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Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale - Funzionamento del Cons

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Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale - Funzionamento del Cons
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CAPO I - CONVOCAZIONE

 

ART. 14 - Convocazione


1. La convocazione del Consiglio Comunale è disposta in ogni caso con avviso scritto dal presidente del Consiglio Comunale.

2. L’avviso di convocazione è consegnato ad ogni Consigliere entro il termine prescritto ed è reso noto ai soggetti indicati nei successivi articoli mediante idonee forme di pubblicità.

ART. 15 - Avviso di convocazione


L'avviso di convocazione del Consiglio Comunale dovrà contenere:

a) l'ordine del giorno dei lavori, come specificato al successivo art. 20;

b) il giorno, l'ora ed il luogo di convocazione;

c) la sede dove si svolge la seduta consiliare;

d) l’indicazione della seduta, se essa è pubblica o segreta e se la seduta è convocata con procedura di urgenza;

e) a chi appartiene l'iniziativa di convocazione;

f) luogo, data e firma di chi ha effettuato la convocazione;

In caso di aggiornamento dei lavori consiliari ad altra seduta, l'avviso deve essere notificato ai soli Consiglieri assenti, almeno ventiquattro ore prima della seduta stessa.

ART. 16 – Sedute consiliari


1. Il Consiglio Comunale si riunisce per singole sedute preventivamente convocate nei modi stabiliti dal presente regolamento.

2. Se il Presidente prevede che la durata della seduta si protragga oltre la fine del giorno in cui ha luogo, lo deve specificare nell’avviso di convocazione.

3. Fermo restando l’obbligo di esame in sede di commissione consiliare, il procedimento di approvazione del bilancio di previsione e del rendiconto di gestione è disciplinato dalla legislazione in materia di ordinamento degli enti locali e dal regolamento comunale di contabilità.

4. La seduta della commissione consiliare nella quale si esamina il bilancio di previsione ed il rendiconto di gestione non può avere luogo nel giorno in cui è convocata la seduta del Consiglio Comunale per l’approvazione o in quello precedente.

5. I dirigenti sono tenuti a partecipare alle sedute consiliari per fornire i necessari chiarimenti.

ART. 17 - Consegna avvisi convocazione


L'avviso di convocazione deve essere consegnato ad ogni Consigliere dal messo comunale.

La consegna viene effettuata secondo le modalità previste dalla legge per le notifiche degli atti amministrativi.

La dichiarazione di avvenuta consegna può comunque avere forma di elenco- ricevuta, comprendente i nominativi di tutti i Consiglieri, sul quale sono apposte le firme dei Consiglieri o di chi si incarica di ricevere l’avviso, e quella del messo.

Ai Consiglieri che non risiedono nel Comune, che non abbiamo comunicato per scritto al Sindaco il recapito nel territorio comunale e la persona incaricata di ricevere l'avviso di convocazione, lo stesso sarà inviato al luogo di residenza mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento.

Ai fini della consegna dell’avviso di convocazione i Consiglieri Comunali possono eleggere domicilio presso la segreteria comunale mediante dichiarazione scritta. In tal caso il Consigliere è avvertito dell’avvenuto deposito secondo le modalità da lui specificate nella dichiarazione di elezione del domicilio.



ART 18 - Consegna e modifica dell’avviso di convocazione


L’avviso di convocazione è consegnato prima della seduta ed entro il termine stabilito dallo statuto comunale.

L’avviso di convocazione deve essere consegnato almeno ventiquattro ore prima di quella fissata per l’inizio della seduta in caso di:

a) integrazione all’ordine del giorno per motivi sopravvenuti dopo la sua formazione;

b) convocazione di sedute per l’adozione o l’approvazione di atti di particolare urgenza o la cui mancata adozione o approvazione può costituire un pregiudizio per il Comune.

ART. 19 - Adunanze convocate d'urgenza


Possono essere convocate adunanze d'urgenza:

a) nel caso in cui debbano essere adottate deliberazioni in tempi ristretti per cause sopravvenute dopo l'ultima adunanza consiliare, quando il ritardo nell'adozione comporti grave pregiudizio;

b) nel caso in cui si verifichino gravi e sopravvenuti eventi di portata generale su cui il Consiglio Comunale debba esprimersi.

