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Il
Parco naturale di Rimigliano
Il
Parco naturale di Rimigliano occupa la parte più meridionale
del territorio di San Vincenzo, al confine con i comuni di Piombino
e Campiglia Marittima.
Il parco è stato fondato nel 1973, è dotato di servizi
di ristoro ed assistenza balneare nel periodo estivo che rendono la permanenza
in spiaggia decisamente piacevole e confortante.
Ha una superficie di 120 ettari e si può raggiungere facilmente
a piedi direttamente dal centro di San Vincenzo, approfittandone per
realizzare un percorso naturalistico trekking e a contatto con la natura,
un percorso che si snoda in alcuni punti proprio all'interno del Parco
naturale di Rimigliano, oppure è altrettanto facilmente raggiungibile
utilizzando i servizi di autobus, taxi, auto o bici-rent disponibili
in San Vincenzo.
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Il
parco, ubicato sul mare, è protetto dai freschi venti di terra
da una catena di rilievi, i Monti di Campiglia e dai venti marini
meridionali dal promontorio di Piombino e dall'Isola d'Elba.
Gode di un clima mite e piacevole.
Il caldo estivo è mitigato dalla brezze marine e in inverno, solo
in casi eccezionali, il termometro scende al di sotto dei 5° centigradi,
mentre in autunno e primavera raramente le escursioni termiche superano
i 10° centigradi.
La piovosità è piuttosto scarsa e, tranne che per eventi
particolari, non raggiunge il valore degli 800 mm annui. I mesi più piovosi
sono ottobre-novembre e febbraio-marzo. Il vento che durante l'anno spira
più frequentemente sul litorale è il greco-levante, un
vento la cui velocità media supera di poco i 10 km orari. Il libeccio è un
vento che soffia raramente, ma con maggior violenza superando spesso
gli 80 km orari ed esercitando sulla costa una notevole azione demolitrice.
Scarsa importanza rivestono gli altri venti ad eccezione della scirocco,
solitamente foriero di pioggia.
Il clima del parco, in sostanza, può definirsi di tipo mediterraneo,
temperato-caldo, con un inverno decisamente mite.
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Morfologicamente
si possono distinguere quattro ambienti: una fascia di
arenile antedunale
costituito da sabbia a granulometria varia, prevalentemente
fine e chiara, lievemente degradante verso il mare, dove
questa pendenza si mantiene dando origine, nelle prime
decine di metri,
a un fondale marino di scarsa profondità, ideale
per la balneazione.
A questa zona costiera si avvicenda, a monte, il primo
cordone dunale, quindi proseguendo verso l’interno,
si attraversa prima una fascia umida, residuo di laguna
litoranea retrodunale,
quindi un secondo cordone di dune. |
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La prima fascia dunale è caratterizzata, oltre che dalla
vegetazione pioniera e consolidatrice del suolo (ammofileto e agropireto),
anche da ginepreti con esemplari sia di ginepro coccolone che della
meno diffusa sabina marittima. La fascia umida, bonificata molto
tempo addietro dalla realizzazione di un fosso artificiale che
non evita, comunque, saltuarie inondazioni, è colonizzata
da giunchi, canna palustre e canna comune. La restante area è coperta
prevalentemente da lembi residui di pineta costiera a pino domestico
e marittimo, ormai quasi completamente sostituita da formazioni
tipiche di macchia mediterranea a prevalenza di leccio e sughera
con esemplari di roverella cresciute sotto la rada copertura dei
pini, in fase senescente. Non è infrequente l’incontro
con lo scoiattolo rosso e il moscardino; più elusivi il
cinghiale, il coniglio selvatico, l’istrice, il tasso e la
volpe. Tra i rami si possono scorgere la ghiandaia e il picchio
verde.
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