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SAN VINCENZO immagini a confrontoIl Comune di San Vincenzo compie trent'anni. Tanti ne sono passati da quando un'aspirazione ultradecennale della popolazione si fece realtà. Trent'anni sono molti nella vita: fanno un uomo, consolidano una istituzione, rafforzano esperienze, qualificano le vocazioni, esaltano le peculiarità. I turisti di trent'anni fa erano poche centinaia e venivano a San Vincenzo a ricordarci una fortuna che apparteneva solo a pochi. Oggi sono migliaia e i tre mesi estivi della nostra città sono una fucina. Tutti lavorano anche quelli, e sono rari, che non si trovano sul mercato del lavoro negli altri mesi dell'anno. In una sola stagione si mette da parte quanto occorre per tutto l'anno e si arrotondano i precari bilanci familiari.
Sembra tutto piano e tutto facile e noi vorremmo che fosse così ma esistono problemi rilevanti e quotidiani che questa frotta enorme di villeggianti del turismo di massa apre, soprattutto, al Comune.
Intanto c'è da dire che si sta consolidando il fenomeno dell'aumento degli arrivi mentre le presenze, indice della permanenza del turista, calano sensibilmente. I prezzi sono andati alle stelle e rimanere a lungo diventa dispendioso e per diverse migliaia di persone non rimane che la soluzione del pendolarismo città-mare. Per noi i problemi maggiori sono l'inquinamento e la pulizia delle acque, delle spiagge, il rifornimento dell'acqua, la garanzia dei servizi. Non si può certo negare che questo tratto di mare sia uno dei più puliti d'Italia o comunque uno dei più tollerabili per una zona di intensa balneazione come la nostra che, pure, comprende Donoratico e Cecina.

Neppure si può negare che lo sviluppo delle strutture ricettive per il turismo sia avvenuto senza turbare il paesaggio o stravolgere l'equilibrio dell'ambiente. Dietro le prime villette di stile liberty che si vedono in questa pubblicazione, significativamente intitolata «Immagini a confronto», non sono sorti grattacieli che interrompono la linearità del panorama costiero; gli alberghi, le pensioni, le sale da ballo, i parchi gioco hanno mantenuto caratteristiche accettabili e comunque abbiamo evitato lo scempio che, purtroppo, caratterizza altre zone pure vicine a noi. San Vincenzo triplica e quasi quadruplica i suoi abitanti nei mesi caldi; servizi e infrastrutture sono messe a dura prova. Diventano acuti i problemi legati ai rifiuti civili e degli scarichi urbani: entrambi immensi, richiedono impegni finanziari di miliardi. Abbiamo cercato di affrontare il primo insieme al comune di Campiglia M.ma ma il secondo dobbiamo affrontarlo da soli perché è un problema che riguarda solo noi e il sole dell'estate non cancella di certo. Come si vede a San Vincenzo prevale il fattore turistico e non poteva che essere così per una città che ha assunto caratteristiche di terziarizzazione specializzata che prevale su tutti e su tutto anche se sappiamo bene che non è dato assoluto.
Eppure ci sembra di poter dire che il patrimonio storico della nostra popolazione che affonda le sue radici nel lavoro, nella caparbia volontà a fare da sé, assume valore civile e morale che non smetteremo mai di evidenziare e di esaltare non come municipalismo riemergente ma come peculiarità consolidata in questi trent'anni di autonomia comunale. Il nostro turismo non è di marca elitaria: è popolare.
Sono migliaia di famiglie operaie, di lavoratori che dall' entroterra della Toscana, dell'Alta Italia, vengono a San Vincenzo e fanno la nostra economia. Anche i molti turisti esteri hanno queste caratteristiche sociali. Questa massa di concittadini ci pone di fronte i problemi legati alla riorganizzazione ed alla programmazione della struttura produttiva sanvincenzina.
Alberghi, pensioni, stabilimenti balneari, campings, ritrovi hanno problemi di ristrutturazione, adeguamento, miglioramento, nuove esperienze di gestione. C’è anche la questione dell'ambiente sempre da difendere e quella della riconquista di settori sempre più vasti di spiaggia messi in forse dagli elementi naturali. Allora operazioni come quella del Parco di Rimigliano o dell' acquisizione pubblica del resto di pineta di Rimigliano, acquistano un significato preciso in questa direzione e bastano, da sole, a dare il senso di quel che vogliamo fare per il consolidamento di San Vincenzo.
Non esiste solo turismo o attività legate ad esso.
Pure è presente la produzione agricola il cui tessuto vede la prevalenza della piccola e media proprietà che trae dalla terra ottime fonti di reddito e per essa si impone, comunque, una ristrutturazione che di più la colleghi alla attività prevalente di San Vincenzo.
Molti cittadini lavorano nei complessi industriali di Piombino, altri a Rosignano Solvay. Noi sentiamo, vivamente preoccupati, che accanto alla laboriosità delle popolazioni, alla saggia ed oculata amministrazione delle risorse disponibili si contrappone l'inerzia e, in qualche caso, il cattivo uso degli interventi dello Stato nel settore delle grandi infrastrutture. Esempio tipico è il ritardo col quale si affrontano le attività estrattive, il settore della metalmeccanica e della chimica che, guarda caso, sono settori importanti per la zona nella quale gravita San Vincenzo. Altrettanto preoccupati siamo per la questione gravissima dell'Aurelia, prima arteria nazionale, che presenta una incredibile strozzatura da Livorno a Grosseto, tale da provocare forti ed intollerabili costi aggiuntivi per l'allungamento dei tempi di percorrenza al trasporto merci che è, in questo tratto, intensissimo (pensiamo alla strada della Principessa che scarica su San Vincenzo il traffico da e per Piombino); costi umani che giungono a provocare un intollerabile numero di incidenti sempre più spesso mortali.
San Vincenzo fu il primo Comune livornese ad imporre un tracciato alternativo al!' Aurelia ma quell' esperimento positivo oggi non basta più. Noi insistiamo sul progetto di varianti approvato nel Conve-gno di Cecina del I973 in quanto esse appaiono facilmente realizzabili in tempi rapidi e con costi non eccessivamente alti.
Sono inoltre presenti le attività artigianali e quelle commerciali globalmente adeguate alle necessità della città ma che naturalmente riproducono le carenze nazionali del settore quali la polverizzazione, lo scarso associazionismo ecc. Come si vede in questi trenta anni San Vincenzo è progredita nella realtà nazionale con le sue specificità che non sono bastate però a correggere le debolezze della società e dell'economia: anche da noi esiste il problema dell'occupazione giovanile, dell'economia sommersa e del lavoro nero. Per concludere vorrei ricordare l'azione intensa, appassionata e costruttiva svolta dai due Sindaci Osvaldo Mischi e Lido Giomi (fra i due esiste un breve periodo in cui fu Sindaco Domenico Poli), due uomini che molto hanno dato e danno allo sviluppo di San Vincenzo e rivolgere un cordiale, sincero ed affettuoso saluto e ringraziamento a chi sceglie San Vincenzo per le sue vacanze. Nostra intenzione, come rappresentante della comunità sanvincenzina, è quella di qualificare e rafforzare i vincoli di amicizia che in questi anni sono sorti con loro, di qualificare le strutture, di rendere sempre più accogliente la città con la responsabilità che ci proviene dalla consapevolezza che San Vincenzo è città nella quale non si vive solo tre mesi dell'anno con le tensioni e i problemi che tutto ciò porta con sé a livello del sociale, politico e culturale.


GIOVAN BATTISTA FRATINI
Sindaco di San Vincenzo

I0 agosto 1979

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