Il Turismo - San Vincenzo e il suo futuro

Atti del Convegno
San Vincenzo 22 novembre 1999
a cura dell'U.O. Comunicazione Esterna e Sviluppo Economico

il turismo
San Vincenzo e il suo futuro

50° Anniversario dell'istituzione del
Comune di San Vincenzo


Con il convegno sul turismo "San Vincenzo e il suo futuro" si è concluso il programma di iniziative per celebrare il 50° anniversario della nascita del Comune di San Vincenzo, staccatosi nel 1949 da quello di Campiglia Marittima.

L'appuntamento con il turismo ha voluto legare la storia recente di San Vincenzo al suo futuro di cittadina turistica, con la pretesa di allargarne l'orizzonte per uscire dai confini ristretti del territorio e per ricercare un confronto di esperienze e di contributi.

La prima parte del pomeriggio è stata dedicata a San Vincenzo, alla sua storia e alle sue esperienze di sviluppo turistico, ascoltando l'esperienza diretta di alcuni operatori turistici locali. Sono inoltre stati ricordati e premiati gli operatori "storici", la cui presenza nel settore turistico sanvincenzino ha rappresentato e continua a rappresentare qualcosa di molto importante.

A testimoniare il lavoro e l'impegno degli operatori per il futuro turistico di San Vincenzo sono stati assegnati i Marchi di Qualità Costa degli Etruschi ad alcuni alberghi.


Carlo Roventini, Sindaco

Buonasera a tutti, vorrei prima di tutto ringraziare il signor Prefetto che è sempre presente alle nostre iniziative, le forze dell’ordine, il Ministro che ci ha dato la propria adesione e dovrebbe arrivare intorno alle 18.30 per portare il suo rilevante contributo. Voglio ringraziare altresì tutti i partecipanti, in primo luogo la Provincia di Livorno, l’Agenzia di promozione Turistica, il Consorzio Promotour, le associazioni di categoria e corro naturalmente il rischio di dimenticarmi qualcuno, e tutti quelli che sono intervenuti a questa importante iniziativa.
Un appuntamento, diceva nella presentazione l’Assessore, che viene a concludere i festeggiamenti per il 50° anniversario della fondazione del nostro Comune.
Tenere a novembre un’iniziativa sul turismo a San Vincenzo potrebbe sembrare una verifica della passata stagione; noi non intendiamo far questo, non vogliamo verificare alcunché anche se tutto sommato è stata una buona stagione turistica.
Vogliamo parlare invece del turismo di domani, perché questo ci interessa, e guardare al futuro ponendoci alcune domande.
La prima, è se vogliamo comunque restare all’avanguardia rispetto alla questione turistica; la seconda, è se vogliamo mantenere alto il numero delle presenze turistiche, la terza domanda, se vogliamo incentivare il flusso turistico della nostra area; ebbene sì, a queste domande vogliamo rispondere sì, ed allora dobbiamo aver chiaro che tre questioni devono essere sempre all’ordine del giorno delle nostre iniziative. Devono essere sia l’assillo del pubblico che del privato, e sono: qualità, qualità e qualità.
Non vuole essere uno slogan. Primo, qualità per quanto riguarda il territorio e l’ambiente; secondo, qualità per le strutture ricettive e gli interventi; terzo, qualità per ciò che riguarda i servizi pubblici e privati. L’immagine turistica di questa zona è legata in gran parte al turismo sostenibile; occorre stare molto attenti, perché il futuro del turismo nella nostra zona lo si farà sempre di più attraverso i Piani Regolatori, i Piani di settore, gli interventi ambientali. Dobbiamo quindi stare molto attenti ai processi in atto per non superare la soglia critica, la soglia ottimale, altrimenti il rischio che corriamo è tornare indietro.
Ormai è dato comune, convinzione comune che San Vincenzo non abbia assolutamente bisogno di altre 10, 20 o 30.000 presenze nel mese di agosto, non servono, servono solamente ad incrinare il rapporto che esiste tra risorse e ambiente, tra risorse e spiaggia, tra risorse e viabilità e tra risorse e parcheggi.
Non possono stare nella nostra area dimensioni di questo tipo, al massimo della espansione estiva; quindi occorre regolare il tutto perché la stagione turistica venga allungata. Non deve essere più uno slogan, si può fare, è stato dimostrato, si può fare e l’esempio più lampante di questo lo stiamo dando, visto che la nostra stagione turistica ormai va da aprile ad ottobre e, quindi c’è un segnale positivo in questa direzione, occorre continuare su questa strada.
La qualità dell’ambiente può giocare un ruolo fondamentale nelle attività turistiche in una duplice direzione: la prima, è la migliore qualità dell’offerta ricettiva, una qualità segnata da un maggior spazio vivibile all’interno e all’esterno della struttura stessa, la seconda direzione è puntare alla conservazione, ma nello stesso tempo alla valorizzazione di ciò che sta nella parte più intatta del nostro territorio, e in questo può aiutarci una saggia politica dei parchi e delle aree protette, ma non solo, oggi le certificazioni di qualità sono, come dire, la conditio sin qua non per fare veramente quel salto che da tempo stiamo aspettando. Comincia ad esser vecchia già la Iso9000, l’autocertificazione di qualità sulla base della quale molte aziende turistiche si stanno e si sono orientate, comincia a cadere, a passare; oggi c’è bisogno e necessità non di autocertificazioni, ma di certificazioni; ci stiamo attrezzando per verificare la possibilità di iniziare la procedura per richiedere l’Iso14000, 14001, cioè una certificazione che viene data da terzi rispetto all’ambiente, rispetto alla qualità dei servizi che devono essere resi, questo è il nostro impegno, questo è il nostro obiettivo, vogliamo portarlo avanti perché siamo convinti che il futuro si gioca solamente in questa direzione.
Per la qualità delle strutture ricettive l’ampliamento previsto nel nostro Piano Regolatore Generale non è sicuramente sufficiente a risolvere il problema, può risolvere il problema della redditività, cosa ovviamente importante, può mettere la struttura ricettiva in condizione di ricevere un flusso turistico non prettamente estivo, altrettanto importante, ma di per sé l’ampliamento non vuol dire qualità, occorre usare le strutture per più tempo, utilizzandole per incrementare, anche per questo versante, la stagione turistica non guardando solo al mare, ma deve cominciare a guardare davvero a un territorio più ampio offrendo pacchetti turistici, primaverili e autunnali, rivolte ai parchi, alle strade del vino, alle città storiche e d’arte. Questa è qualità, e non avere più o meno posti letto all’interno della struttura stessa. Così come ad esempio è sugli interventi che la qualità può esprimersi al meglio, la certificazione di qualità negli interventi non è un optional, se mai lo fosse stato, è una necessità e questo lo sanno bene ad esempio i nostri albergatori che aderiscono al marchio di qualità che proprio oggi verrà assegnato. Una necessità perché si può aprire una fase molto positiva. Laddove ci sarà un marchio, ci sarà un turista sempre più garantito, questo è il futuro a livello promozionale, perché il futuro del turismo in Italia e quindi anche a San Vincenzo sarà in base alle certificazioni di qualità, su questo non ci sono più dubbi.
Per la qualità dei servizi pubblici e privati, l’aspetto più interessante che merita di essere messo in evidenza è la cresciuta diversificazione dei prodotti turistici, capace di attrarre ancora più visitatori nelle nostre zone. Mentre si assiste ad un assestamento delle presenze legate al balneare, si individuano invece forti incrementi nel turismo naturalistico, culturale, storico, sportivo ed enogastronomico.
Una esperienza importante, a mio modo di vedere, è stata fatta oggi nella visita agli agriturismi di San Vincenzo, e ritengo che l’obbiettivo principale da porci sia quello della crescita e della competitività nel mercato turistico internazionale, posto che la nostra area si colloca sul mercato con delle peculiarità tali da renderla unica, ma che nel contempo risulta penalizzata sul piano dei costi rispetto ad altre aree concorrenti.
Occorre focalizzare l’attenzione sulla creazione di una offerta qualitativamente appetibile, ricca di servizi qualificati, che influenzeranno sempre di più le scelte dei turisti e dei tour operator. Tutto ciò però implica una serie di servizi sia pubblici che privati di alta qualità che richiedono ineludibili investimenti da entrambe le parti.
E’ su questo versante che dovranno arrivare i maggiori contributi da parte del Ministro e di chi interviene oggi, perché la ricerca del finanziamento in direzione della qualità della erogazione del servizio non può più avvenire a secondo dell’ipoteca possibile, ma dell’idea possibile. Si vuole entrare o no in Europa? In Europa si entra anche per questo versante, non è più pensabile avere finanziamenti a seconda di ciò che è possibile ipotecare, oggi occorre fare un salto di qualità e andare al possibile finanziamento anche sull’idea, sul progetto, sul programma, non solo ed esclusivamente sul bene e quindi questo credo sia un momento importante della nostra discussione di oggi, perché il turista infatti ricerca in un’area come la nostra, vista come un sistema, ed il giudizio che si forma è sulla complessità delle offerte erogate e non solo ed esclusivamente sullo stabilimento balneare, sul mare, sulla piscina o la viabilità, quindi la qualità è già oggi, e lo sarà ancora di più, l’arma vincente per il futuro.
C’è una nuova legge regionale che riguarda il turismo, solamente su questa si potrebbe aprire un dibattito. Credo che sia migliorabile e non sia stato fatto il massimo che era possibile. Oggi però occorre applicarla, nelle funzioni che meglio si addicono alle nostre necessità. E’ migliorabile sicuramente perché vede poco, ad esempio, le possibilità della promozione e molto di più si ferma sulle possibili gestioni. Questo è un limite che credo debba essere superato, però oggi è quella, occorre evidentemente applicarla al meglio, nell’ambito delle necessità che anche noi abbiamo. Termino con una considerazione già fatta in modo molto più autorevole dal Ministro del Tesoro Amato al congresso ANCI di Catania. Credo che sia venuto il momento di cominciare a riflettere sulle domanda che i Comuni turistici da tempo stanno ponendo a livello nazionale e regionale: è giusto che le manutenzioni necessarie per l’uso massiccio delle strutture pubbliche e del territorio dei Comuni turistici siano solo a carico dei cittadini residenti? Ebbene a questa domanda la risposta deve essere chiara, ed è un no deciso e forte, non è giusto che siano solo ed esclusivamente i cittadini residenti a farsi carico di queste necessità. Considerato in tutte le nazioni europee turisticamente avanzate come la Francia, la Spagna, l’Inghilterra, l’Austria, ecc., esiste una sorta di tassa di soggiorno che il turista paga, credo che sia arrivato il momento, anzi da noi è tornato il momento, che questa proposta sia messa all’ordine del giorno per essere inserita in una legge quadro nazionale e/o regionale. È ovvio che questa entrata dovrà essere finalizzata ai recuperi ambientali, ai restauri di opere pubbliche, ma è anche altrettanto ovvio che la questione sia ineludibile, oggi si pone con forza e una risposta positiva mi auguro possa essere data anche in tempi brevi.
Vi ringrazio per essere stati ad ascoltare, parlare di turismo per quanto ci riguarda è sempre difficile, ma nello stesso tempo appassionante perché ci rendiamo perfettamente conto di parlare della questione economica della nostra area, della questione economica della Costa degli Etruschi, e soprattutto della questione economica di San Vincenzo. Proprio per dar spazio anche a quegli operatori, alle associazioni e alle aziende che sono venuti oggi a portare il loro contributo, finisco qui, e vi auguro, ci auguriamo buon lavoro. Grazie.