ART. 20 - Ordine del giorno


L'ordine del giorno dei lavori consiste nell'elenco degli argomenti da trattare nelle adunanze consiliari.

Gli argomenti da inserire all’ordine del giorno ed il loro ordine cronologico di trattazione è stabilito dal Presidente del Consiglio Comunale sentita la conferenza dei Capigruppo Consiliari che è convocata con ogni mezzo utile.

L'ordine del giorno, deve essere compilato in modo da consentire l'esatta conoscenza dell'argomento che viene trattato.

Oltre ad essere affisso all'albo pretorio e consegnato ai Consiglieri Comunali secondo le modalità di cui al precedente art. 17, l'ordine del giorno e' inviato a cura del Sindaco:

- ai Dirigenti e Responsabili dei Settori;

- agli organi di informazione, che hanno sede o recapiti nel Comune o nei Comuni limitrofi;

- agli organi di partecipazione popolare previsti dallo statuto;

- al difensore civico;

- alla forza pubblica.

Per le adunanze il Sindaco dispone la pubblicazione ed affissione di manifesti che pubblicizzano la convocazione del Consiglio Comunale.

CAPO II - ORDINAMENTO DELLE ADUNANZE

 

ART. 21 - Sede


Le adunanze del Consiglio Comunale si tengono in apposita sala ubicata nel Palazzo della Cultura, vicino alla sede municipale, salvo che per causa di forza maggiore debba essere reperita un'altra sede.

ART. 22 - Presidenza della seduta


Prima dell’inizio della trattazione degli argomenti all’ordine del giorno, salvo casi speciali stabiliti dalla legge, la presidenza del Consiglio Comunale è assunta dal soggetto indicato dall’art. 43 bis dello statuto comunale.

In caso di assenza o impedimento del Presidente del Consiglio Comunale la presidenza è assunta dal Vice Sindaco o, se assente, dall’Assessore più anziano di età purchè facente parte del Consiglio Comunale.

ART. 23 - Compiti e poteri del Presidente


1. Il Presidente rappresenta l’intero Consiglio Comunale, ne tutela la dignità del ruolo ed assicura l’esercizio delle sue funzioni.

2. Egli:

- apre e chiude ogni seduta;
- assicura il buon andamento dei lavori e garantisce la trattazione degli argomenti secondo l’ordine prestabilito;
- garantisce il rispetto della legge, dello statuto e del presente regolamento;
- concede la parola ai Consiglieri secondo l’ordine di richiesta;
- fa rispettare il termine della discussione ed i tempi di intervento concordati con i Capigruppo consiliari;
- pone e precisa il contenuto delle proposte e degli argomenti sui quali si discute o si vota;
- sovrintende alle operazioni di voto e proclama i risultati delle votazioni;
- nomina gli scrutatori all’inizio di ogni seduta in cui deve avere luogo almeno una votazione a scrutinio segreto.

3. Il Presidente esercita i poteri necessari per mantenere e garantire l’ordinato e regolare svolgimento delle sedute. In caso di tumulti, disordini o azioni di disturbo che impediscono il regolare espletamento delle sue funzioni il Presidente può sciogliere la seduta.

ART. 24 - Scrutatori


All'inizio della seduta, dopo l'effettuazione dell'appello, il Presidente nomina fra i Consiglieri tre scrutatori per le operazioni inerenti la votazione a scrutinio segreto.

Di tali scrutatori almeno uno deve appartenere ai gruppi di minoranza.

Nel verbale della seduta deve essere dato atto che la votazione e' stata effettuata con l'assistenza degli scrutatori, che ne hanno verificato l'esito.

Le schede della votazione risultate regolari vengono distrutte dopo la votazione, mentre quelle contestate vengono sottoscritte dagli scrutatori e conservate agli atti.

ART. 25 - Validità delle sedute


Il Consiglio Comunale non può adottare provvedimenti se non sono presenti almeno un terzo dei Consiglieri assegnati al Comune escluso il Sindaco.
Il numero dei presenti è accertato per appello nominale dal Presidente del Consiglio con l’assistenza del Segretario Comunale e viene annotato nel verbale.

