornia.

Una rara immagine di San Carlo negli anni '30. Foto pubblicata per gentile concessione della società Solvay Chimica.