Andrea De Martino, Prefetto di Livorno

Non potevo lasciar trascorrere l’ultimo giorno dei festeggiamenti dedicati al 50° anniversario dell’istituzione dell’autonomia di San Vincenzo, senza onorare con la mia presenza questa fase storica dell’Amministrazione Comunale. Nella parola autonomia, parola che riconosciuta nella Costituzione della Repubblica Italiana ad ogni Comune italiano, si racchiude la forza ed il senso di incontri come quello di stasera, incontri nei quali i cittadini e gli Amministratori, scelti nel modo che la democrazia prevede, stabiliscono insieme le sorti e il futuro della collettività. Cosa c’è di più bello del vivere il percorso pubblico di una vita comunitaria con le intese che la democrazia consente? Un evento davvero significativo, particolare, che non poteva trascorrere senza almeno un momento di attenzione alla vita di San Vincenzo, da parte mia e da parte delle istituzioni che rappresento.
La normativa di questi anni è tutta protesa, specialmente nel settore delle riforme, a dare un senso sempre più vivo a questa parola; quando si parla di sussidiarietà si pensa proprio alla necessità di avvicinare sempre di più le decisioni pubbliche ai cittadini, e allontanarle dal centro, allontanarle dai Ministeri, per portarle nelle sedi più vicine, intanto per iniziare, ai Comuni. E’ lì che veramente si costruiscono le scelte, si pianifica il futuro, si sanno individuare le vocazioni ideali del territorio e si fa in modo che queste vocazioni si traducano in vantaggi, in benessere, in crescita. Questa sera il rapporto tra Amministrazione e cittadini è un rapporto speciale, è un rapporto tra Amministrazioni ed operatori del settore del turismo, direi che, come giustamente diceva il Sindaco, è un rapporto forte, stretto con il settore portante dell’economia di questo territorio. La chiave migliore, proprio per chiudere questo momento di commemorazione, è proprio quella di dedicare a questo ambito il massimo delle attenzioni possibili, proprio per dar senso reale e concreto al termine autonomia.
Su di voi ricadono le vere responsabilità degli anni 2000; avremo modo di vedere confermata un’analisi che prevede come l’economia mondiale sarà, nel prossimo secolo, condizionata da un fenomeno oramai riconosciuto in maniera unanime, la terziarizzazione dell’economia. L’economia mondiale si svilupperà in percentuale altissima sui servizi, sul turismo, sul trasporto e probabilmente gli altri campi dell’economia avranno a subire dei ridimensionamenti rispetto a quelli che sono stati i livelli di crescita del secolo che oramai stiamo per lasciare alle nostre spalle. Questo ha un significato particolare per la nostra provincia, con realtà che hanno una particolare specializzazione in questi campi. Voi nel settore del turismo, altre città della Provincia in altri settori, per Livorno possiamo immaginare il trasporto, i servizi.
Questa è una marcia in più, un valore aggiunto che, son convinto, se arricchito da competitività e da una sempre maggiore efficienza, potrà rappresentare un motivo forte per funzionare da detonatore, da catalizzatore di una crescita ancora più ampia; i riferimenti che ci dava il Sindaco sulle scelte da compiere sui possibili ulteriori passi da fare anche dinanzi alla più recente legge regionale, a mio modo di vedere, vanno dibattuti, fatti lievitare per portare poi a dei risultati che siano il frutto di una valutazione che arriva da una terra che vive e sperimenta realmente e responsabilmente i fatti dei quali si parlava, anno dopo anno, con non pochi successi.
Anche il primo semestre del ’99, anche le recenti statistiche dell’estate ’99 hanno visto la zona continentale della provincia rispetto a quella dell’arcipelago in una posizione di vantaggio in termini percentuali, ovviamente è un segnale forte rispetto ad una domanda sempre più agguerrita, più attenta, più bisognosa di un mercato valido.
Da parte del Prefetto avete l’assicurazione del sostegno totale, specialmente nei settori che più stanno a cuore a chi vive in questa zona: la sicurezza e l’ordine. Entrare in una città e trovarla ordinata nei suoi arredi urbani, nelle sue strade, nelle sue strutture è sicuramente un segno di benessere, che invoglia e spinge chiunque a ritornare in quel luogo per riposare, per godere, per divertirsi. E’ il primo biglietto da visita del luogo.
A questo occorre aggiungere un ordine della sostanza, l’ordine della sicurezza. Più volte nei mesi e negli anni passati, abbiamo dovuto guardare con particolare attenzione in questa zona tra Piombino e Cecina, frutto di incursioni da parte di bande che venivano dall’estero. Bande non stanziali, questa terra è sana, diciamocelo noi e facciamolo sapere a quanti vogliono venire a trascorrere le loro vacanze in questa zona. A queste incursioni le forze dell’ordine, mi piace dirlo testimoniandolo, sono qui presenti i responsabili della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, hanno risposto punto per punto, azione su azione e sono riusciti a far indietreggiare questo attacco che avrebbe potuto proseguire, avrebbe potuto stabilizzarsi, cronicizzarsi, a danno sicuramente di chi ci abita e del cittadino, ma a danno anche del settore che voi state rappresentando così bene. E’ il frutto di un impegno che, a mio modo di vedere, non cessa e vuole affiancare quello dell’Amministrazione e dei cittadini. Ritengo che solo mettendo insieme pubblico e privati, in una logica, volta veramente a costruire gli anni 2000, quelli ai quali si è voluto guardare questa sera, in nome del turismo ed in nome dei 50 anni dell’autonomia che sono stati festeggiati quest’anno potranno portare quei risultati ai quali tutti guardiamo e che tutti auspichiamo. Buon lavoro.


