Il
17 aprile è l’ultimo giorno utile perché le
ditte specializzate presentino la loro offerta per la realizzazione
di 100 metri di barriera sottomarina fatta di tubi in geotessuto
da collocare di fronte alla spiaggia del Nettuno. Sarà questo
il primo intervento concreto di protezione della costa
messo in campo grazie agli studi che il prof. Pierluigi
Aminti, studioso e professore presso l’Università di
Firenze, ha svolto su incarico dell’Amministrazione
comunale di San Vincenzo.
L’Amministrazione comunale, infatti, lo scorso febbraio
ha commissionato al Dipartimento di Ingegneria Civile di
Firenze uno studio su modello numerico per predisporre
un sistema di protezione da realizzare sulle spiagge di
San Vicenzo, in modo da utilizzare in modo ottimale la
sabbia proveniente dai dragaggi interni ed esterni al porto.
Il prof. Aminti, noto nella nostra zona anche per i suoi
studi sulla costa Piombinese, coordina questo studio i
cui risultati saranno presentati pubblicamente entro il
mese di Aprile. Il progetto che ne scaturirà, dovrà essere
approvato dal Comune e ricevere tutte le autorizzazioni
da parte della Provincia e le verifiche di Impatto Ambientale
da parte della Regione. Visti i tempi necessari anche per
le gare di appalto, i lavori che gli studi indicheranno
non potranno iniziare prima della prossima primavera.
Intanto, però, prima dell’estate saranno
realizzati 100 metri di barriera sottomarina nella zona
del Nettuno. Un intervento che rientra proprio nell’ambito
di questi studi e che ha anche lo scopo di sperimentare
questo tipo di protezione della spiaggia, i cui effetti
saranno studiati per capire se e dove potrà essere
utile realizzare questa barriere. Questo tipo di intervento
ha, infatti, lo scopo di proteggere al meglio la sabbia
che attualmente viene riportata sulla spiaggia ed impedire
che venga portata via durante le mareggiate.
La barriera proposta è realizzata con una tecnica
innovativa in Italia, ma ampiamente usata in nord Europa
per il suo ridotto impatto ambientale. Si tratta di un
cilindro di 3 metri di diametro, fatto in geotessuto molto
resistente – il materiale sarà poliestere
- riempito di sabbia. Il geocontenitore sarà posizionato
sul fondo del mare, sopra un tappeto di protezione dotato
alle estremità di due piccoli tubi per farlo stare
ancorato al fondo e proteggerlo dalle sollecitazioni del
mare. Sarà posizionato a una profondità compresa
fra i due metri e mezzo e i tre metri da operatori subacquei,
che seguiranno l’allineamento con almeno 5 boe visibili
in superficie. Una volta posizionato e fissato al fondo
con appositi picchetti, si inizierà l’operazione
di riempimento con la sabbia presa dal fondo con una pompa
utilizzando apposite manichette.
Una volta completato il lavoro il contenitore si assesterà,
rimanendo completamente sommerso da circa un metro di acqua,
in modo da non essere visibile e non rappresentare un ostacolo
per i nuotatori e per le piccole imbarcazioni presenti
in estate sulle nostre spiagge. |