L’appello avviene entro un’ora da quella risultante nell’avviso di convocazione. Se viene appurata la mancanza del numero di Consiglieri sufficiente per adottare provvedimenti, il Presidente ne fa prendere atto nel verbale e dichiara deserta la seduta .Viceversa dichiara aperta la seduta.

ART. 26 - Numero legale durante la seduta


Dopo l'appello effettuato all'inizio dell'adunanza, si presume la presenza in aula del numero dei Consiglieri richiesto per la legalità della riunione. I Consiglieri che entrano o che si assentano dall'adunanza dopo l'appello, sono tenuti a darne avviso al Segretario Comunale. Se risulta che il numero dei Consiglieri e' inferiore a quello necessario, il Presidente dispone la sospensione temporanea dell'adunanza, dopo la quale viene effettuato un nuovo appello dei presenti. Ove dallo stesso risulti che il numero dei presenti e' tuttora inferiore a quello prescritto per la validità dell'adunanza, questa viene dichiarata deserta per gli argomenti a quel momento rimasti da trattare. Di ciò viene preso atto a verbale, indicando il numero dei Consiglieri presenti al momento della chiusura della riunione.

I Consiglieri che escono dalla sala prima della votazione non si computano nel numero necessario a rendere legale l'adunanza.

ART. 27 - Adunanze di seconda convocazione


abrogato

ART. 28 - Partecipazione dell'Assessore non Consigliere


Gli Assessori non Consiglieri Comunali partecipano alle adunanze del Consiglio senza diritto di voto, e non possono essere computati fra i presenti per la legalità delle sedute.

CAPO III PUBBLICITA' DELLE SEDUTE

 

ART. 29 - Sedute pubbliche


Le sedute del Consiglio Comunale sono di norma pubbliche salvo quanto riferito negli articoli seguenti.

ART. 30 - Sedute segrete


Le sedute del Consiglio sono segrete quando vengono trattate questioni concernenti persone, che comportino apprezzamenti e giudizi discrezionali sulle capacità, moralità, correttezza l'esame di fatti e circostanze, che richiedono valutazioni sulle qualità morali, attitudini, meriti e demeriti degli interessati.

Qualora abbia luogo una votazione in seduta segreta, questa deve avvenire a scrutinio segreto.

Di norma vengono individuati nel provvedimento di convocazione gli argomenti da esaminare in seduta segreta.

Tuttavia se durante la trattazione degli affari in seduta pubblica viene ravvisata la necessità della seduta segreta, o se, viceversa, in una seduta segreta viene ravvisata l'insussistenza dei motivi di segretezza, su proposta motivata del Presidente e con il voto favorevole della maggioranza dei presenti, espresso in modo palese, il Consiglio delibera il passaggio dall'uno all'altro tipo di seduta.

Durante la seduta segreta resta in aula il Segretario verbalizzante, che e' tenuto al segreto d'ufficio.

ART. 31 - Sedute aperte


Quando ricorrano particolari motivi di ordine sociale e politico, il Sindaco può convocare il Consiglio Comunale in seduta aperta, alla quale sono invitati i cittadini, i rappresentanti dello Stato, della Regione, della Provincia, di altri Comuni o di associazioni operanti nella società civile interessate alle questioni da trattare. I presenti hanno diritto di parola oltre ai Consiglieri.

Durante le sedute aperte non possono essere adottati gli ordinari atti di competenza consiliare ne' tanto meno essere assunti impegni di spesa.

CAPO IV - DISCIPLINA DELLE ADUNANZE

 

ART. 32 - Disciplina delle adunanze


Nella discussione degli argomenti i Consiglieri Comunali hanno il più ampio diritto di esprimere apprezzamenti, critiche, rilievi e censure. Essi devono riguardare atteggiamenti, opinioni e/o comportamenti politico-amministrativi.

ART. 33 - Ordine della discussione


I Consiglieri prendono posto in aula nei posti assegnati al gruppo di appartenenze. La dislocazione dei gruppi consiliari nella sala consiliare è stabilita dal Presidente sentiti i Capigruppo consiliari.

I Consiglieri partecipano alle adunanze seduti nei posti loro assegnati e parlano dal loro posto, rivolti al Presidente ed al Consiglio.