Fabio Di Bonito, Assessore al turismo del Comune di San Vincenzo

Buonasera a tutti. Prima di entrare nel vivo dei nostri lavori, desidero esprimere il ringraziamento dell’Amministrazione Comunale di San Vincenzo e mio personale, a tutti i relatori che si avvicenderanno nell’intervento e ai graditi ospiti ed un cordiale benvenuto alle autorità presenti e a tutti i partecipanti. Come ha detto poc’anzi il Sindaco, il Ministro Letta sarà con noi non prima delle 18:30 in quanto i suoi innumerevoli impegni si sono protratti, comunque ci ha garantito la sua presenza, e il suo prezioso contributo non mancherà senz’altro ai lavori.
Esattamente 13 mesi fa, il 22 ottobre 1998 si è svolta a San Vincenzo la seconda Conferenza Provinciale sul turismo; noi oggi ci troviamo ancora una volta a San Vincenzo ed ancora una volta per ragionare tutti insieme su di un settore che rappresenta il momento o almeno uno dei momenti più importanti della nostra economia, la pretesa della Giunta Municipale ed in particolare dell’Assessorato al turismo non era e non vuole essere quella di riproporre una giornata di intensa riflessione e tecnicamente di così alto profilo come fu in occasione della Conferenza Provinciale dello scorso anno; oggi il nostro stare insieme trae lo spunto dalle celebrazioni commemorative del cinquantenario della istituzione del Comune, infatti, come ho detto anche in apertura, la manifestazione odierna è stata inserita a pieno titolo nel calendario ufficiale delle manifestazioni, però abbiamo voluto allargare il nostro orizzonte, uscire dai confini del nostro territorio, per ricercare un confronto di esperienze e di contributi rispetto a questo comparto che ripeto riteniamo di vitale importanza, sia dal punto di vista economico, sia dal punto di vista occupazionale. Oggi avremo il piacere di ascoltare molti interventi, in particolare di enti economici e finanziari quali la Fiditoscana, di promozione come l’APT e la Promotour, istituzionali quali la Provincia e il Governo, oltre alle associazioni di categoria. Il mio personale auspicio, ma spero di interpretare anche il pensiero di tutti voi, è quello di poter affermare, al termine di questa giornata, di aver potuto arricchire la propria esperienza e la propria consapevolezza, nei confronti di questo comparto economico e culturale così importante per la nostra terra qual è il turismo. È scontato sottolineare l’importanza di questo settore per la nostra economia; San Vincenzo vive principalmente sui proventi del turismo diretti e indiretti, solitamente questa è una stazione balneare, vi sono tracce dei bagni e del mare di San Vincenzo in alcuni scritti del ‘6-‘700, e le prime cronache dei bagnanti ospiti delle nostre spiagge sono citate nelle pagine di molti autori, ne voglio citare uno solo molto vicino alla nostra terra, Renato Fucini. Nel corso del tempo la domanda di turismo è molto cambiata: oggi è impensabile ritenere, per esempio, che le parole contenute in un numero unico dell’azienda autonoma di soggiorno e turismo di San Vincenzo nel ’71 e vergate dall’allora direttore del “Telegrafo”, Carlo Lulli, possano essere sufficienti a promuovere il nostro territorio e la nostra costa, diceva infatti Lulli: “Lì c’è San Vincenzo, socchiudi gli occhi e vedi nella folgorante luce di un sole estivo, acqua di mare turchino, cieli di caldo celeste, il verde riposante di ombrose pinete, villette solitarie che promettono quiete e serenità”. La tutela alla valorizzazione ambientale non sono di per sé stesse sufficienti a rispondere alle richieste dei nuovi flussi turistici; esse devono interagire con nuove e moderne scelte di natura economica e politica, innanzitutto un ruolo sempre più centrale sarà svolto e dovrà essere svolto dalle politiche di promozione turistica, un compito che in questi anni ha visto coinvolti molti soggetti istituzionali e non, nella nostra Provincia e in particolare nella Provincia continentale, la nostra APT ha lavorato con lungimiranza e con ottimi risultati, un ruolo che, mi sia permessa questa critica che ha citato anche il Sindaco nel suo intervento, vedo notevolmente indebolito dall’attuazione della nuova, ma vorrei dire ennesima, legge di riforma sull’organizzazione della promozione turistica, la legge regionale 54 nella quale sono contenute indicazioni che potenzialmente potrebbero indebolire la funzionalità delle attuali strutture di promozione; ritengo, anzi mi auguro, che un consapevole impegno della Provincia e di tutti i Comuni coinvolti possa “bypassare” in qualche maniera e in modo indolore questa trasformazione che lascia perplessi molti, se non tutti gli interessati. Altro nodo centrale, per l’allineamento dell’offerta di mercato nel settore turistico, è rappresentato dallo sforzo di programmazione territoriale con particolare riguardo alle scelte in materia di assetto del territorio, occorre pensare al potenziamento delle infrastrutture siano esse viarie e portuali, per esempio, al recupero e alla valorizzazione delle risorse storico e culturali, all’ampliamento e alla riqualificazione delle strutture ricettive. In quest’ultima direzione, l’impegno dell’Amministrazione Comunale di San Vincenzo si sta concretizzando nello strumento urbanistico di prossima approvazione nel quale uno degli obiettivi centrali è rappresentato dalla riqualificazione strutturale della ricettività nel pieno rispetto dell’ambiente in cui si trova, in una sola parola, sviluppo sostenibile del comparto turistico, quindi ambiente, promozione, programmazione territoriale, valorizzazione storico-culturale, l’attrattività di un territorio discende da questi fattori prima che dalla qualità dei servizi offerti, qualità che peraltro deve integrarsi in questo quadro di infrastrutture. Il capitolo relativo all’offerta dei servizi e alla qualità degli stessi offre un altro tipo di ragionamento, che in questa sede credo verrà affrontato compiutamente dai vari interventi, personalmente però, per quanto riguarda la qualità appunto, vorrei soffermare la vostra attenzione su due importanti iniziative: la prima riguarda il marchio di qualità Costa degli Etruschi per gli alberghi che rappresenta un’ulteriore certificazione dei servizi offerti all’interno delle strutture alberghiere e si somma, o meglio, si integra alla classica standardizzazione per stelle, oggi noi consegneremo questo marchio, a 5 strutture alberghiere di San Vincenzo che hanno superato le attente verifiche sugli standard dei servizi; verifiche basate su criteri particolareggiati e molto attuali, individuati da un’apposita commissione di esperti; questo marchio rappresenta e soprattutto certifica un livello dei servizi qualitativamente importante e significativo che va in contro a quelle che sono le nuove domande di turismo. L’altra iniziativa che per il momento non è decollata, ma che pur nella sua complessità tecnica potrà rappresentare l’ulteriore salto di qualità sotto l’aspetto dell’offerta dei servizi al turismo è il marchio per gli appartamenti privati destinati all’affitto estivo; anche in questo caso, i requisiti per il raggiungimento del marchio ci consentirebbero un ulteriore e importante innalzamento della qualità del servizio offerto al turista. La realizzazione di questo progetto ci permetterebbe anche di monitorare e controllare tutta una serie di dati sui flussi turistici che oggi ci sfuggono in quanto non vi sono strumenti burocratici e amministrativi che ci permettono di rilevare gli arrivi e le presenze al di fuori delle strutture turistiche ricettive, un tempo questo si poteva fare, qualcuno si ricorda , con la vecchia tassa di soggiorno. La realizzazione del progetto sul marchio di qualità per gli appartamenti-vacanze richiede, non solo uno sforzo organizzativo, ma anche numerose risorse economiche rappresentate ad esempio dagli incentivi ai proprietari di abitazioni destinate all’affitto per vacanze. Sul tema dei finanziamenti al turismo, spero che l’amico Giorgio Kutufà, Presidente della Fiditoscana, e anche il Ministro ci possano intrattenere, ma soprattutto indirizzare verso quei canali di finanziamento accessibili al comparto turistico sia a livello regionale, che a livello di politiche comunitarie. Questi potrebbero essere alcuni spunti alla riflessione odierna, credo però che molti altri importanti elementi emergeranno dai vari interventi della giornata. Da parte mia ho cercato di evitare una riflessione che come diceva il Sindaco in questo periodo dell’anno può emergere con facilità e riguarda l’analisi dei dati della stagione appena trascorsa. Ritengo che parlare del turismo futuro e delle prospettive di questo comparto non sia necessario farlo partendo dai dati del passato anche recente; noi tutti sappiamo quali potenzialità sono insite in questo territorio e in questo settore, ed è su queste potenzialità che dobbiamo lavorare per crescere e svilupparsi, siamo peraltro consapevoli che nelle ultime stagioni vi sono stati buoni risultati di crescita, ma vi sono stati anche dei segnali di controtendenza ed è su questi che dobbiamo trovare gli spunti positivi per continuare nel nostro lavoro di sviluppo turistico dell’intero territorio, ne cito solo alcuni di questi elementi di controtendenza: la crescita delle presenze straniere soprattutto provenienti dal Nord Europa, l’aumento, anche se minimo, del periodo di permanenza nelle strutture, l’aumento di richiesta di turismi cosiddetti alternativi, quali quello culturale, paesaggistico, ambientale, ma anche enogastronomico. La visita nelle strutture agrituristiche di oggi, ne è in qualche misura un segnale di interesse in questa direzione, e poi vi è purtroppo una constatazione negativa che continuiamo a fare e che è molto significativa per il nostro impegno futuro, la constatazione della perdurante brevità del periodo della stagione turistica. Questo credo che sia il terreno del nostro impegno futuro; all’inizio ho presentato questo incontro parlando del cinquantenario della nascita del Comune di San Vincenzo e ribadendo come questo nostro convegno si inserisca nel calendario ufficiale delle manifestazioni revocative, a questo proposito abbiamo deciso di dedicare la prima parte del pomeriggio a San Vincenzo, alla sua storia e alle sue esperienze di sviluppo turistico e lo faremo ascoltando, fra breve, la testimonianza diretta di alcuni importanti operatori. San Vincenzo continua a essere un paese dall’aspetto paesaggistico ed ambientale gradevole, come citava Lulli nel suo scritto, ,ma negli anni si è mosso e si arricchito di molte esperienze che avremo il piacere di ascoltare subito dopo, e sempre per ricordare che oggi festeggiamo i nostri primi 50 anni di vita comunale, la Giunta ha ritenuto giusto e opportuno farlo ricordando e premiando alcuni dei precursori del turismo Sanvincenzino ed alcuni importanti operatori in questa direzione. Io amo definirli operatori storici, la cui presenza nel settore turistico di San Vincenzo ha rappresentato e continua a rappresentare qualcosa di importante. Dopo questo momento, se vogliamo anche un po’ campanilista, ma importante e significativo, allargheremo i confini della discussione con gli interventi delle associazioni, degli Enti, delle istituzioni che hanno gentilmente accolto il nostro invito e che ringrazio ancora una volta per essere intervenuti.


