Stretta
finale per le nuove previsioni urbanistiche che riguardano
la Tenuta di Rimigliano. Lunedì 4 febbraio alle
16, infatti, alla Torre di San Vincenzo si terrà l’assemblea
pubblica per la presentazione della Variante al piano strutturale
che l’Amministrazione ha intenzione di portare al
voto del Consiglio comunale fissato per giovedì 7
febbraio alle 17. All’assemblea parteciperà anche
l’Assessore regionale all’urbanistica Riccardo
Conti. Un incontro pubblico, aperto a tutta la cittadinanza,
che arriva al termine di due mesi di incontri con le forze
economiche, sociali, politiche, le associazioni ambientaliste,
oltre che di lavoro interno all’amministrazione,
necessario per predisporre gli atti. Ieri sera (lunedì 28
gennaio) alle 18 si è svolta la seconda commissione
consiliare, dopo una prima che si era tenuta a dicembre,
per esaminare gli atti.
Nel suo complesso, la Variante si caratterizza come una
importante operazione di recupero ambientale, agricolo
ed edilizio con l’obiettivo di rispondere a una domanda:
come la funzione agricola storica di quella parte di territorio
può tornare a produrre reddito per il Comune di
San Vincenzo e la Val di Cornia? “Rilanciando, innovandola,
la produzione dell’azienda agricola esistente, concependo
le funzioni residenziali e turistico-ricettive come integrative
e di supporto al sistema economico così creato all’interno
della Tenuta: è questa la risposta che la Variante
tenta di costruire” sottolineano il sindaco Biagi
e l’assessore all’urbanistica Giannellini. “Perché questo
avvenga è necessario preservare le caratteristiche
paesaggistiche e naturali dell’area, costruendo un’integrazione
più forte con il parco a mare di Rimigliano.” Una
rivisitazione, dunque, piuttosto radicale della vecchia
previsione maturata ai tempi della proprietà Parmalat
e caratterizzata dal maxialbergo di 15000 mq e 600 posti
letto.
In dettaglio, la nuova previsione consente il recupero
del patrimonio edilizio già esistente all’interno
dei 540 ettari della Tenuta e oggi in totale stato di abbandono,
stimato in circa 17000 mq. A questo si aggiunge la realizzazione
di un albergo per un massimo di 150 posti letto - contro
i 600 posti letto (e 15000 mq) del maxialbergo Parmalat
contenuto nella vecchia previsione – che la variante
impone di collocare vicino alla viabilità esistente,
dal momento che sarà vietato crearne di nuova per
raggiungerlo, senza occupare terreno utilizzato per l’agricoltura.
Sparisce anche il centro congressi di 3000 mq, che si sommavano
nel vecchio piano ai 15000 mq del maxi-albergo e ai 12500
di residenziale e turistico ricettivo. Piuttosto corposo
l’elenco dei paletti ambientali e architettonici,
tecnicamente “invarianti strutturali”, condizioni
cioè che non si possono modificare nell’intervento
della Tenuta, vale a dire: le aree boscate di ogni genere
e tipo; i viali alberati; l’organizzazione territoriale
e la maglia insediativa; l’unitarietà fondiaria
dei suoli agricoli della tenuta di Rimigliano; le torri
costiere; gli altri edifici e i manufatti di interesse,
storico, formale e architettonico. Viene inoltre estesa
anche alla Tenuta l’area ANPIL (Area Naturale Protetta
di Interesse Locale) che oggi è presente solo nella
fascia a mare di Rimigliano. Tramonta, infine, definitivamente
l’idea di ricostituire il vecchio lago di Rimigliano,
giudicata dagli approfondimenti emersi dal quadro conoscitivo
di difficile attuazione, mentre saranno tutelate e salvaguardate
le aree umide residue del vecchio padule.
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