I Consiglieri che intendono parlare ne fanno richiesta al Presidente all'inizio del dibattito od al termine dell'intervento di un collega.

Debbono essere evitate le discussioni ed i dialoghi fra i Consiglieri. Ove essi avvengano, il Presidente deve intervenire togliendo la parola a tutti coloro che hanno dato origine al dialogo, mantenendola al Consigliere iscritto a parlare.

Solo al Presidente e' permesso di interrompere chi sta parlando, per richiamo al regolamento od ai termini di durata degli interventi dello stesso stabiliti.

Ogni intervento deve riguardare unicamente la proposta in discussione. In caso contrario il Presidente richiama all'ordine il Consigliere e, ove lo stesso persista nel divagare, gli inibisce di continuare a parlare.

Nessun intervento, quando sia contenuto nei limiti fissati dal regolamento, può essere interrotto per la sua continuazione nell'adunanza successiva.

ART. 34 - Comportamento del pubblico


Il pubblico che assiste alle adunanze del Consiglio deve restare nell'apposito spazio allo stesso riservato, tenere un comportamento corretto, astenersi, da ogni manifestazione di assenso o dissenso dalle opinioni espresse dai Consiglieri o dalle decisioni adottate dal Consiglio.

Non e' consentita l'esposizione di cartelli, striscioni e l'uso di qualsiasi altro mezzo che interferisca con l'esercizio delle funzioni del Consiglio o rechi disturbo allo stesso.

I poteri per il mantenimento dell'ordine nella parte della sala destinata al pubblico spettano discrezionalmente al Presidente, che li esercita avvalendosi, ove occorra, dell'opera del messo comunale che a tal fine e' sempre comandato di servizio per le adunanze del Consiglio Comunale, alla diretta dipendenza del Presidente.

La forza pubblica può intervenire solo su richiesta del Presidente e dopo che sia stata sospesa o tolta la seduta.

Quando da parte di persone che assistono all'adunanza viene arrecato turbamento ai lavori della stessa od al pubblico presente, il Presidente dopo averle verbalmente diffidate a tenere un comportamento conforme a quanto stabilito dal primo comma, può ordinarne l'allontanamento dalla sala fino al termine dell'adunanza.

Quando nella sala delle adunanze si verificano disordini e risultano vani i richiami del Presidente, egli abbandona il seggio e dichiara sospesa la riunione fino a quando non riprende il suo posto. Se alla ripresa dell'adunanza i disordini proseguono il Presidente, udito il parere dei Capigruppo, la dichiara definitivamente interrotta. Il Consiglio sarà riconvocato, con le modalità stabilite dal regolamento per il completamento dei lavori.

Dopo l'entrata in vigore del presente regolamento il Sindaco, d'intesa con i Capigruppo, fa predisporre l'illustrazione delle norme di comportamento del pubblico previste dal presente articolo, che viene esposta all'ingresso della sala delle adunanze.

ART. 35 - Ammissione di funzionari e consulenti in aula


Il Presidente, può invitare nella sala i funzionari comunali perché effettuino relazioni o diano informazioni e quant'altro risulti necessario.

Possono essere altresì invitati consulenti esperti e professionisti per fornire illustrazioni e chiarimenti.

Effettuate le comunicazioni e risposto ad eventuali quesiti rivolti dal Presidente o dai Consiglieri, i predetti funzionari e consulenti vengono congedati e restano a disposizione se in tal senso richiesti.

CAPO V - VERBALIZZAZIONE

 

ART. 36 - Partecipazione del Segretario del Comune alle sedute


Il Segretario del Comune partecipa alle sedute consiliari e può intervenire per fornire chiarimenti ed informazioni per facilitare l'esame degli argomenti in discussione.

Egli cura la redazione del verbale dell'adunanza.

Per la stesura dello stesso può essere coadiuvato da personale della Segreteria addetto alle operazioni di registrazione e trascrizione degli interventi.

Quando il Segretario è obbligato a non partecipare alla seduta le sue funzioni vengono svolte dal Vice Segretario che lo sostituisce anche in caso di assenza, impedimento o vacanza temporanea nei modi previsti dalla legge e dallo statuto.