Alessandro Lazzi, Amministratore di Riva degli Etruschi – Lazzi VI.TUR. Spa.

Vorrei intanto ringraziare dell’invito e delle belle cose che sono state dette finora e che abbiamo fatto insieme con il Comune di San Vincenzo, con il quale abbiamo avuto sempre un buon rapporto. Questo rapporto ha semplificato molto, in questi 40 anni della nostra attività che ricorreranno ormai l’anno prossimo, la possibilità di poter sviluppare e seguire il turismo nella sua evoluzione, come è avvenuto dai primi anni ’60 ad oggi. L’evoluzione del turismo ha avuto uno sviluppo abbastanza logico, così come le esigenze dello stesso utente, del cliente, che si sono manifestate e modificate nel corso degli anni. Basta pensare a quali erano le esigenze degli anni ’60, se non altro degli ambienti e degli spazi, e quelli degli anni 2000. Una modifica logica ed ovvia. E’ evidente che tutto questo viene semplificato da una serie di evoluzioni avvenute, dalla viabilità degli ultimi anni a una sempre maggiore attenzione all’ambiente, con considerazioni in merito ai parchi, piuttosto che a strutture che riprendono, rivalorizzano, tutte le nostre bellezze e che forse noi, da bravi italiani, diamo sempre per scontato, che però evidentemente lo straniero apprezza. Apprezza e questo non ce lo dobbiamo mai dimenticare; siamo abituati, io parlo da fiorentino, ad avere tutto a portata di mano e forse non apprezzarlo mai abbastanza.

Il nodo del problema è come allungare la stagione turistica, che diventa molto importante perché il mare e il caldo lo si va a cercare, o meglio si cerca di scappare dalla città probabilmente a luglio e agosto anche per una questione di ferie e anche per una questione di tempo legati agli impegni di lavoro. Sicuramente però le stagioni intermedie che vanno da aprile a giugno, da settembre ad ottobre sono legate ad altro tipo di motivazioni da parte del cliente, del consumatore. E’ importante che un cliente nel mese di aprile possa trovare e avere la possibilità di fare cose alternative, perché il tempo è bello, ma ovviamente non è possibile fare il bagno come a luglio e agosto e pertanto è importante trovare tutte queste alternative, ben proposte, come possono essere i paesi, la natura e le strutture stesse che si sono create, nei dintorni.
San Vincenzo in questo, a mio parere, è in una posizione strategica, perché con la viabilità attualmente disponibile in un paio d’ore possiamo raggiungere tutti i centri di maggior interesse culturale e parlo dai più piccoli ai più grandi, dalle grandi città ai piccoli centri, ai piccoli borghi, quindi, anche questa tendenza a rivalutare le antiche tradizioni, dalle manifestazioni storiche alle più recenti, come il palio che viene corso sul lungomare di San Vincenzo, è un notevole fattore di richiamo e di tradizione e contribuiscono e aiutano noi albergatori. Ovviamente noi dobbiamo fare il nostro, sicuramente attenzione alla qualità, attenzione al servizio, nel nostro caso attenzione a mantenere inalterato il patrimonio naturale. Questo vale anche sicuramente per altri alberghi.
Un albergo in centro città a San Vincenzo avrà altre tematiche e altre problematiche. Per noi è stato ed è molto importante mantenere questo aspetto naturale dell’origine, di come era negli anni ’60. Tutto il resto ovviamente deve derivare dallo sforzo comune, su cui secondo me sono stati fatti passi importanti. Grazie.


