Torre di San Vincenzo

Torre di San Vincenzo  Dall’introduzione

Una continua dialettica tra il mare e la campagna. È la costante di San Vincenzo, piccola città di mare, nella quale un moderno visita­tore difficilmente è portato a immaginare che il centro urbano sor­ga sulle rovine di un tessuto edilizio medievale preesistente e defi­nitivamente cancellato. Un vero e proprio borgo costiero, progetta­to da Pisa nel corso del XIV secolo, per una terra di frontiera, affac­ciata sul mare e in un passo obbligato, dove le colline Metallifere ser­rano il percorso lungo la via, che mette in comunicazione la pianura del fiume Cecina con quella del Cornia. Un territorio strategico perciò, popolato sia per la vicinanza a Populonia, in epoca etrusca potentissima Lucumonia, che per la presenza di minerali e di este­si boschi, quindi fonderie, che ne fecero certamente una zona industriale. Fra il IX e il V secolo A.C., infatti, venne esercitata un'intensa attività mineraria e metallurgica, che oltre al commercio di esportazione, co­stituì una fonte notevole di ricchezza.



I romani, conquistata la zona, fecero passare da San Vincenzo la consolare via Aurelia e con tutta probabilità vi costruirono un vil­laggio e un approdo, dei quali però non ci sono riscontri certi. In­vece, è sicuro che nel IX secolo in località Sanctum Vincentium, esistesse un piccolo riparo per i pellegrini, probabilmente all'ori­gine della fondazione dell'oratorio, poi trasformato in chiesa, di cui si hanno notizie a partire dal XIII secolo. E a seguito delle invasioni barbariche che i longobardi costruirono, sulla collina dominante il mare, il castello di Biserno che, con l'avvento degli imperatori ger­manici, passò in possesso dei conti della Ghcrardesca. Da qui ha inizio la storia documentata di San Vincenzo.