ART. 37 - Verbale dell'adunanza


Il verbale dell'adunanza costituisce l'unico atto pubblico valido a documentare le opinioni espresse e le deliberazioni adottate dal Consiglio e se trattasi di seduta in sessione ordinaria o straordinaria.

Il verbale deve dare fedele resoconto dell'andamento della seduta consiliare e contenere il testo integrale della parte dispositiva della deliberazione, nonché il numero dei presenti e dei voti favorevoli e contrari, ed il numero degli astenuti su ogni proposta. Sono riferiti nel verbale anche i nominativi dei votanti in modo contrario e gli astenuti.

Da esso deve risultare se la votazione e' avvenuta a scrutinio segreto o palese e se la seduta era pubblica, segreta o aperta.

Gli interventi e le dichiarazioni espresse dai singoli Consiglieri sono riportati in modo sintetico ma esauriente. Nel caso in cui gli interventi sono registrati su supporti magnetici o informatici, ferma restando l’unicità del verbale per ogni singola seduta, si può procedere alla trascrizione della discussione in appositi documenti distinti dagli atti deliberativi ma ad essi espressamente riferiti.

Quando gli interessati ne facciano richiesta i loro interventi vengono riportati integralmente nel verbale, purché il relativo testo scritto sia fatto pervenire al Segretario immediatamente dopo la lettura al Consiglio.

In caso di brevi dichiarazioni, le stesse possono essere integralmente inserite nel verbale sotto dettatura.

Il verbale di una seduta segreta non deve contenere particolari che possano recare danno alle persone, salvo i casi in cui si debba necessariamente esprimere un giudizio sul loro operato.

Quando siano discussi problemi che riguardano interessi patrimoniali del Comune, il verbale deve essere compilato in modo da non compromettere tali interessi rispetto ai terzi.

Il verbale dell'adunanza consiliare e' firmato dal Presidente e dal Segretario verbalizzante.

La verbalizzazione deve avvenire per ogni singolo oggetto.

ART. 38 - Registrazione delle adunanze


Il dibattito delle adunanze può essere registrato su supporti magnetici o stenografici per la successiva trascrizione. Il contenuto delle registrazioni non ha valore probatorio e viene cancellato dopo la trascrizione.

Non si può procedere a registrazione durante le sedute segrete.

ART. 39 - Deposito, lettura, rettifica ed approvazione verbale


Il verbale viene depositato presso l'Ufficio Segreteria a disposizione dei Consiglieri almeno cinque giorni prima dell'adunanza di approvazione. Copia del verbale viene notificata ai Capigruppo Consiliari entro il termine suddetto e con la stessa formalità degli avvisi di convocazione delle sedute.

La lettura del verbale viene effettuata dal Segretario. Tuttavia se tutti i Consiglieri sono concordi e se sono stati esattamente rispettati gli adempimenti di cui al comma precedente, su proposta del Presidente può non aver luogo la lettura del verbale. Il Segretario ne fa espressa menzione nel verbale.

Dopo le operazioni di cui al comma precedente, il Presidente chiede al Consiglio se vi siano osservazioni relative al verbale e se non vi sono, lo pone in approvazione a votazione palese.

Se vi sono proposte di rettifiche o integrazioni, gli interessati formulano esattamente le proposte di rettifica o integrazione.

Il Presidente mette in approvazione tali proposte con votazione palese.

Le rettifiche vengono annotate a cura del Segretario del Comune nel verbale a cui si riferiscono.

Gli originali dei verbali delle adunanze consiliari sono depositati nell'archivio comunale. Il rilascio di copie, estratti o certificati desunti da tali registri spetta al Segretario, o al Vice Segretario quando lo sostituisce.

CAPO VI - ORDINE DEI LAVORI

 

ART. 40 - Comunicazioni


Concluse le operazioni di approvazione del verbale, il Presidente invita i membri della Giunta Comunale ad effettuare comunicazioni al Consiglio sull'attività del Comune e su fatti ed avvenimenti interessanti per la cittadinanza.

Hanno la precedenza sulle altre le comunicazioni inerenti l’adozione di atti che in base alla legge o allo statuto devono essere portati a conoscenza del Consiglio Comunale.