Augusto Ferrero, Costruzioni Ferrero Sas.

Parlare di turismo oggi, e portare novità col contributo dei nostri interventi è molto difficile perché, credo che il Sindaco Roventini e l’Assessore Di Bonito abbiano fatto un panorama per il futuro che è assolutamente condivisibile, anzi speriamo che venga opportunamente realizzato. Il mio ringraziamento per questo incontro va all’invito personale, che vuol dire legittimare la mia presenza a San Vincenzo, la mia cittadinanza Sanvincenzina per 40 anni di vita in questo Comune e in questa comunità e questo è un grazie veramente sentito che mi commuove e mi rende orgoglioso di questa partecipazione.
Vorrei solo dare due appunti.
L’economia di San Vincenzo l’ho conosciuta quando Via della Principessa era sterrata e i fagiani camminavano sulla strada, passavano forse 10 macchine al giorno; ho conosciuto quegli Amministratori che si chiamano Lido Giomi, Loriano Mencarelli, oggi il nostro Assessore, il nostro Sindaco Roventini, che hanno seguito questo percorso e la crescita di questo paese e parlarne volentieri perché questo paese, anche per i contrasti interni che ci sono stati, è cresciuto incredibilmente.
C’era la Via Aurelia che passava in mezzo alle case e non voglio essere romantico, ma le macchine che passavano attraverso le case sono state sostituite oggi da una piccola zona interessantissima che è diventato il punto d’incontro, non solo dei Sanvincenzini, ma di tutti i paesi intorno ed è apprezzatissima da tutti i turisti che vengono a San Vincenzo. Come operatore mi sento di parlare, non solo a titolo personale, delle battaglie che abbiamo condotto insieme a tanti amici che vedo qui in sala, che si sono dedicati al turismo. Mi riferisco a quegli albergatori che con noi hanno vissuto i contrasti, le battaglie con una Amministrazione che pur cercando di spingere il turismo si è sempre trovata in mezzo alle pastoie della burocrazia.
Oggi il Sindaco ha detto stiamo vedendo il nuovo Piano Regolatore, chi è qui con me, sa che 10 anni fa abbiamo chiesto le cose che il Piano Regolatore ha accolto dopo 10 anni. Se il turismo si muove di qualità, si muove anche in velocità, la gente non si muove più per accedere alle località turistiche su quattro ruote, ci va in aeroplano.
Abbiamo parlato troppo poco e questo mi sollecita a ricordarlo agli Amministratori, chi oggi vuol giocare a golf non ha altro che da scegliere nell’arco di 2000 Km, non più di 200 Km, perché quando una persona è seduta su un aereo fare 500 Km o farne 2500 è soltanto questione di perdere qualche mezzora in più o qualche ora in più, ma per andare dove vuole. Quello che diceva il Dottor Lazzi, noi abbiamo mare, coste splendide, boschi splendidi, è vero. Amo questa terra, dico che dobbiamo fare delle scelte, ma non delle scelte globali, delle scelte puntuali. Significa offrire San Vincenzo non di luglio e agosto, che siamo capaci a offrire perché è un bene che nessuno ci toglie, il sole del luglio e dell’agosto è una realtà, ma offriamo anche delle strutture di servizio, strutture di qualità, e solo il pubblico può aiutare il privato a offrirle. Ad esempio, noi siamo in una zona dove non esiste un campo da golf. Quanto movimento c’è intorno a un campo da golf fuori stagione? Perché noi dobbiamo premiare il fuori stagione, che è una realtà che manca. Noi possiamo offrire a San Vincenzo, a due ore di distanza da Firenze, Siena, Arezzo, delle cose bellissime, ma perché non c’accontentiamo dello splendido percorso dei borghi medievali e dell’Alta Maremma. Il Monferrato che è terra delle mie origini, il mio cognome lo denuncia, è riuscito in 10 anni a creare un percorso enogastronomico dei vini e delle colline del Monferrato che oggi a fine ottobre rende pieni tutti gli alberghi e gli alberghetti. Noi abbiamo una terra splendida, oltretutto abbiamo un vantaggio, un sole che non ci toglie nessuno, abbiamo borghi medievali di cui nessuno ha parlato, ma che sono splendidi. Io invito questa Amministrazione e quelle dei Comuni vicini ad impegnarsi nel rendere partecipe tutta la comunità italiana ed internazionale di un percorso limitato che caratterizza la nostra zona, perché se noi diciamo venite a San Vincenzo per andare a Siena o Firenze fuori stagione, uno va a dormire a Firenze e poi va a Siena, non parte sicuramente da San Vincenzo. Ma far conoscere i nostri borghi, Suvereto, Campiglia, Massa Marittima, Volterra, da San Vincenzo lo si può fare e questo vi assicuro può essere una delle prospettive migliori e più interessanti per caratterizzare e far conoscere San Vincenzo.
Un’ultima sollecitazione: è vero che la burocrazia dello Stato, dell’apparato, la burocrazia dei Piani Regolatori e la loro attuazione rende difficile certe decisioni, forse certe volte le rende impopolari, altre volte le rende responsabili e pericolose per certi amministratori, ma bisogna farle. Un albergo non può aspettare 10 anni, una struttura turistica non può aspettare 5 anni per adeguarsi alla richiesta del mercato turistico. Grazie e grazie agli Amministratori per le loro intenzioni.


Francesca Vierucci, Operatore del settore agriturismo.

