Per le particolari caratteristiche naturali e nutritive della Palamita e per il suo legame con la tradizione della pesca e della trasformazione del pesce, Slow Food, l'associazione internazionale fondata nel 1986 dall'italiano Carlo Petrini, che promuove, comunica e studia la cultura del cibo in tuti i suoi aspetti, ha dedicato un presidio specifico alla Palamita.

Lo scopo dei presìdi Slow Food è quello di tutelare cibi, lavorazioni o prodotti naturali particolari, rari o in via di estinzione e in generale dal valore culturale, nutritivo e organolettico unici.
La palamita è un pesce generoso dalle mille possibilità, considerato a torto un parente povero del tonno. Le sue carni, dal sapore forte e con una leggera punta di acidità, possono essere cucinate in svariati modi, ma il modo classico per gustare la palamita è sott’olio.
Un tempo era pescata con grandi reti a maglia larga dette “palamitare” che stazionavano in mare anche per lunghi periodi. Attualmente, però, le palamite sono catturate prevalentemente dai grossi pescherecci e, benché non si possa definire un pesce “a rischio”, come altre specie, è vittima dell’eccessivo sfruttamento delle risorse ittiche.
Il Presidio è nato di stimolare la ripresa di questa lavorazione e completare un percorso di filiera: i pescatori che hanno ripreso la pesca tradizionale, i trasformatori che hanno ripreso la produzione di questa conserva, tradizione interrotta negli anni Sessanta. Ma anche per valorizzare nella ristorazione il prodotto fresco, un pesce di indubbia qualità e di altissime proprietà nutritive che ben si adatta alle ricette tradizionali ma anche ad innovativi abbinamenti.
Per saperne di più visita la sezione del sito www.presidislowfood.it dedicata al presidio della Palamita.