Si chiama rendiconto di
gestione 2006 l’atto principale approvato dal Consiglio
Comunale sanvincenzino del 29 giugno, ed è il resoconto
dell’attivitą del Comune nell’anno passato.
A caratterizzarlo un avanzo di amministrazione di 1 milione
e 173 mila euro, cioè un saldo positivo tra entrate
e uscite, destinato però a rimanere in gran parte
nelle casse comunali. In queste settimane, infatti, è in
discussione al Parlamento un disegno di legge che prevede
la possibilitą per i comuni di spendere solo un
7% degli avanzi. Per San Vincenzo si tratterebbe dunque
di circa 70mila euro. Sarą un successivo atto del
Consiglio Comunale, comunque, a decidere a quali campi
destinare la piccola parte di risorse spendibili.
Sulle ragioni di questo avanzo decisamente consistente l’Assessore
al Bilancio Paolo Corzani spiega che “a incidere sono
state le minori spese effettuate dall’ente dovute al
rispetto del patto di stabilitą che contemplava un
tetto alla spesa. Si tratta del resto di una tendenza in
corso da diversi anni. Nel 2004 l’avanzo è stato
di circa 800 mila euro, nel 2005 poco superiore, fino ad
arrivare al milione di oggi. Scendendo nel dettaglio, il
bilancio 2006 ha rafforzato la linea dell’amministrazione
di un forte investimento in opere pubbliche strategiche per
il futuro del paese, mantenendo nello stesso tempo altal’attenzione
ai bisogni sociali della nostra comunitą.“ Un
commento l’assessore Corzani vuole farlo però anche
sui vincoli che il patto di stabilitą pone ai comuni. “Si
tratta di sostenere la nostra parte di sacrifico per risanare
la finanza pubblica. Mi sento di dire questo ai cittadini
per spiegare loro come mai questi soldi in più non
li possiamo spendere. Eppure anche noi ci associamo alla
richiesta fatta al governo dal sindaco di Firenze e presidente
dell’Associazione dei Comuni Leonardo Domenici per
poter spendere almeno un 10% degli avanzi che diverse amministrazioni
comunali in tutta Italia stanno registrando in queste settimane.”
Altro dato da sottolineare è il livello di autonomia
finanziaria raggiunto dal Comune nel 2006 che è pari
al 98%. Questo significa che il Comune finanzia in proprio
tutto ciò che fa, ricorrendo solo per un 2% ai trasferimenti
dello Stato e ai contributi di altri enti pubblici.
|