Buonasera, io vorrei innanzitutto ringraziare il Comune perché ci ha invitato anche se come realtà che non siamo così forte e numerosa. Fa piacere che comunque abbiamo avuto questa considerazione, perché in Toscana l’agriturismo ha preso piede e conta di numerose attività che hanno un’importanza reale nel numero delle presenze del turismo. Vorrei parlare innanzitutto della mia esperienza, perché è un’attività che seguo da diversi anni, nata per passione come penso accada per la maggior parte di coloro che vanno a applicare questa forma di turismo, ed è dovuta proprio al legame che abbiamo con la natura, con la terra e l’agricoltura, ma anche con la facilità che noi di questo settore abbiamo nei rapporti molto vicini e umani con i clienti.
Probabilmente è questo il successo dell’agriturismo; infatti devo dire che c’è stato un grosso incremento negli ultimi anni e le presenze sono sempre maggiori, una richiesta sempre di qualità e per fortuna c’è una riqualificazione di questo settore che fino a pochi anni fa era un po’ declassato, troppo marginale. Adesso a San Vincenzo cominciano a sorgere diversi agriturismi, siamo 4 o 5 in questo settore, altri nuovi stanno arrivando e questo secondo me ha un’importanza a livello territoriale perché noto che il cliente dell’agriturismo è molto legato al territorio e ha una stagionalità molto più ampia, proprio per questa ricerca di ciò che è non solo il mare, ma l’aspetto storico, culturale, ambientale. I clienti dell’agriturismo arrivano e immediatamente si mettono in contatto con noi per avere tutte le notizie del territorio, abbiamo sempre bisogno di tanta documentazione da fornire, abbiamo bisogno di seguirli, fare itinerari, vogliono sapere dove sono le oasi, cosa offrono i borghi, dove andare a mangiare. E’ il turismo di una clientela che apporta un buon sostegno all’economia del territorio e questo è molto importante, perché contribuisce all’allungamento di questa benedetta stagione, che non si vada a risolvere nei due mesi di luglio e d’agosto.
Devo dire che sono state fatte tante cose, perché avere istituito ed organizzato tutti questi parchi, reso il territorio percorribile, è stato sicuramente un grosso vantaggio.
E’ molto facile per i clienti riuscire a visitare il territorio e devo dire che mentre negli anni passati, mi riferisco a quello che diceva l’ingegner Ferrero, arrivavano e cercavano spesso le grandi città d’arte, ora c’è una forte presenza ed una forte richiesta di documentazione, di conoscenza di tutto il circondario, e fa grande piacere anche a noi mandare questi clienti nei dintorni e sapere che quando tornano sono soddisfatti di quanto hanno visitato. Negli anni passati era molto più difficoltoso, sia per le spiagge, sia per i borghi e la tipicità delle cose offerte.
La fortuna dell’agriturismo deriva anche dalla socievolezza che si instaura fra noi e i clienti, ma pure fra noi operatori agrituristici. Infatti c’è un grosso legame fra di noi e questo è un forte aiuto, perché riusciamo a mantenere e soddisfare la forte richiesta della clientela che ci telefona o si presenta. Sicuramente se non trovano posto da noi, vanno dal nostro vicino, dal nostro collega dell’agriturismo accanto e questo è un grosso aiuto, sia per noi operatori agrituristici, sia per i clienti che vengono e trovano quest’aspetto molto familiare, molto amichevole di caldo che sicuramente è apprezzato dal cliente. La clientela di oggi non cerca più un’offerta standardizzata da parte delle varie strutture turistiche, cerca molto quello il contatto con il territorio e noi operatori, albergatori, commercianti, imprenditori agrituristici, sicuramente siamo quel tramite che riusciamo a dare questo contatto. La fortuna per gli agriturismi è dovuta anche al grosso ritorno di clienti che arrivano tramite il passaparola; questo dà una grossa qualità al tipo di cliente perché un buon filone di clientela soddisfatta rimanda gente di qualità, che cerca la stessa tipologia e che a sua riporta via con sé una bella immagine del nostro territorio. Mi auguro che questa unione fra noi imprenditori agrituristici, tra gli albergatori e fra tutte le varie attività turistiche, sia sempre maggiore perché è quello che fa andare via il cliente contento, perché parlare male a un cliente della struttura vicina o di un disservizio del paese è sicuramente una cosa terribile, perché nel momento che il cliente va via, ha una brutta immagine del territorio, anche se solo per una parte. E’ sempre una brutta pagina da mandare in giro, per questo mi auguro che fra noi operatori turistici di tutta San Vincenzo si crei questo legame e questa forte continuità, per dare qualità a tutta San Vincenzo. Grazie.


Fulvio Pierangelini, titolare del ristorante Gambero Rosso

Io dovrei raccontare la mia storia, molto semplice e al tempo stesso anomala in quanto mi sembra che la parola d’ordine di questo convegno sia la qualità; finalmente. Sono 20 anni che faccio questo e l’ho fatto con grandi sacrifici, l’ho fatto con un impegno assoluto, e qui vorrei fare una piccola annotazione, cioè il rapporto Amministrazione - privato è un problema, se volete storico-politico, per cui è doveroso un distinguo.
I commercianti sono quelli che comprano e rivendono, e tutto quello che è privato, per un certo tipo di Amministrazione era il commerciante. Io non sono mai stato un commerciante, la mia piuttosto è una bottega, una bottega rinascimentale se volete, e quindi ho portato avanti un discorso assolutamente fuori da ogni logica, perché la domanda ricorrente che mi fanno nel mondo è: perché a San Vincenzo? Perché amo San Vincenzo, mi piace il cielo, questo tramonto e, o forse perché sono stato così inopportuno da non fare un’analisi di mercato, uno studio per cui sicuramente tutti mi avrebbero detto ovunque, ma non a San Vincenzo. Non ci sono strade, non ci sono vie di comunicazione, non ci sono città, non ci sono commerci, le industrie sono decotte, vattene da un’altra parte se vuoi fare un discorso importante. No, io voglio stare a San Vincenzo; stare a San Vincenzo per me è stato molto importante. Non nel senso di aver sempre accettato passivamente tutto quello che mi veniva imposto, i rapporti sono sempre stati sereni, però credo che sia stato importante il mio essere a San Vincenzo in quanto se non altro ho stimolato un territorio intorno a me, che ha creato. Ho i miei allevatori che fanno dei prodotti stupendi per me, ho dei biologici che mi fanno quasi tutte le verdure per cui sono quasi autosufficiente, l’unica cosa che vorrei ricordare, visto che ho l’Amministrazione davanti è questo: la qualità, questo vorrei dirlo, molto spesso è avanguardia e l’avanguardia come tale non sempre è facile da capire, per cui chiaramente nei limiti delle leggi evidentemente ritengo che le Amministrazioni dovrebbero uscire dalle logiche rassicuranti e avere un po’ più di spregiudicatezza, o comunque di prendere una lungimiranza e capire che probabilmente alcune cose che vengono richieste non sono per un interesse privato, e questo la mia vita lo dimostra, ma qualcuno che ha un’idea avanzata e spera di essere aiutato o comunque di non essere limitato nel proprio intervento. Io vi ringrazio.


Marco D’Agliano, Presidente dell’Associazione Confcommercio San Vincenzo.

Innanzitutto ritengo doveroso ringraziare l’Amministrazione Comunale per questo invito e porto il saluto del Presidente Provinciale Piero Santini che non ha potuto partecipare a questo convegno. Parlare dopo un personaggio della natura di Fulvio Pierangelini diventa molto difficile perché miglior esempio dell’imprenditorialità di San Vincenzo non si poteva premiare e avere oggi qui presente.

