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| La
PALAMITA & SAN
VINCENZO
per informazioni: palamita

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Manifestazione enogastronomica del mare
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Il
pesce azzurro a San Vincenzo è un elemento naturale, fa parte
della storia di una comunità che sulla pesca ha sempre fondato
la propria vita. |
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| Adesso,
intorno alla tradizione del pesce azzurro e ai nuovi valori di
una buona alimentazione, di una gastronomia di livello
e della riscoperta delle proprie radici, San Vincenzo ha deciso
di riappropriarsi di una storia che gli è sempre appartenuta: quella
del mare, del pesce, della pesca. Lo ha fatto cercando negli
appunti delle nonne le vecchie ricette
di pesce azzurro: alici, sardine, tonnetti e palamite, inventandosi
occasioni per imparare a riapprezzare il pesce ‘povero’. |
Così è nata
la celebrazione della Palamita, una
manifestazione arrivata addirittura al Presidio
Slow Food, tra i protagonisti del Salone del Gusto di
Torino.
Un
evento, che il 13, 14 e 15 maggio vede
coinvolti i produttori agricoli di tre D.O.C. della Provincia
di Livorno (Bolgheri, Montescudaio, Val di Cornia), i produttori
di olio extravergine di oliva, pescatori e pesciaioli. E
ristoratori, naturalmente.
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Che
la storia del pesce azzurro si perda nei secoli emerge
da documenti antichi: già nel ‘300 si parla della fiorente attività della
pesca a San Vincenzo. Nel ‘700 e nei primi anni dell'800 alcune
famiglie di pescatori liguri si fermeranno stabilmente, impostando
una attività imprenditoriale, che diverrà per molti anni l’attività di
sostentamento principale del piccolo borgo marinaro. |
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| Intanto la lavorazione delle alici era diventata il fiore all’occhiello
di San Vincenzo, tanto che il conte Serristori, nell’800, fu protagonista
di un proverbiale andirivieni tra Pisa e la costa – con viaggi
in carrozza di notte e di giorno – pur di assicurarsi un barile
delle prelibate acciughe sotto sale. |
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