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gio 04 mag, 2017
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Palamita e Dintorni

La Palamita: una miniera di Omega3

La Palamita detta anche “sarda sarda” è un ottimo pesce, dal grande valore nutrizionale. Il suo colore è blu scuro con riflessi verde-azzurro, attraversato da linee nere oblique. Il ventre e i fianchi sono argentati. La sua famiglia di appartenenza è il pesce azzurro, la stessa del tonno: assomiglia molto allo sgombro, ma ha il corpo più allungato. Può arrivare fino a 80 cm di lunghezza e a 10 kg di peso.Foto di un cesto di pesce azzurro con in evidenza due palamite
Quando è giovane si nutre di zooplancton, per passare poi al pesce azzurro preferendo alici e sarde ma senza disdegnare giovani cefali, aguglie e costardelle. Durante il periodo di pesca nuota in grandi branchi in acque superficiali e la troviamo lungo le coste italiane prevalentemente in Toscana, Lazio e Puglia (zona ionica). Il periodo di pesca inizia dalla tarda primavera all’inizio dell’estate e ancora a fine settembre. In inverno la pesca è rara poiché in questo periodo la palamita nuota più in profondità per alimentarsi. In passato la sua pesca avveniva grazie a grandi reti a maglia larga dette “palamitare” che stazionavano in mare anche per lunghi periodi. Attualmente viene catturata prevalentemente da grossi pescherecci.
A torto considerato il parente povero del tonno, la palamita ha invece un sapore forte e deciso e si presta a essere cucinata in molti modi: alla griglia, in umido, al forno, o anche semplicemente lessa. Il modo migliore però per gustare questo pesce è sott’olio. Inoltre la palamita ha un forte valore nutrizionali perché è ricca di vitamina A, fosforo, proteine e grassi del tipo Omega 3, utilissimi per la protezione del cuore e delle arterie.

La famiglia della palamita: il pesce azzurro

Il "pesce azzurro" è una denominazione di uso generale e non corrisponde a un gruppo scientificamente definito di specie. Un po' come nel caso del "pesce bianco" o dei "frutti di mare". Si definiscono azzurri quei pesci che hanno il dorso blu scuro (ma spesso è presente anche un po' di verde) e il ventre argentato. Generalmente abbondano nei nostri mari e questo li rende decisamente economici. I principali tipi di pesce azzurro sono: l’acciuga o alice, l’aguglia, l’alaccia, il cicerello, la costardella, la lampuga, il lanzardo, il pesce sciabola, il pesce spada, la ricciola, la sardina, lo sgombro, lo spratto, il sugherello, e infine per la famiglia dei tunnidi, il tonno, l’alaunga, l’alletterato, il biso e la palamita.

Valori nutrizionali.
Il pesce azzurro ha grassi simili a quelli vegetali, caratterizzati cioè prevalentemente da composti "insaturi", in particolare quelli della serie Omega 3, importanti per lo sviluppo cerebrale e protettori per cuore e arterie. Di questa prerogativa sono privi i grassi degli animali di terra, più ricchi di composti "saturi" che, al contrario, se consumati in eccesso, possono facilitare l'insorgenza di alcune malattie, spesso favorite da una vita sedentaria e da una dieta poco equilibrata. Inoltre il pesce in generale fornisce un buon apporto di vitamine (E e B) e sali minerali (selenio, fosforo, fluoro e iodio).

Come si conserva il pesce azzurro.
Sardine, sgombri, alici, spratti etc., come le altre specie di pesce, hanno buone proprietà nutritive ma nello stesso tempo sono molto delicati. Tali specie hanno un contenuto in grassi generalmente più elevato del "pesce bianco" e per questo è essenziale conservarle nel modo giusto per evitare che si deteriorino. È sempre consigliabile sviscerare e lavare il pesce azzurro prima di riporlo nel frigorifero o nel congelatore. All'interno del frigorifero è preferibile sistemarlo in posizione intermedia, meglio se avvolto nella pellicola trasparente o in un contenitore chiuso, per evitare che il resto dei cibi ne prenda l'odore. Può essere congelato in casa, se acquistato fresco e riposto immediatamente in freezer, negli appositi sacchetti a chiusura ermetica, assicurandosi di aver tolto l'aria. È bene ricordare che, essendo presente nel pesce azzurro una maggiore quantità di grassi, non è consigliabile conservarlo nel congelatore per più di tre mesi. Infine, è opportuno tenere presente che con la conservazione si modificano anche le caratteristiche organolettiche. Quindi, se tenuto in frigorifero, è bene consumare il pesce azzurro rapidamente, mentre se vogliamo congelarlo, è necessario congelarlo solo se freschissimo.


 

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