All’inizio del Convegno abbiamo sentito volentieri il Sindaco parlare di qualità e poi ribadire questo concetto da parte dell’Assessore. Noi crediamo che sia importante sostenere queste iniziative, queste volontà; innanzitutto cercando di far confrontare la qualità dell’offerta sia privata che pubblica attraverso i servizi, riuscire a dare una professionalità e una preparazione ai gestori di ogni attività turistica e ricettiva con estensione al personale, riuscire a mettere in campo iniziative di largo richiamo e ripetute nel tempo per trasformare da un appuntamento sporadico in tradizioni, dato che una tradizione importante ormai l’abbiamo persa, era quella del Carnevale, era una tradizione che creava un’identità. Non l’abbiamo più questa identità, l’abbiamo messa alle spalle, stiamo lottando per averne altre, dobbiamo verificare se questa è la volontà del paese. Se questa è la volontà dobbiamo investire su queste tradizioni perché sono quelle che poi possono servire ad allungare la stagione turistica e a dare anche un’impronta al paese e a dare, come dicevo prima, un’identità, incentivare l’offerta turistica non solo attraverso altri alberghi, ma diversificando, importante è la realtà degli agriturismi. Noi della Confcommercio, come anno sociale 2000 abbiamo impegnato delle risorse economiche proprio per riuscire ad essere vicini a queste nuove, vecchie e comunque importanti attività. Ci conviene fare un’analisi per capire come mai il marchio di qualità delle seconde case a San Vincenzo non è riuscito a svilupparsi, sappiamo benissimo che questa è una realtà fondamentale: è una percentuale altissima dell’offerta ricettiva a San Vincenzo. Purtroppo non riusciamo, non siamo riusciti a mettere in campo un progetto che abbia veramente una validità per fare, trasformare estemporanei affitta appartamenti, affittacamere in personaggi di qualità, di professionalità come gli albergatori che oggi sono sul territorio. Il Sindaco parlava di Iso9000 come un qualcosa di vecchio, noi diciamo vecchio laddove ormai l’Iso9000 è diventato un marchio di qualità affermato, voluto fortemente dagli operatori, qui forse ancora non lo è e quindi sarebbe tanto importante riuscire a farlo metabolizzare dagli operatori, quelli per i quali il marchio di qualità effettivamente ha un senso; parlava poi il Sindaco dell’Iso14000, per noi è una gioia sentirlo perché ieri sulla stampa c’era un nostro articolo dove anche l’impegno sull’Iso9000 e l’Iso14000 è l’impegno del nostro prossimo anno sociale. Sicuramente tutti lo sapete, però vorrei solamente rifletterci meglio, vorrei dire quello che può portare la certificazione Iso14000. L’organizzazione, Ente Pubblico o impresa che intende adottare un sistema di gestione ambientale può farlo decidendo di aderire ad uno dei due sistemi riconosciuti che sono la norma comunitaria prevista dal regolamento Emas oppure quella internazionale mondiale della Iso14001. I vantaggi per l’organizzazione che adotta un sistema di gestione ambientale riconosciuto e pubblicamente divulgato sono: riduzione dei costi, miglioramento di immagine pubblica, integrazione con i sistemi di qualità e sicurezza, prevenzione di sanzioni economiche e penali, fiducia degli azionisti. La nostra Amministrazione emette i BOC, i buoni del Comune, quindi esistono degli azionisti, persone che investono. Significa riduzione dei rischi, riduzione dei premi assicurativi, rivalutazione del sito, corsie preferenziali per gli appalti pubblici, riconoscimento nel Mercato Europeo, facilitazione degli adempimenti agli obblighi di legge, autorizzazioni e concessioni, conformità legislativa sotto controllo e per la cittadina turistica, valore ambientale assoluto e certificato, strumento di garanzia per il turista con riconoscimento superiore a qualsiasi organizzazione nazionale o ambientalista, bandiera blu, goletta verde, ecc.
E’ evidente che se l’Amministrazione, veramente al di là dei buoni propositi oggi qui pronunciati, ci dimostra con impegni fattivi di seguire questo indirizzo, è normale che oggi noi abbiamo sentito per la prima volta usare un termine di certificazione che non è una parola fine a se stesso, non è una parola vuota, perché l’Iso14000 non la possiamo giocare come un marchio di qualità così, è una parola importante perché determina dei comportamenti che vanno a risolvere tutte le problematiche annesse all’ambiente.
Quando l’Amministrazione, e io sono certo che vorrà seguire questa strada, mi auguro fermamente che la segua, certificandosi in questo modo eviterà sicuramente i futuri problemi che purtroppo a volte San Vincenzo si è trovata di fronte, sia prima che durante che dopo la stagione turistica.
Concludendo, voglio aggiungere solamente questo: sappiamo tutti, e per tutti intendiamo ogni associazione rappresentativa del comparto, quanto sia importante affrontare il futuro, dotandosi di strumenti idonei per presentare l’immagine del nostro paese in maniera qualificata, la nostra associazione non ha mai rinunciato sia attraverso progetti che con interventi sulla stampa a stimolare, impegnandosi in prima persona, le due componenti fondamentali che possono dare valore alla parola turismo: l’Amministrazione da una parte e gli operatori dall’altra. Siamo consapevoli che in alcune occasioni, anche per raggiungere lo stesso obiettivo, è stato giocoforza percorrere strade differenti, che in alcune occasioni ogni associazione ha ignorato l’esistenza di progetti degli altri, ma non per questo si può dire che l’uno o l’altro progetto fosse tecnicamente inferiore. E’ vero che le strade non si sono spesso incontrate; che fare quindi per discutere e prepararsi veramente insieme ad affrontare il nuovo millennio? La Confcommercio lancia quest’idea che, ripeto, è supportare chiunque voglia certificarsi Iso9000, stimolando l’Amministrazione verso l’Iso14000, questo perché non si può chiudere il cerchio senza che l’Amministrazione compia questo importante passo che la porterà sicuramente ai vertici mondiali del turismo di alta qualità. La Confcommercio si impegna fin da adesso, sia a livello organizzativo che economico, per raggiungere quest’obiettivo insieme all’Amministrazione, agli operatori turistici, come gli albergatori, gli stabilimenti balneari, gli operatori commerciali, gli agriturismi, tutti sperando vivamente che si possa intraprendere una via comune di sviluppo che da anni noi andiamo chiamando patto per il turismo e che forse oggi a nostro avviso ha più che mai un senso dopo le parole del Sindaco, un senso per correre insieme distinti dai ruoli rappresentativi, ma uniti nell’individuazione unica dell’obbiettivo da raggiungere. Grazie.


Livio CRISTIANI, Presidente dell’Associazione Confesercenti San Vincenzo.

Anche la Confesercenti vuol ringraziare il Sindaco e la Giunta per questo invito e portare il proprio contributo. Non vi è dubbio che il futuro di San Vincenzo è legato al turismo, ed in questo siamo particolarmente facilitati dal fatto che non vi è presenza di industrie inquinanti, che negli anni le Amministrazioni precedenti sono state capaci, tutti insieme siamo stati forse capaci di evitare, di deturpare la natura. Alcuni errori sono stati fatti, ma non cose capitali come è successo da altre parti. Ciò nonostante parlare di turismo è comunque difficile perché si tratta di un argomento complesso che significa programmazione, promozione, studio, diversificazione delle risorse.
Argomento effettivamente difficile perché bisogna trovare il sistema diverso per integrarle, queste risorse, in modo che possano tutte insieme assumere un aspetto sinergico che è l’unico sistema per ottimizzare effettivamente i risultati. E queste cose abbiamo già iniziato a farle, tutti insieme, anche con i personaggi che credo più tardi interverranno a questo dibattito.
Occorre, anche se in modo schematico ma quanto più possibile approfonditamente, suddividere il nostro turismo in tre grandi settori: il primo è il settore turistico ricettivo, il secondo è quello delle seconde case, sulle quali si è soffermato anche il collega della unione commercianti, un settore importante che porta un grosso contributo e con tanti problemi, il terzo è tutto il resto del lavoro autonomo, costituito dal commercio, dall’agricoltura e dai suoi prodotti, e dai servizi.
La particolarità del nostro settore turistico-alberghiero, è che al di là dei grandi complessi, è costituito da un numero considerevole di alberghi, di strutture, di unità piuttosto piccole, con standard qualitativi anche abbastanza importanti perché non sfugge che a San Vincenzo i nostri alberghi sono per oltre il 90% nuovi o ristrutturati, con una buona offerta di servizi. Intendo dire quanto sia importante, sul tema degli standard, tutto ciò che riguarda un discorso d’accoglienza, e la capacità di trattenere e facilitare il soggiorno del cliente. Queste strutture, necessitano comunque a mio avviso di dilatare la loro capacità ricettiva. Questo è un argomento che è stato affrontato più volte, sentiti gli interventi precedenti, e riveste un aspetto fondamentale per la nostra associazione, profondamente impegnata in questo settore.
Il problema delle seconde case è più complesso. Si tratta intanto di un settore che porta un grosso contributo, soprattutto in certi periodi dell’anno, al numero degli arrivi e delle presenze; è sfortunatamente in mano, molto spesso, agli operatori improvvisati e questo rappresenta un problema non da poco. A nostro avviso è un settore che deve essere rivisto sul piano normativo e anche sul piano fiscale, perché il fatto che gli introiti di questo settore scontino la massima aliquota possibile in dichiarazione dei redditi, ne penalizza lo sviluppo e ne va anche della qualità dei servizi offerti. Gli sforzi fatti dall’Amministrazione Comunale di San Vincenzo cui è stato fatto riferimento più volte anche in questi interventi, non solo non hanno assortito il risultato sperato. Anche per questo motivo, so che è in corso un tentativo di questo genere anche nel Comune di Rosignano, ma è evidente che per quanto concerne l’incentivazione e lo sviluppo della qualità di questo settore, i Comuni non possono a mio avviso essere lasciati soli. Noi diciamo questo in modo particolare, perché crediamo che tutto ciò andrebbe anche nella direzione degli interessi dell’intero comparto commerciale e dell’intero mondo del lavoro autonomo, intendendovi compresi anche l’agricoltura e i suoi prodotti ed i servizi, che sono settori dei quali non sfugge l’importante aspetto sul piano economico ed occupazionale, non soltanto di occupazione giovanile.
In tutto questo nostro ragionamento non sfugge l’importanza di alcune opere pubbliche, per ciò che riguarda la crescita anche nel settore economico e turistico.
Un’importanza fondamentale la riveste il porto, forse più correttamente l’ampliamento del porto; la programmazione urbanistica, ed il momento per parlarne più diffusamente evidentemente non è questo, però il momento è felice perché siamo nel corso dell’approvazione di un piano regolatore generale, peraltro redatto in maniera estremamente nuova e moderna. In tutto questo rivestirà una grossa importanza la capacità che avremo tutti di reperire risorse economiche necessarie per portare in fondo questi nostri progetti, ed alcune di queste risorse passano anche attraverso le politiche comunitarie che saranno rappresentate più tardi dal Ministro Dottor Letta.
Gli rammenteremo, l’aspetto negativo che si profila con il discorso del pedaggio sulla superstrada, sulla nostra variante Aurelia. Sarebbe una vera iattura per la nostra economia turistica, perché potrebbe significare il ritorno nel centro urbano del traffico pesante. Se ciò avvenisse i danni per il nostro turismo sarebbero davvero incalcolabili.
Chiudo sottolineando l’importanza di questi convegni; gli interventi che ho sentito sono stati tutti importanti, gli interventi degli operatori, degli Amministratori e delle istituzioni, così come lo è stato il convegno della Provincia che è stato fatto qualche tempo fa, dal quale la nostra associazione ha tratto non pochi spunti. Ritengo, anzi sono certo, che alcuni spunti importanti li trarremo anche da questa manifestazione odierna. Al di là della simpatia che traiamo nel momento in cui vediamo festeggiare alcuni operatori del nostro paese, sono sicuramente le occasioni per fare il punto della situazione, per alcune riflessioni importanti e l’occasione anche per guardare avanti, per crescere e per migliorarci. Grazie.


