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Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale - I Consiglieri

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Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale - I Consiglieri
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CAPO I - RISERVA DI LEGGE

 

ART. 5 - Ambito di competenza regolamentare


1. Salvo che per le materie espressamente riservate a leggi speciali ed allo statuto comunale, l’attività del Consiglio Comunale, i diritti dei Consiglieri, le modalità di convocazione del Consiglio e delle commissioni consiliari, i procedimenti di presentazione, discussione ed approvazione delle proposte, il numero dei Consiglieri necessari per la validità delle sedute, le modalità di utilizzo delle risorse finanziarie del Consiglio Comunale ed in genere tutti gli aspetti inerenti il funzionamento del Consiglio Comunale sono disciplinati dal presente regolamento.


CAPO II - DIRITTI DEI CONSIGLIERI

 

ART. 6 - Diritto di iniziativa


I Consiglieri hanno diritto di iniziativa su ogni questione da sottoporre a deliberazione consiliare e lo esercitano mediante proposte di deliberazione o mediante presentazione di emendamenti alle deliberazioni iscritte all'ordine del giorno.

La proposta di deliberazione, formulata per scritto ed accompagnata da una relazione illustrativa, deve essere inviata al Sindaco, che la trasmette al Segretario Comunale per l'istruttoria come previsto dalle vigenti disposizioni di legge.

Tale proposta di deliberazione, una volta completata la fase istruttoria, viene trasmessa al Sindaco per l'eventuale esame in sede di commissione consiliare nonché per l'inserimento all'ordine del giorno della prima seduta consiliare utile indicando il consigliere proponente.

Qualora la proposta non rientri nelle competenze consiliari, non sia legittima o sia priva di copertura finanziaria, il Sindaco ne dà comunicazione al consigliere proponente.

Salvo casi di forza maggiore opportunamente motivati, la fase istruttoria di ogni proposta di deliberazione deve essere conclusa entro trenta giorni dalla data di deposito all'ufficio protocollo della proposta stessa.

Il diritto di iniziativa può essere esercitato dai Consiglieri singolarmente o congiuntamente.

ART. 7 - Diritto di presentare interrogazioni e mozioni


I Consiglieri hanno diritto di presentare interrogazioni e mozioni scritte al Sindaco.

L'interrogazione consiste in una richiesta scritta e firmata di informazioni circa la sussistenza o la verità di un fatto determinato, e se il fatto risulta vero, quali provvedimenti ha già adottato o intende adottare l'organo comunale competente.

La mozione consiste in una proposta scritta e firmata al Consiglio Comunale relativa all'esercizio di funzioni di indirizzo e controllo da parte del Consiglio Comunale, nonché alla promozione di interventi o iniziative da parte degli organi comunali o degli enti, aziende o istituzioni costituite dal Comune o di cui fa parte. La mozione si conclude con una risoluzione dal Consiglio Comunale adottata una votazione analoga a quella delle deliberazioni.

Le interrogazioni e le mozioni sono indirizzate al Sindaco, che le sottoporrà all'esame del Consiglio Comunale nella prima adunanza consiliare utile. Qualora ciò non sia possibile, il Sindaco ne darà comunicazione motivata ai consiglieri interessati. La trattazione delle interrogazioni e delle mozioni non può essere rinviata per più di due sedute successive alla data di presentazione.

L'inserimento delle interrogazioni e delle mozioni nell'ordine cronologico degli argomenti in trattazione spetta al Sindaco nell'ambito del proprio potere di compilazione dell'ordine del giorno delle sedute consiliari.

I Consiglieri possono presentare interrogazioni e mozioni sia singolarmente che congiuntamente.

ART. 8 - Diritto di richiesta di convocazione


1. Il diritto di richiesta di convocazione del Consiglio Comunale non può essere esercitato singolarmente ma la relativa richiesta deve essere fatta da un numero minimo di Consiglieri stabilito dalla legge comunque non inferiore ad un quinto dei Consiglieri assegnati al Comune.

2. la richiesta di convocazione deve essere scritta, specificare in modo chiaro l’oggetto o gli oggetti in discussione e firmata da tutti i Consiglieri richiedenti.

3. Il termine entro il quale il Presidente deve convocare il Consiglio Comunale decorre dalla data di acquisizione della richiesta al protocollo generale.

4. Prima della convocazione il Presidente del Consiglio Comunale è tenuto a sentire la conferenza dei Capigruppo.

5. Qualora fra gli oggetti in discussione vi siano interrogazioni, mozioni o proposte di deliberazione che non possono oggettivamente o materialmente essere poste in discussione o in approvazione, il Presidente del Consiglio deve darne comunicazione tempestiva ai richiedenti i quali possono confermare la richiesta originaria, modificarla o revocarla.

6. In caso di inosservanza, previa diffida, dell’obbligo di convocazione, l’organo competente a provvedervi convoca il Consiglio Comunale nel rispetto delle modalità stabilite dal presente regolamento.

ART. 9 - Esercizio del diritto di informazione


1. Il diritto dei Consiglieri Comunali di ottenere le informazioni si esercita mediante richiesta dalla quale emerga che la notizia o il documento che si richiede è finalizzata all’espletamento del mandato elettorale.

2. Le proposte di deliberazione, complete di tutti gli elementi istruttori, di allegati e pareri, dattiloscritte ed inserite nelle rete informatica, devono essere messe a disposizione dei Consiglieri Comunali per il loro esame in apposito locale almeno due giorni non festivi prima della seduta del Consiglio.

CAPO III - ESERCIZIO DEL MANDATO ELETTIVO

 

ART. 10 - Entrata in carica


I Consiglieri entrano in carica all'atto della proclamazione o, in caso di sostituzione, non appena il Consiglio ha adottato la relativa deliberazione.

ART. 11 - Rappresentanza e responsabilità


I Consiglieri rappresentano l'intera comunità cittadina ed esercitano le loro funzioni senza vincolo di mandato.

Ciascun Consigliere e' responsabile personalmente in relazione ai voti espressi sui singoli atti deliberativi.

ART. 12 - Partecipazione alle adunanze


Il Consigliere Comunale è tenuto partecipare a tutte le adunanze del Consiglio. Ogni sua assenza deve essere giustifica.

Il Consigliere è tenuto ad informare il Segretario verbalizzante, perché ne prenda nota a verbale, nel caso che si assenti definitivamente dall'aula durante l'adunanza.

ART. 13 - Astensione obbligatoria


Ogni Consigliere Comunale deve astenersi da prendere parte direttamente o indirettamente in servizi, esazioni, forniture e somministrazioni continuative o ricorrenti, appalti, concessioni di lavori, gestioni di servizi, incarichi professionali remunerati, riguardanti il Comune, le istituzioni, aziende ed organismi dallo stesso dipendenti o soggetti al suo controllo politico-amministrativo.

Tale obbligo sussiste sia quando si tratta di interesse proprio del Consigliere, sia del coniuge e/o di suoi parenti o affini fino al quarto grado.

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