ART. 41 - Interrogazioni


L'esame delle interrogazioni di cui all'art. 7 del presente regolamento viene effettuato secondo l'ordine in cui sono inserite nell'ordine del giorno.

Se il Consigliere interrogante non e' presente al momento della discussione, l'interrogazione si intende rinviate alla seduta successiva.

Dopo che l'interrogante ha illustrato l'interrogazione e ne ha dato lettura, il Presidente da' la parola all'Assessore interessato per la risposta.

Alla risposta può replicare solo l'interrogante per dichiarare se e' soddisfatto o no.

Le interrogazioni relative a fatti o vicende strettamente connesse possono essere trattate congiuntamente.

ART. 42 - Mozioni


L'esame delle mozioni di cui al precedente art. 7 avviene secondo il loro inserimento nell'ordine del giorno dei lavori.

Se chi ha promosso e firmato la mozione non e' presente al momento della discussione, la mozione può essere rinviata alla seduta successiva.

Dopo il dibattito consiliare la trattazione di mozioni si conclude con una votazione.

ART. 43 - Trattazione degli argomenti


L'ordine di trattazione degli argomenti e' di norma quello stabilito nell'atto di convocazione dell'adunanza. Tuttavia lo stesso può essere modificato all'inizio o durante la seduta consiliare da parte del Presidente qualora tutti i consiglieri presenti siano d'accordo.

ART. 44 - Discussione


Ogni argomento in discussione viene illustrato da un relatore su indicazione del Presidente.

Il relatore può essere o un membro della Giunta Comunale o un Consigliere.

Dopo l'intervento del relatore il Presidente dichiara aperta la discussione, nella quale può intervenire ogni Consigliere. Terminati gli interventi e dopo le repliche del relatore, il Presidente può effettuare un intervento conclusivo del dibattito, successivamente chiede se vi sono interventi per dichiarazione di voto. Tale dichiarazione viene fatta da ogni gruppo consiliare.

Successivamente si procede alla votazione.

ART. 45 - Tempi di discussione


Ogni consigliere dispone del tempo necessario per ogni intervento in relazione a ciascun punto all’ordine del giorno sul quale può intervenire, purchè la discussione avvenga nei limiti della correttezza e della serietà senza scopi di natura ostruzionistica.

Per le dichiarazioni di voto e per le repliche il tempo massimo è di cinque minuti.

Il Presidente può invitare i soggetti esterni al Consiglio Comunale che sono chiamati ad intervenire nel dibattito consiliare a contenere il loro intervento entro un termine massimo. 4. Sentiti i Capigruppo consiliari, il Presidente può stabilire termini di durata degli interventi per ogni singola seduta del Consiglio Comunale quando ne ravvisi la necessità per garantire il buon andamento del dibattito.

ART. 46 - Questione pregiudiziale e sospensiva


La questione pregiudiziale si ha quando un qualsiasi Consigliere propone, precisandone i motivi, che un venga ritirato dalla discussione. La questione pregiudiziale può essere proposta prima dell'inizio della trattazione dell'argomento.

La questione sospensiva si ha un qualsiasi Consigliere richiede, motivando la richiesta e prima del suo inizio, che la trattazione di un argomento sia rinviato ad altra adunanza.

Sia sulla questione pregiudiziale che su quella sospensiva la decisione è assunta dal Consiglio Comunale . Le richieste di differimento dell’esame o dell’approvazione delle singole proposte di deliberazione sono accolte se ottengono il voto favorevole della maggioranza assoluta dei Consiglieri assegnati al Comune, espressa a scrutinio palese.

ART. 47 - Fatto personale


Costituisce fatto personale l'attribuzione ad un Consigliere di dichiarazioni diverse da quelle espresse, o di fatti o atti dallo stesso ritenuti inesistenti o comunque deformati nella loro reale essenza, o di dichiarazioni o giudizi dallo stesso ritenuti non veri.

Il Consigliere che chiede la parola per fatto personale deve precisarne i motivi. Sulla sussistenza del fatto personale decide il Presidente. Se la decisione del Presidente non e' accolta dal Consigliere interessato, la decisione e' rimessa al Consiglio Comunale, che la assume con votazione palese e senza discussione.