Bruno PAFFI, Presidente dell’Associazione Albergatori di San Vincenzo.

E’ intanto doveroso un apprezzamento da parte della nostra associazione al fatto che il Comune abbia appositamente dedicato una giornata al tema su cui stiamo, diciamo pure, dibattendo e un ringraziamento anche agli ospiti intervenuti a testimonianza dell’importanza che viene riconosciuta al settore del turismo. La tentazione sarebbe quella di cogliere l’occasione per affrontare numerose problematiche di cui sentiamo la necessità che debbano trovare una soluzione. Per rimanere nei tempi cercherò di sintetizzare il più possibile sperando di fornire ugualmente un contributo fattivo al dibattito odierno.
Che San Vincenzo rappresenti una realtà nella nostra costa è un dato consolidato, ma che sia tutto oro quello che scaturisce dalle statistiche non è sempre vero. Dalla nostra esperienza lavorativa quotidiana, avvertiamo che il mercato è in movimento e sta cambiando. Il cliente è in evoluzione, è più preparato, più selettivo, le sue esigenze e i suoi bisogni sono cresciuti. Occorre perciò non mollare la guardia e agire in due direzioni: consolidare le posizioni raggiunte e trovare nuove nicchie di mercato per prolungare la stagione lavorativa.
Per raggiungere questi due obiettivi riteniamo che il nostro sistema debba muoversi in maniera coordinata in diverse direzioni: qualità è l’imperativo del futuro; il concetto deve essere inteso nella accezione più ampia, non solo qualità degli immobili, comfort delle camere, cucina curata, ottimo livello dei servizi, ma anche qualità nel soddisfare le aspettative del cliente, nel rispondere alle sue esigenze con flessibilità e tempestività. Ciò presuppone una maggiore professionalità, sia da parte dell’imprenditore che del personale dipendente. La formazione diventa sempre più importante per rispondere alla sollecitazioni del cliente e per competere sul mercato, specie se questa professionalità è innovativa. Il cliente è l’elemento fondamentale attorno a cui ruota tutto e la cultura dell’accoglienza integrata ad un ambiente accogliente, confortevole e funzionale può costituire un arma di indubbia efficacia per il futuro.
Qualità del privato, ma anche qualità del pubblico, infrastrutture e servizi messi in campo a disposizione dell’utente e del turista in particolare, non potranno prescindere da questo concetto di qualità. Le possibilità per operare in queste direzioni ci sono: l’operazione marchio di qualità ed il nuovo piano strutturale sono due opportunità da accogliere e da approfondire per migliorare quantitativamente e qualitativamente l’offerta al turista. Rimarremo comunque delle piccole entità e per competere con realtà ben diverse dalle nostre occorre puntare sulla specializzazione e sulla differenziazione dell’offerta al fine di incrementare ulteriormente le presenze allungando la stagione lavorativa. Anticipando un aspetto che riprenderò fra poco, occorre capire che sole e mare non saranno più sufficienti, che vivere di rendita sarà sempre più difficile. Bisognerà sviluppare maggiormente al nostro interno lo spirito associativo e all’esterno la collaborazione con le istituzioni per riuscire a formulare un’offerta complessiva ed integrata del territorio e delle sue risorse.
Il rapporto qualità prezzo diventerà sempre più l’arma che ogni turista possederà e non mancherà di usare. Questo vuol dire mettere in pratica la qualità globale di cui parlavo prima: l’abilità e la professionalità manageriale dell’operatore turistico nel gestire la propria struttura e le proprie risorse umane, la specializzazione dell’offerta e la qualità dei servizi pubblici, se forniti ad un giusto prezzo potranno costituire la risposta più valida alle attese del cliente. Non posso tralasciare il problema dei costi di gestione e la necessità di evidenziare che energia, acqua, costo del lavoro ecc. incidono molto e, a volte, in modo imprevisto come variabile fissa. Per una corretta determinazione del prezzo di vendita occorre anche certezza dei costi ed in questo sarà sempre più necessaria la collaborazione ed il dialogo con le istituzioni.
Indipendentemente da quelle che saranno le capacità individuali dei singoli nostri operatori, mi preme porre in evidenza un’altra considerazione che, insieme al concetto di qualità, potrà costituire un insostituibile fattore di crescita del nostro territorio: bisogna sviluppare maggiormente il prodotto turistico delle nostre zone. Intendo con il termine prodotto turistico parlare di un turismo coordinato che sappia coniugare al meglio le risorse presenti nel nostro territorio. Gli enti o istituzioni preposti alla gestione di ambiente, cultura, sport, enogastronomia ecc. dovranno sempre più convogliare le loro risorse nel processo di valorizzazione di un sistema integrato di offerta. Riteniamo che questa dovrà essere la strada percorribile per evitare la dispersione di risorse finanziarie, umane e culturali, con il rischio di vanificare gli sforzi dei singoli. Quest’azione coordinata pubblico privato potrà supplire alle carenze di alta stagione e stimolare la cattura di nuovi clienti in periodi di bassa stagione, mirando anche al cliente individuale, che rispetto ai gruppi organizzati è più trascurato.
Quest’azione coordinata necessiterà di un parallelo sforzo congiunto di vendita e di posizionamento strategico. L’individuazione del cliente potenziale è di fondamentale importanza, raggiungerlo diventa vi