ART. 48 - Emendamenti


Gli emendamenti consistono in correzioni, cioè sostituzioni parziali eliminazioni o aggiunte da apportare agli atti nel loro testo proposto.

Gli emendamenti possono essere presentati per scritto al Presidente prima della votazione.

La votazione di ogni singolo emendamento, previa lettura al Consiglio da parte del proponente, deve precedere quella relativa alla proposta originaria.

Gli emendamenti sono votati in ordine di presentazione.

Qualora gli emendamenti approvati riguardino aspetti sostanziali di un atto deliberativo, per i quali devono essere acquisiti i pareri istruttori richiesti dalle legge, questi sono acquisiti a pena di nullità dell’atto emendato.

CAPO VII - VOTAZIONI

 

ART. 49 - Forme di votazione


Le votazioni avvengono a scrutinio palese o segreto secondo quanto stabilito dalla legge, dallo statuto e dal presente regolamento.

Le votazioni a scrutinio palese possono aver luogo:

a) per appello nominale, quando ogni singolo Consigliere e' chiamato in ordine alfabetico a dire se e' favorevole, contrario o si astiene;

b) per alzata di mano, quando i Consiglieri sono chiamati ad alzare la mano, distintamente i favorevoli, i contrari e gli astenuti.

La votazione a scrutinio segreto avviene mediante schede segrete, su cui esprimere il voto o, in caso di nomine, i nominativi da votare.

Si procede alla votazione a scrutinio palese per appello nominale quando ne facciano richiesta motivata almeno cinque Consiglieri. Negli altri casi la votazione e' per alzata di mano.

Gli atti deliberativi concernenti persone, i quali implicano una valutazione discrezionale su di esse, ed in particolare tutti quelli in cui si provvede ad una nomina, devono essere adottati con votazione a scrutinio segreto e con l'assistenza di tre scrutatori, come stabilito al precedente art. 24.

Le schede della votazione sono distrutte a cura del Segretario dopo che e' stato verbalizzato l'esito della votazione, quando non vi sono contestazioni. Diversamente le stesse sono conservate in plico sigillato a cura del Segretario, fino alla definizione delle contestazioni.

ART. 50 - Votazioni su singole parti


Fermo restando che il Consiglio deve esprimere la votazione su ogni atto nel suo complesso, quando siano posti in approvazione regolamenti o altri provvedimenti suddivisi in articoli, su richiesta motivata di cinque Consiglieri si può procedere alla votazione per singoli articoli.

ART. 51 - Interventi durante la votazione


Quando si procede alla votazione non e' consentito effettuare interventi fino alla proclamazione dei risultati.

ART. 52 - Maggioranza ed esito della votazione


In conformità al dispositivo statutario, le proposte di atti deliberativi del Consiglio Comunale si intendono approvate, se ottengono il voto favorevole di almeno la meta' più uno dei votanti, salvi i casi in cui sono richieste maggioranze speciali.

I Consiglieri astenuti non vengono computati fra i votanti, mentre sono compresi nel numero dei presenti ai fini della legalità della seduta.

I Consiglieri che non partecipano alla votazione, devono allontanarsi dall'aula e non vengono computati fra i presenti.

In caso di votazione a scrutinio segreto le schede bianche e nulle si computano per determinare la maggioranza dei votanti.

CAPO VIII - CONCLUSIONE ADUNANZA

 

ART. 53 - Chiusura adunanza


Esaurita la trattazione degli argomenti all'ordine del giorno, il Presidente dichiara sciolta la seduta. Il Segretario ne prende nota a verbale, specificandone l'ora.

Qualora si ravvisi l'impossibilita' di esaurire gli argomenti all'ordine del giorno entro la data di convocazione oppure se si ravvisi l'opportunità di sospendere la seduta e, di aggiornarne i lavori ad altra data in cui completare la trattazione degli argomenti, il Presidente, con il consenso unanime dei Consiglieri presenti, rinvia ad altra seduta la trattazione degli argomenti non esaminati.

Ai Consiglieri assenti viene comunicato il rinvio nelle forme previste per l'avviso di convocazione.

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